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“O reagisci alle avversità, oppure ne viene risucchiato. Io ho scelto subito di aggredire la situazione, ho cercato di darmi da fare. Dopo i primi 15 giorni dal terremoto ho cercato di organizzarmi, lavorando anche altri tipi di materiali. Bisogna cercare sempre di trovare nuovi stimoli ed energie dentro di noi. Non bisogna mai abbattersi.”

Parole di Domenico Tranzocchi “Il Presidente del cratere”! “E’ un appellativo che mi è stato dato da un amico. Quando c'è stato il terremoto, il Governo Renzi parlò di “cratere” riferito ai comuni colpiti dal terremoto ed io sulla mia pagina facebook battevo sempre su questa storia: “noi del cratere”…e allora mi hanno messo questo soprannome!” Domenico vive e lavora a Valfornace. E’ un artigiano, un orafo ed ha una gioielleria. “Qua c’è un po’ di speranza. Nella piazza che per tanti anni è sempre stata isolata, praticamente desolata dopo il terremoto, ritorna a vivere. Il mese scorso c'è stata anche l'inaugurazione dell’ufficio postale che si è spostato dalla zona container a qui. Poi la ricostruzione sta partendo, vedo qualche cantiere, è iniziata la ricostruzione pesante e anche quello dà speranza per il futuro.”

In questo periodo in cui non ci sono le cerimonie il lavoro di Domenico, che porta avanti con sua moglie e aiutati anche dal figlio, ha registrato un calo di circa il 50%. “E’ dal 1996 che abbiamo aperto la partita IVA. Quest'anno faccio le nozze d'argento. Sembrerà assurdo ma abbiamo comprato un macchinario nuovo per fare altri tipi di lavorazione. Piuttosto che stare con le mani in mano, aspettare che arrivi il cliente, sono io che cerco di proporre nuove lavorazioni su altre cose.”

Domenico prima del terremoto viveva con la sua famiglia in una casa in paese, danneggiata dalle scosse insieme al negozio. Fortunatamente in quel periodo stava realizzando un’altra casa dove ha trasferito anche l’attività, dopo aver trascorso 7 mesi a Porto Sant'Elpidio. “Con la pandemia si riscopre anche l'importanza dei piccoli comuni. Sono ottimista per le nostre zone. Per i prossimi 15, 20 anni, ci sarà offerta di lavoro se comincia veramente la ricostruzione. Si aggiungeranno famiglie. Qui da noi si vivono emozioni tutti i giorni, è una vita a misura d’uomo.”

Il suo atteggiamento propositivo Domenico lo riversa nei social, strumento che gli è stato utile per il lavoro ed anche per promuovere il suo paese. “Il presidente” pubblica belle foto paesaggistiche, ha l'orgoglio di essere un abitante della montagna. Quando gli chiedo cosa significa per lui “Prima le persone”, titolo della rubrica dice: “Prima di tutto deve venire la persona. Anche adesso in periodi di pandemia, dopo i tagli alla sanità, dovrebbero arrivare prima le persone, si dovrebbe pensare alla salute della gente, bisogna dare dignità alle persone con il lavoro, bisogna dargli la possibilità di curarsi come avveniva negli anni ‘80-‘90, dove ce ne erano tanti di più di posti letto e le strutture erano meno privatizzate. Da me vengono anche persone anziane che si fermano mezz'ora a parlare, le persone sono sole. Questo succedeva anche prima della pandemia, facevo una riparazione, ci mettevo pochi minuti e non facevo pagare niente, allora il giorno dopo mi portavano le uova delle galline. Questa è la vita dei piccoli paesi dove prima vengono le persone. Da noi ci stanno ancora quei valori che mi piace. Quando uscivo la mattina anche per andare al bar a prendere un caffè o a farmi una partita a carte la sera, c’era la gioia di stare insieme. Prima vengono i rapporti umani e poi il resto”.

