PIEDINO Appenn a casa 2021
Notizie di cronaca nelle Marche
Mercoledì, 28 Aprile 2021 14:15

Treia, polemiche sui lavori al cimitero

I lavori di ampliamento e ristrutturazione del cimitero monumentale di Treia, avviati alla fine del 2020, non hanno lasciato indifferente la cittadinanza: diverse le polemiche sui social, infatti, sull’impatto delle nuove strutture in corso d'opera. Secondo alcuni cittadini comprometterebbero il profilo estetico del cimitero, oltre a rendere difficoltoso l’accesso alle aree già esistenti.

Già a novembre il sindaco, Franco Capponi aveva sottolineato l’urgenza di mettere mano alla struttura, ormai sovraccarica, con l’intenzione non di costruire un secondo cimitero – secondo l’amministrazione sarebbe inevitabilmente una struttura di serie b – ma con quella di ampliare e ristrutturare quello già esistente, senza impattare sull’aspetto architettonico.

Non del tutto convinti e soddisfatti però i cittadini, inorriditi alla vista delle strutture in cemento armato che in questi giorni sono sorte all’interno del luogo di culto. A tal proposito il vicesindaco, David Buschittari, ha risposto che l’aspetto dei nuovi blocchi di loculi, al termine dei lavori, sarà perfettamente in linea con lo stile delle strutture più antiche: “L’intervento è stato studiato in concerto con la Sovrintendenza e con diversi architetti, oltre a essere condiviso dal consiglio comunale. È impossibile ora giudicare i lavori, e bisognerà attendere che questi vengano ultimati: il cemento armato non resterà a vista, ma verrà rivestito in mattoni nello stesso stile delle strutture già presenti. Mettere mano e modificare un luogo di culto tradizionale come il nostro cimitero è stata una scelta sofferta, ma crediamo sia la più giusta: una seconda struttura sarebbe stata inevitabilmente seconda anche in importanza. Accettiamo le critiche, ma vorremmo che siano contestualizzate, costruttive e non strumentali”.

l.c.
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Cambi climatici e sbalzi di temperatura sempre più frequenti,mettono a repentaglio il raccolto delle piante che avevano già vegetato e le infiorescenze di questo periodo. A darci il quadro di una primavera un po' anomala e di una situazione che impensierisce gli imprenditori agricoli del territorio,  è il presidente di Coldiretti Macerata Francesco Fucili 
"Ormai purtroppo ci stiamo sempre più abituando a un cambiamento degli scenari - spiega Francesco Fucili- non ci sono più le classiche stagioni caratterizzate da clima mite ma si assiste a volte ad un passaggio repentino troppo repentino dall'inverno all'estate o piuttosto ai ritorni di freddo nei mesi primaverili che possono mettere a repentaglio alcuni raccolti e  soprattutto determinate coltivazioni frutticole e orticole. Quest'anno in particolare- prosegue Fucili- abbiamo assistito nei mesi di gennaio e febbraio a delle temperature elevate che avevano fatto sì che alcune specie cominciassero una  ripresa vegetativa e mi riferisco nella fattispecie ai frutteti e innanzitutto agli albicocchi che sono i primi a fiorire e anche ai ciliegi e alle  visciole che sono molto presenti sul  nostro territorio.  I ritorni di freddo che ci sono stati nel mese di marzo prima, e successivamente anche nel mese di aprile fino ad una settimana fa, hanno in parte bruciato le gemme che già si erano schiuse e fatto perdere una buona parte di quei frutti che queste piante avrebbero poi dato.  In parallelo - continua Fucili-  ci sono stati dei danni anche per gli ortaggi, in quanto le piantine  messe a terra e pronte da raccogliere, hanno subito i danni del gelo presentando delle  bruciature, dunque si è perso parte del raccolto.  Quello che un po' ci risolleva è che in questi giorni stiamo assistendo a delle piogge, seppure non eccessivamente copiose e che le temperature si sono riscaldate. Queste piogge stanno consendendo di tirare un sospiro di sollievo  e in modo particolare a molti nostri produttori di colture estensive;  penso a tutte le colture primaverili che sono state seminate,  dal girasole al mais, dalla barbabietola da zucchero che è tornata sui nostri territori fino a tutti i cereali autunno/vernini che hanno bisogno d'acqua. Ricordiamo infatti che in questo periodo  l'orzo e il grano duro di cui siamo grandissimi produttori hanno un fabbisogno idrico importante- conclude il presidente di Coldiretti Macerata-. Ne deriva che le piogge in questo periodo sono una cosiddetta manna dal cielo.  Se non altro questo ci rincuora e ci fa guardare avanti con fiducia".

