Camerino- Dal Friuli, la testimonianza della ricostruzione di Venzone, esempio di autodeterminazione

20 Apr 2018
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Non dimenticare mai. Fare tesoro dell’esperienza che una disgrazia, qual è un terremoto devastante, può insegnare. Trasmetterlo ad altri, affinché, a loro volta, con passione e determinazione, trovino il coraggio di affrontare delle scelte e reagire con forte spirito di unione. Un messaggio commovente e denso di significati quello racchiuso in “Venzone. Storia di un terremoto ad alta voce”, nell’ambito degli appuntamenti della biblioteca itinerante di Camerino. Condensata in un libro, la storia della ricostruzione della cittadina del Friuli, colpita da due drammatici sismi nel 1976; un esempio di ricostruzione riuscita quello della cittadina medievale di Venzone, monumento nazionale dal 1965, rifatta com’era e, per quel che è stato possibile, con le stesse pietre. Ospite di Camerino, l’autore della pubblicazione Aldo Di Bernardo, membro del consiglio di amministrazione dell’associazione ‘Amici di Venzone’ e appassionato relatore di una serie di incontri tenutisi nell’auditorium dell’ITG Antinori, con il coinvolgimento di studenti e cittadini. 6 maggio e 15 settembre le date dei due violenti terremoti che, nel 1976, rasero al suolo Venzone, portando distruzione in altri 136 comuni del Friuli Venezia Giulia, esempi di un modello di ricostruzione che ha funzionato e che ha avuto il suo principio cardine, nell’autodeterminazione della gente. Introducendo l’autore di "Venzone. La ricostruzione di un centro storico”, il dirigente dell’Antinori Giancarlo Marcelli, ha voluto ringraziare la docente del suo istituto, grazie alla quale si è potuto concretizzare l’appuntamento. La scorsa estate, grazie al progetto di gemellaggio “ Incroci di vite e di terre” che ha riunito i gruppi scout di Camerino e Gemona, i ragazzi della città ducale e i loro genitori, sono stati ospiti del comune di Gemona per un campo scout. Durante la loro permanenza in Friuli, le famiglie camerti hanno avuto l’occasione di conoscere diverse realtà del territorio, instaurando bellissimi rapporti di amicizia e scambio; oltre Gemona, una delle mète di particolare suggestione, è stata la visita della cittadina di Venzone, perfettamente ricostruita nel suo centro storico, seguendo l’antico impianto medievale. Affascinati dalla sensibilità e dal senso di appartenenza della comunità venzonese, i genitori dei ragazzi del gruppo scout camerte, hanno pensato che fosse utile per la loro città,  uno scambio di testimonianze con  chi si è trovato ad affrontare e risolvere efficacemente, i vari aspetti drammatici di una crisi dettata dagli eventi sismici.

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 “ La ricostruzione del Friuli è stata un esempio significativo di un’attività molto intelligente condotta in tempi rapidi e secondo modelli efficienti, in una zona oltretutto caratterizzata da alluvioni, frane e fenomeni naturali catastrofici, tanto che da quelle parti,ogni 15 anni bisogna ricostruire qualcosa". Così il preside Marcelli nel presentare al pubblico la testimonianza di Aldo Di Bernardo, le cui parole hanno offerto ai presenti l’esempio di come "quando c’è una volontà corale di farlo" le gravi problematiche derivanti da una catastrofe, possono trovare risoluzione. Il vero messaggio che si lancia dopo il terremoto del Friuli- ha aggiunto- è che tutte le componenti, debbono prendersi la responsabilità di decidere; avere un obiettivo comune e perseguirlo ogni volta. E questa è la particolarità di quanto avvenuto in Friuli; l’ avere avuto in primis un’ unione di intenti a tutti i livelli, ma deve essere la gente a volerlo, in maniera del tutto omogenea, abbandonando i campanilismi e ogni aspetto che possa arrecare disturbo al regolare andamento delle cose, come dovrebbero andare. Il libro che ho curato- ha spiegato  Di Bernardo- è edito dall’ Associazione Amici di Venzone che si è presa un ruolo importante per quello che riguarda la cultura della cittadina; il sodalizio infatti cura la catalogazione e la pubblicazione dei cd. Bollettini, cioè delle pubblicazioni tematiche che ogni anno vengono edite e che in questo caso parlano proprio di quello che è stato fatto nel centro storico di Venzone che, non dimentichiamolo, è Borgo monumento Nazionale già da prima del terremoto. Questo è stato uno dei tanti punti di forza, per decidere cosa fare di un centro storico raso al suolo e capire che si può parlare di restauro.

