Notizie di cronaca nelle Marche

Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri in visita nelle zone colpite dal sisma. Accolto dai vertici provinciali e regionali dei vari Comandi e dai forestali, con in testa il Tenente Roberto Nicola Cara Comandante della Compagnia Carabinieri di Camerino, l’alto ufficiale ha visitato nel maceratese Ussita e Visso giungendo intorno alle 16 nella sede del Comando Carabinieri di Camerino, ospitata nei container di Madonna delle Carceri. L’occasione è stata utile per rinnovare il proprio sostegno, vicinanza e solidarietà alle comunità colpite dal terremoto e a tutti i Militari dell’Arma, ai quali ha rivolto parole di elogio e particolare gratitudine per la preziosa attività che quotidianamente svolgono a servizio della popolazione. Folta la rappresentanza di ufficiali, marescialli, brigadieri , appuntati e carabinieri in servizio presso i vari reparti e stazioni ai quali l’alto ufficiale ha inteso esprimere compiacimento per i risultati ottenuti sia nell’azione di contrasto ai fenomeni di criminalità, sia nell’efficace impegno di controllo del territorio e tutela dell’ordine pubblico a favore della sicurezza delle locali comunità. In programma anche una breve visita nell’area di Protezione Civile di Muccia, da dove , all’indomani dalle scosse dell’ottobre 2016, i militari hanno gestito continuativamente la mensa , preparando pasti per la popolazione sfollata.

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Nelle foto la visita nella sede del Comando di Camerino

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Con la firma del presidente dell’Unione Montana Potenza, Esino e Musone di San Severino Marche, Matteo Cicconi, e dei sindaci di Castelraimondo,Esanatoglia, Fiuminata, Gagliole, Muccia, Pioraco, San Severino Marche, Sefro e Treia, è stato ufficialmente sottoscritto, nella sala Aleandri del teatro Feronia, il protocollo d’intesa relativo al Contratto di fiume del bacino idrografico dell’Alto Potenza.

Insieme alla ratifica del documento è stata data adesione anche ad un Manifesto di intenticon la sottoscrizione in questo caso oltre che dei firmatari del protocollo d’intesa anche dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste, della Riserva naturale regionale del monte San Vicino e del monte Canfaito, del Consorzio di Bonifica, della Regione Marche, delle Province di Macerata e Ancona. Come finalità primaria il Manifesto ha quella di dare avvio ad un Comitato promotore funzionale all’attivazione del processo partecipativo chehacome obiettivola rigenerazione ambientale dello stesso bacino idrografico.

All’incontro dei primi cittadini del territorio hanno preso parte anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il funzionario della segreteria tecnica dell’Autorità di Bacino regionale, Anna Gloria Sordoni, e Carlo Brunelli che ha illustrato le linee guida e le finalità dell’accordo che - ha sottolineato il presidente dell’Unione Montana, Matteo Cicconi - “offrirà d’ora in avanti una corretta programmazione e gestione dell’ambito fluviale in grado di tenere nel dovuto conto la fragilità e la vulnerabilità di un patrimonio ambientale così prezioso e irrinunciabile”. 

Al professor Brunelli l’ente comunitario ha affidato la predisposizione di una prima proposta di struttura organizzativa del contratto che porterà presto alla nascita di un’assemblea di bacino, di una cabina di regia ma anche di una segreteria tecnica. Successivamente sarà elaborata un’analisi conoscitiva preliminare integrata e da ultimo si giungerà alla definizione di una proposta di documento strategico partecipatoIn quella che si può considerare come una fase preliminare l’Unione Montana Potenza, Esino e Musone avrà ruolo di ente coordinatore.

“Siamo alla fase di partenza di un percorso molto virtuoso – ha sottolineato l’assessore regionale Angelo Sciapichetti – Il Contratto di fiume è uno strumento molto importante che si inserisce nel discorso più ampio del rilancio turistico e ambiente del territorio. Sono convinto che nei prossimi dieci anni questo stesso territorio, oggi duramente colpito dal sisma, si ricostruirà ed evolverà in modo positivo”.

Quello sottoscritto è l’ottavo Contratto di fiume della Regione Marche. “Con esso – ha spiegato Carlo Brunelli – si avvia un vero e proprio processo culturale che permetterà di dialogare, avviare tavoli e, soprattutto, una politica integrata per il bene del territorio. Nel discorso saranno coinvolti, infatti, enti pubblici ma anche privati, associazioni, istituzioni e tutti coloro i quali sono interessati alla salvaguardia ambientale”.

