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Sta per iniziare la 29esima edizione della Mostra Mercato Attività Produttive che nel prossimo fine settimana animerà la piazza del Popolo di San Severino.
L’evento è stato presentato questa mattina in conferenza stampa per discutere di una manifestazione longeva che, soprattutto in un periodo di difficoltà come questo, mette in mostra le attività del territorio.
“L’obiettivo - dice Renzo Leonori, presidente Confartigianato Macerata – è quello di creare opportunità importanti per le imprese. Manifestazioni come queste servono da vetrina per i prodotti che le aziende producono. Una bella sinergia quella con Coldiretti, che ogni anno rinnova la sua presenza, una sinergia che funziona anche con la Confcommercio. Quest’anno saranno circa 60 espositori come nelle altre edizioni”.
L’appuntamento per l’inaugurazione è per venerdì alle 17, piazza del popolo, dove sarà presente un ospite illustre.
“D’accordo con il sindaco – prosegue Leonori - abbiamo trovato un personaggio non politico viste le ultime vicissitudini. Sarà presente quindi all’inaugurazione il Capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli”.
A confermare la sinergia che da anni prosegue tra l’evento e Coldiretti, il direttore Coldiretti Macerata, Giordano Nasini: “Un grande evento al quale non potevamo mancare, anzi, ogni anno rilanciamo con nuove attività. Quest’anno presenteremo il nostro responsabile di zona, Terenzio Malvestiti che sostituisce Giovanni Filoni, e saranno presenti le nostre imprese e interessanti novità. Attraverso i nostri Agrichef faremo show-cooking con degustazioni guidate”.

Largo ai giovani, poi, con le premiazioni di alcuni nuovi imprenditori, ma anche di una persona che ha una lunga esperienza nel campo delle imprese.

"Questo è uno spaccato che diamo a San Severino per rendere protagoniste le imprese del territorio - dice l'assessore Orlandani - . Siamo al 29esimo anno quindi abbiamo dato restyling all'esposizione, ma ormai è una mostra collaudata. La partnership con Coldiretti è molto importante perchè si mettono in mostra i prodotti del territorio e quelli Made in Italy. Chiuderemo con la sfilata di moda seguita da Marco Moscatelli. Abbiamo quindi una serie di eventi per tutti i gusti e che vanno a completare la ricca offerta estiva della città".

(In foto: Al centro l'assessore Jacopo Orlandani. A sx il direttore Coldiretti Macerata Giordano Nasini e a dx il presidente Verdenesi accanto a Renzo Leonori)

GS
Una stagione da incubo per via del meteo ma la perizia degli agricoltori marchigiani ha salvato la qualità. A trebbiatura finita si iniziano a tirare le somme nelle campagne delle Marche, terza regione cerealicola d’Italia per quanto riguarda il grano duro.
"La stima di qualche giorno fa - si legge in una nota della Coldiretti - , che vedeva un calo medio tra il 5 e il 10% della produzione dovrebbe essere rispettata ma la situazione in regione è totalmente disomogenea, sulla base di quanto conferito dagli agricoltori ai Consorzi agrari. Si passa da zone di pianura dove si è registrata una buona resa, a campi in collina che più hanno subito l’andamento scostante del clima con i primi mesi privi di piogge, un maggio freddo e piovoso e il torrido giugno. La tromba d’aria che la scorsa settimana ha attraversato la regione è arrivata quando il più era fatto. Nelle aree più vicine alla costa la trebbiatura era già conclusa. In quelle collinari, dove le operazioni erano agli sgoccioli, la forza degli elementi è stata meno distruttiva".
Poi la dichiarazione della presidente di Coldiretti Marche: “Il grano marchigiano continua a rappresentare un'eccellenza agricola del nostro territorio – commenta Maria Letizia Gardoni - . Nonostante i disagi e i danni subiti dalle ripetute ondate di maltempo, la trebbiatura è andata a buon fine non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi con un'ottima percentuale di proteina. La tecnica e la capacità produttiva dei nostri imprenditori, legate ai contratti di filiera e al recupero di antiche varietà, fanno del frumento un comparto economico di indiscusso rilievo per una regione come la nostra da sempre riconosciuta come culla dell'attività cerealicola”.
Le Marche dovrebbero mantenere la terza piazza d’Italia come produzione di grano duro, dietro a Puglia e Sicilia. Le province che vantano la produzione maggiore sono Ancona e Macerata. Secondo un’elaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat rappresentano, con oltre 3,5 milioni di quintali, quasi l’80% del totale regionale. Bene l’orzo sia per produzione che per qualità: si stima una produzione in aumento tra il 5 e il 10%. Bene anche il grano tenero.
Alberi abbattuti, capannoni distrutti, serre scoperchiate, danni ingenti alla colture di mais e girasole, all'ortofrutta. L’uragano che ieri pomeriggio si è abbattuto all’improvviso sulle Marche ha attraversato la regione da nord a sud lasciando dietro di sé una scia di devastazione nelle campagne. Soprattutto sulla costa, ma danni ingenti sono stati registrati anche nelle aree collinari. Più contenuti i disagi nell’area montana.