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La nostra,  è stata una ricostruzione che si è mossa in un periodo storico e in un contesto della politica, profondamente diverso da quello attuale. Il Commissario straordinario Zamberletti - ha ricordato- era un Commissario straordinario all’emergenza e non ha toccato minimamente discorsi correlati alla ricostruzione che è un fatto ordinario e non legato alla straordinarietà dell’emergenza. Una volta terminato dopo pochi mesi un mandato egregiamente svolto, Zamberletti ha lasciato lo spazio a chi doveva gestire la ricostruzione che, nel 1977, erano Regione e comune. E la gente si è presa la possibilità di decidere; non ha avuto paura di nessuno;  la nostra forza è stata quella di aver trovato l'ascolto giusto negli amministratori pubblici di tutti i livelli, dal sindaco, al parlamentare fino al Ministro di allora.. La mia opinione personale – ha sottolineato Di Bernardo- è che la classe politica di allora era rappresentata da persone che sapevano fare vera politica a favore della gente, cosa che oggi difficilmente troviamo a tutti i livelli. Per carità, ci sono dei casi buoni , troppo spesso tuttavia si creano discrasie e situazioni di conflitto che , nel caso del terremoto del Friuli, sono state invece tutte appianate. Quella volta, come nei film di Don Camillo e Peppone, i nostri politici facevano finta di baruffare, però quando si trattava di decidere e di fare le cose, non c'era verso di distruggere quella granitica unione che si era subìto creata  con il terremoto”.

C.C.

Pezzanesi dice “no” alla scissione dei Comuni del cratere e spiega il perché.

19 Apr 2018
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Pezzanesi dice “no” alla scissione dei Comuni del cratere e spiega il perché della sua opinione.

La terra contina a tremare e continua a tener banco, dunque, la questione che riguarda lo scontro tra i Comuni colpiti dal terremoto.

Determinato e convinto l’atteggiamento del sindaco di Tolentino sul tema della richiesta di scissione di alcuni Comuni del cratere che, secondo lui, andrebbe inevitabilmente a ledere la coesione tra le Comunità colpite.

<<La realtà del sisma è ben chiara a tutti noi – afferma il primo cittadino - sappiamo perfettamente quali siano le drammatiche condizioni in cui versano i Comuni epicentro del sisma e di sopralluoghi e di occasioni per costatarne la gravità ne abbiamo avuti già tutti molti e non vi è quindi bisogno di escursioni supplementari, ma questo non può dar adito agli scissionisti di credere che realtà molto più grandi, in termini di popolazione e patrimonio immobiliare, come Tolentino o San Severino Marche, ad esempio, che hanno avuto interi quartieri semi distrutti e il cui dato per persone e immobili colpiti da solo supera la popolazione degli interi Comuni sostenitori della scissione, abbiano riportato danni meno importanti, anche se ovviamente in alcuni casi meno appariscenti a livello apocalittico.

A Tolentino e San Severino Marche, ovviamente, vanno aggiunti, realtà similari quali Caldarola, Serrapetrona, Castelraimondo, Fiuminata, Sarnano, San Ginesio, Cessapalombo, Camporotondo, Colmurano, Mogliano, Loro Piceno, Ripe San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Gualdo, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Treia, Macerata, Corridonia, Pollenza, Matelica, ecc., luoghi dove la furia del terremoto, in alcuni casi, ha sconvolto duramente i connotati del patrimonio locale pubblico e privato.

Non è accettabile – continua Pezzanesi - che qualche sindaco abbia inopportunamente ignorato tutto questo e invitato altri colleghi a sostenere la scissione, quantunque vantaggiosa o doverosa , a loro dire, per i loro territori>>.

Giuseppe Pezzanesi va dritto al punto e si riferisce al sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui: <<Sindaco nominato notte tempo dal presidente nazionale dell’Anci - accusa - su segnalazione non precisa di qualcuno, responsabile del coordinamento e portavoce dei sindaci del cratere delle quattro regioni colpite dal sisma che a seguito della nomina, a più di un anno a questa parte, si è rivelato talmente attivo sul problema del sisma da non convocare mai alcuna riunione dei sindaci stessi né tantomeno scrivere loro due righe su qualsiasi urgente tematica. Colui che pretende di dare lezioni al sindaco di Tolentino, probabilmente per indole, non si è distinto per il gioco di squadra che avrebbe dovuto fare, dato il prestigioso incarico, ma per l’organizzazione della tentata fuga verso un cratere più gratificante rispetto a tutti gli altri danneggiati del sisma, con al seguito gli undici Comuni firmatari del documento ed inventa, per l’occasione, un nuovo metodo di convocazione dei tavoli di discussione, delegando per lo stesso invito il “Signor Sisma” in quanto a quella riunione casuale c’erano solo i sindaci che avevano sentito la scossa, mancando di rispetto agli altri sindaci del cratere>>.