Barbara Olmai

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Alessandro Loreti ha 38 anni e vive con la sua famiglia a Muccia. Dopo 3 anni in Sae, soluzione abitativa di emergenza, a dicembre è tornato nella sua casa, vicino il centro storico di Muccia.

“Sono tre mesi che siamo ritornati a casa nostra finalmente. Un ritorno diciamo molto gradevole quanto voluto. La nostra domanda è restata circa 2 anni all’ufficio ricostruzione, una volta partiti i lavori, devi stare dietro a tante questioni, poi finalmente siamo rientrati”. Alessandro aveva deciso con la famiglia che una volta nella loro casa, con loro sarebbe entrato anche il secondo cane e così è stato."

Gli chiedo cosa gli resta di 3 anni vissuti nel villaggio Sae. “Sicuramente ho un bel ricordo per quello che riguarda i vicini perché la comunità si è stretta molto, eravamo tutti quanti insieme a differenza di adesso che invece intono a noi non c’è nessuno. Mi è dispiaciuto perché avevamo una signora accanto con cui abbiamo stretto un buon rapporto e che andiamo a trovare quasi tutti i giorni, ci siamo voluti bene con Amalia. Certamente dei problemi ci sono stati dalla muffa al livello strutturale, tutto sommato ci stai, però potevano fare meglio.”

Chiedo ad Alessandro quale è stato il primo pensiero al rientro a casa. “Speravo che non venisse una scossa la prima notte, perché comunque ci pensi, perché i lavori sono stati fatti, sto tranquillo ma non sai come reagisci, non tanto per me ma per i figli”. Con Alessandro ci siamo incontrati nella piazza di Muccia. Intorno ci sono delle “belle” messe in sicurezza degli edifici ma nessuna persona, non c’è vita.

“Parecchie persone sono andate via. Si deve lavorare per riportarle e non è semplice, c’è bisogno di uno studio fatto a tavolino. L'amministrazione deve pensare qualcosa ma non da sola, a livello della zona terremotata. Io ci credo ad un futuro per queste terre. L'esperienza che abbiamo avuto, le strutture che si rifaranno saranno tutte antisismiche, quindi anche la gente sarà più tranquilla, più sicura, quindi riportata a venire qua. Poi negli ultimi 2 anni la montagna ha preso vita, anche con il covid è stata riscoperta, la gente è venuta perché ti dava la sensazione di aria pura. Secondo me si possono ottenere ottimi risultati con un progetto serio. Ci vuole tempo, non è da oggi a domani, però anche nell'arco di 10 anni, magari con una nuova zona franca che incentivi a far venire qui le aziende che possono creare dei posti di lavoro e magari attirare delle giovani famiglie a trasferirsi”.

Barbara Olmai

Altri approfondimenti su "L'Appennino Camerte" in uscita giovedì prossimo
Il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post sisma 2016, ActionAid e Cittadinanzattiva hanno siglato un Accordo quadro di partenariato per favorire il coinvolgimento delle comunità e del tessuto socioeconomico locale nel processo di ricostruzione del Centro Italia, in particolare nei comuni più colpiti. Il progetto, denominato “Percorsi di partecipazione comunitaria per la ricostruzione”, prevede l’impegno delle due organizzazioni, che negli anni hanno sviluppato una qualificata esperienza nella informazione civica e nell’attivazione di percorsi di partecipazione dei cittadini alle fasi di ricostruzione post catastrofe per agevolare il coinvolgimento consapevole della popolazione e delle imprese con una serie di iniziative mirate.

L’Accordo quadro è stato firmato a Roma dal Commissario, Giovanni Legnini, Katia Scannavini, Vice Segretaria Generale di ActionAid, e Anna Lisa Mandorino Vice Segretaria Generale di Cittadinanzattiva, e prevede che le parti sostengano con proprie risorse finanziarie i costi di realizzazione delle attività congiunte. ActionAid e Cittadinanzattiva, in questa fase, collaboreranno con il Commissario anche nelle fasi di consultazione per la messa a punto del Testo Unico della ricostruzione privata, che vedrà la luce tra poche settimane, e in uno specifico progetto, in fase di elaborazione, che riguarda la ricostruzione e la messa in sicurezza di oltre duecento scuole nel cratere del sisma 2016. 

