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Milena Bruni: il grande amore per gli animali e la sua nuova azienda agricola ad Ussita

Giovedì, 01 Aprile 2021 17:18 | Letto 2535 volte   Clicca per ascolare il testo Milena Bruni: il grande amore per gli animali e la sua nuova azienda agricola ad Ussita In molti si stanno interessando del futuro delle aree interne, considerate marginali, quelle carenti di servizi. Anche il nostro Appennino rientra in queste “categorie”, anche i borghi dei Monti Sibillini, interessati da decenni di spopolamento rappresentano un caso studio, oggi ancor più singolare visti i terremoti che hanno accelerato i processi di desertificazione e costretto amministratori e cittadini a ripensare a un nuovo modo di viverli questi luoghi. Qualcuno teorizza da qualche tempo (e la pandemia ha aiutato), un ritorno alla vita in queste realtà, luoghi in cui accogliere cittadini stressati dal rumore di metropoli troppo veloci. Altri che qui ci sono nati, non li fanno tutti questi ragionamenti. Qui ci vivono bene nonostante tutto e ci vogliono restare e non hanno dubbi su questo. Conoscono i posti e amano quei paesaggi che riescono ad entrarti dentro. Si chiama “LIncanto degli Appennini” la nuova azienda agricola costituita da Milena Bruni ad Ussita grazie alla sua grande passione per gli animali, specie le capre. Milena non ha trent’anni e ha deciso di restare nel suo paese terremotato. Vive a Sorbo, dove un anno fa ha acquistato una casa con il suo compagno. A Sorbo non c’è nessun atro. “E’ come vivere in totale isolamento. Uno esce e vede solo macerie. Però anche il fatto di avere questo hobby degli animali, di stare sempre con loro, anche adesso col covid, ha aiutato tantissimo, perché anche se non puoi vedere tante altre persone, con loro ci puoi sempre stare”. Tra gatti, cani, capre, cavalli, papere e piccoli roditori, la vita di Milena scorre nell’impegno quotidiano della cura dei suoi animali, un mondo che per lei era una passione e non riusciva a vederlo come lavoro. “Ho deciso di intraprendere questo cammino, poter realizzare dei prodotti con il latte di capra e attivare anche una fattoria didattica per far conoscere gli animali ai bambini. Mi sono detta che lo fanno in tanti altri posti e potrebbe essere una bellissima idea farlo ad Ussita, sia per avere dei prodotti tipici di qui, sia per continuare a stare sempre più tempo con loro ma per realizzare anche qualcosa insieme a loro.” Aiutata da sua mamma veterinaria, Milena alleva attualmente una ventina di capre. Vorrebbe realizzare un laboratorio e realizzare anche prodotti cosmetici grazie al latte di capra. Poi l’idea è anche quella di trovare dei terreni per coltivare la Mela Rosa dei Sibillini e produrre marmellate. Insomma tanti sogni in cui Milena crede, spinta anche dal fatto che i turisti, o abitanti di seconde case, vogliono tornare ad Ussita. Quando chiedo a Milena cosa le manca di più della vita di prima del terremoto mi dice il palazzetto del ghiaccio, perché lì ci passava molto tempo, poi la parte turistica. “I turisti danno sia una grande mano alleconomia che alla parte sociale, alcuni sono anche amici. Manca il fatto di non vederli tutta lestate, parlarci e avere questo rapporto con loro.” Milena ha la concretezza di una ragazza che conosce il valore delle stagioni, il valore del tempo e degli spazi che non vanno sfruttati come a qualcuno piacerebbe ma vissuti nella loro autenticità. “L’importante è che ogni persona abbia la possibilità di realizzare ciò che più desidera e rimanere nel luogo in cui vuole vivere.” Barbara OlmaiAltri approfondimenti nel prossimo numero del settimanale e nella rubrica radio Prima le persone http://www.appenninocamerte.info/podcast/itemlist/category/121-primalepersone
In molti si stanno interessando del futuro delle aree interne, considerate marginali, quelle carenti di servizi. Anche il nostro Appennino rientra in queste “categorie”, anche i borghi dei Monti Sibillini, interessati da decenni di spopolamento rappresentano un caso studio, oggi ancor più singolare visti i terremoti che hanno accelerato i processi di desertificazione e costretto amministratori e cittadini a ripensare a un nuovo modo di viverli questi luoghi. Qualcuno teorizza da qualche tempo (e la pandemia ha aiutato), un ritorno alla vita in queste realtà, luoghi in cui accogliere cittadini stressati dal rumore di metropoli troppo veloci. Altri che qui ci sono nati, non li fanno tutti questi ragionamenti. Qui ci vivono bene nonostante tutto e ci vogliono restare e non hanno dubbi su questo. Conoscono i posti e amano quei paesaggi che riescono ad entrarti dentro.

Si chiama “L'Incanto degli Appennini” la nuova azienda agricola costituita da Milena Bruni ad Ussita grazie alla sua grande passione per gli animali, specie le capre. Milena non ha trent’anni e ha deciso di restare nel suo paese terremotato. Vive a Sorbo, dove un anno fa ha acquistato una casa con il suo compagno. A Sorbo non c’è nessun atro. “E’ come vivere in totale isolamento. Uno esce e vede solo macerie. Però anche il fatto di avere questo hobby degli animali, di stare sempre con loro, anche adesso col covid, ha aiutato tantissimo, perché anche se non puoi vedere tante altre persone, con loro ci puoi sempre stare”.

Tra gatti, cani, capre, cavalli, papere e piccoli roditori, la vita di Milena scorre nell’impegno quotidiano della cura dei suoi animali, un mondo che per lei era una passione e non riusciva a vederlo come lavoro. “Ho deciso di intraprendere questo cammino, poter realizzare dei prodotti con il latte di capra e attivare anche una fattoria didattica per far conoscere gli animali ai bambini. Mi sono detta che lo fanno in tanti altri posti e potrebbe essere una bellissima idea farlo ad Ussita, sia per avere dei prodotti tipici di qui, sia per continuare a stare sempre più tempo con loro ma per realizzare anche qualcosa insieme a loro.”

Aiutata da sua mamma veterinaria, Milena alleva attualmente una ventina di capre. Vorrebbe realizzare un laboratorio e realizzare anche prodotti cosmetici grazie al latte di capra. Poi l’idea è anche quella di trovare dei terreni per coltivare la Mela Rosa dei Sibillini e produrre marmellate. Insomma tanti sogni in cui Milena crede, spinta anche dal fatto che i turisti, o abitanti di seconde case, vogliono tornare ad Ussita.

Quando chiedo a Milena cosa le manca di più della vita di prima del terremoto mi dice il palazzetto del ghiaccio, perché lì ci passava molto tempo, poi la parte turistica. “I turisti danno sia una grande mano all'economia che alla parte sociale, alcuni sono anche amici. Manca il fatto di non vederli tutta l'estate, parlarci e avere questo rapporto con loro.” Milena ha la concretezza di una ragazza che conosce il valore delle stagioni, il valore del tempo e degli spazi che non vanno sfruttati come a qualcuno piacerebbe ma vissuti nella loro autenticità. “L’importante è che ogni persona abbia la possibilità di realizzare ciò che più desidera e rimanere nel luogo in cui vuole vivere.”

Barbara Olmai

Altri approfondimenti nel prossimo numero del settimanale e nella rubrica radio "Prima le persone" http://www.appenninocamerte.info/podcast/itemlist/category/121-primalepersone

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