Notizie di cronaca nelle Marche

Traffico bloccato e code sulla supertrada 77 Valdichienti all'altezza di Tolentino per un camper che improvvisamente ha preso fuoco. Pronto l'intervento sul posto dei vigili del fuoco del locale distaccamento che hanno provveduto a spegnere l'incendio. Fortunatamente non si sono registrate conseguenze per le persone che viaggiano sul caravan, ma soltanto disagi,come detto, per gli automobilisti che sono stati costretti all'improvviso rallentamento.       

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https://youtu.be/B4jcopi7-6g (link per il video del rogo)

 
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Iniziativa particolare del gruppo scout di Camerino, che accompagnati dal consigliere comunale Leo Marucci hanno visitato il centro storico della città ducale in gran parte ancora interdetto per le conseguenze del sisma. "Gli scout di Camerino hanno voluto fare un giro in centro per firmare le loro carte di clan – spiega il consigliere Marucci – Nell'occasione abbiamo anche fatto un giro all'interno della zona rossa perchè i ragazzi, pur essendo di Camerino, non avevano ancora avuto modo di rendersi conto della situazione nella loro città. Così hanno potuto vedere lo stato dei fatti mantenendo intatto il loro amore per il centro storico, dal momento che i lavori di ripristino saranno lunghissimi e saranno proprio loro, tra molti anni, a godere della nuova Camerino".

 

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Venerdì, 30 Marzo 2018 17:36

Consegnate le ultime 21 casette di Ussita

Consegnate nella tarda mattinata le ultime 21 casette di Ussita. Rientrati nella loro terra altri 36 abitanti. Alla cerimonia di consegna, accanto al Commissario Straordinario prefettizio Passerotti e al suo vice Di Martino, hanno presenziato il Presidente della Regione Ceriscioli con l'assessore alla Protezione Civile Sciapichetti, l'Arcivescovo Brugnaro e il parroco Mons. Tranzocchi, il presidente della Provincia Pettinari, il presidente del Parco Olivieri, altre autorità civili e militari. Una giornata da ricordare per il ricostituirsi di una comunità che il sisma ha fortemente disgregato in un paese completamente devastato ed evacuato.  Gioia mista a commozione nei volti dei 36 ussitani, rientrati in paese; vanno ad aggiungersi ai 137 cittadini delle altre strutture abitative provvisorie già consegnate in precedenza e, ai compaesani che hanno già potuto far rientro, utilizzando le proprie dimore dichiarate agibili. E' di 88 il numero totale delle SAE consegnate ad Ussita per il rientro di circa 200 persone. La cerimonia ha anche rappresentato l'occasione per uno scambio di auguri per la Santa Pasqua con la benedizione da parte dell'arcivescovo Francesco e di don Nello.

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Di grande qualità le infrastrutture di completamento che hanno richiesto grande lavoro da parte delle maestranze della ditta Rossetti di Castignano. Suggestivo l'impatto visivo delle 'casette' consegnate, vicine alla piazza di Ussita, con il Monte Bove che le guarda dall'alto.

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A ricevere le chiavi dell'alloggio di servizio consegnato ai militari di Ussita,  il Tenente Roberto Cara, comandante della Compagnia Carabinieri di Camerino 

