Notizie di cronaca nelle Marche

Grave incidente a Tolentino, in viale dei Cappuccini, poco dopo le 18.

Un albero si è abbattuto proprio sopra un motociclista che stava percorrendo il viale.

L’uomo residente a Tolentino F.P. di 62 anni, è stato schiacciato dal peso dell’albero. Immediatamente sono stati chiamati i soccorsi, i carabinieri, la Polizia Locale e i Vigili del Fuoco.

I sanitari del 118 hanno allertato l’eliambulanza che ha provveduto a trasportare il ferito all’ospedale di Torrette di Ancona.

I Vigili del Fuoco con un’autoscala hanno provveduto a mettere in sicurezza l’albero.

Sul posto anche i carabinieri della locale stazione.

(servizio in aggiornamento)

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“Abbiamo il dovere di far capire ai giovani che il lavoro si trova nella legalità e che la mafia è parte attiva dove c’è disagio sociale. Dobbiamo dimostrare con forza e determinazione che tutti insieme siamo forti”. 

Con queste parole il Sottosegretario del Ministero all’Interno Stefano Candiani si è rivolto ai presenti, oggi pomeriggio, alla manifestazione per l’intitolazione di un viale e un largo in zona Pace, a Tolentino, alle vittime della mafia e in particolare al vice questore di Polizia Antonio Cassarà e i Carabinieri, Maresciallo Mario Trapassi e l’Appuntato Salvatore Bartolotta. Per l’occasione, presenti i vertici provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia, il prefetto Iolanda Rolli e il Questore Antonio Pignataro, all’epoca collaboratore di Cassarà a Palermo quando fu ucciso dalla mafia, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri Michele Roberti, alcuni familiari delle vittime e il vescovo Nazzareno Marconi.

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“Quella di oggi - ha detto il sindaco Giuseppe Pezzanesi rivolgendosi ai sindaci presenti - è una cerimonia che deve essere succo e spinta quotidiana del nostro lavoro. Con i bambini delle scuole abbiamo visto immagini di una barbarie senza precedenti. La mafia sembra più fiacca ma non è mai scomparsa da questo Paese ma anzi è disseminata sul territorio in zone in cui non erano presenti. Affinché il sacrificio di uomini come quelli che ricordiamo oggi non sia vano dobbiamo vegliare sulla democrazia e la libertà conquistata con le guerre. Senza coraggio non si va da nessuna parte - ha sottolineato - senza coraggio non si sconfigge la mafia. Dobbiamo tutti impegnarci, in un Paese che si tuo considerare civile, a sradicare questa piaga che è camuffata in tutti i livelli della nostra società”. Insomma, quella di oggi non è stata una inaugurazione qualsiasi ma dedicata a tutti coloro che tengono ai valori accennati da Pezzanesi.

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Dal colonnello Roberti, una riflessione sul senso della giornata di oggi: “Questa nobile iniziativa vuole affermare un principio culturale, un forte senso civico. Questi spazi potranno diventare il posto in cui idealmente, ogni anno, ricordare le vittime della mafia, il loro sacrificio che ha contribuito all’affermazione dei valori fondanti di una comunità sana, quello della libertà, democrazia, giustizia e legalità. Oggi - ha aggiunto - ci ricordiamo anche che nulla di tutto ciò può essere dato per scontato. Dobbiamo conservarli quotidianamente e gelosamente e col trasferimento di azioni esemplari ai nostri giovani che rappresentano il futuro. Le targhe che oggi scopriamo parleranno ogni giorno, parleranno del loro modello di vita, del loro esempio. Ai giovani dico: sono questi i modelli che vi rendono uomini e donne migliori”.

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Commosso il questore di Macerata Antonio Pignataro, che ha ringraziato il sindaco Pezzanesi per aver accolto l’idea di intitolare i nuovi spazi della città alle vittime della mafia. 

“La nostra società non dovrebbe aver bisogno di eroi se ognuno facesse il proprio dovere. Il loro esempio deve seguire per indirizzare la nostra missione istituzionale improntata a spirito di servizio e senso di responsabilità. Il vice questore Cassarà - ha sottolineato - ha rappresentato per me una stella cometa che mi ha guidato, ancora giovanissimo, mi ha fatto crescere professionalmente, mi ha insegnato l’importanza di svolgere il nostro lavoro e rappresentare lo Stato con disciplina e onore. Sono morti consapevoli che il loro lavoro sarebbe stato un esempio e che avrebbe contribuito a dare convinzione che la giustizia non sia un’illusione ma una realtà. Quando un uomo muore, muore un mondo intero fatto di esperienze, sogni, speranze, gioie, amori e progetti futuri”.

