“Grazie”, una semplice parola, il titolo di un piccolo capolavoro

Lunedì, 30 Marzo 2020 20:05 | Letto 1238 volte   Clicca per ascolare il testo “Grazie”, una semplice parola, il titolo di un piccolo capolavoro Un tema semplice ma allo stesso tempo complicato. In cui si potrebbe dire molto o anche niente perché lascia davvero la libertà di spaziare con la fantasia. Ma tutto dipende dalla profondità, dalla capacità di riflettere. Un tema in questo caso affidato da un’insegnante di scuola media ai suoi allievi della classe prima. E queste righe, scritte da Gabriella Lucarini, fanno veramente commuovere ma soprattutto fanno sperare che in fondo un futuro migliore sia davvero possibile, perché nelle mani di questi giovani. “Ci accorgeremo che il nostro tempo può essere infinito, perché lo riempiamo di cose preziose. I sentimenti, le emozioni, i sorrisi, il piacere di vivere”. E lei, Gabriella, decide di riempire quel suo tempo di una parola: “Grazie”. Non passa inosservato ad una bambina lo sforzo che in queste settimane stanno facendo medici, infermieri, insegnanti. Gabriella rivolge un grazie anche allarcivescovo di Camerino-San Severino, Francesco Massara, per il concorso Coronart perché è un modo per riempire le vite dei bambini e per dare sfogo alla loro fantasia.Poche righe, che vale la pena di leggere con attenzione.Gaia Gennaretti*** Grazie Il tempo è un contenitore, un grande recipiente da riempire di vita. In fondo il tempo è importante solo se lo usiamo al massimo, riempiendolo con tutto quello che possiamo metterci dentro, allora non sarà tempo sprecato.  Ci accorgeremo che il nostro tempo può essere infinito, perché lo riempiamo di cose preziose. I sentimenti, le emozioni, i sorrisi, il piacere di vivere.  Le persone che amiamo, quelle a cui lasceremo le cose più preziose di noi, del nostro tempo.  In questo momento voglio riempire il mio tempo con una parola preziosa, una parola che racchiude tutto, composta solo di sei lettere, una parola che ha, soprattutto in questi giorni tristi, un grande valore, una parola magnifica: “GRAZIE”.  Grazie ai medici e agli infermieri che rinunciano al loro riposo per assistere chi ha bisogno, che rischiano la loro vita per non farla rischiare a chi dipende dalle loro cure, con generosità e amorevolezza, grazie ai professori che ce la mettono tutta per continuare ad insegnarci prendendosi cura di noi alunni dosando con sapienza e dedizione le loro parole, la luce dei pensieri, il calore di un sorriso e quando li vedo sullo schermo freddo del computer immagino a quanto gli mancano i nostri volti e le nostre voci, le corse per andare a prendere la pizza, a volte con qualche bugia, e il buongiorno con il sorriso.  Grazie ai nostri parroci che si sono organizzati per entrare nelle nostre case confortandoci poiché tutti noi non possiamo entrare nelle Chiese.  Grazie al nostro Vescovo Francesco che, come un padre ha pensato a noi bambini dandoci un “compito” molto bello, un concorso chiamato “coronart”.  Grazie a mia mamma che mi ha insegnato, tra tante cose questa semplice ma importante parola: “GRAZIE”. Gabriella Lucarini
Un tema semplice ma allo stesso tempo complicato. In cui si potrebbe dire molto o anche niente perché lascia davvero la libertà di spaziare con la fantasia. Ma tutto dipende dalla profondità, dalla capacità di riflettere. Un tema in questo caso affidato da un’insegnante di scuola media ai suoi allievi della classe prima. E queste righe, scritte da Gabriella Lucarini, fanno veramente commuovere ma soprattutto fanno sperare che in fondo un futuro migliore sia davvero possibile, perché nelle mani di questi giovani. “Ci accorgeremo che il nostro tempo può essere infinito, perché lo riempiamo di cose preziose. I sentimenti, le emozioni, i sorrisi, il piacere di vivere”. E lei, Gabriella, decide di riempire quel suo tempo di una parola: “Grazie”. Non passa inosservato ad una bambina lo sforzo che in queste settimane stanno facendo medici, infermieri, insegnanti. Gabriella rivolge un grazie anche all'arcivescovo di Camerino-San Severino, Francesco Massara, per il concorso "Coronart" perché è un modo per riempire le vite dei bambini e per dare sfogo alla loro fantasia.
Poche righe, che vale la pena di leggere con attenzione.
Gaia Gennaretti

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"Grazie"



Il tempo è un contenitore, un grande recipiente da riempire di vita. In fondo il tempo è importante solo se lo usiamo al massimo, riempiendolo con tutto quello che possiamo metterci dentro, allora non sarà tempo sprecato. 

Ci accorgeremo che il nostro tempo può essere infinito, perché lo riempiamo di cose preziose. I sentimenti, le emozioni, i sorrisi, il piacere di vivere. 

Le persone che amiamo, quelle a cui lasceremo le cose più preziose di noi, del nostro tempo. 

In questo momento voglio riempire il mio tempo con una parola preziosa, una parola che racchiude tutto, composta solo di sei lettere, una parola che ha, soprattutto in questi giorni tristi, un grande valore, una parola magnifica: “GRAZIE”. 

Grazie ai medici e agli infermieri che rinunciano al loro riposo per assistere chi ha bisogno, che rischiano la loro vita per non farla rischiare a chi dipende dalle loro cure, con generosità e amorevolezza, grazie ai professori che ce la mettono tutta per continuare ad insegnarci prendendosi cura di noi alunni dosando con sapienza e dedizione le loro parole, la luce dei pensieri, il calore di un sorriso e quando li vedo sullo schermo freddo del computer immagino a quanto gli mancano i nostri volti e le nostre voci, le corse per andare a prendere la pizza, a volte con qualche bugia, e il buongiorno con il sorriso. 

Grazie ai nostri parroci che si sono organizzati per entrare nelle nostre case confortandoci poiché tutti noi non possiamo entrare nelle Chiese. 

Grazie al nostro Vescovo Francesco che, come un padre ha pensato a noi bambini dandoci un “compito” molto bello, un concorso chiamato “coronart”. 

Grazie a mia mamma che mi ha insegnato, tra tante cose questa semplice ma importante parola: “GRAZIE”. 

Gabriella Lucarini

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