c.c.
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Anche l'ex ospedale di Sarnano è stato inserito all'interno del piano triennale delle opere pubbliche regionali.
Un intervento che permetterà al Comune dell'entroterra di avere una nuova struttura sanitaria a servizio del territorio, supportando l'obiettivo regionale di distribuire i servizi in tutta la regione.

"Ieri - commenta il sindaco Luca Piergentili - l'annuncio da parte dell'assessore Francesco Baldelli che la struttura dell'ex ospedale di Sarnano rientrerà nel piano delle opere pubbliche regionali.
Il vecchio edificio è stato interessato dal sisma del 2016 e messo in sicurezza nell'immediatezza per renderlo utilizzabile nel piano terra.
Qualche servizio, come la Radiologia, è stato perso, ma con il nuovo ospedale lavoreremo per acquisirlo di nuovo, unitamente ad altri servizi come una nuova sala del commiato adeguata a tutte le normative, servizi medici specialistici, fisioterapia, cup e centro prelievi".

Il progetto già esistente ha permesso all'opera di rientrare in quelle cantierabili che la Regione ha deciso di realizzare: "E' un lavoro immediatamente cantierabile - prosegue Piergentili - per questo è stata inserita nel piano triennale delle opere pubbliche. Crediamo che sorgerà a breve anche per via della revisione del piano sanitario regionale.
Siamo convinti - dice il sindaco - che ci sia un forte impulso da parte della Regione a potenziare i servizi periferici.

Un intervento radicale che prenderà sicuramente diverso tempo, ma ci permetterà di avere un ospedale nuovo, adeguato, antisismico".

GS
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Sta per diventare realtà la ciclovia che coinvolge i Comuni di tre Unione Montane della provincia di Macerata e non solo.
La scorsa settimana si è tenuto un incontro tra i soggetti coinvolti, la Contram, i progettisti ed i sindaci: "dopo lo studio di fattibilità - spiega Matteo Cicconi, presidente dell'Unione Montana Potenza, Esino, Musone, capofila del progetto - abbiamo fatto la gara per la progettazione, aggiudicata da un gruppo del nord Italia. La progettazione esecutiva si dovrà concludere entro il mese di maggio, poi si partirà con la gara d'appalto per l'affidamento dei lavori e ci auguriamo che agli inizi del 2022 l'opera possa essere in cantiere".

È questo, dunque, lo stato delle cose in merito ad un "progetto nato nel 2018 - prosegue Cicconi - quando la Regione stanziò cinque milioni di euro per la realizzazione di interventi volti alla mobilità sostenibile, con la realizzazione di ciclostazioni e tutto il sstema di rete necessario all'operazione. È il primo vero progetto che riguarda un territorio molto vasto promosso dalle Unioni Montane che hanno traghettato l'idea nel lungo percorso. Lo studio di fattibilità è stato redatto da Contram: l'aspetto importate del progetto è sicuramente di natura turistica ma soprattutto ha l'obiettivo di integrare la mobilità sostenbile al trasporto pubblico locale, cercando di coniugare i due aspetti".
 
Ad essere coinvolti sono, infatti, i Comuni interessati dal trasporto pubblico locale, come spiega Giampiero Feliciotti, dell'Unione Montana dei Monti Azzurri: "Ci siamo incontrati con tutti i sindaci dei paesi interessati da questo primo step di progettazione e abbiamo raccolto un primo piano di ascolto per conoscere le problematiche e le necessità, ma anche i punti di forza e di debolezza del porgetto. Ogni sindaco ha fatto le sue osservazioni che riguardano l'attenzione all'utilizzo dei fondi pubblici: piuttosto, infatti, che pensare a nuove stazioni di ricarica troppo moderne e costose rispetto al tessuto urbaistico storico dei paesi, è stata richiesta la valorizzazione dell'esistente, anche per i percorsi che in alcuni casi hanno semplicemente bisogno di riqualificazione e nuova segnaletica.

