L'imposizione, da parte del Governo, del prezzo delle mascherine a 50 centesimi più IVA ha fatto discutere sia i consumatori che i rivenditori.
I primi perchè non hanno mai trovato mascherine a quel prezzo, i secondi perchè nelle settimane trascorse hanno pagato quel prodotto, all'ingrosso, a più del doppio di quanto ora viene imposto per il dettaglio.
Lo spiega Luca Maria Giuseppetti, il sindaco farmacista di Caldarola, che condanna le scelte del Governo, in tal senso, dall'inizio dell'emergenza: "Quando abbiamo cominciato a chiedere le mascherine per i nostri clienti - spiega - non era facile reperirle e, per questo motivo, molte aziende hanno chiesto la riconversione per produrle.
Questo però ha creato una situazione di incertezza sull'efficacia dei materiali utilizzati per la prevenzione e, al tempo stesso, il prezzo non è stato mai calmierato.
Alcune fatture che mi sono arrivate - precisa - dimostrano che abbiamo pagato le mascherine, ai fornitori, quasi il doppio e a volte il triplo del prezzo oggi stabilito dal Governo per il cliente.
Il rivenditore che le ha pagate 1.80 euro più IVA ora è costretto a venderle a 60 centesimi. Non mi sembra giusto - denuncia - nonostante lo Stato ci chieda di fare la domanda per il rimborso con la copia dello scontrino e la fattura. Mi sembra una presa in giro - denuncia - . Certe scelte dovevano essere fatte prima, ora preferisco non chiedere il rimborso, ma venderle comunque al prezzo imposto per essere vicino ai clienti".
Quello che cra indignazione tra i rivenditori è il pensiero che i clienti possano aver creduto che la colpa fosse dei commercianti: "Lo Stato che si trova sempre a chiudere la stalla quando i buoi sono usciti - prosegue il sindaco farmacista - .
Questa situazione esiste da mesi. Bisognava pensarci prima e bisognava imporre alle ditte che hanno chiesto la riconversione i prezzi calmierati.
Ora non è facile tornare a calmierare i prezzi, anche perchè i clienti pensano che il commerciante si sia approfittato, ma non è questa la realtà".

Giulia Sancricca

È successo ieri sera a Tolentino durante lo spettacolo di Carpineti in piazza della Libertà. Una giovane sulla 30ina è salita sul palco, evidentemente in stato d’ebbrezza, nel tentativo di interrompere il discorso del sindaco. I carabinieri l’hanno immediatamente bloccata e denunciata a piede libero. Pare si tratti di una ragazza su cui grava già un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. 

(In aggiornamento)
Il sindaco di Ussita, Vincenzo Marini Marini ha rassegnato le proprie dimissioni.
Di seguito la lettera in cui spiega le sue motivazioni:

