Attende il via libera ufficiale del sindaco di Pesaro Matteo Ricci e di Valeria Mancinelli ma tutto fa presagire che il candidato del PD  per le prossime elezioni regionali possa essere Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e presidente Anci Marche. Impegnatissimo con l'emergenza coronavirus, il governatore uscente Luca Ceriscioli ieri sera ha rilasciato una dichiarazione che lascia pochi dubbi sulla volontà di sostenerne con forza la candidatura, facendo dunque un personale passo indietro.

"La situazione di difficoltà che stiamo attraversando in questi giorni, l’impegno straordinario di tutti, e contestualmente lo stallo che si è determinato nella coalizione di centro sinistra per l’individuazione del candidato Presidente- afferma Ceriscioli-  impongono un atto di forte responsabilità a tutti.
Per questo nei giorni scorsi ho chiesto la disponibilità a Maurizio Mangialardi, presidente dell’Anci Marche e sindaco uscente del comune di Senigallia, persona di grande valore ed ottimo amministratore, di verificare se su una sua ipotetica candidatura a presidente, ci fosse il sostegno degli amministratori delle Marche ".

La nota prosegue alludendo anche al favore dimostrato dalle firme  di oltre 90 sindaci convergenti sul nome di Mangialardi, 11 delle quali apposte da primi cittadini della provincia di Macerata.

"Ho preso atto di una grande risposta e della straordinaria adesione che in queste ore si sta consolidando sulla sua figura- dice Ceriscioli- Invito pertanto Maurizio ad andare avanti con determinazione e con il mio pieno sostegno e chiedo al mio partito, agli alleati, ai sindaci che ancora non hanno aderito, di appoggiarlo con lealtà, convinzione ed entusiasmo per continuare a garantire il buon governo della nostra regione.
Ritrovare una forte unità del centrosinistra e un sostegno da esponenti che ne superano i confini, è il miglior contributo per costruire insieme il futuro della nostra amatissima regione".

 Affidato al segretario Regionale Giovanni Gostoli il percorso che cerca di trovare nuova unità e compattezza all'interno del PD ma, per come si stanno mettendo le cose e se nel frattempo giungeranno ulteriori segnali di sostegno al nome di Maurizio Mangialardi, si può ipotizzare che finisca nel cassetto "la candidatura civica" sostenuta da parte degli alleati e che, per ricomporre i contrasti, lo stesso Gostoli aveva considerata. Gran parte degli alleati di centrosinistra fino ad un settimana fa decisi a tenere unita la coalizione convergendo sul nome forte di un candidato civico, ha fatto tuttavia sapere che nell'ipotesi che tale linea non venga confermata, ognuno potrà sentirsi legittimato a presentare proprie candidature.  
Prova del nove per capire se le divisioni nel partito saranno davvero superate, quella di domenica a Chiaravalle con la Direzione regionale  del PD, presente il vice-segretario nazionale Orlando.

c.c. 
















Sembra una lotta a chi è più forte. Peccato che in questo tira e molla ci sia di mezzo la salute dei cittadini, bambini e ragazzi che perdono fiducia nelle istituzioni e genitori che dalla sera alla mattina devono organizzarsi in base a chi si è aggiudicato la "sfida" del giorno precedente.
Dopo, infatti, la sentenza del Tar che ha annullato l’ordinanza emessa dal governatore Ceriscioli, che disponeva in sostanza il blocco di tutte le attività pubbliche nelle Marche, la giunta regionale ha emanato una nuova ordinanza che ripristina la situazione determinata dalla prima. Il presidente Ceriscioli, al termine di una riunione convocata d’urgenza, ha confermato la chiusura delle scuole e il fermo di ogni manifestazione pubblica sulla base dei casi di contagio da Coronavirus nelle Marche che questa sera risultano essere sei. Così fino a sabato 29 febbraio lezioni sospese, musei e biblioteche chiusi, manifestazioni pubbliche vietate, compreso il rinvio delle partite che si disputano nel territorio marchigiano.
"Dopo la sospensiva del Tar - ha detto Ceriscioli - , motivata dal fatto che quando è stata emanata non erano segnalati casi nella nostra Regione, posso dire che ad oggi i casi sono diventati sei e ho ritenuto opportuno fare una nuova ordinanza, con ulteriori motivazioni, fino alle 24 di sabato prossimo, con le stesse indicazioni e misure dell'ordinanza precedente. Tenendo conto anche della scadenza che applicano le altre Regioni per poi vedere il da farsi con l'evolversi della situazione".