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 " Mi ritengo fortunato per essere potuto riuscito a concludere un percorso che ha visto la sinergia delle istituzioni e degli uffici preposti- ha dichiarato il Commissario straordinario Mauro Passerotti-  Il monitoraggio stretto sui cantieri da parte del comune e dei suoi uffici, ha fatto sì che non si siano registrate problematiche particolari, se non quelle fisiologiche. E' la conclusione di un procedimento significativo che vede il rientro complessivo di tutte le famiglie; un nuovo inizio in una comunità che è già ripartita. Una volta appurato infatti che le  SAE  stavano andando nella giusta direzione,  ci siamo dedicati ad altro. Oggi- ha aggiunto Passerotti-  abbiamo una serie di finanziamenti che assommano ad oltre 50 milioni di euro e, consentiranno al territorio di riprendere la sua vitalità.  Finanziamenti e priorità che sono state anch'essi determinati  in sinergia tra uffici comunali, Regione e Provincia e che guardano al rilancio del territorio. Risorse che andranno a favore degli impianti, della casa di riposo, palazzo del ghiaccio, piano delle chiese, caserma e piano di riduzione di rischio idrogeologico  e, prima questi denari ci verranno trasferiti, meglio sarà, anche perchè il comune di Ussita ha fatto un grosso sforzo di avanzamento burocratico, rispettando tutte le incombenze per cui,  gli uffici comunali sono pronti a gestire tale flusso finanziario". Da ultimo il Commissario Passerotti ha evidenziato l'esigenza di uno snellimento  dei processi burocratici  e di un forte coordinamento tra tutti i comuni del cratere sismico, tra istituzioni e competenze. " Ci sarà  bisogno di gente fattiva che ha conoscenza dei meccanismi burocratici delle istituzioni, che ha competenza ed esperienza personale di lavoro per cercare di ottimizzare i livelli e le capacità singole di ciascun ufficio, lavoro essenziale per la migliore riuscita di ogni attività".

Tra i risultati raggiunti con le messe in sicurezza, il Commissario ha annunciato la riduzione della 'zona rossa' di Ussita e, l'imminente riapertura di via Roma.

 Ringraziamenti da parte del presidente Ceriscioli al Commissario, per il lavoro svolto. " C'è diversità da quando ci siamo incontrati la prima volta circa un anno fa. Allora era determinato ma anche intimorito; oggi lo vedo grintoso e soddisfatto. Di fronte alla difficoltà, la risposta giusta è sempre quella di mettersi al lavoro, di collaborare e fare insieme quello che c'è da fare. Un anno fa qui c'era una spianata di materiale e di mezzi e, vedere oggi la bellezza di quello che è stato realizzato non può che rallegrare. Si restituisce una casa che serve ad accompagnare un percorso che è quello che va dall'uscita dell'emergenza alla ricostruzione e, fatto con la qualità che è sotto gli occhi di tutti e con dignità, fa capire che chi verrà a stare qui avrà tutto il necessario per superare questa fase e pensare alla ricostruzione. Oggi siamo già con la testa più avanti e con l'impegno proteso per una fase successiva.  Come ricordato dal Commissario, riservate ad Ussita sono cospicue risorse che riguardano tanti aspetti della comunità, risorse che consentiranno di ripartire e guardare avanti. Anche  noi- ha sottolineato Ceriscioli- siamo convinti che serva costantemente un percorso di semplificazione; ogni passaggio che c'è stato e ogni decreto, è stata l'occasione per proporre strumenti di semplificazione. Alcuni in verità li abbiamo proposti fin dall'inizio senza che siano stati mai accolti ma è nostra intenzione riprovarci ogni volta perchè, quello che serve lo sappiamo bene e, insisteremo. C'è un nuovo parlamento e deve esserci un governo, indispensabile per darci le risposte sulle questioni più urgent. Una squadra locale senza governo, non potrà mai andare fino in fondo. Il grosso delle risorse annunciate è ora alla Corte dei Conti; dalla cabina di regia nazionale riunitasi pochi giorni fa, la Commissaria De Micheli ha riferito che si è al 99% e immaginiamo che a breve vi sia la disponibilità di quei finanziamenti  per poter partire con le gare di progettazione". 

Da parte del presidente Pettinari, una bella notizia riguardante la frazione ancora chiusa di Casali: "E'  stata avviata la procedura di gara e, entro aprile, avremo la ditta incaricata di eseguire i lavori. Le opere di messa in sicurezza della galleria, ne richiederanno inoltre la chiusura notturna per alcuni giorni. La galleria resterà aperta nelle ore diurne a senso unico alternato  e - ha aggiunto- stiamo ragionando con l'Anas per una chiusura notturna di poche ore, salvo le emergenze e le urgenze di ogni tipo. Si sta inoltre terminando la complessa progettazione della Strada 130 Ussita- Frontignano- Castelsantangelo; la complessità è data dal fatto che vi sono alcune faglie ancora in attività, ma contiamo di andare in conferenza dei servizi entro fine aprile- inizio maggio e, risolveremo anche quel problema con la partenza dei lavori. A nome di tutta la comunità provinciale , dalla costa alla montagna- ha concluso Pettinari- ringrazio la popolazione qui presente per la tenacia, il coraggio, la passione e la determinazione". 

