Serve un cambiamento decisivo, qualcosa che possa rappresentare la svolta per quei comuni paralizzati da ormai due anni e mezzo di nulla cosmico che ha prodotto l’impianto normativo post-sisma 2016.

È divenuta ormai una litania eppure i sindaci sono costretti ancora a ripeterla: “Serve un cambiamento, serve un cambio di marcia”.

Alcuni primi cittadini si sono confrontati oggi pomeriggio a Caldarola nel corso dell’incontro organizzato dalla Cisl dopo la campagna di ascolto delle comunità nei luoghi del sisma. Campagna dalla quale sono emersi dati impietosi sulla rassegnazione e la sfiducia dei cittadini del cratere.

“Per il futuro - ha esordito Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera - servono certezze, cioè delle norme. E soprattutto serve tutta una serie di agevolazioni altrimenti sulle nostre montagne sarà inutile ricostruire. Ad oggi le aree interne sono state completamente dimenticate e la politica deve scegliere una volta per tutte se vuole far vivere le montagne oppure no. Se sì, servono delle norme ad hoc e allora varrà la pena aspettare”.

Per il padrone di casa, Luca Maria Giuseppetti, “serve che qualcuno dimostri che l’aria è cambiata. Stiamo andando avanti senza una legge speciale e noi sindaci ci stiamo finendo il fegato perché noi possiamo fare ben poco. Quel che è certo è che non si possono curare tutti i mali con la stessa medicina”.

Più forte lo sfogo di Gianluca Pasqui, di Camerino che da tempo porta avanti l’idea di trovare soluzioni specifiche per i comuni il cui tessuto socio-economico sia stato distrutto dal sisma: “Sono tre anni che non facciamo che parlare ed è praticamente l’unica cosa che possiamo fare. Con l’impianto normativo che abbiamo - ha detto - i tempi della ricostruzione non saranno celeri. A monte le cose non funzionano pertanto o avviene un cambiamento importante oppure - ha ironizzato rivolto al commissario Farabollini - mi dovrete insegnare come potrò avere una ricostruzione fattiva”.

Giuseppe Pezzanesi, primo cittadino di Tolentino, ha sottolineato da parte sua l’importanza di non suddividere il cratere ma di restare uniti, ponendo poi due quesiti importanti ai fini della ricostruzione: “Ci sono i soldi? È una domanda lecita che di dobbiamo porre. Poi ci sono altri due problemi, uno normativo e uno delegativo. Il governo ci ha messo ben 7 mesi per permettermi di realizzare le case in contrada La Rancia con lo stesso procedimento delle Sae. È incredibile. La politica deve cambiare le norme che non vanno”.

Diverso il caso di Rosa Piermattei, sindaco di San Severino, comune colpito dal terremoto fortemente, ma non nel centro storico. Le scosse hanno colpito per lo più le zone esterne: “la modalità con cui siamo stati colpiti dal sisma ci ha permesso di andare avanti e continuare a vivere. Vorremmo andare veloci nella ricostruzione leggera e mi chiedo però come mai on venano presentati i progetti. Serve scandire i tempi e snellire anche i procedimenti per la ricostruzione pesante”.

A chiudere sono stati i sindaci Roberto Paoloni e Silvia Pinzi, rispettivamente di Belforte e Serrapetrona.

“Tutto l’impianto normativo - ha detto il primo - ha esautorato i nostri poteri. Così non funziona più. Per la paura delle infiltrazioni mafiose c’è stata una mancanza di fiducia vera e propria. Qualora si decidesse ora di lasciare più potere ai sindaci abbiamo bisogno di risorse e norme e soprattuto che ci si fidi di noi, dei cittadini, dei sindacati e di chi si impegna per il territorio”.

Gaia Gennaretti

Un incontro non senza polemiche, soprattutto dopo l’intervento del commissario Farabollini, quello che si è svolto oggi pomeriggio a Caldarola, organizzato dalla Cisl per presentare i risultati della campagna di ascolto dei cittadini terremotati. 

Tremila quelli a cui è stato sottoposto un questionario da cui sono emersi dati non certo positivi ma un sentimento di sfiducia e incertezza.

A parlarne Sauro Rossi, segretario generale Cisl, Rocco Gravina di Cisl Tolentino, Marco Ferracuti segretario regionale del sindacato, Cesare Spuri, direttore dell’ufficio speciale ricostruzione e Valerio Valeriani, coordinatore ambiti sociali 16,17 e 18.

