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Sbloccato il Psr 2018 per le aziende agricole del sisma

Lunedì, 24 Gennaio 2022 12:15 | Letto 431 volte   Clicca per ascolare il testo Sbloccato il Psr 2018 per le aziende agricole del sisma Fondi sbloccati, ossigeno per le casse di oltre 50 aziende agricole dell’area cratere che attendevano risposte dal 2018. Esulta Coldiretti Marche al termine di un lungo pressing sugli uffici regionali per lo scorrimento della graduatoria del bando del Psr a sostegno degli investimenti delle imprese agricole ricadenti in zona sisma. “Parliamo – spiegano da Coldiretti Marche – di domande che erano state giudicate ammissibili, addirittura oggetto di istruttoria positiva, ma non finanziabili perché non c’era disponibilità finanziaria. Un paradosso se pensiamo che finora è stato utilizzato appena il 44% delle risorse assegnate dall’Unione Europea e che anche quest’anno si rischiava di non raggiungere gli obiettivi di performance, poi raggiunti, mentre c’è ancora gran parte della regione in difficoltà dall’agosto 2016”. Quattro anni di attesa. E dubbi anche su come muoversi alla luce del nuovo Bando Investimenti 2022 rispetto ai progetti già presentati. Il Bando Sisma 2018 prevedeva il sostegno a progetti legati all’introduzione di nuove tecnologie, innovazioni di processo e di prodotto, sicurezza sul lavoro, benessere animale, sostenibilità ambientale, avviamento di laboratori per la trasformazione e di punti per la vendita diretta dei prodotti aziendali. Le aziende che beneficiano dello scorrimento della graduatoria sono prevalentemente delle province di Macerata, Fermo e Ascoli ma non ne mancano dalla zona di Fabriano. Nel 2018, all’apertura del bando, erano state presentate oltre 500 domande. Solo 283 erano state dichiarate ammissibili e di queste solo 203 finanziabili. “Lo scorrimento della graduatoria è molto rilevante ed ha un’importanza storica – concludono da Coldiretti Marche la presidente Maria Letizia Gardoni e il direttore Alberto Frau – perché chiude dopo 4 anni un capitolo fondamentale che era rimasto in sospeso, lasciando le aziende nell’oblio, e garantisce che tutte le economie possibili derivate dai fondi sisma vengano riutilizzate sulle medesime aree. Risultato rilevante anche a fronte della sfida per l’N+3 anno 2022, che vedrà la Regione Marche vincolata a pagare almeno oltre 100 milioni entro fine anno, pena il recupero fondi da parte della Commissione Europea. Una sfida che può essere vinta se proseguiranno le sinergie messe in campo finora. Per Coldiretti, che non ha mai mollato di un centimetro la partita, è un grandissimo risultato che consentirà alle imprese di programmare investimenti e attività, facendo fronte a questo periodo buio che ha aggiunto crisi pandemica e rincari energetici alle ancora aperte ferite del terremoto.Finalmente, grazie a Coldiretti, le aree sisma rivedono un po’ di luce”.
Fondi sbloccati, ossigeno per le casse di oltre 50 aziende agricole dell’area cratere che attendevano risposte dal 2018.
Esulta Coldiretti Marche al termine di un lungo pressing sugli uffici regionali per lo scorrimento della graduatoria del bando del Psr a sostegno degli investimenti delle imprese agricole ricadenti in zona sisma.
“Parliamo – spiegano da Coldiretti Marche – di domande che erano state giudicate ammissibili
, addirittura oggetto di istruttoria positiva, ma non finanziabili perché non c’era disponibilità finanziaria. Un paradosso se pensiamo che finora è stato utilizzato appena il 44% delle risorse assegnate dall’Unione Europea e che anche quest’anno si rischiava di non raggiungere gli obiettivi di performance, poi raggiunti, mentre c’è ancora gran parte della regione in difficoltà dall’agosto 2016”. Quattro anni di attesa. E dubbi anche su come muoversi alla luce del nuovo Bando Investimenti 2022 rispetto ai progetti già presentati. Il Bando Sisma 2018 prevedeva il sostegno a progetti legati all’introduzione di nuove tecnologie, innovazioni di processo e di prodotto, sicurezza sul lavoro, benessere animale, sostenibilità ambientale, avviamento di laboratori per la trasformazione e di punti per la vendita diretta dei prodotti aziendali. Le aziende che beneficiano dello scorrimento della graduatoria sono prevalentemente delle province di Macerata, Fermo e Ascoli ma non ne mancano dalla zona di Fabriano. Nel 2018, all’apertura del bando, erano state presentate oltre 500 domande. Solo 283 erano state dichiarate ammissibili e di queste solo 203 finanziabili.
“Lo scorrimento della graduatoria è molto rilevante ed ha un’importanza storica – concludono da Coldiretti Marche la 
presidente Maria Letizia Gardoni e il direttore Alberto Frau – perché chiude dopo 4 anni un capitolo fondamentale che era rimasto in sospeso, lasciando le aziende nell’oblio, e garantisce che tutte le economie possibili derivate dai fondi sisma vengano riutilizzate sulle medesime aree. Risultato rilevante anche a fronte della sfida per l’N+3 anno 2022, che vedrà la Regione Marche vincolata a pagare almeno oltre 100 milioni entro fine anno, pena il recupero fondi da parte della Commissione Europea. Una sfida che può essere vinta se proseguiranno le sinergie messe in campo finora. Per Coldiretti, che non ha mai mollato di un centimetro la partita, è un grandissimo risultato che consentirà alle imprese di programmare investimenti e attività, facendo fronte a questo periodo buio che ha aggiunto crisi pandemica e rincari energetici alle ancora aperte ferite del terremoto.Finalmente, grazie a Coldiretti, le aree sisma rivedono un po’ di luce”.

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