De Micheli incontra gli studenti dell'itts Divini e il sindaco di San Severino

19 Apr 2018
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Visita istituzionale del commissario straordinario per la ricostruzione Paola De Micheli, alla città di San Severino. A riceverla, il sindaco Rosa Piermattei e la giunta comunale, poi l'incontro al teatro Feronia con gli studenti dell’Itts Divini, che è in attesa di essere ricostruito. La scuola è stata abbattuta ad aprile dello scorso anno e sono stati stanziati già 13milioni di euro per ricostruirla. L'iter realizzativo sarà seguito direttamente dall'ufficio del commissario straordinario. 

All’incontro hanno preso parte anche Benedetto Renzetti, responsabile dei progetti scuole della struttura  dell’ufficio commissariale, Giovanni Di Mambro, responsabile del settore operativo affari generali e interventi di ricostruzione dell’ufficio del commissario, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il direttore dell’Ufficio speciale per la Ricostruzione Cesare Spuri, Paolo Margione dell’ufficio Tecnico della Provincia e la dirigente scolastica Rita Traversi.

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“La commissione di gara ha già aggiudicato i lavori - ha spiegato, rassicurando gli studenti il commissario De Micheli -. Adesso tutta la documentazione è in mano all’Autorità Nazionale Anticorruzione che ci ha garantito una rapidissima istruttoria. Successivamente procederò all’aggiudicazione definitiva. Poi convocheremo la conferenza dei servizi per avere il progetto esecutivo. Una volta avuto quest’ultimo, e il via libera della conferenza, potremo aprire finalmente il cantiere. Abbiamo ipotizzato circa due mesi, due mesi e mezzo”. 

Sull’incontro chiesto dal sindaco di San Severino Rosa Piermattei per conto degli studenti, il commissario ha sottolineato: “Sono molto contenta di essere venuta oggi perché vedere come gli studenti siano così profondamente coinvolti e interessati alla ricostruzione della loro scuola, nonostante le giuste paure e le giuste preoccupazioni, è veramente un segnale straordinario. Molto della ricostruzione di questa città gira attorno alla scuola. Sappiamo bene che ci sono stati ritardi, sono ritardi tutti motivati, ma dobbiamo garantire una ricostruzione sicura che scelga professionisti, progettualità e modalità ricostruttive giuste”. 

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Oltre al tema della ricostruzione del Divini, l’incontro è servito per parlare, nel corso di un breve summit istituzionale, anche della  ricostruzione più in generale: “Non si può non vedere come, oltre alla determinazione delle istituzioni, c’è soprattutto la determinazione di rimanere a vivere in questi territori da parte delle persone – ha osservato la De Micheli -. Dobbiamo accelerare le procedure, aiutare la ricostruzione materiale, spingere ancora di più sul tema delle opere pubbliche ma dobbiamo anche occuparci della ricostruzione del tessuto economico e produttivo. Se la gente se ne va via per qualche anno c’è il rischio che non torni più. Il processo è lento ma deve avere questa efficacia e questi obiettivi”.

Il dibattito si è soffermato più volte sui numeri: “Le domande sono ancora poche, il tema vale per tutto il cratere. Da quello che ho capito, non tutte le persone sono consapevoli del fatto che le procedure che abbiamo modificato garantiscono, per esempio, il diritto di non dover anticipare nulla – ha detto la De Micheli –. E’ ovvio che c’è un po’ di paura perché la terra ancora trema, ma stiamo ricostruendo in sicurezza ed è questo uno dei motivi della lentezza. E, infine, c’è la questione degli abusi. Appena ci sarà un Governo presenteremo una proposta di norma che è una sanatoria chirurgica sui micro abusi, perché stiamo rilevando un numero importante che ferma la presentazione delle domande”.

Alla fine, il sindaco Piermattei ha voluto accompagnare la De Micheli nel cantiere della scuola provvisoria di via D’Alessandro: “Sono stati due momenti molto positivi - ha commentato il primo cittadino - e sono contenta per come sia andata. Sono un sindaco del fare e mi sono subito mossa per organizzare l’incontro con il commissario che mi era stato chiesto dai ragazzi del Divini. Ho subito avuto risposta positiva e mi sono adoperata affinché l’assemblea fosse propositiva e costruttiva al massimo. Ho voluto che tutti capissero che si sta lavorando e che non stiamo fermi a guardarci negli occhi su questo come su altri argomenti. A San Severino – ha sottolineato ancora - abbiamo duemila persone fuori casa, ben 1.100 abitazioni da ricostruire. Il lavoro non manca di certo. Oggi questa giornata però l’ho voluta dedicare ai giovani. E’ a loro che noi vogliamo dare un futuro. Ridare loro una scuola moderna e funzionale mi sembra una premessa importante per ripartire bene”.

