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Camerino, taglio del nastro per il Centro pastorale diocesano

Lunedì, 10 Giugno 2024 11:44 | Letto 1022 volte   Clicca per ascolare il testo Camerino, taglio del nastro per il Centro pastorale diocesano Grande festa a Camerino, con centinaia di partecipanti, per linaugurazione nei locali dellex seminario del nuovo Centro pastorale diocesano, il cui Oratorio è  intitolato alla memoria di Stefania Scuri e Maurizio Cavallaro, due figure che per spirito di servizio, capacità di intessere relazioni sociali e per impegno di prossimità, hanno lasciato un segno indelebile nella storia cittadina. Una ristrutturazione che è stata realizzata grazie ai fondi messi a disposizione dalla struttura commissariale e agli importanti contributi della Conferenza Episcopale Italiana, della Caritas dellotto per mille della Chiesa Cattolica e alla generosità di numerosissimi benefattori. Prima del taglio del nastro, al quale hanno preso parte i familiari di Stefania Scuri e Maurizio Cavallaro, accanto al parroco don Marco Gentilucci, l’Arcivescovo Francesco Massara ha benedetto la nuovissima struttura: «Sono sempre i sogni a dare forma al mondo sono sempre i sogni a fare la realtà». Mons. Massara ha preso da spunto le parole di un brano del rocker Luciano Ligabue per dire di un sogno che ha iniziato a maturare quando è arrivato a Camerino e ha visto la struttura dellex seminario danneggiata dal sisma, «credo l’unica in Italia dove, nello stesso posto, dora in poi si incontreranno ragazzi, bambini, giovani universitari anziani sacerdoti». Dunque, un edificio in grado di realizzare uno scambio intergenerazionale tra tre generazioni, un ponte tra passato, presente e futuro. Oltre che della città di Camerino, il nuovo Centro pastorale sarà aperto anche alla partecipazione e disponibilità dei comuni di limitrofi: «Dobbiamo imparare a uscire dai localismi – ha detto lArcivescovo specificando che ogni paese ha bisogno di un campanile ma non di un campanilismo. All’interno dellampia e funzionale struttura, adeguatamente arredata, ben 33 sono i posti letto riservati agli studenti universitari. Dopo linaugurazione in centro storico del residence Next generation avvenuta del 2020, il nuovo edificio garantirà pertanto ulteriore disponibilità di alloggi agli universitari. Parte della struttura è riservata alla casa del clero con camere per i sacerdoti anziani; altra realtà a piano terra  è il centro di ascolto della Caritas diocesana che è stato dedicato alla memoria di Monsignor Renzo Rossi, sacerdote il cui percorso di fede e di vita è stato esempio di generosità e aiuto materiale ai più bisognosi.  Intitolati a Monsignor Quinto Martella, gli ampi spazi esterni dedicati all’attività sportiva dove figurano un campo da calcetto, un campo da pallavolo, gazebi e aree di socializzazione per i ragazzi. Spazi che presto saranno ulteriormente arricchiti con spogliatoi e, grazie all’apporto di ulteriori benefattori, anche con attrezzi ginnici per cimentarsi in una vera e propria palestra a cielo aperto. A otto anni dalle dure ferite inferte dal sisma del 2016, l’esempio forte che l’Arcidiocesi ha inteso portare avanti è quello di una ricostruzione a tutto tondo, strutturale, sociale ed economica. Tre elementi che sono alla base del centro pastorale che, in una società senza punti di riferimento, rappresenta una sfida controcorrente e un forte segnale di speranza. «Lapertura del nuovo centro pastorale è stata sicuramente una cosa molto attesa ed emozionante, soprattutto perché con questa struttura si recupera uno spazio veramente destinato allaggregazione dei giovani e dei più piccoli. Forse il primo della città». Così si esprime Riccardo Cellocco, responsabile del gruppo giovani diocesano -. Gli spazi, sia interni che esterni sono stati pensati e realizzati proprio per permettere le attività dedicate ai bambini e ai ragazzi, anche attraverso un’area sportiva di tutto rispetto. Già da oggi, lunedì 10 giugno si comincia a vivere il nuovo spazio con linizio del cre Grest (attività svolta finora avanti la chiesa di San Venanzio) e con più di 120 bambini che renderanno viva lintera struttura. Questo edificio rimane anche molto simbolico perché vede le nuove generazioni riavvicinarsi verso il centro storico, creando un ponte tra la Camerino nuova che si sviluppa ai piedi della collina e la Camerino storica che domina dall’alto». C.C.
Grande festa a Camerino, con centinaia di partecipanti, per l'inaugurazione nei locali dell'ex seminario del nuovo Centro pastorale diocesano, il cui Oratorio è  intitolato alla memoria di Stefania Scuri e Maurizio Cavallaro, due figure che per spirito di servizio, capacità di intessere relazioni sociali e per impegno di prossimità, hanno lasciato un segno indelebile nella storia cittadina.
Una ristrutturazione che è stata realizzata grazie ai fondi messi a disposizione dalla struttura commissariale e agli importanti contributi della Conferenza Episcopale Italiana, della Caritas dell'otto per mille della Chiesa Cattolica e alla generosità di numerosissimi benefattori.
Prima del taglio del nastro, al quale hanno preso parte i familiari di Stefania Scuri e Maurizio Cavallaro, accanto al parroco don Marco Gentilucci, l’Arcivescovo Francesco Massara ha benedetto la nuovissima struttura: «Sono sempre i sogni a dare forma al mondo sono sempre i sogni a fare la realtà». Mons. Massara ha preso da spunto le parole di un brano del rocker Luciano Ligabue per dire di un sogno che ha iniziato a maturare quando è arrivato a Camerino e ha visto la struttura dell'ex seminario danneggiata dal sisma, «credo l’unica in Italia dove, nello stesso posto, d'ora in poi si incontreranno ragazzi, bambini, giovani universitari anziani sacerdoti». Dunque, un edificio in grado di realizzare uno scambio intergenerazionale tra tre generazioni, un ponte tra passato, presente e futuro. Oltre che della città di Camerino, il nuovo Centro pastorale sarà aperto anche alla partecipazione e disponibilità dei comuni di limitrofi: «Dobbiamo imparare a uscire dai localismi – ha detto l'Arcivescovo specificando che ogni paese ha bisogno di un campanile ma non di un campanilismo. All’interno dell'ampia e funzionale struttura, adeguatamente arredata, ben 33 sono i posti letto riservati agli studenti universitari. Dopo l'inaugurazione in centro storico del residence Next generation avvenuta del 2020, il nuovo edificio garantirà pertanto ulteriore disponibilità di alloggi agli universitari.
don renzo Rossi