Si è alzato un grido unanime verso la Regione - prosegue Feliciotti - affinchè metta a punto un programma con un nuovo finanziamento per i Comuni rimasti fuori dalla prima tranche che riserva il progetto esclusivamente ai paesi che hanno il trasporto pubblico locale. È stata una assemblea molto interessante - confida -, non direi accesa, ma ogni sindaco ha posto l'accento sulla necessità di fare scelte economiche fruibili e funzionali, perchè il nostro territorio si contraddistingue per questo.
Non chiedono progetti costosi, bensì oculatezza e concretezza".

Assente all'ultima riunione, ma parte attiva del progetto anche il presidente dell'Unione Montana Marca di Camerino, Alessandro Gentilucci. Come sindaco di Pieve Torina, proprio la scorsa estate aveva inaugurato il percorso ciclopedonale intitolato a Luigi Gentilucci.

GS


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“L’anima di questo Programma triennale dei Lavori pubblici è mettere a terra in tempi celeri ogni risorsa disponibile per dare risposta alle esigenze del territorio, ma anche e soprattutto perché gli investimenti rappresentano un potente moltiplicatore di sviluppo economico, il miglior strumento di sostegno per l’economia marchigiana duramente colpita dalla crisi finanziaria, dal crac di uno storico istituto bancario marchigiano, dal terremoto e, per ultimo, dalla pandemia. Per questo abbiamo compiuto una ricognizione complessiva di tutte le opere che avessero i requisiti minimi prescritti dalla normativa, e quindi almeno lo studio di fattibilità tecnico economica, affinché fosse possibile ricomprendere nel Programma triennale il maggior numero di interventi ‘cantierabili’ in tempi brevi (non buttando a mare nessuno sforzo compiuto anche nel recente passato)”.

Con queste parole, l’assessore regionale ai Lavori pubblici Francesco Baldelli ha presentato, in consiglio regionale, il Programma triennale dei lavori pubblici 2021-2023, approvato a maggioranza. Un Programma del valore di 121.729.708 milioni di euro, in netto aumento rispetto a quello dei precedenti Programmi. “Tuttavia – ha sottolineato l’assessore - non è comprensivo di tutte le risorse destinate dall’amministrazione nel triennio ad interventi strutturali strategici per il territorio. Vanno infatti aggiunti oltre 567 milioni euro, così suddivisi: 357,8 milioni distribuiti ad enti locali, come Comuni e Province, per lavori di loro competenza; 162,2 milioni stanziati per le aziende del Servizio sanitario regionale; 32,5 milioni assegnati ad Anas per la manutenzione delle strade di nostra proprietà; 2,7 milioni assegnati a Rfi per la sicurezza e per la soppressione dei passaggi a livello; 11,5 milioni concessi ad altri enti ancora. Infine, si osserva che, per legge, il Programma triennale dei Lavori pubblici non include le opere al di sotto dei 100mila euro di cui la Regione è soggetto attuatore, ossia di cui cura direttamente progettazione e realizzazione. Al novero dei lavori pubblici sopra indicati dovranno dunque aggiungersi anche dette opere”.

Quattro le famiglie di interventi: edilizia sanitaria ospedaliera, per oltre 38 milioni di euro; opere idrauliche su corsi d’acqua, per oltre 36 milioni; piste ciclabili per oltre 29 milioni; manutenzione del patrimonio regionale per oltre di 16 milioni. “Al Programma triennale dei Lavori pubblici – ha spiegato l’assessore Baldelli - abbiamo affiancato un fondo rotativo per le progettazioni finanziato con risorse proprie. Tale fondo, assente da oltre un decennio nei bilanci regionali, è pari a 5,65 milioni di euro e servirà per la progettazione di infrastrutture viarie strategiche, affinché prenda forma quella regione intermodale e interconnessa che unisca (partendo da tre infrastrutture strategiche quali porto, aeroporto e interporto) tutte le Marche, da nord a sud e da est a ovest, restituendo a ogni territorio pari opportunità, si tratti di grandi o piccoli centri, di aree costiere o territori interni. Per questo nei giorni scorsi è stato approvato dalla giunta il ‘Masterplan delle infrastrutture stradali della Regione Marche’. Questa novità ci consentirà, nei prossimi anni, di inserire nel Programma triennale dei Lavori pubblici anche la quinta “famiglia” di opere, quelle stradali. Elaborare i progetti è infatti il primo passo per riuscire a intercettare i finanziamenti necessari per la realizzazione di nuove opere stradali”. L’assessore ha aggiunto che, per dare corso velocemente alla progettazione e alla realizzazione di tutte le opere, “abbiamo deciso di riorganizzare il servizio tutela e gestione del territorio potenziandone l’organico che oggi risulta sottodimensionato rispetto alle sfide programmate”.