FU
GS
Una storia che si ripete, al limite della credibilità. I marchigiani non hanno nemmeno fatto in tempo a convincersi che l'ordinanza regionale fosse reale e non una fake news che subito è arrivato il disappunto del governo che ha messo in crisi genitori e alunni, nonostante Ceriscioli abbia ribadito che le scuole restano chiuse.
Il premier Giuseppe Conte, infatti, dello stesso parere di Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile, ha deciso di impugnare il provvedimento firmato dal governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, nel tardo pomeriggio di ieri e che prevede la chiusura delle scuole dalla mezzanotte del 26 febbraio alla mezzanotte del 4 marzo, così come il blocco delle manifestazioni pubbliche che erano in programma nello stesso periodo, i viaggi di istruzione sia sul territorio nazionale che internazionale, i musei, i luoghi di cultura e le biblioteche ed i concorsi pubblici, fatti salvi quelli relativi a professioni sanitarie per le quali dovranno essere garantite le opportune misure igieniche.
Una ordinanza che ha goduto del suo successo poco più di tre ore ma che sarà comunque applicata, diversamente da quella del giorno precedente, stoppata sul nascere, proprio nel momento della presentazione. 
Già ieri, dopo il vertice del premier in videoconferenza con i governatori regionali, il presidente Ceriscioli aveva dimostrato disappunto nei confronti delle modalità di gestione dell'emergenza da parte del Governo, ritenendole "al contrario" e si era detto dispiaciuto per quanto accaduto lunedì in conferenza.
Ieri le acque sembravano essersi placate, tanto che le dichiarazioni di Conte parlavano di una "linea comune", ma così non deve essere stato.
Secondo una nota congiunta deiministri degli Affari Regionali Francesco Boccia, dell'Istruzione Lucia Azzolina e dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, "Con la sua decisione unilaterale di firmare un'ordinanza per la chiusura di tutte le scuole e Università della Regione Marche, il governatore Luca Ceriscioli si sfila dall'accordo che era stato raggiunto solo poche ore prima nel corso dell'incontro tra governo e Regioni alla Protezione Civile e viene meno all'impegno preso con tutti gli altri governatori che invece si stanno attenendo alle disposizioni concordate". 
Intanto si attendono per oggi i risultati degli ulteriori esami svolti  al centro diagnostico dell'istituto superiore della sanità per il primo tampone risultato positivo al Coronavirus nelle Marche, a Pesaro. Solo dopo il controllo di oggi si potrà dire con certezza che anche nelle Marche c'è il primo contagio.
Una incongruenza, quindi, tra le dichiarazioni del capo dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che ritiene giusta la chiusura delle scuole nelle regioni dove ci sono contagiati e quella di impugnare l'ordinanza di Ceriscioli.
Una querelle che ha il sapore di scontro politico, soprattutto in vista delle prossime elezioni regionali.

GS

Bisognerà attendere qualche ora per conoscere l'ordinanza scaturita dopo l'incontro di questa mattina, in videoconferenza, tra il premier, i ministri e i governatori delle Regioni d'Italia.
Il presidente Luca Ceriscioli interviene dopo l'incontro condannando la scelta del Governo che, lui stesso definisce "al contrario".
Poi il commento sulla necessità di attendere per l'ordinanza: "Dobbiamo aspettare qualche ora in più perchè il Governo ha preso un percorso molto particolare. Dopo l'incontro di questa mattina le linee non sono ancora disponibili perchè è stato intrapreso un percorso alla rovescia. Nel momento in cui c'era la volontà di fare una cosa omogenea - spiega - dovevano essere dettate subito le linee. Ora è crescente la necessità di avere le misure da applicare".

