Notizie di cronaca nelle Marche

Magnifico intervento dei vigili del fuoco questa sera alle 21.30 a Macerata dove, in via del Teatro romano, un cavallo era caduto in un fosso a lato della strada.

L'animale era riverso a terra con le zampe all'aria e non riusciva a rialzarsi dal fossato profondo più di un metro.

I vigili del fuoco di Macerata intervenuti sul posto sono riusciti a salvare la bestia che è stata portata in salvo senza alcuna conseguenza.

cavallo nel fosso

Giulia Sancricca

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Manca un mese per aderire alla petizione per l’attivazione, in provincia, della guardia medica pediatrica. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione di San Severino Help Sos Salute e Famiglia, presieduta da Cristina Marcucci. Probabilmente il termine, fissato per il 31 luglio, verrà prorogato, considerato il periodo estivo, ma al momento sono già circa 3mila le firme già raccolte, con l’adesione di diverse amministrazioni comunali e importanti cariche provinciali. Il minimo necessario è di 5mila e pertanto l’associazione chiede la massima collaborazione di tutti i cittadini maceratesi.

“La guardia medica pediatrica - ricorda Marcucci - è una figura fondamentale come punto di riferimento per le mamme e le famiglie in generale, per garantire la continuità assistenziale nelle notti, nei giorni festivi e nei week-end. È necessaria la massima collaborazione. Oltre al coinvolgimento di associazioni di categoria e sindacati, abbiamo chiesto il sostegno di tutte le amministrazioni comunali del territorio e diverse risposte positive sono già arrivate”. 

L’idea di promuovere una petizione di questo genere proviene dalle tante segnalazioni pervenute all’associazione settempedana che raccontavano di serie difficoltà nel momento in cui le famiglie con bambini malati si rivolgevano al pronto soccorso di Macerata o alla guardia medica generica. I moduli sono scaricabili dalla pagina Facebook dell’associazione o sul sito internet www.associazionehelp.com. e sono anche disponibili in molti negozi, farmacie, alcune Proloco e uffici Cisl.

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La Regione mette un punto sulla procedura di riesame dell’autorizzazione ambientale (Aia) del cementificio Ex Sacci di Castelraimondo. Ora si procederà con la dismissione dell’impianto e il ripristino ambientale del sito che verrà costantemente monitorato dall’Arpam. Nel frattempo in diversi, nel mondo della politica locale, si sono attribuiti la paternità di questo traguardo. Già perché non si tratta ancora di una vittoria poiché la proprietà, tedesca, ora avrà 60 giorni per fare ricorso al Tar e 120 per ricorrere al Presidente della Repubblica. Ad intervenire è anche il Comitato Salva Salute (Css) che per anni si è speso per dimostrare quanto fosse dannoso l’impianto per l’ambiente e di conseguenza per la salute dei cittadini. I dati sanitari sulle malattie provocate dall’incenerimento infatti sono impietosi e hanno raggiunto livelli ancor più preoccupanti: “Ieri la Regione Marche - dice il comitato - ha definitivamente rigettato l'istanza di riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, formulata nel 2014 dalla Sacci a seguito dell'annullamento parziale dell'autorizzazione decisa due sentenze del Tar, emesse a seguito di due ricorsi, uno promosso dall'associazione VAS Verdi Ambienti e Società e l'altro da cittadini appartenenti al nostro Comitato. Ora l’impianto dovrà essere dismesso e chiuso, e il sito ripristinato”.

Secondo il Comitato i nuovi proprietari avrebbero autonomamente deciso di abbandonare il progetto di riaprire il sito poiché obbligati ad adeguarlo alle nuove norme, procedura troppo onerosa, e già in possesso di altri tre impianti per incenerire rifiuti.