 

 

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Progetti per il sociale: quattrole proposte d’aiuto finanziate a San Severino. Importo complessivo, 135mila euro. Il denaro arriva dal Comitato Sisma Centro Italia creato da Confindustria e dalle segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil per dimostrare la vicinanza alle popolazioni colpite dal terremoto da parte dei lavoratori e delle imprese italiane attraverso un programma di interventi pensato per sostenere e rilanciare iniziative pubbliche, associative e imprenditoriali.

I progetti accolti, presentati dal Comune, dall’Unione Montanadalla Caritas vicarialee da un’associazione di promozione sociale, riguardano l’implementazione dei servizi presso il Centro diurno per persone svantaggiate “Il Girasole”, l’inserimento o il reinserimento lavorativo delle famiglie in difficoltà economica, l’acquisto di un mezzo dei trasporto e la sperimentazione di un sistema di mobilità sociale innovativa, economica e sostenibile.

Il potenziamento delle attività del Centro “Il Girasole” ha l’obiettivo principale di offrire una sempre migliore risposta a chi presenta una maggiore fragilità sociale. L’Amministrazione sta infatti realizzando una nuova strutturadi accoglienza per persone svantaggiate e con disabilità  che siano uscite dal percorso scolastico dove è prevista la creazione dispecifici laboratori e attività di socializzazione diversificati in base all’età degli utenti, alle attività, alla tipologia di handicap. Oltre a una nuova sede si sta pensando di realizzare anche un progetto parallelo per avere una soluzione abitativa di tipo residenziale che possa offrire ospitalità a soggetti  con disabilità grave ma privi del sostegno familiare. 

La Caritas vicariale, invece, proseguirà nel progetto sociale “Dignità e lavoro” che èvolto a favorire l’inserimento o il reinserimento lavorativo delle famiglie in difficoltà economica. Cassa integrazione, occupazioni saltuarie e lavoro nero, rischiano infatti di rendere estremamente difficile per molte persone e famiglie coprire le necessità, anche più elementari, del quotidiano.

Due, infine, i progetti che riguardano la mobilità. L’aiuto di Confindustria e delle segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil permetterà di acquistare un nuovo mezzo all’Unione Montana e dare vita a un progetto di mobilità assistita rivolta alla popolazione del Comune di San Severino che per difficoltà oggettive non è in grado di poter utilizzare in autonomia i mezzi pubblici, problema assai amplificato a causa delle conseguenze del sisma. Tutti i  progetti sono stati patrocinati dall’assessorato ai Servizi Sociali del Comune.

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"Il nuovo edificio è un gesto dovuto per i nostri dipendenti. Basta però parlare di cose provvisorie, realizzereremo la prima casa nuova e definitiva nelle nostre proprietà a Visso". Inaugurato questa mattina "Maestranze", il nuovo edificio dell'azienda vissana Svila. Ospita la mensa, gli spogliatoi, l'infermeria e una aula per la formazione. Si tratta di una promessa che i vertici della ditta, primi fra tutti il proprietario Alex Palermo, avevano fatto già lo scorso 11 aprile in occasione dell'inaugurazione di un nuovo padiglione. Un altro traguardo, insomma, dopo aver reagito in maniera estremamente positiva alla crisi sismica del 2016.

"Il nuovo reparto per gli operai - ha detto Palermo - era una promessa fatta un anno fa ed era un gesto dovuto. Il nostro successo si deve alla forza della nostra squadra che non include solo il commerciale e la direzione ma soprattutto gli impiegati in linea che realizzano il nostro fantastico prodotto". Le "Maestranze" è un regalo a loro, un modo della direzione per ripagarli di tutto l'impegno e gli sforzi fatti fin ora.