Infine l'opinione del governatore sullo stop di Conte arrivato per lui ier durante la conferenza stampa: "Credo che in un momento difficile le istituzioni debbano collaborare al massimo. Mi è dispiaciuta la dinamicha, ma certamente abbiamo dimostrato il nostro impegno e non ci tiriamo indietro". 

GS
"Sono negativi tutti i sei tamponi analizzati oggi dal Laboratorio dell'Ospedale di Torrette".
Ad annunciarlo è il governatore Luca Ceriscioli con un post su Facebook, smentendo anche le voci che oggi vedevano positivi alcuni tamponi: "I tamponi , erano giunti in giornata dalla città di Fano, uno da Senigallia, due da Ancona e due da Macerata. La situazione nelle Marche si conferma dunque, come negli scorsi giorni, senza casi accertati della malattia - spiega - , e con un totale di 16 campioni analizzati a partire dal 27 gennaio 2020, giorno di insediamento del Gruppo operativo per l'emergenza sanitaria.

Si ricorda che da domani mattina, 25 febbraio, sarà attivo il numero verde 800936677, operativo dalle 8 alle 20, per fornire informazioni e chiarire i dubbi dei cittadini. Si ribadisce dunque che tutte le persone che dovessero avere dubbi rispetto al loro stato di salute non devono recarsi in ospedale né negli studi dei medici di medicina generale, ma contattare telefonicamente questi ultimi, o chiamare la guardia medica o, da domani, il nuovo numero verde messo a disposizione dalla Regione Marche. 
Nella giornata di oggi sono - chiarisce il governatore - circolate con insistenza voci di tamponi con esito positivo. Voglio rassicurare tutti i cittadini che i risultati dei test saranno comunicati ogni giorno non appena disponibili e quindi vi invito a non fidarvi di voci non verificate, che possano ingenerare inutili preoccupazioni, perché sarete sempre tempestivamente informati".

GS
Manifestazioni pubbliche e viaggi d'istruzione bloccati fino al prossimo 2 marzo. Sono queste le ultime misure cautelari decise dal consiglio regionale delle Marche a scopo precauzionale dopo gli ultimi sviluppi sul Coronavirus. 
Mentre, infatti, arrivava la notizia della quinta vittima in Italia, la Regione Marche era in conferenza e diretta streaming insieme al Gores, Gruppo operativo per l’emergenza sanitaria, per dare gli ultimi aggiornamenti e prendere le ultime decisioni in merito. Tra queste la decisione di sospendere tutti i viaggi d'istruzione e le manifestazioni pubbliche. La Regione aveva anche deciso di chiudere le scuole di ogni ordine e grado da domani fino al 2 marzo, ma durante la conferenza il governatore ha spiegato che questa parte dell'ordinanza sarà sospesa e valutata domani insieme alle altre Regioni: "Sulla chiusura delle scuole - ha aggiunto - mi hanno chiesto di fare un confronto con le altre Regioni. Quindi se avremo il via libera la chiusura partirà da mercoledì. Domani incontreremo le Anci e i Prefetti per rafforzare la prevenzione - ha detto il governatore Luca Ceriscioli - . Cerchiamo di mettere in campo tutte le risorse sotto questo profilo. Ieri è stata una domenica particolare perchè aspettavamo con ansia che si mettessero in campo gli strumenti necessari in questa fase. Nessuno si sente isola felice - ha aggiunto - , siamo tutti sulla stessa barca. Il fatto che in alcune regioni ci siano dei casi e in altre no, come attualmente la nostra, non si tratta di fortuna o sfortuna. E' una emergenza importante, si prendono misure anche forti e, seguendo le indicazioni, si riesce a tutelare la collettività. Il panico non ci aiuta, è importante seguire tutte le indicazioni". 