La conclusione dell’assessore Baldelli: “Questo Programma triennale anticipa una sfida fondamentale: quella di riuscire ad utilizzare anche le risorse del Recovery plan nei tempi indicateci dalla UE e con una strategia che permetta di riattivare l'economia delle Marche. Dobbiamo immaginare una Regione diversa, una Regione che riesca a realizzare opere strategiche, che dia supporto ai Comuni e che abbia un "progetto" complessivo delle infrastrutture e delle opere ambientali. La sfida che ci attende richiederà la capacità di innovare le istituzioni e le strutture organizzative, realizzare bene e nei tempi sarà il nostro obiettivo”.


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Mercoledì 28 aprile sarà il giorno del grande ritorno a casa di uno dei capolavori di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio, nella chiesa di San Rocco, nel cuore del centro storico di San Severino Marche.

Un evento cui il comune, insieme all’Arcidiocesi, la Soprintendenza delle Marche e la Pinacoteca di Brera, sta lavorando da tempo, ma che chiude solo un lungo percorso iniziato all’indomani di un forte terremoto che, al pari di quello del 2016, sconvolse le Marche e il territorio settempedano.

Correva l’anno 1997 e, nel corso dei restauri della chiesa di San Rocco, il progettista e direttore dei lavori, l’architetto Giampiero Calcaterra di Tolentino, venne a conoscenza dell’esistenza della preziosa tela del Roncalli che, fino al 1811, aveva ornato uno degli altari della chiesa. Con l’esecuzione di alcuni saggi si scoprì che la cornice originale della tela era rimasta in città e che il capolavoro d’arte, invece, era finito ad Osnago, nel Milanese. Il tecnico coinvolse il dottor Giuseppe Moretti, settempedano e grande appassionato d’arte, e convinse monsignor Lino Valeri, parroco della concattedrale di Sant’Agostino e responsabile anche per la chiesa di san Rocco, ad inoltrare alla Soprintendenza di Brera, richiesta di rientro della tela.

tela

Si avviò una corrispondenza che coinvolse anche la Soprintendenza e altri enti che approvarono l’operazione che finì tuttavia per arenarsi.

La chiesa di San Rocco venne riaperta al culto nell’estate del 2003, completamente restaurata anche negli apparati decorativi ma, purtroppo, senza la preziosa opera del Roncalli. Ma il sogno di ricollocarla nella sua cornice non si spense. In molti si sono dati da fare, da quella data, per il ritorno a casa del Pomarancio. Lo hanno fatto appoggiando, nella giusta causa, anzitutto l’Amministrazione comunale di San Severino Marche che è stata supportata da alcune donazioni da parte dei privati. Ripartendo dal precedente carteggio si è giunti, alla fine, a realizzare un sogno sperato dalla intera comunità cittadina.

Domani la tela della “La Beata Vergine Maria col Bambino e i Santi Rocco e Severino”, che nel frattempo è stata anche restaurata presso la bottega di Luigi Parma specializzato in restauri di beni culturali con sede a Milano, sarà di nuovo in città.

Ha fatto già ritorno nel luogo di culto, dopo essere stata smontata, anche la cornice che per anni ha incorniciato l’opera. Al lavoro di ripulitura e sistemazione per il grande evento hanno lavorato Emanuele Ticà, titolare della bottega Mastro T di San Severino Marche che ha eseguito i lavori di conservazione affidati alla Imper Tecno Srl di Roma, società specializzata nel recupero di opere d’arte diretta da Cecilia Bartoli.

cornice
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Ritorno in zona gialla: Sarnano e Fiastra, con le loro “cascatelle” e il lago, sono tra le mete più gettonate per il fine settimana del primo maggio. Da una parte il rilancio dei propri gioielli, con Sarnano che sta ristrutturando la via delle Cascate Perdute, come dopo ogni inverno, dall’altra una linea ben più cauta, con Fiastra che ha prorogato l’ordinanza per la chiusura delle Lame Rosse. I due sindaci, Luca Piergentili e Sauro Scaficchia, sono invece uniti sulle aspettative: entrambi si attendono grande afflusso e sottolineano quanto sia importante essere attenti a evitare restrizioni future e un nuovo aumento dei contagi.