Il fiume Potenza è tra i più importanti fiumi delle Marche e del versante adriatico centrale. L’ambito territoriale individuato dal Contratto di fiume è l’alto bacino idrografico del fiume Potenza e fa riferimento a un territorio di 432,57 chilometri quadrati. L’ambito interessato è connotato da un contesto culturale, ambientale e socioeconomico sostanzialmente uniforme e da una coerenza territoriale, sebbene al suo interno siano distinguibili due settori a monte e a valle delle gole di Pioraco.

L’alta valle del Potenza è qualificata dalla presenza di ben quattro siti Natura 2000 e di due zone speciali di conservazione. L’area in questione è stata anche scelta per lo sviluppo di un progetto di monitoraggio e reintroduzione della trota autoctona appenninica nell’ambito del programma europeo Life Natura.

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Attonite e incredule. Così si sono risvegliate Caldarola e Camporotondo nell'apprendere la notizia dell'improvvisa scomparsa, a soli 53 anni, di Antonio Filoni, agente di commercio da circa 30 anni dell'Edicalsa Caccamo e persona molto nota in paese dove era apprezzato e stimato per il suo carattere allegro e gioviale, sempre pronto allo scherzo e alla battuta.

Antonio Filoni si è spento all'ospedale di Macerata, dove era stato trasferito d'urgenza dal nosocomio di Camerino a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute. Qualche giorno fa aveva cominciato ad accusare febbre e malessere, tanto che era stato ricoverato all'ospedale di Camerino. Quindi, come detto, le sue condizioni si erano aggravate tanto da rendere necessario il trasferimento nel reparto rianimazione dell'ospedale maceratese, dove è sopraggiunta la morte.

Antonio Filoni lascia nel dolore la moglie Sabrina, i figli Giulia e Lorenzo, il fratello Luigi e un'intera comunità che lo saluterà per l'ultima volta nella chiesa tensostruttura di Caldarola domani, domenica 11 marzo, alle ore 14.30.

( noi lo vogliamo ricordare così con una foto estratta dal suo profilo facebook ) 

antonio Filoni sorridente

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Bretella più lunga per Caldarola. A breve una riunione con Anas.

E' soddisfatto e raggiante il sindaco Luca Giuseppetti dopo la riunione avuta oggi con il Commissario straordinario Paola De Micheli. Dive le problematiche trattate, tra cui quella della bretella chiesta fin dall’inizio dell’emergenza sisma che dovrebbe ovviare ai problemi di chiusura al traffico del centro quando inizieranno i lavori di ricostruzione. Si tratta di una strada di 800 metri che rappresenta una necessità per il Comune: “Il Commissario - dice Giuseppetti al termine della riunione - mi aveva promesso che alla prima occasione che sarebbe passata dalle nostre parti, sarebbe venuta a trovarmi. Le problematiche che avevo, in parte le conosceva già. Parliamo della bretella innanzitutto, che noi avremmo voluto completa. Inizialmente il commissario non aveva accettato la nostra richiesta più che altro per un discorso economico e invece oggi le abbiamo fatto capire che per noi è necessario che venga completata. Quindi - precisa - non 300 metri bensì 800 metri”. De Micheli, fa sapere il sindaco, a tal proposito ha promesso che avrebbe organizzato un’apposita riunione con Anas. “Poi - torna a dire - abbiamo parlato del Municipio provvisorio e di quello che si trova in piazza, nonché delle rendicontazioni.Ma per questo - conclude - mi dovrò interfacciare anche con la Regione”.

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E' sempre più caos nella costruzione delle Sae, le soluzioni abitative di emergenza per dare un alloggio a chi è rimasto senza casa dopo il sisma del 2016. Il caos non riguarda solo i ritardi e le pessime modalità con coi alcuni alloggi sono stati realizzati, ma chi ci ha lavorato e chi ci lavora.

Da dicembre, è stato tirato su il coperchio e sono venute fuori situazioni davvero impensabili. L'ennesimo capitolo di questa vicenda, che è bene ricordarlo dovrebbe rilanciare l'immagine di un paese in grado di alleviare le sofferenze di decine di migliaia di sfollati, si è registrato qualche giorno fa. E questa mattina, anche alla presenza dei lavoratori, i vertici della Cigl della provincia di Macerata lo hanno reso pubblico. Il 6 marzo, la Cgil, che da dicembre 2017, dopo il caso di Lucian, il lavoratore infortunatosi in un cantiere che ha dato il via all'inchiesta, segue passo passo l'evoluzione dei fatti affiancando i lavoratori, e la società Gips si sono incontrate faccia a faccia nella sede del sindacato a Piediripa di Macerata. In quella sede, si sarebbero dovute chiudere le posizioni di sette lavoratori, tutti stranieri, di Europa srl, che insieme ad altri due vantavano crediti per circa 55 mila euro (per altri 11 lavoratori le posozioni erano state già sistemate) e di altri 13, soprattutto egiziani, dipendenti di un'altra società subappaltante, la GestiOne. 