TAVOLO ACCORDO

Gli accordi attuativi dell’intesa potranno riguardare il sostegno alle amministrazioni locali, i cittadini, gli stakeholder locali nella pianificazione della ricostruzione, l’assistenza e la tutela continuativa dei cittadini per superare le diseguaglianze indotte anche dalla burocrazia, il coinvolgimento proattivo della popolazione e delle imprese anche nella ricostruzione socio-economica dei territori, l’organizzazione di workshop formativi, iniziative ed eventi.

ActionAid ha co-promosso il progetto OpenRicostruzione, in Emilia nel 2012 e contribuito al progetto OpenDataRicostruzione all’Aquila 2009, per il monitoraggio della ricostruzione, promosso una campagna per la ricostruzione degli edifici scolastici, opera in Centro Italia dal 2016, con i laboratori di monitoraggio civico ad Arquata, Amatrice, Camerino, con percorsi partecipativi a Muccia, Pescara del Tronto e Amatrice, ed ha lanciato nell’aprile 2019 la campagna SicuriPerDavvero. Cittadinanzattiva ha messo in campo, anche nel sisma del 2016, importanti azioni di tutela collettiva per il ripristino dei servizi essenziali, e per il riconoscimento di agevolazioni riconosciute nel periodo post-sisma, e “presidi territoriali di partecipazione” per la ricostruzione di un tessuto sociale attraverso incontri di prossimità, favorito la diffusione delle informazioni attraverso il proprio sito internet e un apposito Manuale di Azione Civica, promosso attività di monitoraggio e azioni di intervento in linea con lo storico impegno della organizzazione sulla sicurezza degli istituti scolastici.
Attivata di recente, ha già superato le 2000 firme la petizione online sulla piattaforma Change.org per chiedere la proroga del Superbonus nella ricostruzione post-sisma 2016. Il lancio si deve all'ingegnere camerte Roberto Di Girolamo per richiedere lo spostamento dei benefici della misura del Superbonus di almeno 5 anni, in maniera tale da favorire la ricostruzione nelle aree del cratere delle 4 regioni colpite dal terremoto.
La petizione è diretta al Presidente del Consiglio dei Ministri Draghi, al Commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini e ai presidenti delle 4 regioni Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo. 
"Pur essendo lo strumento del Superbonus collegato alla ricostruzione sicuramente ottimo  in quanto sgrava i cittadini dal pagamento di quella parte di accolli che si troverebbero ad affrontare per la sistemazione delle loro case - spiega l'ingegnere Di Girolamo- il problema è che scade nel 2022 e se ad oggi, secondo i dati del Commissario, soltanto 10 mila sono le pratiche consegnate su  60mila e dunque solo un 1/6 del percorso, saranno unicamente i danni lievi a poter usufruire di questo percorso. È chiaro che i danni pesanti, quelli più gravi che hanno veramente problemi di accollo- continua Di Girolamo- non potranno purtroppo giovarsi di questo importante strumento. Mi sono pertanto fatto portavoce, non tanto delle questioni dei tecnici, ma soprattutto delle problematiche che i citadini dovranno sopportare. Ci saranno in pratica dei cittadini di serie A in larga parte quelli che hanno dovuto sopportare danni lievi i quali potranno usufruire di questa agevolazione e, cittadini di serie B i cui immobili hanno subito danni più pesanti i quali, nel caso che il Superbonus non venga prorogato, non potranno accedervi. La petizione ha superato le 2000 firme ma il nostro obiettivo è arrivare a 5000 - conclude -.Faccio pertanto un appello a tutti i cittadini  invitandoli a firmare in maniera molto semplice accedendo alla piattaforma Change.org. Più siamo, più contiamo, più possiamo far pesare la nostra voce".  
c.c.
Sei famiglie settempedane potranno fare ritorno a casa dopo le scosse di terremoto dell’ottobre 2016. Il sindaco del Comune di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha infatti firmato la revoca dell’Ordinanza con la quale aveva dichiarato non utilizzabile un intero edificio in via Puccitelli. Si tratta di un condominio in multiproprietà interessato da lavori di riparazione del danno sismico con rafforzamento localizzato della struttura, per un importo complessivo di 180mila euro interamente finanziato dall’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche.