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"Busta pesante" -Chiesto al Commissario De Micheli il rinvio dell'inizio della restituzione

19 Apr 2018
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Incontro a Roma tra i parlamentari marchigiani del PD, Alessia Morani, Mario Morgoni, Francesco Verducci e la Commissaria Straordinaria per la Ricostruzione Paola De Micheli.

Al centro del confronto, questioni che riguardano il completo superamento dell’emergenza e l’avvio della ricostruzione nei territori colpiti dal sisma. “ L’incontro con la commissaria – riferisce il senatore Morgoni- è servito a fare un quadro della situazione, delle criticità e delle questioni aperte, per capire quali possono essere i passi che andranno fatti, da qui in avanti, per cercare di dare risposte alle aspettative dei cittadini. Uno degli elementi su cui ci siamo soffermati – continua Morgoni - è stato quello della “busta paga pesante”, con una richiesta esplicita da parte nostra, di una ulteriore proroga dei i termini per la restituzione. La situazione è infatti ancora di piena emergenza e, costringere oggi il cittadino a sobbarcarsi il peso di restituire quello che è stato uno sgravio di cui si è usufruito per un anno, non avere più quel vantaggio e avere in più invece un ulteriore onere da versare allo stato diventa improponibile per cui, in prima battuta abbiamo chiesto una disponibilità per un rinvio nell'inizio della restituzione delle somme e, da parte della commissaria abbiamo constatato una disponibilità che, adesso dovrà tuttavia trovare ora nel governo attuale,( se ancora non si riuscirà a costituirne uno nuovo) una altrettanta disponibilità a inserire questo provvedimento nel Documento di Economia e Finanza, con la relativa copertura anche perché bisogna trovare delle somme per rispettare questa volontà. La posposizione di questo termine- spiega il senatore-  per lo Stato significa infatti un onere che dobbiamo essere in grado di coprire e, questo, lo deve fare ovviamente un atto del governo che recepisca tale situazione. La commissaria si è comunque impegnata a sottoporlo al governo attuale o al governo che subentrerà.  Abbiamo inoltre valutato anche tante altre situazioni;  tra queste quella concernente la situazione dei 'piccoli abusi edilizi'  che precludono la possibilità di sancire la conformità del progetto che viene presentato, rispetto a quella che era la situazione precedente; Tante le situazioni di questo genere che al momento, precludono la possibilità di far procedere molti progetti e la conseguente richiesta  di contributo allo Stato. Essendo la situazione piuttosto diffusa, la De Micheli sta lavorando per fare in modo che si possa produrre un provvedimento normativo da inserire in un prossimo decreto che riesca  a rappresentare una sorta di sanatoria. Parliamo di una sanatoria chirurgica,  cioè ovviamente limitata  ad aspetti e ad abusi marginali che non incidano sugli equilibri paesaggistici e che non stravolgano quello che è l'impianto urbanistico esistente, in modo che si possa sbloccare questa situazione sicuramente riferita a oltre il 50% degli interventi che debbono essere fatti. Altra richiesta quella concernente un ampliamento del decreto diciamo così detto “salva Peppina” che ha avuto un'applicazione molto limitata. Esigenze e richieste in questo senso anche da parte dei sindaci, motivano  la necessità di un intervento di ampliamento della possibilità di sanare quelle situazioni che hanno visto i cittadini realizzare manufatti e soluzioni abitative di emergenza e provvisorie nell'area di pertinenza o cortilizia della propria abitazione e, occorre fare in modo di riuscire a sanare queste situazioni che si evidenziano come situazioni di necessità".

Tra i temi affrontati anche una serie di altre questioni  tecniche  e operative che saranno al centro delle ordinanze in corso e, in attesa di approvazione da parte la Corte dei Conti e, che da qui a 15- 20 giorni saranno definitivamente emanate, conferendo un ulteriore slancio alla ricostruzione in termini di snellimento dell' iter, maggiore chiarezza e linearità nelle procedure, anche per quel che riguarda l'edilizia pubblica e privata. Nell'occasione del confronto, i parlamentari si sono naturalmente fatti portatori dei messaggi e delle richieste che recentemente i sindaci hanno evidenziato e sottoscritto inviandole alla loro attenzione.  