Parte della struttura è riservata alla casa del clero con camere per i sacerdoti anziani; altra realtà a piano terra  è il centro di ascolto della Caritas diocesana che è stato dedicato alla memoria di Monsignor Renzo Rossi, sacerdote il cui percorso di fede e di vita è stato esempio di generosità e aiuto materiale ai più bisognosi.
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Intitolati a Monsignor Quinto Martella, gli ampi spazi esterni dedicati all’attività sportiva dove figurano un campo da calcetto, un campo da pallavolo, gazebi e aree di socializzazione per i ragazzi. Spazi che presto saranno ulteriormente arricchiti con spogliatoi e, grazie all’apporto di ulteriori benefattori, anche con attrezzi ginnici per cimentarsi in una vera e propria palestra a cielo aperto.
A otto anni dalle dure ferite inferte dal sisma del 2016, l’esempio forte che l’Arcidiocesi ha inteso portare avanti è quello di una ricostruzione a tutto tondo, strutturale, sociale ed economica. Tre elementi che sono alla base del centro pastorale che, in una società senza punti di riferimento, rappresenta una sfida controcorrente e un forte segnale di speranza.

«L'apertura del nuovo centro pastorale è stata sicuramente una cosa molto attesa ed emozionante, soprattutto perché con questa struttura si recupera uno spazio veramente destinato all'aggregazione dei giovani e dei più piccoli. Forse il primo della città». Così si esprime Riccardo Cellocco, responsabile del gruppo giovani diocesano -. Gli spazi, sia interni che esterni sono stati pensati e realizzati proprio per permettere le attività dedicate ai bambini e ai ragazzi, anche attraverso un’area sportiva di tutto rispetto. Già da oggi, lunedì 10 giugno si comincia a vivere il nuovo spazio con l'inizio del cre Grest (attività svolta finora avanti la chiesa di San Venanzio) e con più di 120 bambini che renderanno viva l'intera struttura. Questo edificio rimane anche molto simbolico perché vede le nuove generazioni riavvicinarsi verso il centro storico, creando un ponte tra la Camerino nuova che si sviluppa ai piedi della collina e la Camerino storica che domina dall’alto».

C.C.
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