c.c.
Il Commissario Straordinario Giovanni Legnini ha incontrato a Roma i presidenti e i delegati delle quattro regioni coinvolte dal sisma 2016, per fare il punto sul lavoro svolto nel corso di quest’anno ed impostare le linee di azione per 2021, che “dovrà essere – ha detto il Commissario - l’anno del decollo definitivo della ricostruzione. La priorità, sfruttando anche l’assunzione di 150 nuove unità di personale negli Uffici Speciali della Ricostruzione, è quella di accelerare l’esame della grande quantità di domande di contributo arrivate nel corso del 2020 e consentire l’apertura del massimo numero possibile di cantieri”. Legnini, che ha affrontato i medesimi argomenti in videoconferenza con i 138 sindaci dei comuni colpiti dal terremoto. “L’altra grande sfida che abbiamo davanti per il prossimo anno – ha sottolineato Legnini – è quella di far partire i cantieri della ricostruzione pubblica, anche sfruttando i poteri in deroga concessi al Commissario, che potranno essere delegati agli stessi sindaci”.

Nell’occasione il Commissario ha diffuso un nuovo aggiornamento dei dati sulla ricostruzione. Nonostante l'emergenza sanitaria, che ha imposto anche un blocco temporaneo dei cantieri, e l'evoluzione della normativa, che ha costretto i professionisti ad un adattamento, nel 2020 la ricostruzione privata nel Centro Italia dopo il sisma 2016 ha avuto una forte accelerazione.

Le domande di contributo per la riparazione o la ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma sono cresciute del 66% rispetto all'anno precedente, passando da 12.063 a fine 2019 alle 19.593 presenti sulla piattaforma informatica al 28 dicembre 2020. Rispetto agli 80 mila edifici inagibili censiti inizialmente, le richieste di contributo sono un quarto del totale.

Significativo, nel corso dell’anno, è stato l'afflusso di domande, oltre 5.000, per la riparazione dei danni lievi. La scadenza del termine del 30 novembre è stata mantenuta ferma, dopo undici proroghe, ma agevolata da un forte snellimento degli adempimenti.

Nel corso dell'anno sono state approvate 2.742 richieste, portando il totale delle domande che hanno ottenuto il contributo a 7.031 (7151), con una crescita del 63%. I fondi per la ricostruzione privata effettivamente erogati attingendo al plafond Cdp sono stati pari, alla data del 10 dicembre scorso, a 381 milioni di euro, quasi la metà della spesa complessiva erogata dal 2017, pari a 684 milioni di euro.

Al 28 dicembre di quest'anno c’erano 3.175 cantieri in fase di lavorazione, mentre gli interventi conclusi con il ripristino degli immobili erano 3.982. Nel corso del 2020 circa 1.600 famiglie hanno potuto fare il loro rientro nell’abitazione riparata o ricostruita. 2 I tempi medi di approvazione delle richieste di contributo si sono drasticamente ridotti con le nuove procedure introdotte con l'Ordinanza 100, che attribuisce ai professionisti il compito di certificare le conformità e stabilisce tempi certi entro i quali i Comuni e gli Uffici Speciali devono esprimere le loro valutazioni, prevedendo meccanismi come il silenzio assenso e i poteri sostitutivi in capo al Commissario. Rispetto ad una media di circa 14 mesi per l'ottenimento del contributo con le vecchie procedure, le istanze presentate ai sensi dell'Ordinanza 100, praticamente tutte le nuove domande, impiegano una media di 65 giorni.