“Senza l'azione dei cittadini - fanno notare - fra quegli impianti ci sarebbe sicuramente stato anche quello di Castelraimondo. In questi giorni abbiamo letto affermazioni di giubilo da parte di vari politici locali che, a vario titolo ma senza meriti apparenti, si sono attribuiti la paternità di quella che ritengono una grande vittoria. Il Comitato si permette di ricordare a questi signori che noi abbiamo segnalato la grave situazione sanitaria in cui versava il nostro territorio, da loro lungamente ignorata, a proporre il ricorso al Tar che ha imposto alla Sacci la procedura di riesame, ad informare i cittadini, promuovendo decine di incontri su tutto il territorio interessato, e a respingere i gravissimi tentativi di nascondere la verità, seguendo passo passo tutta la vicenda”. Il Comitato ricorda come l’intera classe politica, che oggi gioisce, avrebbe nel corso degli anni tentato di osteggiare la loro azione o di sfruttarla per il proprio tornaconto: “A tutti questi signori diciamo che vincere è un'altra cosa. Abbiamo condotto una lotta lunga e durissima, costellata di derisioni, insulti e minacce, durante la quale abbiamo rubato tempo alle nostre famiglie ed al nostro lavoro. Nonostante ciò non riusciamo ad esultare per il risultato.

Non possiamo esultare - incalzano - di fronte al licenziamento dei lavoratori del cementificio, completamente ignorati dall'Azienda e fortemente strumentalizzati da politici incapaci di offrire loro alternative.

Non possiamo esultare di fronte ai dati sanitari del nostro territorio, dove i morti e le ospedalizzazioni per malattie collegate all'incenerimento hanno raggiunto livelli più che preoccupanti. Non possiamo farlo di fronte alla constatazione che, finché i rifiuti verranno considerati combustibile, altrove altri cittadini dovranno continuare a subire ciò che, per ora, siamo riusciti ad evitare. Da ultimo, non possiamo esultare se pensiamo che ad esultare ora è la stessa classe politica che aveva concesso alla Sacci la possibilità di incenerire i rifiuti nella cementeria e che ha tentato in ogni modo di ostacolare la resistenza civile dei cittadini, anche utilizzando denaro pubblico con imbarazzante disinvoltura. La Regione - conclude il Comitato - ha deciso che il cementificio verrà chiuso e l'area bonificata, ma non ha vinto nessuno. Vincere è davvero un'altra cosa”. Da parte sua, il consigliere regionale Luigi Zura-Puntaroni ha voluto dedicare il traguardo a due cari amici deceduti per gravi malattie: Giorgio Cervigni e Rita Paolucci.

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“Il futuro della nuova Luzio? La maggioranza nega che ci sia un futuro definitivo ma c’è già un progetto di fattibilità che ne sentenzia il trasferimento verso Cesolo”. È il gruppo Fratelli d’Italia di San Severino che torna a sollevare la questione della nuova scuola Luzio a distanza di un mese dall’unica assemblea pubblica sul tema. Incontro organizzato peraltro dal gruppo di minoranza Centrosinistra per San Severino, durante il quale il sindaco Rosa Piermattei aveva garantito che ancora non c’era nulla di certo e che l’amministrazione era ancora aperta ad ipotesi sulla collocazione della nuova scuola. Secondo Fratelli d’Italia invece, così non sarebbe e lo dimostrerebbe il fatto che negli uffici del Comune c’è già un progetto di fattibilità relativo ad un’area nella frazione di Cesolo.

“Quello che più ci sorprende e addolora - commenta il gruppo - è che l'ipotesi di ricostruzione dell'attuale sede (nel rione Di Contro, ndr) non è stata neanche presa in considerazione, tanto che negli elaborati tecnici sono state messe a confronto ben sei ipotesi diverse per il nuovo insediamento: Rione di Contro zona compresa tra la ferrovia e la SP361 già destinata alla nuova scuola dal vigente piano regolatore, zona Glorioso nei pressi del nuovo ponte, due nella zona di Cesolo, entrambi in corrispondenza della SP502 nell'area meglio conosciuta come ‘piana di Cesolo’, zona San Michele ex Silga Gomma, Rione Mazzini area stadio comunale e, guarda caso, la più idonea è risultata quella a Cesolo in direzione Cingoli, lato destro”.