"Con la presente, facendo seduto all'incontro con la comunità tenutosi i1 23 febbraio scorso, mssegno le mie dimissioni dalla carica di Sindaco del Comunc di Ussita, che anticipo di qualche settimana rispetto al previsto poiché ora, finalmente realizzato il progetto esec:utivo per il riavvio di due delle funivie di Frontignano, inizierà la fase operativa del lavoro per la gestione delle stesse e ritengo opportuno evitare cesure in tale attività. Il mio rammarico e la mia delusione sono rilevanti sia perché avevo sinceramente creduto, e con forza, nell'incarico di Sindaco di Ussita sia perché queste dimissioni sono la presa d'atto dell'insuccesso di una iniziativa, ma ritengo che quando si constata, come per me è avvenuto, che non si riesce a realizzare ciò che si voleva, se ne dcbba prcndere atto e trarne con determinazione le conseguenze. La circostanza che, come avevo chiaramente anticipato in occasione della mia candidatura a Sindaco, non sono presente nella comunità se non con frequenza al massimo settimanale, seppure non ha creato problemi all'azione amministrativa grazie anche alla possibilità, ordinariamente utilizzata anchee in altri contesti, di relazionarsi a distanza, rende però quasi del tutto asscnte quell'azione sociale che un Sindaco realizza e che costituisce un catalizzatore collettivo difficilmente sostituibile in comunità di dimensioni limitate, soprattutto se sottoposte a tensioni enormi come quelle generate dalla distruzione operata dal sisma. Ho constatato sia dai contatti diretti sia dalle manifestazioni ed esternazioni - che sià nei primi mesi del mio mandato la mancanza di tale azioni del Sindaco ha aumcntato frizioni e lacerazioni, per di più in una comunità già messa a durissima prova soprattutto nelle sue dinamiche sociali e relazionali, e ha creato più problemi di quelli che cerco di risolvere con l'azione amministrativa e, quindi, ritengo più utile che la mia funzione sia ricoperta da una figura diversa dalla mia.
A tali considerazioni, legate alla comunità dei residenti, si devono aggiungere quelle legate a quell'altra parte della comunità che, pur non essendo residente e non esprimendo il proprio voto, assume comunque rilievo nelle relazioni e nelle dinamiche sociali di Uscita. Su tale parte della comunità, di cui io stesso faccio parte, avevo confidato per esplicare in modo più efficace la mia azione. Tuttavia, quando ho letto le dichiarazioni, a gennaio, di un esponente di tale parte della comunità che pur dotato di tutti gli strumenti culturali e tecnici per poter bene interpretare il contesto e gli accadimcnti a fronte di un aiuto gratuito offerto da un prestigioso soggetto internazionale affermare a che è necessario «diffidare sempre dei filantropi>> ed ho constatato che le reazioni a tale giudizio sono state numerose ed unanimi, ho compreso che ciò che serve alla comunità di Ussita va oltre le mie forze e le mie capacità. Confido che la futura realizzazione del "centro di comunità Papa Francesco" -- per cui il Comune ha già posto in essere tutti gli adempimcnti ncccssari - valga a mostrare quanto, invece, un intervento di carattere filantropico comporti non solo il vantaggio materiale dell'aiuto concreto ma, soprattutto, il sapore felice di un sostegno sinceramente fraterno ed i valori costruttivi della solidarietà e del senso di appartenenza".

GS

Sono Marcello Cocci, Giancarlo Ricottini e Sauro Scaficchia i 3 candidati sindaci che domenica 26 maggio si contenderanno la fascia di primo cittadino a Fiastra. Un paese, che come molti altri dell'entroterra maceratese, è stato duramente colpito dal terremoto del 2016 e che si trova a fare i conti con una ricostruzione non ancora avviata. Così pubblichiamo una lettera aperta al futuro sindaco di Fiastra a firma di Sabrina Simonelli.

Siamo vicini alle elezioni comunali, quindi faccio appello al nuovo Sindaco, qualunque esso sia, ovviamente meritevole della fiducia che i suoi cittadini hanno decretato in lui. Spero, anzi, mi auguro che Lei insieme a tutta l'amministrazione e ai rappresentanti di minoranza possiate fronteggiare adeguatamente questa grande problematica che da ormai quasi 3 anni ci affligge: la "RICOSTRUZIONE". Io in quanto terremotata e titolare di un'attività recettiva ormai ridotta ad un cumulo di macerie continuerò fino all'esaurimento delle mie forze a monitorare, vigilare e, se necessario, a denunciare qualsiasi inadempienza, inefficienza e indifferenza che possano gravare la nostra già gravosa situazione. Lotterò per me e il mio piccolo paesino "San Lorenzo in Colpolina" come ho fatto fin ora, affinchè si passi dalle parole e promesse ai fatti. Abbiamo bisogno di riappropriarci della nostra vita, della nostra casa, del nostro lavoro; questo deve essere uno dei primari progetti di riqualificazione del territorio, la priorità assoluta il futuro dei terremotati. Abbiamo diritto di poter di nuovo progettare la nostra vita in questi luoghi incantati che amiamo e che, nonostante tutto, continuiamo ad abitare. Abbiamo bisogno di un difensore e patrocinatore dei nostri diritti e non una figura fantasma senza valori morali e civili. Un Sindaco che con molta UMILTA', ONESTA' e SPIRITO DI SACRIFICIO amministri nel pieno interesse della sua comunità. In bocca al lupo a Lei e a noi!

Sabrina Simonelli

fiastra

foto dal sito del Comune di Fiastra

Grande partecipazione della comunità, ieri, all’insediamento del nuovo sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, e del nuovo consiglio comunale eletto il 10 giugno scorso.