Abbiamo un grande riscontro sui nostri social e ci aspettiamo massicce presenze – ha raccontato Piergentili –. Sicuramente saremo particolarmente attenti nei controlli: non vorremmo che questo primo maggio possa essere motivo di rimpianto in ottica Covid, anche se siamo in zona gialla, dovremo sempre cercare di evitare una ripresa dei contagi. Abbiamo chiesto alla Prefettura e alla Questura un supporto per il fine settimana in arrivo. A questo proposito nei prossimi giorni faremo un incontro con le autorità e le amministrazioni che si attendono i maggiori arrivi per l’occasione. Metteremo a disposizione i nostri Carabinieri e la nostra Polizia Locale. Sotto il profilo prettamente turistico – conclude il primo cittadino di Sarnano – stiamo risistemando la via delle Cascate Perdute, che come ogni inverno necessita di manutenzione, così come tutte le aree verdi che attraggono i turisti”.

A Fiastra il sindaco Scaficchia ha prorogato l’ordinanza che limitava le visite ai percorsi delle Lame Rosse: fino al 6 giugno saranno off limits nei giorni festivi.

“Ci attendiamo un flusso enorme di persone: già dalle scorse settimane, nonostante la zona arancione, abbiamo avuto molte visite. Io faccio appello a tutti i visitatori – dice Scaficchia –: li accoglieremo con piacere, ma mi auguro un grande rispetto delle norme anti contagio. Ho prolungato l’ordinanza che riguarda la chiusura delle Lame Rosse e dei percorsi naturalistici che contraddistinguono Fiastra nei giorni festivi: in quei giorni le visite erano fuori controllo e, in accordo con i Carabinieri Forestali, abbiamo deciso che fosse la soluzione migliore per la tutela della popolazione e dei visitatori. La speranza è che a giugno si possa allentare un po’ questa situazione, che oggi è necessaria, in modo da avere un’estate più serena”.

l.c.

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Prende forma il recupero della zona delle Ex Casermette  come centro per il controllo dei Beni Culturali.“Una notizia bellissima per la nostra città e per tutta l'area interna. Così il sindaco Sandro Sborgia appreso dell'inserimento di Camerino nel Recovery plan.
"Da anni si parlava di rimettere in funzione l'utilizzo del complesso delle ex Casermette ma, in tal senso, non erano mai seguiti atti concreti. È una bella soddisfazione sapere che quel piano al quale già subito dopo il nostro insediamento abbiamo iniziato a lavorare portandolo avanti verso il Ministero dei Beni Culturali, trova oggi collocazione all'interno di quelli che verranno finanziati con il Recovery plan". 
Con Roma, Alessandria, Caserta e Piacenza, la città ducale è stata inserita nella sezione Cultura del capitolo Sicurezza sismica: Recovery Art Conservation Project che, grazie alla disponibilità di uno stanziamento governativo per un totale di 800 milioni di euro, prevede la creazione di 5 depositi temporanei per la protezione dei beni culturali mobili, in caso di calamità naturali.
"Il nostro- spiega Sborgia-  è pertanto uno dei 5 progetti di riutilizzo di ex strutture che in precedenza avevano altre utilità; parliamo infatti di ex centrali nucleari e di caserme dismesse. Non volevamo che quell’area, trascurata da lungo tempo, fosse abbandonata; è davvero un grosso risultato la prospettiva concreta che quegli spazi vedranno la creazione di uno dei cinque depositi per le opere d'arte da preservare e conservare in caso di calamità naturali o eventi avversi - continua il sindaco di Camerino-. Avremo a livello regionale una struttura che sarà deputata alla collocazione e conservazione dei beni culturali e credo che di questo dobbiamo essere tutti contenti: il bello dell'operazione non è nella sola rifunzionalizzazione di un complesso oggi abbandonato, ma nei vantaggi che anche dal punto di vista economico, sociale e del lavoro ne deriveranno per la nostra area interna. E intorno a quella struttura potranno anche essere creati ulteriori progetti. Per ora sappiamo che il progetto pensato e realizzato per l’area delle ex Casermette insieme alla Curia e dall’Università di Camerino, è inserito nel Recovery plan: attendiamo quindi che il Ministero formalizzi e disponga ufficialmente l’avvio di tutte le procedure e poi avremo la possibilità di capire quali tempi occorreranno affinché il progetto vada avanti. Personalmente - conclude Sborgia- confido che si possa avviare il tutto in tempi molto brevi". 