Fratelli d’Italia stigmatizza a questo punto il fatto che la maggioranza non abbia informato adeguamente la cittadinanza e altresì che tale decisione sarebbe letale per le prospettive di San Severino che verrebbe privata di un pilastro della sua vita economica e sociale, in particolare del centro che già vive una situazione di crisi per via dello spopolamento. Il rischio, aggiungono, è che si avvii un “graduale processo di smembramento della città e che si favorisca una speculazione edilizia giacché a svilupparsi sarebbero le aree vicine alla nuova scuola con nuove abitazioni, uffici, supermercati. A beneficiarne sarebbe solo chi vive o ha interessi a Cesolo. Emerge - incalzano - un approccio molto privatistico, se non addirittura domestico, adottato dal sindaco nella gestione della cosa comune. La cittadinanza deve riflettere sull'opportunità o meno di una scelta di questo tipo che, a nostro avviso, si ripercuoterebbe in modo negativo nella quotidianità delle famiglie e ad esclusivo vantaggio di pochi eletti”.

A non convincere il gruppo politico neanche l’aspetto tecnico della decisione, che provocherebbe un isolamento ingiustificabile della scuola rispetto al centro e a farne le spese sarebbero le famiglie costrette a fare la spola con Cesolo. 

“È notorio che il rione Di Contro è quello che meglio ha resistito al terremoto del 2016 e che vanta il minor numero di edifici lesionati, pertanto sembrerebbe azzardato trasferire l'istituto in un'area che non offre analoghe sicurezze e che imporrebbe dei costi di realizzazione di circa 7milioni di euro, ampiamente fuori misura rispetto alla finanze comunali. Il coordinamento locale di FdI - concludono - è favorevole alla costruzione di una scuola nuova ma si oppone fermamente al dislocamento dal centro cittadino, invitando l'amministrazione ad una più equa ponderazione dei diversi interessi coinvolti, evitando scelte utili a pochi e lesive per tanti”.

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Questa mattina il taglio del nastro per la completa riapertura del viadotto Moscosi di Cingoli, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti.

Grande la soddisfazione del primo cittadino, Filippo Saltamartini, che ha deciso di portare avanti questo progetto fin dai primi mesi dopo il sisma.

"Oggi la riapertura di questo grande ponte, a meno di due anni di distanza dalle scosse che lo hanno danneggiato – dice il sindaco - . Sugli altri ponti del cratere i Comuni sono ancora al progetto preliminare, figuriamoci quanto tempo ci vorrà. La nostra opera, invece, non ha avuto contestazioni e si conclude in modo assolutamente positivo. E' stato risparmiato il 20% sul progetto, il 10% sull'opera iniziale messa a gara, non ci sono riserve, non ci sono stati conflitti. 

Si tratta di un progetto studiato a Ginevra e considerato, per resistenza sismica, uno ei ponti più sicuri al mondo.

Grande motivo di soddisfazione – prosegue il primo cittadino - . Se il Comune di Cingoli non si fosse presentato come soggetto attuatore staremmo ancora aspettando come gli altri centri del cratere. La storia è nota, il problema è che questo ponte. prima del sisma, aveva dei vizi strutturali, il Comune aveva ricevuto degli indennizzi ma non eravamo riusciti intervenire. Poi è arrivato il sisma e io ho fronteggiato una dura conflittualità con la Regione. Quale Comune, in Italia, fa interventi su un ponte di questa grandezza. Noi, oggi, lo abbiamo portato a termine".

Si tratta di una struttura lunga mezzo chilometro, sostenuta da pilastri ci 50 metri.

Era stato gravemente danneggiato dalle scosse che si sono susseguite dal 24 agosto 2016 ed era stato chiuso al traffico dal 30 novembre dello stesso anno, per essere riaperto in una sola corsia nel mese di settembre 2017.