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Secondo la Cgil, le maestranze non avevano contratti e le irregolarità riguardavano straordinari, notturni, lavoro festivo e supplementare. Le due società, Europa e GestiOne, hanno operato nei cantieri di Visso, Ussita, San Severino, Pieve Torina e Caldarola. Questo vertice era stato preceduto da un altro incontro (con in testa il segretario provinciale Cgil Daniel Taddei e il segretario provnciale Fillea Cgil Massimo De Luca) il 28 marzo ad Impruneta, sede di Arcale, provincia di Firenze, dove appunto Arcale, in virtù della norma sulla responsabilità in solido, impone al subappaltante Gips di pagare i lavoratori e chiudere la vertenza, anche alla luce del fatto che Regione Marche e Protezione civile Marche avevano pagato ad Arcale lo stato di avanzamento dei lavori per la costruzione delle casette. Il 6 marzo Arcale fa marcia indietro. “Con una telefonata ai responsabili Gips – racconta Daniel Taddei – Arcale prende le distanze e pone dei problemi, facendo saltare tutto. Questo comportamento di Arcale – tuona Taddei - è inaccettabile e la posizione è gravissima. Stiamo parlando del più grande appalto pubblico in provincia di Macerata. E tutto questo va a danno dei lavoratori e degli sfollati. Stiamo parlando di soldi pubblici. I lavoratori aspettano di prendere i soldi: c'è chi è venuto da Milano, chi dalla Romania a spese proprie. Ci sono le condizioni per andare in causa e noi andremo fino in fondo. Arcale sostiene che è tutta una invenzione della Cgil, hanno anche messo in dubbio l'esistenza di questi lavoratori. Forse, dopo che li hanno visti, è iniziata la fuga. Sui lavoratori c'è stata una pressione fortissima. E' inaccettabile su questi appalti pubblici si verifichino queste cose. E stiamo parlando di un solo appalto. Immaginate lo scenario che si presenterà quando partirà la ricostruzione, quando ci saranno migliana di appalti e miliardi di euro che arriveranno in questa provincia. Noi abbiamo il dovere di essere pronti a contrastare tutto questo”. “Noi abbiamo chiesto – fa eco Massimo De Luca – di regolarizzare l'inquadramento contrattuale e le posizioni dei singoli lavoratori. Le nostre affermazioni sono certificate. Abbiamo verificato tutto quello che ci è stato detto e sottoposto alla nostra attenzione”. Dopo il brusco stop alla vertenza, i vertici Cgil hanno chiesto alla Regione Marche e Protezione civile di sospendere i pagamenti, procedendo ai controlli di rito.Durante la conferenza strampa di quesdta mattina, ha preso la parola uno dei lavoratori coinvolti in questa vicenda. “Mi chiamo Akram e sono egiziano. Sono in Italia da 18 anni. Noi siamo qui per lavorare e per aiutare le nostre famiglie. Se l'azienda non ci paga ci mette in difficoltà anche per il permesso di soggiorno. Dicono che non paghiamo i contributi ma non è colpa nostra”.

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Sugli appalti per la realizzazione delle casette ci sono tre inchieste aperte, in capo alle procure di Macerata, Perugia e Napoli, e una indagine avviata dall'Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone.

La filiera degli appalti è fin troppo chiara: Europa srl e Gesti One fanno parte del consorzio Gips, che ha preso l'appalto da Arcale, che a sua volta lo ha preso dalla Protezione civile. Ma si ha l'impressione che quanto finora scoperto sia solo la punta dell'Iceberg.
A breve sentiremo anche la ricostruzione dei fatti da parte di Arcale.

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Il questore di Macerata, Antonio Pignataro, ha fatto visita questa mattina al sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica, accompagnato dal comandante della Squadra mobile di Macerata Alessandro Albini e dal dirigente del Commissariato Ciro De Luca.

I sindaco e il nuovo dirigente di Polizia hanno scambiato alcune informazioni utili ad impostare una proficua collaborazione per garantire il massimo controllo del territorio. Il questore ha subito dato la propria disponibilità a tornare a Civitanova nei prossimi giorni per aprire un tavolo tecnico durante il quale approfondire le problematiche legate alla sicurezza, in particolare quella legata allo stanziamento dei Rom in alcune zone della città.

