PIEDINO Appenn a casa 2021
Notizie di cronaca nelle Marche
Il Covid miete un'altra vittima a San Severino Marche. Si è spento, infatti, Lando Borri, persona molto conosciuta nella comunità settempedana per la sua professione di benzinaio, era infatti titolare di due distributori di carburante, uno "storico" nel rione San Michele, e per il suo impegno in ambito sportivo.

Persona affabile e sempre pronta alla battuta, Borri era molto legato alla Settempeda, in modo particolare al settore giovanile biancorosso con il quale ha collaborato per molti anni. Un'intera generazione di "ragazzi", oggi trentenni, lo ricorda infatti come colui che alla guida del pulmino della società li accompagnava agli allenamenti, alle trasferte e, per i più "bravi", agli stage della rappresentativa regionale.

Così l'intera comunità lo piange insieme alla moglie e ai suoi due figli.

f.u.
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Anche il Comune di Bolognola ha la fibra ottica: l'infrastruttura tecnologica è a disposizione di sempre più famiglie, dopo che a fine 2020 erano terminati i lavori per l'installazione. Uno strumento importante per lo sviluppo e per l'attrattività di Bolognola, visto che oggi, con lo smart working che si è reso necessario, avere una buona connessione internet è fondamentale per chiunque.

La fibra "aiuta" Bolognola sia nei termini della comodità per i cittadini, sia per l'attrattività verso chi pensa a trasferirsi in montagna, secondo la sindaca Cristina Gentili: "Ovviamente sotto il periodo Covid è una grandissima fortuna: sia per lo smart working dei cittadini, sia per quello degli impiegati comunali, alcuni dei quali lavorano da remoto fuori dal territorio comunale. Credo che sia anche un grande strumento di sviluppo: chi ha già a casa Bolognola, chi vuole affittarne una, chi vuole pensare di cambiare stile di vita una volta finita l'emergenza Coronavirus, con la fibra avrà la possibilità di essere comunque connesso. Avere la fibra ottica quassù significa anche, magari, solleticare qualcuno a volersi trasferire".

l.c.
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Anche i Comuni dell’Unione Montana dei Monti Azzurri rientrano nello studio contenuto nel Quaderno 32 “Granda & Smart - Esperienze smart in provincia di Cuneo”, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, che ha prodotto la prima mappatura del livello di Smartness raggiunto, nel 2016, dai 250 Comuni della Provincia, sulla base di una griglia di 64 indicatori ripartiti su 10 ambiti, scelti tra quelli più utilizzati per valutare le Smart City.

“L’Unione – dice il presidente Giampiero Feliciotti - ha firmato nel 2011 il patto dei sindaci e ha portato avanti le previsioni che nel piano erano state inserite. A questo punto, anche in virtù di quelli che sono gli sviluppi tecnico-amministrativi e politici, siamo stati scelti come territorio per essere esaminato dal punto di vista Smart”.

L’aggettivo SMART = intelligente, brillante, applicato alle città a partire dagli anno ’90,  si è nel tempo modificato ed evoluto delineando infine un luogo in cui viene messo in campo un insieme di politiche e azioni strategiche volte a ottimizzare e innovare i servizi pubblici e a creare un nuovo sistema di relazioni tra la dotazione infrastrutturale materiale (capitale fisico) e quella immateriale, resi possibili dall’implementazione delle nuove tecnologie.

Indicando alla fine, in ultima istanza, una direzione di sviluppo in grado di rispondere alle sfide attuali attraverso approcci e politiche innovative.

In quest’accezione, il concetto si allarga fino a comprendere villaggi, territori e gruppi di personeed evidenziando la stretta correlazione tra la dimensione della città e delle infrastrutture fisiche, che ne regolano il funzionamento, con quella della comunità dei singoli cittadini e delle aggregazioni sociali che la popolano, abbracciando anche le sfide e le esigenze dei contesti extraurbani.