c.c.
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Una giornata di sciopero generale e chiusura di tutti gli uffici assicurativi delle agenzie italiane per protestare contro le nuove disposizioni normative, così come volute dall’Istituto di Vigilanza con l’emanazione del Regolamento n. 45 e del Provvedimento n. 97, alcune delle quali sono astruse e contradditorie se non inapplicabili, mortificano l'agente e creano disagio all'utente.
La protesta ha interessato tutte le agenzie e ha riscosso un'ampia adesione anche in provincia. Abbiasmo chiesto a Giuseppe Marsili, agente assicurativo di Cattolica Assicurazione di Macerata-Piediripa con sub-agenzie a Tolentino, Sarnano e San Severino Marche.

(sotto nella foto Giuseppe Marsili con i sub-agenti della provincia)

Marsili e gli agenti di filiale


Quale il motivo della serrata: “ protestiamo contro l'ultima normativa emanata dal istituto di vigilanza inapplicabile e impossibile da applicare. Le nuove disposizioni obbligatorie imprigionano in schemi rigidi le aspirazioni di ripresa degli Agenti di assicurazione e conseguentemente il futuro di duecentomila lavoratori del settore.

Protestiamo non solo nel nostro interesse – afferma Marsili - ma anche nell'interesse del cliente, è assurda l'applicabilità di certe normative. Per fare una semplice polizza del motorino, il cliente dovrebbe leggere dalle 100 alle 150 pagine di norme che non riguardano il contratto ma la trasparenza. Per non parlare del cliente costretto a dover mettere 50 firme e leggere faldoni di fogli di carta per lo più incomprensibili.

La tanto sbandierata semplificazione, si è rivelata uno slogan per sommergere Agenti, Brokers, Subagenti e lavoratori delle agenzie, insieme ai rispettivi clienti, un mare di adempimenti burocratici, questionari, informative, fogli e foglietti di indiscutibile inutilità.

Alla fine a pagarne le spese è sempre l'utente finale e in questo caso anche l'operatore. L'agente di assicurazione è un professionista che si trova da una parte un aspetto normativo impossibile da applicare con un altissimo rischio di trovarsi sanzionato qualora si verificasse un minimo cavillo, un minimo disallineamento tra quello che prevede questa normativa assurda.


sciopero assicurazioni 2


Stiamo tornando indietro – conclude Giuseppe Marsili - con una visione sempre più burocratica e burocratizzante, disposizioni problematiche che mettono in ginocchio tutta la rete dei consulenti e dei professionisti, danneggiando il consumatore e tante imprese mettendo a rischio il futuro di oltre duecentomila lavoratori del settore”.

sciopero assicurazioni articoli di giornale




Mario Staffolani

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Quasi 30mila euro in crostacei in pessimo stato di conservazione: questa la dimensione di un sequestro che la Guardia di Finanza ha effettuato a Civitanova.
Durante un controllo su strada infatti, i finanzieri hanno fermato un’auto che, controllata, emanava odori sospetti. Nel bagagliaio erano trasportati 180 chili di granchi reali, il cui stato di conservazione e le modalità di trasporto hanno fatto scattare immediatamente i provvedimenti penali e amministrativi: i crostacei erano trasportati nell’abitacolo senza alcuna osservanza delle norme igieniche – in delle cassette di plastica coperte da stoffa – e soprattutto a un temperatura ben più alta rispetto a quella necessaria alla loro buona conservazione.

I finanzieri hanno immediatamente rilevato l’inidoneità del cibo, oltre all’assenza della tracciabilità: i crostacei – insieme ad alcuni chili di cefali – sono stati così sequestrati e distrutti.

Il conducente dell’auto, un cittadino cinese titolare di un sushi restaurant nel barese, è stato denunciato per commercio di sostanze alimentari nocive e multato per la mancata tracciabilità della merce sequestrata.

l.c.
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