Giulia Sancricca

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Una giornata di festa a Camerino per la posa della prima pietra del nuovo asilo "Maria Ausiliatrice", la scuola paritaria della parrocchia di San Venanzio, che sarà realizzato in località Fonte San Venanzio, nel quartiere San Paolo, in uno spazio adiacente l'area Sae delle Cortine. Protagonisti della giornata i bambini della scuola che, dopo aver aperto la cerimonia cantando l'Inno di Mameli, hanno simbolicamente posato la prima pietra insieme al sindaco Pasqui, all'arcivescovo Brugnaro, al rettore di Unicam Pettinari.

"Un giorno atteso e desiderato, un giorno di grande speranza – le parole di don Marco Gentilucci, parroco di San Venanzio e direttore della scuola – Finalmente riusciamo a realizzare un progetto, un sogno che permetterà ai bambini di avere un futuro più sicuro e stabile. Finalmente raccogliamo i frutti di una generosità che ci ha davvero commosso e a volte anche meravigliato in questi mesi difficili". Una generosità che non ha conosciuto confini, con aiuti che sono giunti anche da privati. Commovente il racconto fatto dallo stesso don Marco dell'offerta di un bambino che ha donato "tutto quello che aveva", 40 euro, frutto delle sue piccole rinunce. La zona in cui sorgerà la nuova scuola vedrà anche il sorgere di un piccolo oratorio, luogo di incontro per giovani, ma anche per anziani. "E' nostro desidero che tale luogo venga vissuto da tutti e diventi un luogo aggregativo per la nostra città", conclude don Marco.

 

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"Questa scuola materna oltre che essere un segno di speranza è anche un segnale di riavvio per quelle iniziative che non sono ancora partite o che fanno fatica ad avviarsi - così l'arcivescovo Francesco Giovanni – Sono molto contento anche per la solidarietà manifestata per questo progetto dai tanti benefattori, che lo sostengono con profondità. Almeno nella volontà e nella beneficenza delle persone notiamo segnali di rinascita. Lo ritengo un segno significativo, perchè lavorare a favore dei piccoli e della famiglia significa operare per il futuro".

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"Un asilo al quale sono molto legato per averlo frequentato personalmente e per averlo fatto frequentare a mio figlio – dichiara il rettore di Unicam Claudio Pettinari – Una scuola che ha cresciuto tanti bambini di Camerino nella fase iniziale della loro vita. Pensare che si sta costruendo qualcosa che va a recuperare un'attività educativa importante come la scuola materna ci riempie di gioia, così come ci riempie di gioia vedere che si sta lavorando alacramente per il nuovo campus della nostra università.

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 “Sono qui per dimostrare la grande e piena solidarietà da parte di tutto il Paese. La scuola rappresenta il punto di partenza di ogni comunità, condizione in cui tutte le famiglie si ritrovano”. Queste le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, stamattina ad Esanatoglia per l’inaugurazione della nuova scuola intitolata a Carlo Alberto Dalla Chiesa. 

Prima del taglio del nastro, ha fatto un breve giro nel centro storico della città insieme al sindaco Luigi Nazzareno Bartocci, e visitato la Villa del Seminario dove, ad attenderlo, c’era l’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro.

Presenti alla mattinata di festa, anche il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, il commissario straordinario Paola De Micheli, il presidente della Regione Luca Ceriscioli, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e numerosi sindaci del cratere.

A fare gli onori di casa il primo cittadino che ha in primis ringraziato tutti quanti hanno dato il loro apporto per la realizzazione della scuola, a partire dalle Misericordie d’Italia e alle ordinanze commissariali per il finanziamento per fondazioni e opere di urbanizzazione. 

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Il grazie del sindaco anche al personale scolastico, che ha definito encomiabile e, ovviamente al Presidente: “Grazie per averci restituito la speranza. Questa struttura è stata possibile grazie al percorso della solidarietà. Dalle raccolte fondi dei dipendenti di importantissime imprese, dai dipendenti e lavoratori delle scuole pubbliche, dai cittadini e dai bambini che hanno visitato mostre, musei, orti botanici e da tanti, tantissimi privati che hanno contribuito. Questa struttura - ha aggiunto - è interamente frutto della solidarietà istituzionale e privata, che dovremmo saper custodire. Tutto frutto del nostro meraviglioso Paese che si chiama Italia”. Poi si è rivolto ai bambini, ai quali ha ricordato l’importanza di credere nelle istituzioni e di rispettarle.