Grazie all’evoluzione del concetto di smart city, dunque, la smartness è diventata sempre più un indicatore della capacità di adattamento e sopravvivenza di un’entità complessa, attraverso l’“intelligenza” che riesce a mettere in gioco a tutti i livelli, in questa epoca di transizione. Inoltre, inglobando la qualità di vita e l’offerta di prodotti e servizi, permette di valutare un insieme di elementi fondamentali per competere a livello europeo e internazionale con gli altri territori.

“Individuare il posizionamento dei diversi comuni dei Monti Azzurri rispetto agli indicatori della smartness – scrive l’ente in una nota - non è quindi un esercizio fine a se stesso, ma consente di comprendere meglio i punti di forza e di debolezza del territorio, delineando un quadro di riferimento utile a orientare possibili strategie di intervento alle varie scale.

Considerando che molti degli indicatori utilizzati per l’analisi corrispondono a elementi che favoriscono sia il mantenimento degli abitanti nei territori che le condizioni minime che permettono di attrarre nuovi residenti e imprese, ricostruire il futuro dei Monti Azzurri con l’attenzione alla suo livello di Smartness è una scelta strategicamente importante.

Inoltre, i Monti Azzurri non partono da zero – spiega - , ma possono valorizzare le qualità ambientali e di comunità, che costituiscono un capitale che le città maggiori non posseggono e non riusciranno in molti casi a raggiungere.

Utilizzare quindi questo punto di vista permette di promuovere con maggior efficacia il territorio non solo e non tanto a scopo turistico, anche se i nuovi turisti apprezzano particolarmente l’integrazione delle qualità ambientali con le infrastrutture e i servizi reali e virtuali, ma soprattutto verso nuove imprese e famiglie”.

GS
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Una delegazione di ristoratori ha incontrato ieri i vertici della Regione Marche – il presidente Acquaroli e il suo vice Carloni –, per ribadire le istanze della categoria in vista dei nuovi decreti anti-Covid. Si profila uno scenario in cui i locali con spazi al chiuso potranno tornare a lavorare, ma soltanto a pranzo, dal primo giugno. Dal 26 aprile dunque, stante la zona gialla, solo chi ha possibilità di fare servizio all’aperto potrà tornare al lavoro. Oltre a questo, la conferma del coprifuoco continua a lasciare perplessi.

La delegazione di Confartigianato Macerata – Ascoli – Fermo ha chiesto alla Regione di poter riaprire, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, a pranzo e a cena con conseguente ampliamento e allungamento degli orari.

I ristoratori fanno leva sul punto dolente dei ristori, fino a questo punto inadeguati – secondo Confartigianato – a compensare le perdite subite a causa della riduzione o interruzione dell’attività. A questo proposito sono stati chiesti indennizzi da parte della Regione, oltre a contributi integrativi a fondo perduto a complemento di quelli previsti dal Governo.

Chieste anche garanzie nei confronti del sistema bancario, in modo che le imprese possano accedere a finanziamenti agevolati e per il prolungamento delle moratorie.

Il commento del presidente Acquaroli: “In questa fase di ripartenza dobbiamo essere prudenti, mettere le attività nelle condizioni di lavorare con norme chiare: il rispetto delle regole sarà la discriminante”.

Il vicepresidente Carloni ha ribadito: “L’argomento è il tema centrale della conferenza Stato-Regioni. Parole d’ordine: vaccini subito, riaprire in sicurezza e ristori per spese fisse”.

l.c.
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Stamattina la Presidente Rosaria Del Balzo Ruiti ha consegnato al Sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei le chiavi della nuova autovettura che il Comune settempedano ha acquistato grazie al contributo della Fondazione Carima.

La breve cerimonia si è svolta nella suggestiva cornice dell’Abbadia di Fiastra, dove nel 2017 ha avuto luogo la prima donazione di mezzi di trasporto in favore dei Comuni del cratere sismico. L’assegnazione odierna rientra infatti nell’ambito di questa iniziativa, promossa dalla Fondazione Carima in seguito al terremoto che ha colpito la provincia di Macerata nel 2016.