  "Abbiamo constatato sensibilità e attenzione da parte della Commissaria,  persona  competente, dotata di capacità d’iniziativa, pragmatismo e concretezza. Questo è importante- conclude Morgoni-  perché, a fronte di tante risorse stanziate, c’è bisogno di allargare qualche strettoia che si è verificata in questi mesi e, far partire finalmente con maggior decisione l'opera di ricostruzione

Career Day, Unicam e Confindustrria per l'innovazione

19 Apr 2018
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Grandi numeri per il Career Day 2018, con 60 aziende presenti, 800 studenti e giovani laureati già iscritti, 12 workshop, 8 seminari, 1 tavola rotonda, stand e presentazioni aziendali, che l’Università di Camerino e Confindustria Macerata hanno organizzato nella giornata di giovedì 19 aprile presso il Relais Borgo Lanciano. Il Career Day rappresenta la principale occasione di incontro tra studenti ed aziende, con laureandi, laureati e dottorandi che hanno avuto l’opportunità di incontrare le imprese, conoscere i responsabili delle Risorse Umane, sostenere colloqui conoscitivi e lasciare il proprio curriculum vitae. Dal canto loro le aziende partecipanti hanno avuto la possibilità di presentarsi, far conoscere la propria realtà e le opportunità offerte ai giovani laureati. L'evento, aperto dai saluti del Rettore dell'università di Camerino, Claudio Pettinari, ha visto la partecipazione di Chiara Ercoli, componente del Comitato Piccola Industria Confindustria Macerata, del sindaco di Castelraimondo renzo marinelli, con interventi della professoressa Elisabetta Torregiani, delegata del rettore ai rapporti con le imprese, e del prof. Francesco Nobili, delegato allo stage & placement.

Un sole che splende su Unicam, su Confindustria, sul territorio – le parole del Rettore di Unicam Claudio Pettinari – Il Career Day rappresenta una scelta fondamentale per il nostro ateneo che ha compreso quanto i nostri ragazzi ci stanno chiedendo. La formazione non può essere semplicemente di tipo nozionistico, ma va fatta con le imprese e sul campo, mostrando ai ragazzi quelle che sono le necessità. Noi vogliamo andare in questa direzione per il futuro dei nostri studenti”. "Sono grato all'Università di Camerino per aver scelto questa location per un appuntamento così importante – ha dichiarato il sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli – L'augurio per gli studenti è che possano avere un futuro professionale in linea con le loro aspettative e che questi incontri con le aziende servano a favorire l'incontro tra domanda e offerta per far sì che in futuro questi giovani possano contrinuire allo sviluppo del nostro territorio". Tra gli imprenditori presenti anche Sandro Parcaroli del Gruppo Med, che ha lanciato un messaggio per un "territorio che sicuramente ha bisogno di essere aiutato, soprattutto in questo momento. A questi giovani voglio dare uno stimolo a fare squadra anche nello studio per essere pronti ad affrontare un domani l'avventura nel mondo del lavoro".

Nel corso della giornata si è tenuta anche la premiazione dei vincitori del “Bando Fondazione Mike Bongiorno” dedicato agli studenti Unicam e volto a premiare il merito nonchè ad incentivare la passione dei giovani studenti, alla presenza del Presidente della Fondazione Nicolò Bongiorno, figlio di Mike. "Un evento bellissimo organizzato in una location davvero meravigliosa – così Nicolò Bongiorno – Il messaggio che ho voluto dare a questi giovani è che ci vuole coraggio soprattutto in un momento così difficile per questo territorio. Occorre la forza per essere pionieri, per guardare oltre e questo è anche il credo della Fondazione che rappresento".

"L'unione di Unicam e Unimc potrebbe rafforzare il territorio"

19 Apr 2018
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Sì ad un percorso condiviso degli atenei. Il sindaco di Macerata, Romano Carancini: “Un’interazione e integrazione di Unicam e Unimc può rafforzare in maniera importante il territorio e gli stessi atenei”.

Ieri la cerimonia di inaugurazione del 728esimo anno accademico dell’Università di Macerata, tenutasi al teatro Lauro Rossi alla presenza del magnifico rettore Francesco Adornato, del sindaco Romano Carancini e del presidente della Regione Luca Ceriscioli. Fra gli interventi, anche quello dell’illustre latinista e rettore dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, Ivano Dionigi, quello del presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane Gaetano Manfredi, quello di Silvia Mozzoni in rappresentanza del personale tecnico amministrativo di Unimc e di Mauro Giustozzi, direttore generale dell’ateneo.