Bartocci ha poi ricordato la necessità di proseguire la ricostruzione con progetti condivisi, con le necessarie diversificazioni per chi è stato maggiormente colpito ed un’unica connotazione: “Siamo e resteremo maceratesi”. Il ringraziamento anche al Commissario De Micheli, al Ministro Busetti, al governatore Ceriscioli e all’assessore Sciapichetti, a Cesare Spuri, direttore dell’ufficio ricostruzione e a Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile. Infine, le parole rivolte al Presidente Mattarella: “Il lavoro da fare in queste zone è grande, il diritto alla pubblica istruzione è irrinunciabile per il rilancio di questi territori. A Lei Presidente la mia ultima e più commossa considerazione: avere oggi nel nostro territorio la più alta carica dello Stato è segno del sentimento che unisce l’Italia e che oggi rappresenta. Lei oggi, con la Sua autorevole presenza, regala un po’ di sollievo a tutti noi e rinsalda quel profondo legame che i nostri territori hanno con la Patria. Grazie per averci regalato, con la Sua presenza, il calore e il sostegno dell’abbraccio di un padre. Oggi ancor di più ci sentiamo avvolti nel tricolore - ha concluso - in questa bandiera che accomuna il sacrificio dei nostri padri e la nostra volontà di dare un futuro ai nostri figli”.

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Il governatore Luca Ceriscioli ha ricordato, da parte sua, lo spirito che ha animato fin dal principio la ricostruzione delle aree colpite nel 2016: quello di ripartire dalle scuole: “Ogni volta che si restituisce una scuola al territorio, prepariamo le radici del futuro. Sono comunità che rinascono dalle amicizie di questi bambini, che sono il cemento delle nostre piccole ma grandi comunità per bellezza, impegno civile e forza. Queste sono anche le caratteristiche tipiche dei marchigiani”. Poi i ringraziamenti ai sindaci e al Ministro che “ha colto appieno il senso di questa Regione. Le scuole avranno bisogno di insegnanti e personale. Noi vogliamo mantenere le cose come erano prima, perché sono la ragione che permetterà di scommettere ancora sul territorio. La sua presenza fin dai primi giorni fa ben sperare. Concludo - ha poi detto - con il ringraziamento al Presidente Mattarella. Tante volte ho avuto occasione di vederlo, e ogni volta per le nostre comunità è un’iniezione di energia straordinaria, ed è quello che ci fa  guardare avanti. È il segno delle istituzioni unite che sono in grado di superare qualunque ostacolo”.

Ad inframezzare gli interventi delle cariche presenti, la piccola Virginia Rossi, sindaco dei bambini di Esanatoglia che ha paragonato la perdita delle aule della vecchia scuola, inagibile dopo il sisma, alle camerette: “Non avere più le nostre aule è stato un po’ come non avere più le nostre stanze, ovvero parte della nostra identità di ragazzi, alunni, cittadini. Ciò significa che non ci avete solo donato un edificio, ma anche una speranza e una promessa per il nostro futuro”.