Uno dei bisogni più urgenti che ci veniva rappresentato dai Sindaci a ridosso dei terribili eventi sismici – spiega la Presidente Rosaria Del Balzo Ruiti – era la necessità di dotarsi di veicoli idonei a portare soccorso alla popolazione e a presidiare i propri territori, spesso vasti e impervi. La Fondazione Carima, quindi, facendo tesoro dell’esperienza acquisita in passato in questo ambito, si è messa a disposizione delle Amministrazioni comunali terremotate per aiutarle a fronteggiare le tante situazioni di disagio e di emergenza causate dal sisma.

Si tratta di un filone di intervento a cui la Fondazione ha destinato complessivamente 600mila euro, contribuendo all’acquisto di 40 mezzi di trasporto e dunque accogliendo le istanze di altrettanti Comuni.

Siamo molto grati alla Fondazione Carima e alla sua Presidente per il contributo concesso al nostro Comune, grazie al quale – spiega il Sindaco Piermattei – abbiamo potuto acquistare un’autovettura ibrida. La nostra Amministrazione comunale è molto impegnata per la difesa dell’ambiente e del territorio. Nel 2017, in occasione della Giornata della Terra, abbiamo sottoscritto il Patto dei Sindaci per l’Ambiente impegnandoci a mettere in atto, anche negli anni successivi, una serie di azioni concrete in un’ottica sempre più “green”. Tra queste azioni rientrano l’iniziativa Plastic Free, per eliminare la plastica monouso nelle scuole, l’installazione di colonnine per la ricarica di auto elettriche, percorsi di mobilità lenta, l’acquisto di mezzi, come gli scuolabus, ad alimentazione ecologica. Il nuovo mezzo, ad alimentazione ibrida, consentirà anche un notevole risparmio.
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A che punto è la pratica affinché possa definitivamente partire il cantiere per la realizzazione della struttura del nuovo plesso “Betti”di Camerino  nell'area individuata di via Madonna delle Carceri.
Una domanda che il Presidente del consiglio dell'Istituto Comprensivo "U. Betti" di Camerino, avv. Fabio Sargenti, come rappresentante dei genitori degli alunni, ha inteso rivolgere al commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini.
"Non possiamo che prendere atto che quello riguardante la costruzione di questa scuola è un iter sofferto e pieno di intoppi – afferma l’avvocato Sargenti-. Ormai sono passati circa 5 anni dal sisma del 2016 e più che altro ne sono trascorsi quattro dal 2017 l'anno in cui questa importantissima struttura per la città fu inserita nell'apposita ordinanza dei lavori diciamo da eseguire Con somma urgenza tanto che all'epoca si ipotizzava un rientro nella nuova struttura per il settembre 2017 quindi l'anno scolastico 2017/2018 Oggi invece ci ritroviamo con un nulla di fatto in mano e con tanta preoccupazione perché se è vero che da un lato il susseguirsi di molteplici commissari ha certamente determinato un ritardo, è anche vero che ormai gli anni trascorsi sono tanti e forse troppi. Questa lettera – spiega Sargenti- è dunque un primo passo che abbiamo pensato di fare per stimolare ulteriormente le autorità preposte ad individuare una soluzione quanto più celere possibile.


Il commissario straordinario Legnini gode di stima grandissima in generale e da parte mia personale; sappiamo benissimo quello che sta facendo,soprattutto per il nostro territorio e così come per la ricostruzione del post-sisma in generale, per cui sono assolutamente certo che il commissario si stia prendendo e in ogni dove per agevolare la realizzazione di questa struttura però ormai il tempo che è passato senza un nulla di fatto è davvero troppo. È per questo che abbiamo deciso di scrivergli direttamente, più che altro per farci rendere parte partecipe appunto di tutta la trafila che stanno seguendo e soprattutto per capire che cosa si stia facendo, quali siano gli intoppi e se in qualche modo e nel nostro piccolo possiamo essere d'aiuto per agevolare la risoluzione di questa annosa vicenda. Personalmente- conclude il presidente del Consiglio dell’Istituto Betti – ho senz’altro fiducia nel commissario straordinario e sono sicuro che riuscirà a brevissimo a risolvere questo problema, tuttavia come genitori ci sentiamo in dovere non solo per i nostri figli ma nei confronti della città tutta; parliamo infatti di una struttura che adesso interessa ai nostri figli ma tra qualche anno interesserà i figli di qualcun altro e dunque porremo la massima attenzione affinché questa opera venga realizzata davvero nel più breve tempo possibile”.
c.c.