 

g.g.

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Un’altra giornata di festa stamattina a San Severino. Questa volta per l’inaugurazione del nuovo centro diurno per disabili Il Girasole, frutto dei tanto discussi Sms Solidali ma anche a tante donazioni. 

Una ripartenza con tante novità per l’importante struttura socio sanitaria che si occupa di circa 25 ragazzi disabili e che ora si trova nel complesso del santuario del Glorioso, dopo i lavori di riqualificazione.

“Chiedo scusa se per un anno avete sofferto - ha detto il sindaco Rosa Piermattei rivolgendosi a operatori, ragazzi e genitori - ma penso che questa struttura vi ripaghi delle vostre sofferenze. Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno partecipato a realizzare tutto questo, abbiamo fatto il meglio che potevamo. I ragazzi sono qui già da agosto e venendo a trovarli ho visto quanto bisogno avessero di questo posto”.

Negli spazi del chiostro e dell’ex Lazzaretto del Glorioso sono stati predisposti anche gli spazi per il progetto “Dopo di noi”, per la residenzialità di ragazzi che hanno problemi familiari.

Tutta l’opera di riqualificazione è costata circa 60mila euro, di cui 40mila di Sms Solidali e il restante di donazioni. 

“Spero che questi ragazzi - ha concluso il primo cittadino - vivano un ambiente tranquillo, felice e familiare”.

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“Il centro diurno riparte con spazi e dimensioni per tante attività - ha spiegato Valerio Valeriani, coordinatore d’ambito -. Da gennaio il “Dopo di noi” con i primi 5 ospiti. Per quanto riguarda il centro diurno i ragazzi staranno qui dal lunedì al venerdì per 7 ore al giorno. Con questa nuova sede abbiamo potuto aumentare le ore agli operatori e assumerne altri. C’è un’aula informatica, palestra, laboratori espressivi, creativi e artistici, attrezzature multimediali, oltre ad attività esterne grazie al nuovo pulmino acquistato con la vendita del libro di Giammario Borri”.

Ma dopo questo ampliamento non ci si fermerà qui, infatti si sta già lavorando per introdurre anche attività volte all’inserimento lavorativo dei ragazzi, con spazi per laboratori di falegnameria e ceramica, una serra e magari degli animali.

Durante la mattinata, prima del taglio del nastro, sono stati ringraziati con un piccolo omaggio Giammario Borri, la Cna regionale e provinciale, Cooss Marche, gli Ex allievi Don Gnocchi, il Comune di Cervia, Porto Recanati Solidale, la Fondazione Vertical, Francesca Forconi e un paio di giovani richiedenti asilo che hanno lavorato per la sistemazione del verde al Glorioso e anche in centro storico. 

A concludere gli interventi molto brevemente il vicesindaco Vanna Bianconi: “Essendo un luogo del cuore, abbiamo fatto tanto ma c’è molto di più da fare”.

g.g.

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Chiesa di Fabriano – Matelica in festa alla notizia della nomina, da parte di papa Francesco del vescovo Stefano Russo a segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Chiamato a guidare la diocesi fabrianese dal maggio 2016 mons. Russo, nato ad Ascoli Piceno il 26 agosto 1961, succede a mons. Nunzio Galantino nella guida della segreteria generale della Conferenza Episcopale Italiana.

Sono rimasto assolutamente sorpreso per questa nomina che non mi sembra possa essere vero – le prime parole di don Stefano Russo – Aderisco a questo incarico con lo spirito dell’uomo di Chiesa con la coscienza che attraverso il papa passa la volontà del Signore. Accetto non perchè mi ritenga capace di riuscire a corrispondere in pienezza a questo ruolo, ma appunto perchè so che in tutto questo c’è un’azione che, al di là delle capacità dei singoli, nasce da un’esperienza cristiana di relazione fra persone che si interrogano per capire la strada da seguire per il bene comune nell’edificazione della Chiesa e della società”.

Un incarico che diviene immediatamente operativo fin dal momento della nomina e che suscita anche qualche interrogativo circa la possibilità che mons. Russo sia chiamato a Roma e, di conseguenza, lasci la guida della diocesi di Fabriano – Matelica. “In questo momento sono il pastore di questa Chiesa particolare – conclude mons. Russo – Quello che sarà in futuro lo vedremo”.