Ho ringraziato il questore Pignataro per l'attenzione e l'interesse sin da subito dimostrati verso la nostra città – ha detto Ciarapica – Ho illustrato le criticità che quotidianamente affrontiamo a Civitanova, tra cui lo spaccio di stupefacenti, l'abusivismo commerciale, i rom e la movida notturna. Siamo convinti che si potrà fare molto e che si potranno mettere in campo azioni di contrasto mirate alle effettive necessità. Siamo molto soddisfatti che venga organizzato a Civitanova questo tavolo tecnico su problematiche specifiche, in cui saranno coinvolti le forze dell'ordine, la Polizia municipale e i Servizi sociali comunali”.

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Venerdì, 09 Marzo 2018 15:54

Il Comune di Tolentino cerca sponsor

Il Comune di Tolentino cerca sponsor. L'ente intende ricercare, mediante procedura a evidenza pubblica, soggetti esterni all'Amministrazione comunale, enti, organismi e soggetti pubblici o privati (persone fisiche o giuridiche, comprese le associazioni, amministrazioni di condominio, singoli cittadini), anche in forma associata, che intendano proporsi come sponsor o come partner del Comune per realizzare interventi di riqualificazione e manutenzione di aree verdi pubbliche di piazza Cavour.

L'obiettivo della ricerca è quello di svolgere attività di manutenzione e riqualificazione di una o più aree destinate a verde pubblico, nello specifico delle aiuole di Piazza Cavour, per un periodo di tempo minimo di un anno e massimo di tre anni.

La prestazione dello sponsor potrà consistere: nella fornitura di beni e servizi, eseguiti direttamente dallo sponsor (sponsor tecnico “diretto”) se in possesso di adeguati requisiti; nella fornitura di beni e servizi, resi per il tramite di imprese o società terze qualificate allo scopo (sponsor tecnico “indiretto”). Quale contropartita lo sponsor otterrà un ritorno di immagine consistente: potrà installare sull’area oggetto dell’intervento apparati di identificazione dello sponsor o elementi di arredo urbano con identificazione dello sponsor.

Il bando completo è scaricabile sul sito www.comune.tolentino.mc.it

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Obiettivo raggiunto per dieci comuni maceratesi che hanno partecipato alla gara di solidarietà AnciCrowd “La solidarietà non trema”. L’iniziativa, lanciata dall’Anci lo scorso dicembre puntava a sostenere, attraverso una piattaforma di microfinanziamento in collaborazione con Eppela, la realizzazione di progetti avanzati dai comuni colpiti dal sisma del Centro Italia di agosto-ottobre del 2016. Dieci comuni sui ventuno che hanno partecipato hanno raggiunto il 50 per cento del finanziamento con le donazioni dei cittadini, per un totale di 355.042 euro. Pertanto si aggiudicano l’altra metà delle risorse necessarie dall’Anci, che ha messo a disposizione la somma raccolta da comuni e associazioni pari a 700 mila euro. Per gli altri undici progetti, il crowdfunding va avanti ancora per alcuni giorni.
I progetti dei comuni della provincia di Macerata che hanno centrato il bersaglio di coprire interamente l’investimento per il progetto presentato sono: Cessapalombo, Apiro, Fiastra, Camerino, Muccia, Treia, Cingoli, Colmurano, Esanatoglia e Gualdo. 

Soddisfatto il presidente di Anci Marche Maurizio Mangialardi: "Sicuramente è stata un'iniziativa molto interessante organizzata dall'Anci che ha raccolto la solidarietà di aziende, enti e tanti semplici cittadini. Dieci progetti hanno già raggiunto l'obiettivo. Mi auguro che anche gli altri 11 progetti possano farlo perchè evidenziano delle necessità per i comuni del cratere che meritano l'attenzione di tutti".

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Nei giorni scorsi si è tenuto a palazzo dei Governatori un incontro voluto dal sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e dal consigliere delegato Piero Pierandrei, tra l’Amministrazione comunale e la società Estra di Prato per affrontare l’iter burocratico relativo alla futura installazione di una colonnina elettrica in città.  Alla riunione erano presenti anche i responsabili delle aree Lavori Pubblici e Urbanistica del Comune e il presidente di Assem SpA, Manila Amici.

Secondo il primo rapporto nazionale sulla mobilità sostenibile, realizzato da Lorien Consulting in collaborazione con La Nuova Ecologia, un italiano su cinque si affida alla sharing mobility e uno su tre è propenso all’uso dell’auto elettrica.