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La comunità di San severino si è stretta nel lutto per l’ultimo saluto a padre Pierino Valenti, 78 anni, frate cappuccino che per almeno vent’anni è stato un punto di riferimento insostituibile per l’Istituto Croce Bianca.

Uomo di grande cultura e apertura mentale, scrittore, teologo, psicologo, ricercatore, viaggiatore, documentarista, entrò in seminario a 12 anni per gli studi clericali.

Nel 1970 si laureò in Teologia e nel 1981 in Psicologia all’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi sperimentale sullo “Sviluppo del pensiero operatorio in una società tribale della Guajira”. L’interesse per la ricerca lo ha spinto in Colombia nel 1980 e successivamente in Wolaita (Etiopia 1982 – 1984) allo scopo d’indagare con metodologia piagetiana sullo sviluppo cognitivo di alcuni gruppi etnici. Nel 1985 sulla cordigliera delle Ande, in Bolivia, ha realizzato due documentari per il programma “Geo & Geo” di Rai 3.

Autore di moltissimi scritti, ha promosso interessanti iniziative culturali e creato, a Cingoli, il “Salotto d’Autore”. Ha anche partecipato come correlatore a molteplici congressi.

Chi lo ha conosciuto e frequentato oggi lo ricorda come “uno di quei Padri con un cuore grande che ha sempre fatto fatica a lasciarsi andare, anche nei momenti peggiori, perché sapeva che doveva essere sempre un punto di riferimento e doveva rassicurare anche in quest’ultimo periodo, quando è stato lui per primo ad avere paura. Non sappiamo niente della morte. Abbiamo dentro solo un senso di rivolta e di impotenza, sentiamo agitarsi dentro di noi quei semi di speranza, di altruismo, di coraggio, di gioia di vivere che lui ha seminato con le parole ma, soprattutto, con l’esempio. Molti di quei semi sono germogliati e maturati e ognuno di noi possiede il testamento che lui stesso ci hai lasciato nel cuore. Ci ha insegnato che nella vita bisogna essere ottimisti perché è la speranza che muove il coraggio di vivere e concede la forza necessaria per abbandonarsi all’ordine provvidenziale, affinché tutto quello che sembra essere un veicolo cieco si trasformi in canto di gloria. È questo quello che ha sempre cercato di trasmettere anche nel corso dei 20 anni di esperienza nel difficile mondo della lotta alla tossicodipendenza all’istituto croce Bianca di San Severino Marche. A ciascuno di noi ha lasciato qualcosa, un sorriso, una parola, un ricordo e questo ci dà più forza. Qualcosa di lui è già in noi”.

Nella sua ultima pubblicazione, “Multiculture”, padre Valenti ha ricordato le sue esperienze legate alla Francia, alla Croazia, all’Etiopia e alla Bolivia. E’ qui che la sua parola ha conosciuto gli ultimi. Quella stessa parola ha dato speranza, a San Severino Marche, a tanti giovani impegnati in un percorso per uscire da un tunnel che ha spezzato anime e mietuto vite umane.
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Sottoscritto l’Accordo per portare la campagna vaccinale anti-SarsCov2 anche nelle farmacie marchigiane. Presenti alla firma l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, le strutture regionali responsabili della Sanità e i rappresentanti delle farmacie convenzionate, Assofarm per le farmacie pubbliche e Federfarma per le farmacie private.

“La volontà della Regione Marche – spiega Saltamartini -  è quella di incrementare le vaccinazioni anti Covid-19 e mettere al sicuro quanto prima l’intera popolazione. Con le farmacie, che ringrazio per la collaborazione, abbiamo quindi concordato il percorso operativo attraverso il quale diverranno nuovi punti di vaccinazione disponibili per i cittadini”.

