Da oggi a Fabriano non si nasce più. Ricorso al Tar per fermare la chiusura del punto nascite

Mercoledì, 20 Febbraio 2019 11:04 | Letto 836 volte   Clicca per ascolare il testo Da oggi a Fabriano non si nasce più. Ricorso al Tar per fermare la chiusura del punto nascite Si chiudono le porte del punto nascite di Fabriano e entro la serata di oggi le ultime mamme che hanno partorito lì saranno dimesse. Ma potrebbe ancora non essere tutto perduto dato che ieri è stato depositato al Tar delle Marche un ricorso per chiedere la sospensiva alla chiusura. La struttura infatti rimarrà comunque intatta finché i giudici amministrativi non si saranno pronunciati e finché i sindaci del fabrianese, insieme al governatore Luca Ceriscioli non avranno incontrato il ministro alla salute Giulia Grillo.  “La Regione - dice il sindaco Gabriele Sanatarelli - sostiene di aver fatto tutto il possibile per salvare il Punto Nascita. Ovviamente io rimango della mia idea e cioè che si poteva fare molto di più soprattutto in passato nella ricerca di pediatri, cosa che ci avrebbe posto in una condizione del tutto diversa nei confronti del Comitato Percorso Nascita. La paura espressa dalla Regione rimane quella di vedersi ridotti i trasferimenti dello Stato per la sanità di una cifra che potrebbe andare dai 30 ai 60 milioni di euro. La notizia positiva, che dovremo sfruttare in tutti i modi, è che il tempo a disposizione per provare a percorrere altre strade non scade il 20 febbraio”. Se la Regione ha alzato bandiera bianca, arrendendosi peraltro a parametri stabiliti dall’allora ministro Beatrice Lorenzin e applicati dalla stessa Regione, per quanto si possa dar colpa alla Grillo, il sindaco Gabrielli annuncia di non arrendersi. E ieri ha presentato il ricorso: “Abbiamo raccolto tutti i documenti necessari per consentire all’avvocato incaricato di ricostruire l’intera vicenda e di dimostrare come sia impensabile e irresponsabile condannare le mamme del nostro intero territorio a viaggi della speranza nei quali ci si mette nelle mani del destino. Una volta depositato - prosegue - e avviato l’iter chiederemo agli altri comuni di intervenire ad adiuvandum per dare forza all’azione”. Poi, sempre nella giornata di ieri Santarelli ha scritto a Regione e Ministero per considerare la “Sospensione di termini in materia di Sanità”, che prevederebbe che il “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi allassistenza ospedaliera non si applichi nei Comuni del cratere, se interviene il parere favorevole del Tavolo di Monitoraggio. g.g.

Si chiudono le porte del punto nascite di Fabriano e entro la serata di oggi le ultime mamme che hanno partorito lì saranno dimesse. Ma potrebbe ancora non essere tutto perduto dato che ieri è stato depositato al Tar delle Marche un ricorso per chiedere la sospensiva alla chiusura. La struttura infatti rimarrà comunque intatta finché i giudici amministrativi non si saranno pronunciati e finché i sindaci del fabrianese, insieme al governatore Luca Ceriscioli non avranno incontrato il ministro alla salute Giulia Grillo. 

“La Regione - dice il sindaco Gabriele Sanatarelli - sostiene di aver fatto tutto il possibile per salvare il Punto Nascita. Ovviamente io rimango della mia idea e cioè che si poteva fare molto di più soprattutto in passato nella ricerca di pediatri, cosa che ci avrebbe posto in una condizione del tutto diversa nei confronti del Comitato Percorso Nascita. La paura espressa dalla Regione rimane quella di vedersi ridotti i trasferimenti dello Stato per la sanità di una cifra che potrebbe andare dai 30 ai 60 milioni di euro. La notizia positiva, che dovremo sfruttare in tutti i modi, è che il tempo a disposizione per provare a percorrere altre strade non scade il 20 febbraio”.

Se la Regione ha alzato bandiera bianca, arrendendosi peraltro a parametri stabiliti dall’allora ministro Beatrice Lorenzin e applicati dalla stessa Regione, per quanto si possa dar colpa alla Grillo, il sindaco Gabrielli annuncia di non arrendersi. E ieri ha presentato il ricorso: “Abbiamo raccolto tutti i documenti necessari per consentire all’avvocato incaricato di ricostruire l’intera vicenda e di dimostrare come sia impensabile e irresponsabile condannare le mamme del nostro intero territorio a viaggi della speranza nei quali ci si mette nelle mani del destino. Una volta depositato - prosegue - e avviato l’iter chiederemo agli altri comuni di intervenire ad adiuvandum per dare forza all’azione”. Poi, sempre nella giornata di ieri Santarelli ha scritto a Regione e Ministero per considerare la “Sospensione di termini in materia di Sanità”, che prevederebbe che il “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera" non si applichi nei Comuni del cratere, se interviene il parere favorevole del Tavolo di Monitoraggio.

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