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Prima di lasciare la parola al Presidente della Repubblica, è intervenuta il Commissario De Micheli che ha parlato della presenza di Mattarella come la prova di quanto tutto il Paese voglia ricostruire i territori, nonostante le difficoltà burocratiche ed economiche. Rivolta ai sindaci ha ricordato il momento in cui li ha incontrati la prima volta “comprendendo appieno il significato della solitudine. Vedervi capaci di fare squadra e di costruire ed essere la spina dorsale della comunità della ricostruzione ha dato e darà a tutti la più grande soddisfazione di una carriera intera, quella di essere riusciti a dare una mano alle persone che rappresentate con la fatica di tutti i giorni”. Anche il Commissario ha ricordato la scelta di ripartire proprio dalle scuole per poi concludere salutando il Presidente Mattarella: “La Sua presenza serve anche a dare fiducia, perché se è vero che possiamo migliorare è anche vero che si può ricostruire e che ogni tanto la solitudine e la sfiducia ci prende ancora e ci dà un groppo alla gola. Vorrei che ci ricordassimo che ce l’abbiamo fatta anche in altre ricostruzioni. Questo terremoto è molto più grande di quelli degli ultimi decenni ma sono convinta che oltre alle buone leggi, lo spirito di fiducia può consentirci di vincere questa sfida. Se l’Italia ce la fa a ricostruire, queste aree potranno affrontare qualunque sfida”.

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Da parte sua il Ministro all’istruzione si è detto a totale disposizione e ha promesso che si sarebbe immediatamente attivato per “il ripristino a regime del sistema d’istruzione delle aree del cratere”. Ha poi annunciato l’attivazione di una speciale task force che affiancherà e supporterà l’ufficio scolastico regionale: “Attiverò subito gli uffici del ministero - ha poi aggiunto - per far sì che predispongano tutto il necessario per garantire il diritto allo studio dei vostri giovani. Tutto passa per l’istruzione e abbiamo il dovere di assicurare un’istruzione di qualità. La Sua presenza, Presidente, oggi rappresenta la vicinanza del popolo italiano a questa comunità. Le sono grato per ciò che ha fatto, farà e continuerà a fare a servizio del Paese. È un modello per tutti noi”.

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A concludere, prima del taglio del nastro con la benedizione dell’arcivescovo Brugnaro, il Presidente Mattarella che si è complimentato con tutti i bambini presenti per la pazienza, e per la perfetta esecuzione dell’Inno di Mameli insieme alla banda. Poi ha ricordato i significati della sua presenza ad Esanatoglia: “In primo luogo, la scuola è luogo che rappresenta il punto di partenza delle comunità così gravemente colpite ed è la condizione in cui tutte le famiglie di una stessa comunità si incontrano, si ritrovano, sono attente e partecipi. È inoltre un’occasione che esprime grande senso di solidarietà, quella che è caratteristica del nostro Paese e che lo fa grande. Ringrazio i donatori e chi ha collaborato. In Italia la solidarietà è ampiamente praticata - ha affermato - meno narrata di tante altre cose ma molto più consistente, protagonista. È infine un significato di rilancio del territorio. Questa giornata è anche l’esempio dell’impegno delle istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali a seguire e agevolare il percorso di ricostruzione. Oggi siamo qui - ha detto rivolgendosi ai sindaci - ma è come se fossimo in ciascuna delle vostre città. Grazie per quanto fate. Tutti voi avete la grande e piena solidarietà di tutto il Paese ed è questo che voglio testimoniare".

 

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Riaprirà al traffico domani il viadotto di Moscosi di Cingoli.

La più grande opera del cratere sarà inaugurata alle 11.30 dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti.

Il viadotto, lungo 550 metri, posto sull’omonima diga artificiale era stato gravemente danneggiato dalle scosse che si sono susseguite dal 24 agosto 2016.

Era rimasto chiuso al traffico dal 30 novembre dello stesso anno, per essere riaperto in una sola corsia nel mese di settembre 2017.


“Con il completamento dei lavori – scrive in un post su Facebook il sindaco della città, Filippo Saltamartini - viene restituita al territorio un’importante strada comunale che potrà far ripartire le esigenze di sviluppo di una provincia, quella di Macerata gravemente menomata dal terremoto del 2016.

Ringrazio gli ingegneri del Comune per aver realizzato il progetto preliminare e gli ingegneri del Consorzio di Bonifica per aver diretto i lavori ed emanato il bando di appalto.

Si tratta – ha aggiunto - di una bella storia di efficienza del sistema pubblico se si tiene conto che per le altre opere del cratere ancora devono partire le procedure, senza trascurare l'economicità dell'opera, posto che non vi sono stati conflitti o contestazioni di sorta”.