(Servizio in aggiornamento)

GS
"Gli amministratori della sanità fanno quello che vogliono e lo fanno male. Questa volta hanno deciso di penalizzare i nostri medici migliori ed è inaccettabile. Che titoli hanno queste persone per decidere di sanità? Uno è un commercialista (il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, ndr) e l'altro è un insegnante di matematica alle medie (il governatore Luca Ceriscioli, ndr). Le persone devono sapere che con la determina 742 anche i medici saranno penalizzati e rischiano di essere trasferiti".
Non l'ha proprio digerita, Marco Marchetti, medico in pensione e presidente del comitato per la difesa dell'ospedale di San Severino, la determina 742 del 31 dicembre con la quale i reparti di oncologia, hospice e radiologia vengono declassati da unità semplici dipartimentali a unità semplici. A suo avviso, e i presenti alla riunione di ieri sera sono stati d'accordo, è necessario informare la popolazione della penalizzazione che in questo modo dovrebbero subire i medici che operano in quei reparti. Due nomi, ieri sera, sono stati fatti a titolo esemplificativo: "La dotoressa Benedetta Ferretti, di oncologia, lavora dalla mattina alla sera - incalza - ed è stata penalizzata, proprio lei che è una fra le più ligie al dovere, più preparate e più benvolute. Lo stesso discorso vale per Sergio Giorgetti, dell'Hospice. Tutti, in un modo o nell'altro, siamo passati per i loro reparti o li abbiamo conosciuti e tutti sappiamo quanto siano professionali. Le persone devono sapere che con questa determina, da un momento all'altro, possono essere trasferiti a Macerata".
Dalla riunione del comitato è emersa la volontò di organizzare una assemblea di protesta ma al contempo di solidarietà verso questi professionisti che tengono in vita i loro reparti dando tutti se stessi. La data individuata dovrebbe essere quella del 29 febbraio e la parola sarà data ai cittadini. "I sindaci saranno invitati e potranno partecipare - ha detto il vicepresidente Marco Massei - ma saranno i cittadini a parlare questa volta e le istituzioni dovranno ascoltare".
Nel corso della riunione è stato espresso anche dissenso e disappunto da tutti per come è stato gestito il consiglio comunale aperto del 30 gennaio: "Non solo non è stato permesso ai cittadini di parlare ma anzi, è stata il sindaco stesso, per il tramite del presidente del consiglio, a imbavagliare chi ha tentato di prendere la parola addirittura facendo intervenire la polizia locale. E' stato uno schiaffo a tutta la cittadinanza. E poi, è stata un'occasione persa. Doveva essere fatto firmare a tutti i sindaci presenti un documento per chiedere l'immediato ritiro della determina e fatto approvare dal consiglio".


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(Marco Massei)

A tirare le somme è stato Massei che ha quindi sottolineato di nuovo come la determina 742 "non solo penalizza i cittadini ma anche i medici che vengono letteralmente umiliati dopo aver dato tutta la vita per il lavoro. Va fatto sapere a tutti che la Ferretti o gli altri, corrono il rischio di essere trasferiti a Macerata. Gli stanno dando il benservito". Poi ha ricordato un dettaglio non da poco che riguarda il punto nascite settempedano ormai chiuso dal 2016: "Mi corre l'obbligo di ricordare che è stato chiuso senza che il Tar si pronunciasse nel merito come stabilito dal Consiglio di Stato. Non c'è mai stata udienza, giace su un binario morto da tre anni probabilmente per pressioni politiche. In tal proposito, si può fare istanza di sollecito e paradossalmente potrebbe ancora essere accolto (anche in considerazione della legge nazionale che regola la gestione dei punti nascita. Il decreto Balduzzi infatti stabiliva che per le zone montane potevano restare attivi i punti nascita con più di 500 parti all'anno, soglia che San Severino superava ampiamente, ndr). Pensate che razza vergogna".
E infine un invito all'amministrazione di San Severino: "Non è possibile che si lotti contro Camerino, come purtroppo ci giunge voce. Il nostro non è ridotto a ospedale di comunità solo grazie al fatto che siamo ospedale di Camerino-San Severino. Lottare contro - conclude - significa fare una lotta fratricida".

g.g. 