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Una grande gioia anche per la città di Matelica la nomina di don Stefano – così il sindaco Alessandro Del Priori – ma soprattutto una particolare attenzione dimostrata da papa Francesco per un territorio che sta soffrendo per le ferite del terremoto. Ritengo sia un grandissimo gesto del papa per le nostre comunità. A mons. Russo va il nostro augurio più grande per un proficuo lavoro. Buona strada, don Stefano”.

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Frutto dei tanto discussi Sms Solidali, insieme ad alcuni fondi ricevuti direttamente dal Comune, domani sarà inaugurato il nuovo centro per disabili "Il Girasole". L'appuntamento è alle 11, negli spazi ricavati all’interno del chiostro e dell’ex lazzaretto del santuario di Santa Maria del Glorioso che il Comune di San Severino, dopo il terremoto, ha voluto mettere a disposizione gratuitamente a favore degli ospiti del Centro diurno, completo di nuovi locali destinati al progetto “Dopo di Noi” per le persone con disabilità prive di assistenza familiare.

Dopo un restauro conservativo, eseguito dall’impresa Carlini Olindo, gli ospiti del complesso avranno a disposizione tre camere tutte nuove, per un totale di cinque posti letto. La nuova ala conterà anche una sala polifunzionale con i relativi servizi.

Alla cerimonia del taglio del nastro prenderanno parte il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, l’assessore comunale ai Servizi Sociali, Vanna Bianconi, il presidente dell’Unione Montana Alte Valli del Potenza, Esino e Musone, Matteo Cicconi, il coordinatore dell’Ambito Territoriale Sociale di San Severino Marche, Valerio Valeriani. G.G.

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Una compattezza straordinaria quella dimostrata ieri sera dal consiglio comunale di San Severino. Maggioranza e opposizione hanno approvato all’unanimità una mozione (presentata dai consiglieri Massimo Panicari, Mauro Bompadre e Gabriela Lampa) riguardante il punto nascite di San Severino ma non solo. Il sindaco Rosa Piermattei ha proposto un emendamento al documento: in origine avrebbe impegnato il primo cittadino a chiedere il ripristino del reparto completo in ogni sede e a mettere al corrente l’attuale Ministro Grillo della condotta della Regione Marche, ritenuta limitante per il diritto alla salute, nei confronti del punto nascite di San Severino. Con la proposta della maggioranza, si riproporrà che il Bartolomeo Eustachio diventi ospedale unico provinciale per la sua posizione baricentrica. 

D’accordo sulla mozione, sebbene con qualche dubbio, il consigliere Pietro Cruciani secondo cui “ogni punto nascite vale 1,2 milioni di euro, la Regione ne ha tagliati tre per ricavarne il denaro da dedicare ad altri settori, come ad esempio il sociale. Forse l’ex sindaco Cesare Martini avrebbe dovuto essere più risoluto. Sono favorevole alla mozione ma quale possibilità di riuscita? Servono sette medici, il ripristino delle guardie pediatrica, ostetrico-ginecologica e anestesiologia, nonché la rianimazione o terapia intensiva neonatale”.

Da tutti gli altri, l’invito rivolto al sindaco  a disturbare, almeno, la rotta della politica di Ceriscioli visto che, stando agli esiti delle elezioni parlamentari, il suo partito (il Pd) non rappresenta più che una piccola minoranza di cittadini:

“Abbiamo avuto due sciagure - ha detto Panicari - una creata dalla politica con la chiusura del reparto nascite, e l’altra dal terremoto. Su quest’ultima non possiamo far nulla se non costruire meglio, ma quell’altra abbiamo l’obbligo di contrastarla. Ci sono importanti responsabilità politiche anche da parte della passata amministrazione che si limitò ad appendere solo uno striscione. È stata una politica cieca che non ha capito i bisogni di questi territori. Qui ci si veniva per nascere, oggi ci si viene per morire all’hospice. Se non battiamo i pugni, anche se in ritardo, saremo destinati al declino”.