 

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Ma le belle notizie per i dipendenti della Svila non finisco qui: "Per i miei impiegati ho deciso di contribuire anche alla rinascita delle loro case lesionate dal terremoto regalando loro gli arredi per la cucina. Perché la cucina? Perché per me questo ambiente domestico - ha spiegato - rappresenta due cose: innanzitutto operiamo nel settore alimentare, la cucina ci fa esistere. Senza, non potrebbe esistere nemmeno la pizza, ma la cosa più importante è che la cucina e i pasti rappresentano la vera vita familiare, i momenti di condivisione giornaliera".

In una fase in cui procedono a tambur battente le consegne delle soluzioni abitative emergenziali e di altre strutture provvisorie, Palermo ha deciso di lanciare un messaggio diverso, più forte: "Ogni volta che vengo - ha sottolineato - sento sempre parlare di cose provvisorie. Casette, strutture, tutto temporaneo. Bisogna iniziare a parlare di cose definitive. Le parole non sono il mio forte, preferisco il fare, e in questo senso ho deciso di prendermi un impegno personale cioè quello di realizzare la prima casa nuova e definitiva dopo il terremoto su un'area di nostra proprietà a Visso".

(In foto, da sinistra, Maurizio Parretti, Alex Palermo, Maurizio Crea)

 

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Celebrata questa mattina dall'arcivescovo di Camerino-San Severino, Francesco Giovanni Brugnaro, la messa del Crisma. Insieme a lui anche il cardinale Edoardo Menichelli al quale l'arcivescovo ha rivolto il bentornato a casa. A seguire, il consueto pranzo conviviale della curia, con laici e sacerdoti.

“Oggi è una giornata importantissima per la Chiesa – ha detto l'arcivescovo Francesco Giovanni – perché si ricorda l'istituzione dell'eucarestia e del sacerdozio nonché la nostra fraternità. Ci siamo ritrovati tutti insieme anche per riprendere con coraggio le nostre vite normali”.

Alle domande sul suo futuro in curia, dopo il compimento del 75esimo anno di età, l'arcivescovo ha fatto sapere di non aver ricevuto ancora alcuna comunicazione da Roma: “Il Papa non mi ha ancora detto nulla sul mio futuro, appena riceverò informazioni, le renderò note a tutti, come ho sempre fatto. A Menichelli rivolgo un bentornato nella sua patria, potrà svolgere attività ministeriali in modo da tenere viva la sua esperienza di sacerdozio e contribuire ad arricchire la nostra diocesi”.

“Questo per me – ha detto Menichelli – è un ritorno, un ripasso, una memoria che si resuscita, perché questa chiesa diocesana ha contribuito a costruire la mia fede, l'ha nutrita e mi ha accompagnato. Tornare – ha concluso – acquista una dimensione particolare”.

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Pasqua gioiosa per 41 nuclei famigliari di Valfornace. Nel corso di una sobria cerimonia, sono state consegnate le  41 Soluzioni Abitative Emergenziali  dell'area Giovanni XXIII, a ridosso del centro di Pievebovigliana. Clima festoso tra la popolazione che finalmente si riappropria delle proprie radici; dopo oltre un anno e mezzo, vissuto tra le strutture della costa o le sistemazioni autonome presso città anche distanti, l'agognato ritorno in paese. A consegnare le chiavi il sindaco Massimo Citracca, presenti anche le ditte esecutrici e il direttore dei lavori ing. Paolo Sabbatini, funzionario Erap. " Una bella festa e un bel regalo per 41 famiglie che rientrano- ha dichiarato il sindaco- E' un bel numero di casette ma,essendo circa 80 quelle che dobbiamo ancora consegnare, siamo circa a metà dell'opera. Confidiamo comunque di riuscire a completare l'opera tra il mese di aprile e metà maggio, in modo da riavere tutti i cittadini in paese e, dopo tante difficoltà, poter brindare tutti insieme al risultato ottenuto. Un ringraziamento alla Regione, all'impresa EV s.r.l. di Trecastelli, al direttore dei lavori e all'Erap, a tutte le maestranze che hanno reso possibile il rientro delle persone. Inconvenienti e problematiche nell'ultimazione dei lavori hanno fatto slittare le consegne; oggi - ha aggiunto il sindaco- è meglio non pensare al passato ma guardare al futuro. La vicinanza al vecchio centro abitato dell'area ha infatti richiesto ingenti opere; qui di fronte- ha spiegato- è stata portata via parte di una montagna, il vantaggio è che si è vicini ad una strada provinciale e tutta l'area delle 'casette ' risulta ben organizzata, ben vivibile dai cittadini e, immersa nello straordinario nostro paesaggio ".