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A lanciare l'allarme è la Coldiretti: "Dall’inizio dell’anno - scrive in una nota - , in Italia, sono stati registrati oltre 2 eventi meteorologici straordinari e distruttivi al giorno tra grandinate, trombe d’aria, nubifragi e tempeste di neve. Fenomeni in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo una rielaborazione di Coldiretti Marche su dati Eswd. L’evento di ieri arriva al termine di un giugno dal caldo record che ha registrato temperature di due gradi superiore rispetto alla media degli ultimi 20 anni, a sua volta anticipato dal maggio freddo e piovoso. Una situazione disastrosa soprattutto nelle province di Ancona e Macerata".

“Siamo in piena fase emergenziale – denuncia Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche - poiché nelle campagne della nostra regione lo scenario è apocalittico. I danni riscontrati sono ingenti e hanno colpito in maniera trasversale tutte le province e ogni tipologia di realtà produttiva, dai frutteti agli oliveti, dalle aziende zootecniche a quelle a seminativi, senza risparmiare le strutture di vivai ed agriturismi. La nostra agricoltura sta vivendo delle ore di indicibile difficoltà con la compromissione non solo del raccolto di stagione ma di tutte le attività future. È necessario che venga richiesto lo stato di calamità e che ogni organo di competenza si adoperi affinché nessuno degli imprenditori e dei cittadini colpiti rimanga solo”.

L’area più colpita è quella del Conero dove tra Osimo, Numana, Castelfidardo e Camerano si sono registrati danni ingenti alle colture da orto come meloni e pomodori (già in ritardo per via del freddo di maggio) ma anche alberi abbattuti. In zona Coppo, a Sirolo, sono rimasti a terra olivi secolari e querce. A Filottrano la furia del vento ha scoperchiato diverse serre. In Vallesina danni negli orti, ad albicocchi e peschi. A Monte San Vito la caduta di alberi ha danneggiate le coperture di serre. Nel Maceratese, tra Recanati e Porto Recanati, interi campi di mais e girasole sono rimasti allettati dopo il passaggio della burrasca che ha anche distrutto un capannone agricolo.

GS

Dopo oltre 10 anni di assenza le Marche tornano a raccogliere barbabietole da zucchero. Un settore dismesso in passato ma che ora, grazie a un nuovo orientamento dei consumatori, con una più spiccata sensibilità per gli aspetti sociali della produzione, sta tornando. Da nord a sud della regione sono già 30 le aziende agricole che si dedicato a questa coltura che rappresenta un pezzo di storia delle Marche. Si stima un primo raccolto di 120mila quintali nei circa 300 ettari, tutti biologici, dedicati. Cifre destinate ad aumentare. Di questo e delle prospettive future del comparto si è parlato ieri pomeriggio, giovedì 16 maggio, all’Aula Verde dell’Abbadia di Fiastra all’interno di un incontro promosso da Coldiretti Marche in collaborazione con Coprob, l’unico produttore cooperativo di zucchero con una filiera 100% italiana. Già presente in sette regioni, Coprob ha raggiunto le Marche con un progetto che ruota attorno a tre principi fondamentali: la qualità, la sostenibilità delle produzioni con particolare attenzione alla biodiversità e alla tutela del suolo e la redditività delle imprese agricole. “Principi che sono gli stessi di Coldiretti – spiega Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – Con la barbabietola da zucchero, per quanto possa sembrare suggestivo, non si tratta di un ritorno al passato ma un’opportunità che arriva dal mercato. Oggi pochissime aziende hanno il 75% del comparto delle zucchero. Arriva dall’estero, spesso da paesi che sfruttano la manodopera, che inquinano. Coprob ha avuto il coraggio di costruire la prima filiera delle zucchero bio e può dare una mano importante, a partire dall’analisi dei terreni, per avviare o riprendere questo tipo di coltivazione utile anche in rotazione con il grano, altra coltivazione importantissima nella nostra regione”. All’incontro, davanti a oltre un centinaio di agricoltori arrivati da tutta la regione, c’erano anche Claudio Gallerani, presidente di Coprob, Paolo Carnemolla, presidente di Federbio, e Filippo Tramonti, presidente Consorzio Agrario dell’Adriatico. Tra i relatori il direttore agricolo Massimiliano Cenacchi e i tecnici Massimo Zavanella e Alessandro Vacchi che si sono soffermati sulle analisi dei terreni e sulla difesa, attraverso sistemi naturali, di parassiti e insetti dannosi alle colture. “Siamo pronti a crescere ancora in partnership con l'agroalimentare italiano” ha detto il presidente Gallerani. Tutto il gruppo si è poi spostato per una visita sul campo di barbabietole di Mario Ramadori, una delle nuove coltivazioni “di ritorno”, proprio nei pressi dell’anfiteatro romano di Urbisaglia.

maria letizia gardoni

Maria Letizia Gardoni

Mauro Gallerani

Mauro Gallerani

visita barbabietole

la visita alle barbabietole..