Procede anche la ricostruzione pubblica, pur risentendo ancora dei vincoli e degli ostacoli burocratici del passato, in buona parte superati con i provvedimenti normativi varati nel corso dell'estate, dalle semplificazioni ai poteri in deroga concessi al Commissario. I molteplici interventi finanziati dalle Ordinanze (per 2,2 miliardi di euro) sono stati verificati, in alcuni casi riprogrammati e inseriti in un elenco unico che contiene 1.200 opere pubbliche, alle quali si aggiungono circa 900 chiese. La spesa effettiva per le opere pubbliche, a fine novembre, era pari a 239 milioni di euro, con una crescita del 31% rispetto a fine 2019.

Anche dal punto di vista della pianificazione urbanistica dei centri più colpiti dal sisma, dopo quasi quattro anni di sostanziale paralisi, si registrano sviluppi incoraggianti. Molti comuni che avevano scelto la strada di ricostruire con i Piani attuativi, strumenti che comportano procedure molto lunghe, stanno orientandosi sui PSR - Programmi Straordinari di Ricostruzione introdotti con l'Ordinanza 101, strumenti altrettanto efficaci, potendo attivare deroghe specifiche in materia urbanistica, ma molto più flessibili e di rapida attuazione. Il PSR è stato già adottato dal Comune di Caldarola, mentre sono in fase avanzata di predisposizione i PSR di Camerino, Valfornace, Pieve Torina, e sono pronti ad adottarli anche altri Comuni particolarmente colpiti dal sisma: Visso, Ussita, Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice, Tolentino. Altri ancora hanno deciso di inserire la programmazione effettuata ai fini dei Piani Attuativi in un Programma Straordinario.


Via libera al Protocollo sulla legalità, la salute e la sicurezza sui cantieri della ricostruzione post sisma 2016.
L’accordo, firmato dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione 2016, Giovanni Legnini, e i segretari dei sindacati edili di CGIL, CISL e Uil, riguarda l’attuazione del monitoraggio del lavoro nei cantieri della ricostruzione ma anche la verifica dell’applicazione delle nuove norme sanitarie anti-Covid nei luoghi di lavoro, e della regolarità e congruità delle retribuzioni e dei contributi ai lavoratori impiegati nei cantieri.

Il monitoraggio sarà assicurato da un Tavolo permanente istituito delle Prefetture, in ciascuna delle Province interessate dagli eventi sismici di Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria, dove saranno rappresentati i sindacati, le associazioni datoriali e la struttura commissariale.
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Il primo obiettivo è quello di dare concreto seguito agli articoli 7, 8 e 9 del Protocollo Quadro di Legalità del 26 Luglio 2017 per garantire le attività di prevenzione e di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'affidamento e nell'esecuzione dei lavori connessi agli interventi per la ricostruzione. Gli accordi prevedono la creazione di una banca dati informatica delle anagrafiche dei lavoratori e dei mezzi che hanno accesso ai cantieri, dei dati relativi a contratti e subappalti, il rilevamento delle presenze attraverso un badge elettronico, la redazione del settimanale di cantiere.

Il modello di controllo adottato è quello già attuato in via sperimentale della Prefettura di Macerata che consente la connessione tra le banche dati delle Casse Edili, che gestiscono i dati delle presenze nei cantieri, quelle degli Uffici Speciali della Ricostruzione, che contengono i dati sui progetti di ricostruzione, e le piattaforme degli organismi di controllo sulla legalità, dall’Autorità Anticorruzione al Ministero dell’Interno.

L’accordo siglato con i sindacati riguarda anche la sistemazione alloggiativa degli operai impiegati nella ricostruzione, in un territorio difficile e povero di infrastrutture adeguate. A questo proposito il Commissario Straordinario si è impegnato a favorire un’intesa con le strutture ricettive locali per la messa a disposizione degli alloggi alle maestranze occupate.