Fra gli invitati, anche il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, che auspica un percorso di condivisione fra le due importanti università della provincia: “Ho molto gradito l’invito del Magnifico Rettore. Mi sono trovato a partecipare ad un’inaugurazione molto curata e con delle relazioni di rilevanza istituzionale e scientifica”. Diversi i passaggi che Pasqui ha ritenuto interessanti, soprattutto quelli in cui si è trattato della presenza di due atenei nel medesimo territorio: “è stato sottolineato il fatto che si può essere di più ma allo stesso tempo collaborare. Si può concorrere insieme, e questa forse è la parte che più mi ha colpito e che ho ritenuto positiva - ha precisato Pasqui - considerando il mio ruolo, che è quello di sindaco di una città universitaria. Sono della stessa opinione, si può fare un percorso insieme, ragionando sulle politiche universitarie. Possiamo rimanere distinti, possiamo continuare ad essere due atenei con delle politiche che fanno fede alle loro logiche, ma possiamo fare comunque insieme il percorso principale”.

 

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L’Università di Macerata, ha detto Carancini, è un “gene fondamentale della comunità”, motore culturale, sociale, economico e, certamente, luogo di elaborazione e formazione alla vita e alla professione. “Sono tanti gli spunti di riflessione inediti tratti dalle relazioni”.

Fra Unimc e Unicam c’è già una stretta collaborazione, ma ciò non toglie che si possa fare ancora di più. Lo stesso Carancini, la scorsa settimana in occasione del convegno organizzato dal Ministero dei Beni Culturali e dalla Regione, aveva espresso la propria posizione sulla possibilità che venga istituito un unico ateneo per tutta la provincia: “Proprio il professor Dionigi, nella sua mirabile prolusione, ha ripercorso storicamente la grave e ingiustificata frattura fra atenei umanistici e atenei scientifici. Credo sia necessario fare passi in avanti decisivi non certo per annullare l’uno o l’altro o per annettere l’uno all’altro, ma per rafforzare il nostro territorio. Credo - ha sottolineato - sia necessario andare oltre le semplici collaborazioni o le semplici dichiarazioni di dovere. Se l’aiuto del Ministero competente, la grande forza illuminata dei rettori, con l’aiuto dei territori, riescono a fare una considerazione che guardi oltre il semplice domani ma davvero ad un futuro per tutti, credo che una interazione e integrazione fra Unicam e Unimc possa davvero rafforzare in maniera importante il nostro territorio e naturalmente gli stessi atenei”.

Appello ai parlamentari del preside Marcelli sulla busta paga pesante

18 Apr 2018
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Il terremoto ha non solo sconvolto un intero territorio, ma continua a produrre anche conseguenze in capo alle popolazione che quasi due anni sono costrette a fare i conti con gli effetti del sisma. Uno di questi riguarda la restituzione di quanto dovuto per la cosiddetta busta paga pesante, somme che gli interessati dovranno rendere al fisco a partire dalla fine del prossimo mese di maggio. Una questione su cui prende posizione, a titolo strettamente personale, Giancarlo Marcelli, dirigente scolastico dell'Istituto “Antinori” di Camerino, con l'intento di stimolare i parlamentari. “Il tema nasce da una constatazione oggettiva – le parole del dirigente Marcelli - Quando si gestisce una comunità come una scuola, quando le persone che hanno lavorato in quella comunità scossa da situazioni drammatiche si deve cercare di interpretare il disagio che si ripercuote su queste persone, siano esse adulti o ragazzi. Ecco, allora, che bisogna affrontare le questioni con la dovuta correttezza. Dal mese di maggio, per 24 mesi, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni che hanno avuto la possibilità di percepire la cosiddetta busta paga pesante, cioè priva degli oneri associati alla fiscalità, devono tirare fuori tutte le somme che non hanno avuto trattenute. Si tratta di importi abbastanza elevati. Ritengo che si debba considerare come dalla data in cui la busta pesante è stata elargita al momento in cui viene richiesta la restituzione non è cambiato molto nello scenario del territorio. Ci sono ancora molte persone che sono in autonoma sistemazione, gente che viaggia avanti e indietro dalla costa, situazioni continue di disagio. Forse era il caso non di non dare questa opportunità, visto che le persone sono ancora nelle stesse condizioni di allora dal punto di vista economico e si trovano in assoluta difficoltà perché rischia di trovarsi con uno stipendio dimezzato o, nei casi peggiori, quasi ridotto a zero. Perché questo deve accadere? - si chiese Marcelli - Perché al disagio del vivere con difficoltà si deve aggiungere quello di vivere nella povertà? Non riesco a capirlo e per questo ho sensibilizzato non solo le istituzioni di cui faccio parte, ma anche i rappresentanti in Parlamento chiedendo loro di adoperarsi per ridurre tali disagi. Non è necessario aggiungere al danno anche la classica beffa”.