Non appena i farmacisti avranno terminato la formazione specifica e saranno abilitati alla somministrazione del vaccino, nelle tante farmacie distribuite sul territorio regionale in modo capillare e che aderiranno all’iniziativa a titolo volontaristico,  sarà possibile eseguire le vaccinazioni anti-SarsCov2.

L’Accordo regionale, valido fino al 31 dicembre 2021, prevede che al farmacista venga riconosciuta, in coerenza con l’Accordo Quadro Nazionale, la remunerazione pari a 6 euro per ogni inoculo a cui sarà aggiunto un euro per le funzioni organizzative, per i dispositivi di protezione individuale e per i materiali di consumo.
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A Fabriano nasce l’Emporio della Salute, che insieme all’Emporio della Carità vuole essere segno di attenzione alla cura integrale della persona, grazie all’impegno della Caritas diocesana, guidata dal direttore don Marco Strona. E’ stato l’arcivescovo Francesco Massara a inaugurare e benedire la "farmacia gratuita", aperta nel pomeriggio di lunedì e la mattina di giovedì, dove verranno distribuiti farmaci da banco, donati dal "Banco Farmaceutico", con cui la Caritas ha una collaborazione. Al progetto hanno aderito anche il Lions Club di Fabriano, che partecipa attraverso il coinvolgimento dei farmacisti volontari Maria Emilia Monzali e Sebastiano Paglialunga che provvederanno alla consegna dei farmaci e ad offrire consulenze professionali, l’Inner Wheel che ha dato un contributo di 1.000 euro per l’eventuale acquisto di altri farmaci. Una sorta di mosaico, l’ha definita l’arcivescovo Massara, con la collaborazione di varie associazioni, ognuna impegnata con la propria tessera, per mettersi in rete e per fare del bene creando la grande opera della gratuità e del servizio all'altro che dà valore alla vita. “Tra gli effetti più pesanti della pandemia – ha sottolineato l’arcivescovo - c’è la riduzione delle cure da parte dei soggetti economicamente più fragili. In tanti hanno rinunciato ad acquistare farmaci necessari a causa della drastica riduzione di reddito provocata dall’emergenza Covid. Per andare incontro alle esigenze sanitarie delle fasce più povere della popolazione la Caritas diocesana ancora una volta si impegna a soccorrere i più bisognosi attraverso l’accesso gratuito a una serie di medicinali distribuiti dall’emporio della salute presso la sede Caritas di via delle Fontanelle. La sollecitudine della nostra Diocesi per i sofferenti e gli ammalati testimonia l’adesione alla missione evangelica di seguire l’esempio del buon samaritano nel farsi carico di quanti patiscono la malattia e la privazione.  La salute non riguarda soltanto l’integrità del corpo – monsignor Massara - ma la dignità di tutta la persona da tutelare sempre e in ogni modo. Nessuno è solo quando una comunità sa dare prova di unità e solidarietà”.
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La comunità di Tolentino piange Gioacchino De Angelis, scomparso all'età di 69 anni a causa del Covid. Persona molto conosciuta in città, è stato per anni il responsabile del personale della Nazareno Gabrielli. Molto impegnato nel sociale e nel mondo associazionistico ha ricoperto importanti incarichi in diverse onlus. In questi anni era stato eletto presidente dell’Avulss. Era anche parte attiva del Tavolo della Povertà.

"Un uomo davvero speciale, educatissimo nei modi, era sempre a diposizione degli altri e in particolare di chi era in difficoltà. In questo momento così triste siamo vicina alla famiglia – ha detto il sindaco Giuseppe Pezzanesi – alla moglie e ai figli. La nostra comunità perde una persona straordinaria, sempre attento alle esigenze di chi aveva bisogno. Porteremo nel cuore il suo dolce sorriso, la sua umanità e terremmo sempre nella nostra mente il suo impegno disinteressato quanto sensibile nel volontariato a disposizione degli ultimi. Il suo operato sia testimonianza ed esempio a quanti hanno svolto e svolgeranno, anche nel futuro, con amore, passione e dedizione, il loro servizio nel mondo del volontariato".
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