Insieme a loro, hanno espresso il loro punto di vista alcuni sindaci: Giuseppe Pezzanesi di Tolentino, Luca Maria Giuseppetti di Caldarola, Gianluca Pasqui di Camerino, Rosa Piermattei di San Severino, Mauro Falcucci di Castelsantangelo sul Nera, Roberto Paoloni di Belforte e Silvia Pinzi di Serrapetrona.

Presenti fra gli altri anche il commissario straordinario Piero Farabollini e l’assessore regionale Angelo Sciapichetti.

“Dobbiamo partire dall’ascolto del territorio - ha affermato Rossi - per valutare gli interventi, dare sostegno alle necessità dei cittadini ma soprattutto per condividere con loro un’idea di futuro. Altrimenti non è possibile ricostruire le comunità. Questa campagna di ascolto ci ha permesso di raccogliere tanti elementi che utilizzeremo nel confronto con le amministrazioni, Regione e Commissario per dare una prospettiva concreta al rilancio di questi territori”.

Nessuna novità rispetto a quanto è già noto da tempo. Nel questionario le persone hanno espresso il bisogno di partecipazione e coinvolgimento, ma anche di socialità. “I tempi della ricostruzione - ha spiegato Gravina - sono senz’altro la preoccupazione e l’incertezza più grande. Servono centri di aggregazione e servizi assistenziali e socio-sanitari”.

cisl 2

La sfiducia è il sentimento che accomuna i cittadini del cratere e su questo punto si è soffermato Ferracuti: “La fiducia non si evoca ma si costruisce con atti concreti, quotidiani, che vanno nella direzione delle persone. Servono spazi di partecipazione dove i cittadini possano esprimere la loro opinione e fare richieste. La discussione sul rilancio deve prevedere dei tavoli territoriali di partecipazione dove almeno le parti sociali possano individuare insieme progetti di sviluppo. Gli abitanti devono essere protagonisti del futuro di queste terre”.

A Cesare Spuri il compito di fare il punto sull’andamento della ricostruzione privata fra tempi lunghi e iter burocratici al limite della sostenibilità: “I tempi non sono quelli dell’immediatezza perché in tutte le procedure della ricostruzione la trasparenza e la sicurezza sono parole d’ordine che vengono coniugate con tante attenzioni. Cosa si può fare? Si deve trovare quell’equilibrio tra le esigenze di legalità e l’umana necessità di ritornare a casa. Spero che questa operazioni a breve arrivi a un capolinea e si trovi una strada da prendere. Nelle Marche - aggiunge - a dispetto del 45 per cento di personale in meno che abbiamo rispetto a quello che ci doveva essere assegnato, abbiamo circa 4mila pratiche depositate all’Usr. Ne sono state decretate circa 2mila, le altre sono in lavorazione di cui un 60 per cento è fermo nei Comuni per il via libera (sanatorie, condoni, piani particolareggiati, e altro). La macchina lavora, una struttura che in un anno e mezzo eroga 300milioni di euro di contributi non si può dire che non lavori. Poi bisogna raffrontarlo con tutto ciò che c’è da fare senza mai dimenticare però - sottolinea - che la filiera non è solo riferita alla parte pubblica, ma inizia prima: da chi deve cercare i tecnici e dai tecnici che devono fare i progetti e io ho la sensazione che sia chi deve iniziare e sia chi deve realizzare siano già in grave affanno perché a noi arrivano circa 50 progetti a settimana che sono più o meno quelli che decretiamo. Non siamo affogati dai progetti, arrivano in numero abbastanza limitato il che significa che un po’ tutto il percorso è sotto sforzo”.

cisl

Il Commissario Farabollini ha ammesso che quanto è stato fatto fin ora può non essere stato percepito ma ha parlato di segnali positivi nel coinvolgimento dei territori, nella questione delle anticipazioni ai professioni e non solo: “Per la ricostruzione leggera c’è la volontà dei comuni di essere i reali artefici. Noi ci stiamo attivando per poter dare forze, competenze, e organizzazione per procedere in questa direzione. Analogamente si ragionerà per i danni pesanti. Ovviamente sono azioni che richiedono coordinamento e compartecipazione di tutti. Noi metteremo a disposizione competenze, risorse e forze. Questo permetterà una velocizzazione. Si sta lavorando per l’anticipazione delle prestazioni professionali del 50 per cento e stiamo ragionando sulle modalità con cui erogarle. Inoltre stiamo lavorando per trovare il giusto coinvolgimento di tutte le parti per quanto riguarda il durc di congruità”.