La piattaforma informatica per il controllo delle attività nei cantieri è uno strumento necessario per garantire la legalità e la sicurezza della ricostruzione delle aree colpite dai terremoti del 2016 e 2017” ha detto il Commissario Giovanni Legnini a margine della firma. “Nel corso del 2020 sono state semplificate ed accelerate tutte le procedure della ricostruzione pubblica e privata, ma lo snellimento burocratico deve andare di pari passo con un rafforzamento dei controlli di legalità. Si avvia oggi un processo virtuoso che dovrà essere attuato a livello territoriale nelle prossime settimane in parallelo al decollo della ricostruzione”.
c.c.
La stabilizzazione di una quota importante del personale impiegato nella ricostruzione tra Uffici Speciali regionali e comuni, oltre alla proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato per tutti gli altri fino al 2021, nuove assunzioni, rafforzamento della struttura commissariale. E, ancora, un superbonus edilizio adattato al cratere sismico, che si aggiunge al contributo di ricostruzione evitando ogni accollo di spesa ai cittadini, e l’avvio di un superbonus cratere rafforzato, con un tetto di spesa più elevato, alternativo al contributo, per procedere ancora più speditamente nella riparazione degli edifici danneggiati dal sisma. Il recupero, infine, delle 8 mila domande di contributo già presentate secondo la vecchia procedura, che prevedeva un’istruttoria lunghissima, con l’adesione al regime semplificato dell’Ordinanza 100, e dunque tempi certi e ridotti ad un massimo di 110 giorni per la concessione del contributo.

Con l’approvazione del decreto rilancio da parte del Senato e i provvedimenti attuativi dell’Ordinanza 107 sul recupero delle vecchie domande, la ricostruzione del Centro Italia colpito dal sisma del 2016 fa altri passi avanti importanti, forse anche decisivi.

“Sono molto soddisfatto, perché è un insieme di misure che riteniamo saranno capaci di imprimere finalmente alla ricostruzione l’accelerazione attesa. C’è un quadro normativo e regolamentare tutto nuovo e molto più semplice, grazie al quale il processo di ricostruzione fa non uno, ma tre passi in avanti”, ha affermato il Commissario straordinario Giovanni Legnini.

Stop alla fuga dei tecnici dai comuni.

La stabilizzazione del personale era sollecitata da tempo e con forza da tutti i sindaci del cratere per fronteggiare l’emorragia dei tecnici a tempo determinato impiegati nella ricostruzione. Con il decreto rilancio arriva un fondo da 30 milioni di euro per la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti di un numero consistente di lavoratori precari. Al tempo stesso, con il decreto, vengono prorogati fino al 2021 tutti gli altri contratti di lavoro a termine in deroga ai limiti triennali del decreto dignità e si stanziano altri 7,5 milioni di euro per nuove assunzioni negli USR da distaccare eventualmente ai comuni.

Arriva il superbonus cratere.

Un grosso impulso all’avvio rapido dei cantieri potrà derivare dall’adattamento al cratere 2016 del superbonus sulle ristrutturazioni edilizie, accessibile per il 2020 e 2021. Il decreto prevede che il superbonus ordinario del 110% possa essere utilizzato per coprire le spese che eccedono il contributo di ricostruzione, evitando così ogni accollo di spesa a carico dei cittadini che devono riparare o ricostruire la casa danneggiata dal sisma.

Via al recupero delle vecchie domande di contributo.