Per il grillino Bompadre è necessario contrastare il disegno che secondo il suo punto di vista viene perpetrato da qualche anno sui territori montani, ovvero quello dello svuotamento: “Il nostro dovere è almeno quello di disturbare questa rotta. Ceriscioli e suoi sodali sono nostri nemici ed è il momento di non essere timidi sulla sanità, anche perché queste persone sono politicamente dei morti che camminano. Fra due anni ci saranno le lezioni e già ora non rappresentano se non una piccolissima percentuale di cittadini. Le amministrazioni locali devono stoppare la politica regionale. Vorremmo che lei, sindaco, non fosse un Cesare Martini qualunque ma la nostra paladina. Ci stanno prendendo in giro - ha concluso - bisogna dichiarare guerra politica in nome di tutto il territorio, non solo di San Severino. Ci faccia sentire orgogliosi”.

Da parte sua il sindaco, in qualità di assessore alla sanità, non solo ha accolto la mozione ma ha voluto aggiungere un emendamento: “Tutti insieme possiamo fare grandi cose. San Severino è il centro di un vastissimo territorio. Nel nostro punto nascite si rivolgevano partorienti da ben 21 comuni, almeno, compreso purtroppo proprio Fabriano, per cui oggi Ceriscioli tanto si batte. Ci impegniamo dunque - ha sottolineato - a sostenere e promuovere, in tutte le opportune sedi istituzionali, tutte le attività necessarie ed opportune per avviare un’azione politica che consenta all’ospedale di San Severino di avere un reparto completo per le nuove nascite, che comprenda la specializzazione di neonatologia, compresa una unità di cura intensiva neonatale, evidenziando che tale struttura, per la sua posizione baricentrica, si pone come punto di riferimento per la sanità dell’intero territorio maceratese e non solo come avamposto dell’entroterra.

Vogliamo poi dare un respiro ancora più ampio alla sanità del nostro territorio certificando con maggiore peso istituzionale la candidatura del nosocomio a ospedale unico della provincia di Macerata”.

g.g.