Dopo il giuramento di Ciabocco sulla Costituzione italiana, sono stati nominati gli assessori e assegnate le rispettive deleghe: Daris Belli sarà vicesindaco, con deleghe a Bilancio, Programmazione, Ambiente e Territorio; Giordano Saltari assessore all’Urbanistica e alla Ricostruzione (Sisma); Maria Alessandrini, detta Fausta, assessore ai Servizi Sociali e all’Istruzione; Angela Maria Maria sarà invece assessore esterno con deleghe a Rapporti con le associazioni, Sport, Attività ricreative. Il sindaco si è riservato le deleghe a Personale, Lavori Pubblici, Cultura, Turismo, Viabilità e Attività produttive. Per quel che riguarda i capigruppo, Francesco Paletti sarà quello di maggioranza e Eraldo Riccucci quello di minoranza.

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Dopo i ringraziamenti di rito, Ciabocco ha pronunciato un breve discorso intorno ad alcuni concetti chiave quali comunità, condivisione, dialogo, anche con l’opposizione.

“Dalla dialettica tra idee e programmi che a volte si contrappongono - ha dichiarato il sindaco - e dal confronto tra coloro che pensano diversamente trae alimento la democrazia, maturano le società, si consolidano le comunità, e San Ginesio ne ha davvero bisogno. Dobbiamo tutti contribuire a un modello nuovo di paese, una comunità risoluta e pronta a rinascere partendo dalle persone e dai loro bisogni. Non basta solo fare, occorre fare bene, ma è oltremodo necessario che al fare si anteponga il pensare, e lo scegliere insieme nell’interesse di molti e non di pochi”.

La seduta si è animata nel momento in cui il sindaco ha voluto rendere conto di tutti gli ultimi fatti relativi al Nuovo Polo scolastico, dal parere contrario del Mibact agli incontri della nuova amministrazione con la struttura commissariale. “Ieri (mercoledì) il Commissario De Micheli mi ha comunicato che il Mibact si è preso altri due giorni di tempo - ha spiegato Ciabocco - per decidere la controproposta al precedente progetto, che consiste nel permesso di costruire il polo scolastico nello stesso sito già individuato con caratteristiche progettuali simili. Da parte mia ho ribadito che, anche nel caso che il Ministero accettasse la controproposta del Commissario, vorrei che tutte le eventuali modifiche fossero condivise con il Comune.

In questi giorni in molti hanno scritto sui mezzi di informazione e sui social in merito a scelte attese per il futuro di San Ginesio. Ebbene, a tutti dico che qualsiasi iniziativa e decisione sarà ponderata e condivisa nell’esclusivo interesse della comunità ginesina. Facciamo tutti insieme in modo che il domani possa appartenerci”.

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Bretella più lunga per Caldarola. A breve una riunione con Anas.

E' soddisfatto e raggiante il sindaco Luca Giuseppetti dopo la riunione avuta oggi con il Commissario straordinario Paola De Micheli. Dive le problematiche trattate, tra cui quella della bretella chiesta fin dall’inizio dell’emergenza sisma che dovrebbe ovviare ai problemi di chiusura al traffico del centro quando inizieranno i lavori di ricostruzione. Si tratta di una strada di 800 metri che rappresenta una necessità per il Comune: “Il Commissario - dice Giuseppetti al termine della riunione - mi aveva promesso che alla prima occasione che sarebbe passata dalle nostre parti, sarebbe venuta a trovarmi. Le problematiche che avevo, in parte le conosceva già. Parliamo della bretella innanzitutto, che noi avremmo voluto completa. Inizialmente il commissario non aveva accettato la nostra richiesta più che altro per un discorso economico e invece oggi le abbiamo fatto capire che per noi è necessario che venga completata. Quindi - precisa - non 300 metri bensì 800 metri”. De Micheli, fa sapere il sindaco, a tal proposito ha promesso che avrebbe organizzato un’apposita riunione con Anas. “Poi - torna a dire - abbiamo parlato del Municipio provvisorio e di quello che si trova in piazza, nonché delle rendicontazioni.Ma per questo - conclude - mi dovrò interfacciare anche con la Regione”.

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