Intanto, i cittadini che hanno già presentato la domanda di contributo agli USR secondo le vecchie regole potranno accedere alla nuova procedura semplificata ed accelerata prevista dall’Ordinanza 100. Dal prossimo 8 ottobre, come stabilisce il decreto firmato dal Commissario Legnini, sarà infatti possibile per i professionisti che hanno già presentato i progetti sulla piattaforma telematica della ricostruzione integrarli con la certificazione della conformità urbanistica e della congruità del contributo e aderire così al regime semplificato.

f.u.
Tre nuovi ordinanze sulla ricostruzione post sisma entrano in vigore dopo la pubblicazione da parte della Struttura Commissariale. Si tratta della 105, che riguarda la ricostruzione delle chiese, della 106, relativa alla riorganizzazione della stessa struttura commissariale, e della 107, che innova in modo incisivo gli strumenti di urbanistica dei comuni colpiti dal sisma e attribuisce ai professionisti la facoltà di accedere alla procedura veloce di concessione del contributo introdotta dall’Ordinanza 100.  

Un radicale cambiamento dell’approccio alla pianificazione post-sisma, stabilendo i principi della natura facoltativa dei piani attuativi comunali, della possibilità più estesa degli interventi di ricostruzione a prescindere dagli stessi piani, e delle modalità di realizzazione delle opere conformi agli edifici preesistenti attraverso la Scia.

I comuni maggiormente colpiti potranno eventualmente decidere una ricostruzione “pubblica”, anche avvalendosi dei nuovi poteri straordinari concessi al Commissario, realizzando un piano generale attuabile per lotti.

L’articolo 6 dell’Ordinanza punta, infine, al recupero di parte delle oltre 8 mila domande di contributo presentate che, secondo le vecchie procedure, sono sottoposte ad un’istruttoria lunghissima da parte degli Uffici Speciali della Ricostruzione, che dura in media oltre un anno.

L’Ordinanza 105 sulla ricostruzione delle chiese disciplina ex novo l’affidamento della progettazione e dei lavori che le diocesi e gli enti ecclesiastici potranno disporre direttamente o con gare ristrette, come avviene per gli interventi per la ricostruzione privata, ad esclusione degli edifici di culto di proprietà degli enti pubblici. La nuova disciplina riguarda il recupero di oltre 700 chiese già individuate e finanziate dalle Ordinanze del Commissario.

“Si tratta di un complesso di norme destinate ad incidere in modo significativo sul processo di ricostruzione - commenta il Commissario Giovanni Legnini - A tali ordinanze ne seguiranno altre due in corso di elaborazione: la prima riguarderà la revisione della programmazione delle opere pubbliche; con la seconda si provvederà a disciplinare alcune delle problematiche più complesse che ancora ostacolano l’avvio di importanti interventi di ricostruzione privata. Con essa, si chiuderà la stagione delle ordinanze parziali e si avvierà la definizione partecipata del testo unico della ricostruzione privata”.

f.u.

Sono stati convocati alle ore 16 a Roma dal premier Conte per un incontro sui problemi della ricostruzione post terremoto, cui partecipa anche il commmissario Giovanni Legnini, i sindaci dei comuni del cratere sismico. 

Primi cittadini più fiduciosi sullo snellimento delle procedure dopo le ultime ordinanze emanate dal commissario Legnini e che si attendono un'ulteriore accelerazione dall'incontro con il premier.

"Indubbiamente sono emersi segnali segnali positivi e incoraggianti dalla struttura commissariale - a parlare il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi - Al di là di quello che emergerà dalla riunione con il presidente del consiglio il dato positivo è che sui problemi del terremoto c'è una rinnovata attenzione da parte degli organi di governo. Quello che ci attendiamo sono risposte chiare e certe sulle procedure, ma soprattutto sui tempi della ricostruzione".

Territori, come quello delle aree interne del maceratese, che nell'estate del Covid sono stati letteralmente presi d'assalto dai turisti e che, quindi, necessitano anche che il processo di ricostruzione venga portato a compimento entro breve tempo. 

"Chiusa la finestra estiva - continua il sindaco Cicconi - è giunto il momento di vedere all'opera le gru dei cantieri tanto attesi. Speriamo sia la volta buona per mettere una pietra sopra l'altra".

f.u.
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