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Il comune di Fiuminata ha conferito la cittadinanza onoraria  all'Arma dei Carabinieri.Alla toccante cerimonia, inaugurata dall'inno d'Italia cantato dai bambini delle scuole presso la sede di Protezione civile,  hanno presenziato il Comandante della Legione Carabinieri "Marche" Generale Fernando Nazzaro, il Comandante provinciale Colonnello Michele Roberti, il prefetto Iolanda Rolllo e il questore Antonio Pignataro, insieme alle massime cariche istituzionali regionali e provinciali e numerosi sindaci del territorio La delibera comunale per l'attribuzione era stata votata all'unanimità lo scorso 30 novembre 2017.  Un conferimento attraverso il quale si è voluto suggellare il forte legame e sentimenti radicati  nella cultura e nella tradizione dei cittadini fiuminatesi nei confronti dell'Arma, evidenziando anche l'importanza del  fare memoria e trarre esempio dalle nobili gesta dei figli più cari del paese, gli eroici carabinieri Alfredo Beni e Alfredo Costantini che, rispettando il  giuramento di fedeltà, hanno sacrificato con la propria vita i doveri del proprio servizio per la salvaguardia dell'ordine e della sicurezza pubblica. In risalto nell'intervento di apertura del sindaco Ulisse Costantini, proprio l'immagine  di baluardo dell'ordine e della sicurezza pubblica dell'Arma dei Carabinieri che, per la sua peculiare articolazione territoriale che la rende presente in ogni dove su tutto il suolo nazionale, rappresenta un punto di riferimento insostituibile per i cittadini e, in modo particolare per quelli residenti nelle aree interne e nei piccoli centri  "Una peculiarità che anche alla popolazione di Fiuminata- ha detto il primo cittadino- ha assicurato di vivere in un clima di serenità e di sicurezza e con ciò contribuire a creare nei sentimenti di tutti, un legame di stima, gratitudine e riconoscenza." In particolare, come ricordato dal sindaco, la stazione dei carabinieri di Fiuminata, ha dimostrato di essere punto di riferimento, anche nelle diverse competenze di Protezione civile, con uno straordinario impegno assicurato al territorio in occasione degli eventi sismici del 2016 e nell'espletamento dei dedicati servizi d'istituto, svolti nei mesi successivi, garantendo una instancabile attività di assistenza a tutta la comunità, dimostrando un'encomiabile dedizione, altissimo senso del dovere e un sempre solido e continuo presidio del territorio, partecipando attivamente ai servizi di soccorso, di emergenza, di repressione e prevenzione dei reati. 
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" Il solido legame che storicamente unisce la nostra comunità alll'Arma- ha continuato Costantini-  è stato consacrato dal sangue di coloro che hanno perso la loro vita per la difesa della patria e della sua legalit à e che in questo nostro amato paese sono nati sono vissuti e si sono donati all'istituzione.  Desidero  inchinare il capo in segno di riverente omaggio alla memoria dei Caduti dell'Arma dei Carabinieri, appuntato Alfredo  Beni e vice brigadiere Alfredo Costantini, figli della nostra generosa terra ; con il loro eroico agire, hanno donato la loro vita  per la nostra difes, per la difesa dei nostri principi democratici civili che hanno fatto e rendono ancora oggi grande la nostra Italia. Icarabinieri sono stati e sono ancora un ponte tra le istituzioni civili e militari, nel supremo interesse della difesa e sicurezza dell'Italia. Essi si sono identificati nei valori nazionali; con elevato spirito partecipativo, si sono  immedesimati alle esigenze della popolazione, divenendo con esse un tutt'uno e riscuotendo unanime plauso e apprezzamento"
"Per noi ragazzi che viviamo oggi in un mondo che ci offre molto in termini di opportunità ed esperienze, ma che al tempo stesso non ci nasconde le sue violenze e le sue atrocità- ha detto il Sindaco dei Ragazzi Simone Recchi - voi carabinieri rappresentate un modello al quale ispirarci, la giusta via e il giusto esempio da seguire. Siete un patrimonio per l'Italia e nei confronti di una piccola comunità come la nostra, che vi deve il suo ringraziamento anche per l'aiuto che avete offerto alla popolazione bisognosa e in difficoltà in occasione degli eventi sismici del 2016. Momenti molto brutti che tutti faremo fatica a dimenticare, ma sapere che qualcuno era ed è qui per proteggerci, ci aiuta a superarli. Beni e Costantini, sono per noi degli eroi, due giovani uomini e carabinieri che hanno affrontato il pericolo con forza e coraggio. Siamo molto orgogliosi di loro perchè, nonostante siano trascorsi molti anni da quei tragici fatti, continuano a rappresentare un modello di legalità e altruismo. Due grandi uomini che soprattutto noi ragazzi, abbiamo il dovere di continuare a ricordare e prendere da esempio, ricordando, ringraziando e celebrando con loro, tutti i Carabinieri che ogni giorno con il loro lavoro e sacrificio ci permettono di vivere in sicurezza e tranquillità. L'Arma dei Carabinieri- ha proseguito Simone, a nome di tutti gli alunni del paese- è una delle istituzioni più solide del Paese e punto di riferimento per tutti. Uomini e donne che per il loro servizio, incarnano valori importanti come l'amore per la patria, la giustizia, l'onestà, la legalità, il senso del dovere, la fede nello stato". 
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Dopo la lettura della motivazione da parte del vice sindaco Elisabetta Roscioni, il sindaco Costantini ha consegnato la pergamena onorifica  al Comandante Legione Marche, Generale di Brigata Fernando Nazzaro, dettosi orgoglioso del privilegio concesso all'Arma "un riconoscimento che impegna tutti noi a perseverare  con rinnovato vigore nella tutela dei cittadini e, in particolare, a favore di questa comunità duramente provata dagli eventi sismici".  Un'attribuzione tanto più significativa in quanto segnata dal particolare ricordo che Fiuminata ha inteso dedicare ad Alfredo Beni e Alfredo Costantini, decorati con Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria e, le cui gesta eroiche sono state rievocate dallo stesso Nazzaro. " Un motivo per stringersi con affetto ed emozione ai familiari dei valorosi carabinieri che col loro sacrificio hanno sublimato il loro servizio, insegnandoci che la fedeltà, l'amore per il prossimo e il senso della patria non sono espressione di vuota retorica e di circostanza. Noi tutti vogliamo rinnovarne e custodirne la memoria, perchè hanno tenuto fede al giuramento prestato, fino all'estremo sacrificio della propria vita.  La fulgida testomonianza di abnegazione e dedizione senza riserve ai valori più elevati-ha sottolineato il Generale -  costituisce per tutti noi un esempio e una preziosa eredità che ci impegna a proseguire sulla via del dovere e che ispira l'agire quotidiano di ogni carabiniere" .  In occasione degli eventi del 2016 i carabinieri, insieme agli altri organismi della Protezione civile, della Polizia e delle Forze Armate, hanno assicurato una incessante attività di soccorso e assistenza, rappresentando in tutte le fasi, un punto di riferimento per la collettività e per le autorità, in continuità con il solco della storia dell'Arma che, da oltre due secoli, offre vicinana ai cittadini, attraverso il servizio reso dalle oltre 5500 stazioni, presenti sul territorio nazionale. " Oggi come in passato, le stazioni dei carabinieri danno immediata idea della concretezza e della prossimità dello Stato alle comunità, questo perchè, svolgono un non facile compito di protezione e rappresentano l'immagine di uno Stato che accoglie e che sostiene, tante volte anche con la semplicità dei sentimenti di solidarietà. Ai carabinieri, punto di riferimento sociale  e umano ancora prima che professionale, ci si affida per ricevere un consiglio, un aiuto o anche per soddisfare dei piccoli bisogni non sempre direttamente collegati ai compiti istituzionali, in un rapporto di conoscenza diretta e reciproca, che rafforza la percezione della sicurezza e dà sostanza all'esercizio di una vera e propria funzione di rassicurazione sociale. Un patrimonio di valori faticosamente acquisito in 204 anni di storia che ci impone una profonda riflessione, per verificare ogni giorno che i principi a cui ci ispiriamo, siano immutati nel tempo e continuino a caratterizzare il futuro cammino dei militari dell'Arma, da sempre a fianco degli italiani". 
La cerimonia è poi proseguita con la deposizione di un omaggio floreale sulle tombe dei decorati  e la lettura delle motivazioni del conferimento al valore.  Il vice brigadiere Alfredo Costantini, capoequipaggio di autoradio, intervenuto in un' orificeria dove era in corso una rapina, colpito a fuoco dai rapinatori, benchè ferito non esitò a proteggere le persone ostaggio dei malviventi. Morì dopo 106 giorni il 29 luglio 1983.  Era il 18 maggio 1977, quando l'appuntato Alfredo Beni,  nel corso di un conflitto a fuoco tra malavitosi avvenuto a Porto san Giorgio, visto un sottufficiale cadere sotto i colpi d'arma, si lanciò sparando contro il feritore, attirando sulla propria persona la  furia omicida del criminale. Colpito al cuore, immolò la sua giovane esistenza, martire del dovere e del suo nobile altruismo.  
Carla Campetella
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In vacanza nel bresciano contrae la legionella. Salvato all’ospedale di San Severino. È quanto successo a Giampietro Morbidoni, barista della pasticceria Compagnucci, a Tolentino che ancora oggi è alle prese per debellare completamente la malattia. 