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Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore dei lavori ing. Paolo Sabbatini: " Anche per noi è un giorno di festa. Siamo riusciti a consegnare l'area Giovanni XXIII al completo. I lavori eseguiti in questo contesto sono stati particolarmente importanti e ci abbiamo messo del nostro per poter accelerare. Abbiamo raggiunto un bel traguardo e lo stesso auspichiamo per tutte le altre aree, così da permettere a tutti i cittadini di Valfornace di far ritorno alla loro terra e ad una dimensione di vita 'normale'. L'augurio è che possano superare serenamente questa prima fase dell'emergenza per  poter pensare alla ricostruzione e a tutto il resto che verrà". 

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Così come tutte le SAE del comune di Valfornace le 41 SAE consegnate sono state realizzate dalla ditta CNS; nella prima fase, l'area è stata urbanizzata dall'Erap con la preparazione della viabilità,  prima fase degli impianti e delle fondazioni, quindi,  a provvedere al montaggio delle 'casette' è stata la Ditta Internazionale, consorziata CNS. Con la conclusione di tutte le opere si è dunque giunti alla consegna agli assegnatari. All'appello mancano ora le 49 SAE dell'area di piazza Vittorio Veneto che verranno consegnate a metà maggio e, le 38 di Piani Campi, area ubicata nell'ex comune di Fiordimonte che si prevede potrà essere finalmente abitata dalla metà di aprile

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Una casa museo per la popolazione Miskitu del Nicaragua. E' il progetto che sta portando avanti Giulia Trobbiani di Macerata dopo aver vissuto per 9 mesi con i componenti di quella popolazione indigena. E' stato proprio un progetto di volontariato europeo finanziata dall'Ue che le ha permesso di vivere questa esperienza e soprattutto di capire le condizioni in cui vive il popolo Miskitu, l'etnia indigena più numerosa del Nicaragua che vive sulla costa atlantica nella regione autonoma della Costa Caribe Nord. “Questa popolazione racconta Giulia Trobbiani – vive con la minaccia continua di un guerra civile con espropriazione delle terre da parte dei coloni, che sono persone provenienti dalla parte del pacifico con interessi commerciali, come ad esempio la vendita di legno, con il beneplacido silente del governo. In questi nove mesi, durante i quali mi sono innamorato del posto e delle persone e di capire a fondo le loro condizioni di vita, io ho realizzato un reportage fotografico in cui vengono alla luce le condizioni di emarginazione e povertà di questa etnia in un contesto di diseducazione totale. Rischiano addirittura di perdere la loro lingua per mancanza di istruzione ed educazione”.

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Per accendere i riflettori su questo popolo e per realizzare qualcosa di concreto, Giulia Trobbiani ha avviato un progetto, una mostra itinerante con l'obiettivo di raccogliere fondi per riaprire questa casa museo Tininiska nel cuore del capoluogo della regione, Puerto Cabesas, chiusa da tempo a causa del deterioramento: la struttura in legno sta marcendo a causa delle violente piogge e la rete di tubature e il tetto devono essere sostituiti. “Lo scopo afferma Giulia Trobbiani è di rivalutare la cultura indigena, fornire gli strumenti per un riscatto identitario e sociale a questa gente con attività di doposcuola, corsi di cultura, scrittura e lingua indigena. Vorrei anche aprire una piccola biblioteca. La casa museo è rivolta a tutte le fasce di età, in modo particolare alle fasce più deboli, i bambini e le donne”. Il reportage fotografico itinerante inizia questa sera a Macerata, al circolo culturale La Poderosa, con l'esposizione delle foto fino al 7 aprile. La mostra si sposterà poi a Porto Sant'Elpidio, a villa Barruchello, dal 14 al 21 aprile, e di seguito a Recanati dal 4 al 9 maggio. E' stata anche avviata un crowdfunding via web per raccogliere fondi on line sulla piattaforma “la rete del dono”.