P.Recanati- Primo bilancio positivo attività Carabinieri di rinforzo CIO. Resteranno sul territorio anche a maggio

18 Apr 2018
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A Porto Recanati,  a distanza di dieci giorni dall’arrivo dei 10 Carabinieri di rinforzo appartenenti alla Compagnia d’Intervento Operativo dell’8° Reggimento “Lazio” di Roma, si può tracciare già un primo bilancio positivo.

L’attività degli uomini della Compagnia di Intervento Operativo (C.I.O.), specializzata nello svolgimento di servizi di controllo straordinario del territorio per l’attuazione di pattugliamenti, rastrellamenti, posti di blocco e di controllo,con l’impiego di 5 Fiat 16 2000td 4x4 e la dotazione del sistema “O.d.i.n.o.” , ha permesso di procedere tra gli altri all'arresto di una personae alla denuncia di altre 10, nonchè,  al sequestro di circa 40 grammi di sostanze stupefacenti tra cocaina, eroina e marijuana, all’esecuzione di 60 perquisizioni tra personali e domiciliari. Complessivamente sono state controllate  343 persone e 121 veicoli, elevate 16 contravvenzioni al codice della strada  e 2 veicoli sono stati sottoposti a sequestro.

Il reparto, che rimarrà a Porto Recanati ancora per tutto il mese di aprile, verrà richiesto al Comando Generale anche per il mese di maggio.

Recanati- Si perde in aperta campagna ma grazie ai social viene ritrovata

18 Apr 2018
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A Recanati, vicenda a lieto fine per una donna brasiliana  iscritta al corso di lingua e cultura italiana del “Campus l’Infinito”, che dopo essersi recata, a piedi, a fare la spesa presso un supermercato della  periferia, aveva perso l’orientamento. La donna,  anziché tornare sui propri passi si era allontanata ulteriormente, perdendo ogni punto di riferimento cosicchè,dopo alcune ore di cammino, si era ritrovata al buio in aperta campagna. Non sapendo più come tornare, la donna ha chiamato i Carabinieri della locale stazione ; i militari si sono subito attivati per rintracciarla, tentando telefonicamente di farsi indicare dei particolari che li aiutasse a raggiungerla, ma la donna, presa dal panico e dalla stanchezza, non riusciva ad essere precisa.

A quel punto, visto che le ricerche continuavano ad essere negative, considerato che la donna aveva fornito un numero di cellulare brasiliano, utilizzando l’applicazione Watsapp del telefono di uno dei Carabinieri, è stata  effettuata una video chiamata che ha consentito di fare una panoramica sui luoghi circostanti alla posizione della donna. Luoghi che sono stati immediatamente riconosciuti  dai soccorritori, tanto da raggiungerla in breve. 

La donna, seppur stremata, era in buoni condizioni di salute e riaccompagnata presso la sua abitazione ha espresso  il suo ringraziamento ai militari per l’aiuto fornitole. Nel salutarla i militari, augurando una buona permanenza nel comune di Recanati hanno auspicato che, un giorno, questa sua esperienza possa essere ricordata come un simpatico aneddoto della vacanza/studio nella citta Leopardiana.

Scuola, busta pesante: " i Cobas chiedono che si posticipi la restituzione dei tributi"

18 Apr 2018
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“Si posticipi e rateizzi la restituzione della busta paga pesante”. A chiederlo è il sindacato Cobas di Macerate (Comitati di base della scuola), tramite Veros Bartoloni di San Severino. 

Sono tanti infatti, i dipendenti scolastici che hanno espresso preoccupazione in vista della restituzione dei tributi sospesi (la cosiddetta busta paga pesante).

“Ci chiediamo - scrive in una nota il sindacato - se sia opportuno, in questo particolare momento, procedere al rimborso dei tributi sospesi dopo il sisma. Sono tante le difficoltà, anche economiche, che le popolazioni del cratere stanno continuando ad affrontare, che si sono ulteriormente aggravate dopo le recenti scosse che hanno reso inagibili altre abitazioni e peggiorato la situazione emotiva”. Secondo Cobas, sarebbe il caso di rimandare l’inizio della restituzione delle tasse sospese e di rateizzarlo in almeno 36 rate, “per alleviare l'impatto sullo stipendio dei lavoratori e non aggravare le loro già pesanti condizioni. Confidiamo che questo grido di disperazione della popolazione terremotata possa essere accolto, in caso contrario non esiteremo ad avviare una petizione per portare la questione all'attenzione del futuro governo”.