È tornato a casa con febbre alta e senso di spossatezza, tanto da rendersi necessario il ricovero all’ospedale di San Severino. Dopo i racconti da parte dell’uomo e dei suoi familiari, i medici sono riusciti a capire quale fosse la causa del malessere: la legionella, proprio quell’epidemia che in questi giorni sta colpendo le zone frequentate da Morbidoni durante le sue vacanze. Da lì è iniziata la terapia a base di antibiotico a cui ancora oggi si sta sottoponendo e con un ricovero durato poco meno di un mese.

La legionellosi o Malattia del legionario è una malattia infettiva che colpisce l'apparato respiratorio, causata principalmente dal batterio Legionella pneumophila. Le legionelle, che esistono comunque in una cinquantina di specie batteriche diverse, si annidano nell'acqua e sono trasmesse attraverso l'acqua nebulizzata, per inalazione.

g.g.

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Stava cenando, come di consueto, presso un ristorante della zona quando all'improvviso ha accusato un malore che non gli ha lasciato scampo. E' morto, così, all'interno della sua auto, nel parcheggio del ristorante, Addis Palmucci, 82 anni, uomo molto conosciuto a Treia per essere stato anche per diversi anni presidente dell'Aurora. Titolare in pensione di una ditta di impianti elettrici, lascia le figlie Sonia e Vania, il fratello Ivano e i nipoti jacopo, Filippo, Loris. I funerali si svolgeranno nella chiesa di Passo di treia questo sabato 29 settembre alle ore 10.

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Nell’ambito di una complessa e articolata attività di indagine relativa alla contraffazione e all’uso di documentazione falsa attinente la circolazione stradale, nelle prime ore della mattinata odierna, personale della Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Macerata, ha effettuato una perquisizione domiciliare presso un’abitazione sita nel comune di San Severino. Nel corso dell’operazione di Polizia Giudiziaria, oltre ai documenti oggetto della ricerca, sono stati rinvenuti e posti sotto sequestrato circa 1000 proiettili per pistola illegalmente detenuti. Un settempedano si sessantasei anni è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per il reato di illecita detenzione di munizionamento.  

G.G.

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