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Materiale didattico per i bambini della scuola dell'infanzia di Valfornace è stato donato nei giorni scorsi, grazie agli aiuti raccolti dall'Associazione 108 Una Scuola per la vita di San Severino, attiva da tempo nella raccolta di aiuti di solidarietà i bambini dei centri colpiti dal terremoto. Due stampanti, carta, cartucce, cornici, leggio, tanti contenitori e scaffalature metalliche, una macchina fotografica Polaroid sono arrivati per permettere ai piccoli alunni di realizzare tante attività legate alla scoperta della natura, al riciclo degli oggetti, all'osservazione ed allo sviluppo della creatività, costruendo racconti fatti di immagini, canzoni e parole. Il direttivo dell'associazione settempedana è venuto a conoscenza di questo progetto dall'insegnante Paola Gerini, attiva presso la scuola di Valfornace, e come volontaria nell'entroterra da diverso tempo, per aiutare i compaesani colpiti dal terremoto.

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L'Associazione 108 Una scuola per la vita ha già realizzato diversi progetti di solidarietà per le scuole dei paesi colpiti dal terremoto, avendo come obiettivo prioritario quello di aiutare i bambini, sensibilizzando su temi quali la sicurezza scolastica e la qualità della vita dei più piccoli. A Valfornace grazie alla struttura provvisoria donata da Salini Impregilo, i bambini della scuola dell'infanzia, della primaria e della secondaria hanno a disposizione una struttura dignitosa dove trascorrere le ore di lezione, che ha permesso loro di tornare alla normalità, dopo i mesi difficili trascorsi sotto le tensostrutture, realizzate da ministero dell'Interno e Croce Rossa subito dopo le scosse. Consegnati anche alcuni giubbini e tute donati dalla società calcistica Settempeda. 

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“Vogliamo rafforzare il concetto dell’imprenditore agricolo a presidio del territorio e collaborare con l’amministrazione per l’economia di San Severino” . Parola di Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata e presidente della sezione di San Severino, che nei giorni scorsi insieme al direttivo comunale ha incontrato il sindaco Rosa Piermattei e la giunta comunale per riallacciare il dialogo interrotto a causa del terremoto. Anzitutto da Coldiretti c’è stato il plauso per la conferma degli spazi adiacenti il chiostro di San Domenico per il mercato di  Campagna Amica (secondo sabato del mese). Inoltre si sono toccati vari temi sui quali c’era già stato l’impegno da parte dell’amministrazione comunale: dalle forniture per le mense scolastiche di prodotti a filiera corta alla possibilità per le attività agricole di poter lavorare a fianco del Comune per liberare strade in caso di neve o di smottamenti, potatura, manutenzione del verde pubblico sia in aree urbane che rurali, eccetera.

“Abbiamo condiviso la volontà – spiega Fucili – di intervenire sulla viabilità, soprattutto quella rurale. San Severino ha un territorio molto vasto e spesso i collegamenti tra il paese, le frazioni e le aziende agricole o gli agriturismo sono difficili. Le imprese chiedono che le risorse straordinarie del sisma già stanziate per il ripristino della viabilità siano utilizzate anche per le frazioni più sperdute dove ci sono imprese agricole che fanno ricettività turistica e vendita diretta”. La giunta si è inoltre impegnata a far partecipare Coldiretti alle iniziative comunali e ad appoggiare le battaglie della categoria per tutelare la qualità del cibo, l’alimentazione salutare come, ad esempio, la petizione “Stop al cibo falso” per chiedere all’Unione Europea l’indicazione di origine su tutti i prodotti alimentari in vendita.

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