Un appello a tutti i sindaci da parte di Coldiretti Macerata, in armonia con Coldiretti Italia, per tutelare l'agro alimentare made in Italy da attacchi provenienti dalle multinazionali attraverso il recepimento da parte del Parlamento europeo del Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA), un accordo economico e commerciale globale tra l'Unione europea e il Canada, che prevede l'abolizione della maggior parte dei dazi doganali tra le Parti. Obiettivo del CETA procedere alla progressiva liberalizzazione degli scambi assicurando alle merci dell’altra Parte il trattamento disposto a livello nazionale. “Si tratta, però, di un vero e proprio cavallo di Troia – avvertono il direttore di Coldiretti Macerata Giordano Nasini e il segretario dell'ufficio di zona di San Ginesio Federico Francioni– attraverso il quale le multinazionali intendono imporre i propri prodotti attraverso la liberalizzazione di import – export.

Nessun controllo, dunque, sull'origine e la qualità dei prodotti che comporterebbe un salto all'indietro di molti anni sul controllo della genuinità dei prodotti”. Da qui la forte presa di posizione di Coldiretti, che invoca addirittura il rispetto della Carta Costituzionale in materia di sovranità dei singoli stati i cui parlamenti, espressione del popolo, hanno legiferato in ordine al rispetto della qualità dei prodotti agro alimentari attraverso apposita certificazione. “Accordi del genere - continuano i responsabili dell'Associazione degli agricoltori - producono anche ripercussioni sull'occupazione, particolarmente in questo periodo dedicato alla raccolta del grano il cui prezzo subirà un sensibile azzeramento, causando la perdita di migliaia di posti di lavoro”.

Per sensibilizzare le istituzioni, e di conseguenza i cittadini, sulla questione Coldiretti ha inviato una lettera a tutti i sindaci d'Italia invitandoli ad inserire nell’ordine del giorno del primo Consiglio/Giunta Comunale utile un punto relativo alla discussione ed alla condivisione dell’azione di Coldiretti per un commercio libero e giusto e per un’Europa libera dal CETA.

L'invito alle istituzioni comunali è così quello di impegnarsi per scongiurare l'immissione selvaggia sul mercato interno di prodotti sicuramente meno sicuri rispetto a quelli provenienti dalla nostra filiera.

ACCELERARE SU STALLE MOBILI

Con la neve che è caduta sulle zone terremotate occorre accelerare per garantire l’arrivo dei moduli abitativi e delle stalle a tutte le aziende e gli allevamenti danneggiati. A sottolinearlo è la Coldiretti Marche dopo il peggioramento delle condizioni meteo e le nevicate che hanno interessato le aree dell’interno. Con le temperature a picco e l’aumentare dei disagi per le aziende è importante l’arrivo e il completamento delle strutture previste dal decreto varato dal Governo, risolvendo anche i problemi dell’allaccio di energia e acqua, così da permettere la continuità dell’attività di allevamento e, con essa, la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo. La neve va, infatti, ad aggravare la situazione degli animali, che hanno bisogno di ricoveri con le stalle distrutte o inagibili. Ma secondo Coldiretti serve anche garantire in tempi brevi una sistemazione a quegli agricoltori e allevatori che hanno avuto le case crollate o lesionate. Intanto continuano le iniziative per dare opportunità di mercato alle aziende terremotate. Fino a domenica 8 gennaio i produttori marchigiani saranno ospitati nel mercato di Campagna Amica in Piazza Navona, a Roma. Un’iniziativa promossa dalla Coldiretti in collaborazione con il Codacons per consentire a cittadini e visitatori di fare la spesa aiutando concretamente e direttamente la ripresa economica e occupazionale dei territori colpiti dal sisma. In vendita anche il Cacio amico, il formaggio fatto con il latte delle stalle terremotate.

Cresce nelle Marche la produzione di polline. Ad affermarlo è la Coldiretti regionale, con sempre più apicoltori che abbinano alla tradizionale offerta di miele quella di un prodotto che costituisce la più ricca e completa fonte di minerali, vitamine, enzimi ed aminoacidi presenti in natura. Il polline di api vanta, infatti, innumerevoli proprietà. Oltre a fornire energia immediatamente disponibile, specie per gli sportivi, è un antiage, ha effetti benefici per la pelle, aiuta a perdere:peso, abbassa il colesterolo, viene usato nelle terapie anti-tumore, stimola il cervello e aiuta le difese immunitarie. Per garantirsi un prodotto 100 per cento locale il consiglio della Coldiretti è di verificare l’etichetta e rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il boom del polline è un esempio della crescita dell’offerta produttiva del settore apistico marchigiano, che conta oggi mieli aromatizzati, birra al miele, sciroppi balsamici e tante altre proposte innovative ideate dalle aziende agricole, con il valore del settore che nel 2015 ha raggiunto il massimo storico salendo a quota 2,4 milioni di euro. Secondo un’analisi su dati Regione Marche, l’apicoltura conta oggi nella nostra regione quasi trentottomila arnie. A gestirle sono circa millecinquecento apicoltori ma di questi appena il 2 per cento lo fa in maniera professionale, anche se è da loro che viene quasi la metà del prodotto regionale. Il resto è rappresentato da apicoltori semiprofessionali (20 per cento) e hobbysti (78 per cento).

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