Città in Comune: "Sbagliate e fuori misura le dichiarazioni di Pezzanesi"

18 Apr 2018
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"Sbagliate e fuori misura le affermazioni del sindaco Pezzanesi su presunte classificazioni tra città terremotate di serie A e di serie B". Dopo il commento del sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, a seguito della lettera di alcuni sindaci dell'entroterra inviata ai neo parlamentari, interviene anche l’associazione “Città in Comune” nata da iscritti e simpatizzanti della lista "Tolentino in Comune" che ha partecipato alla scorsa tornata elettorale amministrativa. "Pezzanesi si sente discriminato? – si legge nella nota pubblicata anche sulla pagina Facebook dell’associazione - Dopo che, a un anno e mezzo dal sisma, ha rifiutato categoricamente di installare una sola SAE perché a Tolentino non servono, ora si agita perché i sindaci dei comuni montani che hanno subito danni molto pesanti chiedono comprensibilmente di poter differenziare il cratere. Dopo che a Tolentino sono piovuti 20 milioni per interventi sugli edifici senza che in un anno e mezzo lui abbia costruito nulla per i terremotati, avendo prodotto solo carta, mentre i sindaci che hanno seguito scrupolosamente e responsabilmente le direttive della protezione civile e i protocolli per la gestione dell’emergenza devono ancora vedersi completare la consegna delle casette". L’associazione non si trova d’accordo, dunque, con quanto dichiarato dal sindaco in merito alla gestione dell’emergenza dopo il sisma. "A Pezzanesi occorrono ripetizioni di logica – prosegue la nota - di misura e di senso del bene comune. O il terremoto a Tolentino ha fatto danni gravi e allora si attrezzi per dare risposte abitative subito e costruisca le SAE per chi ha diritto, oppure abbia la decenza di tacere di fronte a comunità distrutte o semidistrutte dal terremoto. Non solo sta ignorando i bisogni dei tolentinati che hanno perso la casa e ritardando irresponsabilmente l’adozione di risposte concrete, ora sta anche pregiudicando con atteggiamenti arroganti il ruolo che Tolentino riveste quale avamposto naturale e storico del territorio montano della provincia".

Un rinnovato parco giochi per la scuola dell'infanzia

18 Apr 2018
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Un nuovo parco giochi per crescere e giocare. E’ quello che l’amministrazione comunale di Belforte del Chienti ha realizzato con dei lavori di sistemazione pari a 15mila euro, nel parco della scuola dell’infanzia del paese. "Siamo molto soddisfatti – dice il sindaco, Roberto Paoloni – di questo investimento fatto per permettere ai bambini di giocare in sicurezza. Si tratta di un investimento sul futuro dei nuovi cittadini che si trovavano a trascorrere il tempo con giochi obsoleti che nel tempo avrebbero potuto diventare anche pericolosi. Era da anni – spiega – che non si metteva mano al parco giochi. Oltre ad aver acquistato nuovi giochi, abbiamo abbattuto alcuni pini che stavano rovinando la pavimentazione. Abbiamo seminato un nuovo terreno vegetale e a breve penseremo anche agli altri parchi del paese con una programmazione di lavori che ammontano a circa 22mila euro. Quelli per i bambini e per i ragazzi – conclude – sono sempre soldi ben spesi".

 

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Nei guai un 29enne. Aveva 2 chili di marjiuana

18 Apr 2018
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Un 29enne di Macerata finisce in arresto per detenzione di sostanze stupefacenti. A beccarlo, il Nucleo Mobile della Guardia di Finanza Compagnia di MacerataAveva oltre due chili di marjiuana che i militari hanno proceuto a sequestrare.

Fondamentale, si è rivelata l’intensificazione del controllo economico su tutto il territorio provinciale, soprattutto in zone ritenute “più tranquille” dagli spacciatori.

Infatti, nel corso di un servizio di pattugliamento a Piediripa di Macerata, i finanzieri hanno fermato l’autovettura condotta proprio dal ragazzo.

Date le circostanze di luogo e di tempo, i militari hanno approfondito il controllo rinvenendo, all’interno dell’autovettura, 2,129 chili di marijuana essiccata, contenuta in involucri di plastica termosaldata.

Lo stupefacente, verosimilmente destinato al “mercato” locale, è stato sottoposto a sequestro, mentre il responsabile è stato tratto in arresto e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’operazione di servizio conferma il costante impegno della Guardia di Finanza a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, in difesa della salute pubblica.

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