Ha ottenuto un grande successo da parte del pubblico la presentazione del libro “La leggenda del Santo Petroliere – Enrico Mattei e Matelica, l'ultimo sogno marchigiano” (Ilari Editore) di Maurizio Verdenelli, lo scorso 28 dicembre, nella Sala dei Priori di palazzo Bongiovanni. Un libro che, come lo stesso autore ha dichiarato, è ricco di “scoop” e presenta un Enrico Mattei sotto diverse sfaccettature. “Tra i tanti c'è anche quello di un giornalista di Camerino – spiega Verdenelli – importante non solo a livello locale, ma anche nazionale: Alberto Sensini quando era ancora docente nel Maceratese. Poi gli scoop sono rappresentati da testimonianze dell'ex guardia del corpo di Mattei che parla della presenza dello scià di Persia, Reza Pahlavi, addirittura a Senigallia, nella villa di Mattei, quando tutti lo davano per morto o chissà dove in esilio a Roma. C'è inoltre l'intervista a Francesco Merloni che parla, per la prima volta, degli inizi del gruppo Merloni che ha cambiato la storia e l'industria marchigiana, il modo di lavorare, ma soprattutto ha fermato l'immigrazione. Francesco Merloni racconta proprio che quando assunsero gli operai dello stabilimento delle bombole di gas di Matelica, tutti avevano il passaporto e nessuno la carta d'identità, proprio a significare che tutti erano pronti ad andarsene e nessuno aveva pensato di rimanere nel luogo in cui era nato. Ecco, tutto questo con Mattei cambiò e la storia avrebbe avuto un grande futuro e cambiamento se non ci fosse stato tolto questo grande marchigiano troppo presto”.
E' stata del sindaco Dario Conti l'apertura del piacevole pomeriggio. Il primo cittadino camerte ha sottolineato l'importanza della figura di Enrico Mattei, “un conterraneo che tanto si è fatto valere a livello nazionale”, ma anche omaggiando il giornalista Verdenelli e sottolineando la stima nutrita nei suoi confronti. L'intervento del Professor Dino Jajani ha poi evidenziato “la freschezza della figura di Mattei che non stanca mai nonostante siano ormai 50 anni che si parla di lui. Una freschezza che è possibile grazie al suo contatto col popolo. Maurizio Verdenelli – ha concluso il professor Jajani – ha saputo ben affrontare questo tema perché oltre ad essere un grande giornalista è anche un uomo di grande cultura”. E proprio questo aspetto è stato affrontato anche dall'avvocato Giuseppe De Rosa che ha sostenuto come “Verdenelli sia stato in grado di scrivere un libro estremamente ricco e completo nel quale non si accontenta di fare un'intervista, ma ne fa 50; non si accontenta di sentire i piani alti, ma arriva all'operaio”. L'avvocato De Rosa ha poi spiegato l'arrivo di Mattei a Camerino e “l'occasione persa” di rimanere nella città ducale a causa del costo degli affitti troppo elevato per la sua famiglia, nonché il pensiero di Mattei verso Camerino che, proprio in occasione de conferimento della Laurea Honoris Causa, nel 1962, definì “la città tanto sognata”.