 


Nuova riunione indetta dal comitato per la difesa dell’ospedale di San Severino. L’appuntamento è per stasera alle 21 nella sede della Croce Rossa in viale Varsavia. Scopo sarà discutere dell’ormai nota determina 742 emanata dall’Asur Marche alle 23:40 del 31 dicembre e delle penalizzazioni che ha creato o creerà al Bartolomeo Eustachio: “Sono stati colpiti tre reparti - dice il vicepresidente del comitato, Marco Massei - radiologia, hospice e oncologia. A breve cercheremo anche di richiamare il sostegno dei nostri concittadini per una assemblea dove vorremmo illustrare quelle che secondo noi sono le motivazioni che hanno portato all’emanazione dell’atto dell’Asur e sarà anche dedicata ai medici che lavorano nella nostra struttura ospedaliera dando tutti se stessi e che, nonostante ciò, vengono penalizzati”. Ci sono anche importanti novità in merito al reparto di oculistica, un'eccellenza sanitaria grazie all’impegno del dottor Ramovecchi, che conta una lista d’attesa di oltre 2mila pazienti: “Stasera - conclude Massei - parleremo anche delle possibilità di implementazione di questo reparto”.

(in foto, da sinistra, il vicepresidente del comitato Marco Massei, il presidente Marco Marchetti, e il segretario Mario Chirielli)

g.g.
"Sono stata presa in giro, i miei cittadini sono stati presi in giro. Ho confidato nella politica, e l’amarezza più grande è stato scoprire questo tradimento di nascosto, alle 23:40 del 31 dicembre 2019. Siamo arrivati ad aiutarci tra sindaci perché oggi è capitato a San Severino, ma domani potrà succedere anche agli altri. Non ci fermeremo fino al ritiro della determina 742 e finché non sarà ridata dignità ad un territorio già provato dal sisma e dalle tante difficoltà che lo caratterizzano". Con queste parole del sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, si potrebbe sintetizzare quanto emerso ieri sera al consiglio comunale urgente che si è svolto al Cinema Teatro Italia. Presenti tantissimi primi cittadini della provincia ma non solo, della montagna ma anche della costa. E fra questi, qualcuno lo ha detto: "Finalmente". Finalmente i sindaci hanno capito che è l'unione a fare la forza, che da soli non si va da nessuna parte perché in politica sono i numeri che contano specie in questo delicato momento in cui si avvicinano le elezioni regionali. La sanità è materia regionale, anche se l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, a cui sono stati riservati fischi e parole di malumore, ha affermato che "ci sono norme nazionali che dobbiamo rispettare altrimenti ci tagliano le risorse e ci commissariano. Non si può dare colpa alla Regione". Però esistono degli emendamenti alle norme nazionali e delle peculiarità per le zone montane in cui i parametri nazionali e le leggi fanno delle eccezioni. Sta di fatto che tutti i primi cittadini presenti (ma moltissimi altri non hanno potuto partecipare alla serata pur aderendo alla 'protesta' democratica messa in atto dalla Piermattei) hanno fortemente e fermamente criticato non solo la determina 742 che colpisce l'ospedale di San Severino, ma anche il piano sanitario regionale che passerà in consiglio regionale il 4 febbraio, definito "vuoto, inconsistente" e soprattutto, come ha ricordato il vicesindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, "privo dell'approvazione della Conferenza dei Sindaci che sarebbe prevista per legge"
Anche il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, è stato fortemente criticato, in special modo dall'ex sindaco Manlio Rossi (tanto che il presidente del consiglio Sandro Granata ha dovuto richiedere l'intervento degli agenti della polizia locale per placare gli animi). Ha elencato tutti gli investimenti fatti fin ora a San Severino e non solo, i servizi attivati e affermato che "nulla cambia se una unità è definita semplice dipartimentale o solo semplice. Il modello organizzativo non ha nulla a che fare con i servizi e le prestazioni. La qualità la fa il medico, non il “grado” e su San Severino abbiamo investito circa 3milioni e 517mila euro". Però si è detta del tutto insoddisfatta il sindaco Piermattei che, in conclusione, ha ribattutto: "Non siamo mica stupidi, conosciamo la differenza fra unità semplice dipartimentale e unità semplice. Ci dovete dire qual è il futuro del nostro ospedale senza prenderci in giro, siamo stati colpiti dal sisma quindi vogliamo i servizi per un territorio già martoriato e soprattutto non mi fermerò finché la 742 non sarà annullata". 
I Comuni che hanno aderito all'iniziativa del sindaco Piermattei sono: Apiro, Belforte, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo, Castelraimondo, Castelsantangelo Sul Nera, Cessapalombo, Cingoli, Civitanova, Esanatoglia, Fiuminata, Fiastra, Gagliole, Matelica, Montecavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, Poggio San Vicino, Pollenza, Sefro, Sarnano, Serrapetrona, Serravalle del Chienti, Tolentino, Treia, Ussita, Valfornace, Visso, Fabriano, Arcevia, Genga, Frontone, Mergo, Sassoferrato, Serra San Quirico, Cupramontana, Pergola, Cagli.