Dal sondaggio risulta che cresce la propensione nei confronti dell’auto elettrica considerata la forma di alimentazione più sostenibile (33%). Gli italiani si dichiarano decisamente favorevoli (72%) a estendere all’Europa e all’Italia la proposta olandese di vietare la vendita delle auto a benzina o diesel entro il 2025. Il 23% lo è addirittura “molto”. Il 78% afferma di essere disponibile a spendere l’11% in più per un’auto elettrica rispetto a un’auto inquinante. C’è poi un 32% disposto a spendere ancora di più.

Pierandrei Pier Domenico

Il 73% pensa che un costo inferiore della ricarica o incentivi fiscali potrebbero aiutare nell’acquisto dell’auto elettrica. Per il 65% aiuterebbe anche facilitare il rifornimento, con punti di ricarica diffusi e la possibilità di ricaricare la propria auto da casa.

Estra già da qualche tempo ha iniziato la creazione di una rete di colonnine elettriche in Toscana e, grazie anche all’entrata nella compagine sociale di Multiservizi di Ancona, intende ora estendere la propria rete anche nelle Marche con questo primo progetto pilota a San Severino Marche.

Complessivamente le colonnine Estra attive attualmente sono 7, a Prato e Bibbiena, nei prossimi giorni sarà attivato anche il punto di ricarica nella sede aziendale di Siena. Al via anche ulteriori progetti nelle province di Prato e Firenze. 

Uno smartphone e una carta di credito. Tanto basta per ricaricare l’auto elettrica. Estra, infatti, ha realizzato la App gratuita “e-ricaricati” (disponibile per iOS e Android) che consente, tra l’altro, la ricerca delle stazioni di ricarica su una mappa interattiva, l’attivazione e la gestione della ricarica e il pagamento. La stazione di ricarica è attiva 24 ore su 24 ed è dotata di 2 prese di tipo 2 a 22 kW (ricarica accelerata). E’ disponibile anche un hot spot wi-fi in modo che il cliente si possa collegare alla rete della stazione, scaricare la APP “e-ricaricati”, registrarsi ed effettuare la ricarica. Non è necessario essere cliente Estra. 

La  nostra nuova colonnina elettrica sarà ubicata nel parcheggio in via Gorgonero, con facile accesso a piazza Del Popolo. Iniziative come queste sono importanti per il percorso virtuoso che l’Amministrazione settempedana ha intrapreso nella riduzione di emissioni di gas serra (principalmente Co2).  Tale progetto rientra nelle azioni incluse nel PAESC/SECAP (Piano d’Azione)  in corso di redazione per il Patto dei Sindaci che prevede la riduzione delle emissioni del 40% entro il 2030.

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Sono degli aftershock le scosse registrate nella notte appena trascorsa, a partire dalle 23:48. A dirlo è il geologo e sindaco di Camporotondo Emanuele Tondi.

Due superiore a magnitudo 3, precisamente 3.5 alle 23:48 e 3.4 a mezzanotte e mezza, con epicentro a Muccia. E poi una decina superiori a magnitudo 2, con epicentro anche a Pieve Torina.

È un piccolo sciame sismico - spiega Tondi - capisco che le scosse possano creare preoccupazione, ed anche a ragion veduta visto quanto successo.

La faglia però è sempre la stessa, quindi le scosse vengono considerate aftershock. La sequenza sismica, seppur ridotta di molto, non è finita e ogni tanto riprende vigore. È nella normalità della sequenza, si possono certo verificare terremoti un po’ più forti ma mai come quelli di fine ottobre 2016”.

Sotto la cartina della zona della faglia.

TONDI CARTINA EPICENTRO MUCCIA PIEVE TORINA 

 

Tondi invita anche alla calma, soprattutto coloro che vivono nelle zone epicentriche: “Vorrei ricordare - conclude - che nella zona del vero cratere, o si sta abitando in una Sae oppure in una casa che di fatto non è vulnerabile. Chi abita in quei territori può stare tranquillo nell’edificio in cui vive”.

Le dichiarazioni del sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci (foto all'interno di una casetta SAE )

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Anche il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci è intervenuto dopo la nottata che ha risvegliato paure ormai sopite: "Siamo tornati indietro nel tempo. La paura ha attanagliato la popolazione che ora vive in strutture emergenziali. Il boato e poi la scossa, sono stati importanti, soprattutto considerando che sono avvenuti di notte. Le persone non hanno assorbito ancora i traumi del terremoto di un anno fa, ed è evidente che stamane siano scossi. Il 93% degli edifici di Pieve Torina sono danneggiati - aggiunge - quindi all'interno delle case ci sono pochissime persone. le crepe aumentano ma non ci sono pericoli di incolumità".

 

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