Giulia Sancricca

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Un dono, quello che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella farà all’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro domani mattina in occasione della sua visita ad Esanatoglia. La visita, in occasione dell’inaugurazione della scuola media intitolata a Carlo Alberto Dalla Chiesa, prevede infatti anche un passaggio alla Villa del Seminario, poco fuori la cittadini. 

Si tratta di una residenza ristrutturata con i fondi del terremoto del 1997 che oggi accoglie una 50ina di studenti universitari del Collegio Bongiovanni di Camerino, lesionato e delocalizzato a seguito del sisma del 2016. La dimora ospita anche, unica nell’arcidiocesi, campi scuola e attività della vita pastorale.

“Sono molto contento - afferma l’arcivescovo Brugnaro - perché il Presidente Mattarella ha accondisceso a visitare la Villa del Seminario. Per noi è la conclusione felice di un lungo percorso. Siamo onorati di ricevere la prima carica dello Stato ma anche estremamente grati nel completare l’opera che abbiamo dedicato alla vita di un collegio”.

Infatti alla ristrutturazione della residenza ha collaborato la Caritas nazionale, domani rappresentata da don Andrea La Regina e da altre fonti di beneficenza e finanziamento, compresa la legge sulle delocalizzazioni. 

“È frutto - torna poi a dire - anche degli sforzi che la nostra diocesi ha fatto insieme alla Ma.So.Gi.Ba, la Fondazione Maria Sofia Giustiniani Bandini (la principessa che donò il castello di Lanciano alla diocesi di Camerino-San Severino, ndr) per dare un segnale importante. Mi permetto di aggiungere - sottolinea - seppur con modestia, che si tratta di una cosa importante anche per la stessa Esanatoglia poiché i giovani ospiti della Villa animano la cittadina e vanno a beneficio della comunità che li accoglie”.

Infine Brugnaro torna a ringraziare tutti quanti hanno a vario titolo lavorato all’opera che ha definito un “grande segno di solidarietà” che ha fatto seguito alla difficile condizione in cui la diocesi si è trovata dopo il sisma.   

“Questo sentimento di gratitudine - conclude - ci permette di sperare concretamente nei miglioramenti, anche se talvolta la speranza perde un’ala”.

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Mercoledì, 27 Giugno 2018 13:05

Al via oggi "La lunga marcia"

Parte oggi da Fabriano la settima edizione della Lunga Marcia nelle Terre Mutate, un viaggio evento che porterà i camminatori, il prossimo 8 luglio, fino L’Aquila. 

Si marcia per promuovere un turismo sostenibile e contribuire al rilancio economico e sociale delle Terre Mutate anche tramite la conoscenza dei progetti di rinascita delle comunità locali che resistono e intendono ricostruirsi un futuro dopo gli eventi sismici.

Dodici le tappe del cammino, molti i momenti di condivisione. I camminatori saranno accolti venerdì prossimo a Fiastra dalla comunità locale e da alcune associazioni che hanno aderito con spirito partecipativo all'evento.

Di seguito il calendario della manifestazione:

27 Giugno Fabriano (MC) – Matelica (MC)

28 Giugno Matelica (MC) – Camerino (MC)

29 Giugno Camerino (MC) - Fiastra (MC)

30 Giugno Fiastra (MC) – Ussita (MC)

1 Luglio      Ussita (MC) – Campi di Norcia (PG)

2 Luglio      Norcia (PG) - Castelluccio di Norcia (PG)

3 Luglio      Castelluccio di Norcia (PG) – Arquata del Tronto (AP)

4 Luglio      Arquata del Tronto (AP) - Accumoli (RI)

5 Luglio      Accumoli (RI) - Amatrice (RI)

6 Luglio      Amatrice (RI) – Campotosto (AQ)

7 Luglio      Campotosto (AQ) – Collebrincioni (AQ)

8 Luglio      Collebrincioni (AQ) – L’Aquila (AQ)

Giulia Sancricca

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