Gaia Gennaretti

“Ricostruire le Comunità” è il titolo di una campagna di ascolto e informazione organizzata dalla CISL Marche rivolta ai residenti nei comuni del cratere che ieri pomeriggio ha fatto tappa a San Ginesio.

Erano presenti Rocco Gravina, Responsabile territoriale locale, Silvia Spinaci, Responsabile CISL Macerata e Alessandra Fioravanti di Adiconsum. L’obiettivo dell’assemblea, rivolta in particolar modo ai pensionati e lavoratori dell’area cratere è stato quello di dare informazioni sulle principali proroghe, dallo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2019 fino alla scadenza per la presentazione delle domande di contributo per la ricostruzione di danni gravi sempre fissata al 31/12.

Particolare attenzione è stata rivolta alla sospensione dell’IRPEF mediante la c.d “busta paga pesante”a favore dei lavoratori e dipendenti, la cui restituzione è prevista a partire da giugno 2019 in 120 rate senza sanzioni e interessi. Si è poi parlato della sospensione dei contributi, che saranno rimborsati a decorrere dal 1 giugno 2019, e dei mutui sulle prime case di abitazione inagibili la cui scadenza è fissata al 31 dicembre 2020.

Un altro argomento di cui si è discusso è stato quello inerente la fatturazione delle utenze domestiche (acqua, luce, gas e telefono): le uniche rate annullate sono quelle del servizio idrico, poiché gestito in gran parte da aziende locali, che hanno applicato l’azzeramento dei corrispettivi tariffari, mentre per quanto riguarda le utenze di gas e luce il 31 marzo del 2020 è la data ultima entro il quale potrà essere inviata la fattura di conguaglio, con gli importi non fatturati. Nell’importo saranno previste le agevolazioni concesse per trentasei mesi dopo il terremoto, cioè l’azzeramento di alcuni costi fissi (trasporto, contatore ed oneri generali di sistema) della bolletta, che nel caso della corrente elettrica comporteranno un risparmio del 40 per cento sui costi annui, mentre per il gas il risparmio stimato è del 20 per cento.

Presente per l’Amministrazione comunale il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco.

"Abbiamo realizzato un sogno. La Fondazione Rava ha ridato dignità alla mia comunità". Con queste parole il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci ha salutato e ringraziato la Fondazione che ha permesso la realizzazione, grazie ai suoi partner, della nuova scuola per l'infanzia inaugurata stamattina.

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A sostenere il progetto tantissimi benefattori fra cui Aci Marche, Diagc, Cgil, Cisl, Uil, Legacoop, Consorzio mozzarella di bufala campana, Q8 Italia, Moncler, Fondazione Milan, Piaget, Unicredit, Kartell, Premio Feltrinelli Accademia dei Lincei e l’associazione avvocati.

Madrina dell’evento è stata Miss Italia, Carlotta Maggiorana, Franco Baresi, ambassador della Fondazione Milan e il vincitore di X Factor 2017 Francesco Licitra. 

Non è potuta mancare Paola De Micheli, ex commissario straordinario per la ricostruzione, e con lei, anche il nuovo commissario, Piero Farabollini, il vicepresidente della camera Rosato e il presidente della Regione Luca Ceriscioli. A benedire la struttura, il vescovo emerito monsignor Francesco Giovanni Brugnaro.

(Paola De Micheli)

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(Piero Farabollini)

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“Sono contento - ha affermato il sindaco - perché abbiamo realizzato un sogno. Questa scuola è nata sopra alle macerie. La mia comunità è resiliente, so che ce la possiamo fare e questo dono per i più piccoli, che sono il nostro futuro è splendido per il Natale che sta arrivando, rappresenta l’investimento di una comunità. La ricostruzione - ha aggiunto - stenta a ripartire, qui la comunità è stata azzerata e gli va data una risposta. Qui - ha concluso rivolgendosi alla Fondazione Rava - voi avete ridato dignità alla mia comunità. Le cose definitive come questa sono il punto di partenza”.

Il progetto per la scuola, estremamente innovativa e all’avanguardia anche dal punto di vista energetico e ambientale, è stato realizzato da Unicam. 

g.g.

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(Le rappresentanti della Fondazione Rava)

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