(Sul prossimo numero di Appennino Camerte, in edicola giovedì, è previsto un servizio di approfondimento)

g.g. 


 




Annuncia la partecipazione al consiglio comunale urgente convocato dal sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, ma anche un sit-in di protesta ad Ancona. È Giovanna Capodarca Agostinelli, presidente provinciale del comitato pro ospedali unici e vicepresidente regionale. 

“La volontà di protestare c’è sempre stata - racconta - e dalla costituzione del comitato regionale pian piano siamo cresciuti arrivando a contare 25 comitati che vanno da Ascoli a Pesaro. Ci sono anche quelli montani ovviamente. È come se si volesse dividere il mare dalla montagna ed è una cosa atroce, e oltretutto, chi è sulla costa è ritenuto privilegiato ma nella realtà vuole combattere insieme alla montagna per mantenere gli ospedali e per far sì che tutto resti come è. Solo così si può offrire un servizio veramente capillare accessibile a tutti, specie agli abitanti di quelle zone che sono già disastrate”. Peraltro, secondo la presidente, chiusure e tagli alle strutture dell’entroterra provocheranno un sovraffollamento in quelle della costa provocando una evidente difficoltà nella gestione delle richieste. 

E proprio a proposito di questo, il comitato provinciale sarà presente  dopodomani a San Severino per assistere all consiglio comunale indetto urgentemente dal primo cittadino a seguito della determina 742 dell’ultimo dell’anno: “E’ un atto scellerato, per non dire di peggio. Purtroppo ora è toccato all’ospedale di San Severino ma succederà anche agli altri. Nelle determine dell’Asur sono stati cambiati due vocaboli e questo la dice lunga. Prima si parlava di ‘area interna’ significando che i presidi erano riconosciuti come ospedale. Ora - spiega - si parla di ‘area vasta montana’ che sarà accorpata all’ospedale unico. E noi ci battiamo affinché non venga costruito. Questa dicitura permette anche di chiudere dei reparti ed è una cosa molto grave che sarà riproposta a tutta la Regione. Per questo - incalza - il primo atto che oggi colpisce San Severino ha fatto saltare sulla sedia noi comitati. Non è altro che l’anticipo di ciò che faranno dappertutto in un prossimo futuro”.

A San Severino parteciperà il comitato provinciale ma pare abbia aderito anche il sindaco di Civitanova, proprio a testimoniare che la battaglia sta assumendo un unico e comune obiettivo. 

“Finalmente i primi cittadini hanno capito che loro sono i responsabili della salute dei cittadini e che non possono appoggiare scelte così scellerate. Sappiamo che è stato invitato anche il governatore Ceriscioli - conclude - ma fin ora è sempre stato latitante. Eppure noi vogliamo parlare con serenità, chiediamo chiarimenti laddove non ci sono e dove c’è un atteggiamento fumoso”.

Il consiglio comunale a San Severino è in programma giovedì dalle 21 al Cinema Teatro Italia mentre il sit-in ad Ancona è previsto per il 4 febbraio dalle 10 nei pressi di Palazzo Leopardi, in via Tiziano 44.
L'obiettivo è quello di manifestare contro il nuovo piano sanitario regionale, la determina 742 che ha interessato l'ospedale settempedano, altre determine del 31 dicembre che "colpiscono servizi alle persone disabili", la sanità privata, e a favore pertanto di uba "sanità pubblica policentrica, equam universale e accessibile a tutti".
g.g.





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