Recuperato il corpo di Daniele. Lutto cittadino a Camerino

Lunedì, 29 Giugno 2020 17:43 | Letto 5029 volte   Clicca per ascolare il testo Recuperato il corpo di Daniele. Lutto cittadino a Camerino Recuperato il corpo senza vita del 27enne Daniele Catorci, caduto in un crepaccio sulla parete nord del Gran Paradiso il mattino dello scorso sabato 27 giugno. Il giovane era con un suo amico che condivideva con lui la passione per l’alpinismo quando  è precipitato a circa 30 metri di profondità dopo che il ponte di neve che celava il crepaccio ha ceduto al peso del loro passaggio. La salma era coperta da uno spesso strato di ghiaccio. Il recupero è avvenuto ad opera degli uomini del Soccorso Alpino Valdostano con la collaborazione del S.A.G.F.  Laureato in chimica all’Università di Camerino, Daniele Catorci viveva a Trento, dove frequentava un dottorato di ricerca. Disperato il tentativo di salvataggio da parte del suo amico 28enne, il montesangiustese Sasa Polimanti che ha fatto di tutto per trattenerlo con le corde, procurandosi delle ustioni alle mani. Il giovane è ora ricoverato all’ospedale di Aosta dove dovrà subire un intervento chirurgico.  Tante le attestazioni di vicinanza e di partecipazione al dolore immenso dei genitori, i professori Paola Scocco e Andrea Catorci, docenti all’università di Camerino. Tra i primi a stringersi attorno alla famiglia il rettore e lintera comunità dellateneo di Camerino, esprimendo affetto e vicinanza. Condoglianze ai genitori di Daniele Catorci sono arrivate anche dal Sindaco e dallamministrazione comunale camerte. Al fine di esprimere alla famiglia la più profonda partecipazione di una città colpita e sgomenta di fronte a questa tragedia - è scritto nel messaggio -  il sindaco Sandro Sborgia, interpretando il comune sentimento della popolazione, proclamerà il lutto cittadino in segno di profondo rispetto e di sentito cordoglio. “È un momento che viviamo con grande rispetto, c’è poco da dire – ha affermato il primo cittadino – Per cui non possiamo fare altro che stringerci al dolore dei familiari. Siamo costernati e disorientati davanti alla tragedia che è successa e siamo tutti vicini alla famiglia”. C.C.
Recuperato il corpo senza vita del 27enne Daniele Catorci, caduto in un crepaccio sulla parete nord del Gran Paradiso il mattino dello scorso sabato 27 giugno. Il giovane era con un suo amico che condivideva con lui la passione per l’alpinismo quando  è precipitato a circa 30 metri di profondità dopo che il ponte di neve che celava il crepaccio ha ceduto al peso del loro passaggio. La salma era coperta da uno spesso strato di ghiaccio. Il recupero è avvenuto ad opera degli uomini del Soccorso Alpino Valdostano con la collaborazione del S.A.G.F.  Laureato in chimica all’Università di Camerino, Daniele Catorci viveva a Trento, dove frequentava un dottorato di ricerca. Disperato il tentativo di salvataggio da parte del suo amico 28enne, il montesangiustese Sasa Polimanti che ha fatto di tutto per trattenerlo con le corde, procurandosi delle ustioni alle mani. Il giovane è ora ricoverato all’ospedale di Aosta dove dovrà subire un intervento chirurgico.  Tante le attestazioni di vicinanza e di partecipazione al dolore immenso dei genitori, i professori Paola Scocco e Andrea Catorci, docenti all’università di Camerino. Tra i primi a stringersi attorno alla famiglia il rettore e l'intera comunità dell'ateneo di Camerino, esprimendo affetto e vicinanza. Condoglianze ai genitori di Daniele Catorci sono arrivate anche dal Sindaco e dall'amministrazione comunale camerte. Al fine di esprimere alla famiglia la più profonda partecipazione di una città colpita e sgomenta di fronte a questa tragedia - è scritto nel messaggio -  il sindaco Sandro Sborgia, interpretando il comune sentimento della popolazione, proclamerà il lutto cittadino in segno di profondo rispetto e di sentito cordoglio.
“È un momento che viviamo con grande rispetto, c’è poco da dire – ha affermato il primo cittadino – Per cui non possiamo fare altro che stringerci al dolore dei familiari. Siamo costernati e disorientati davanti alla tragedia che è successa e siamo tutti vicini alla famiglia”.

C.C.


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