Fraternamente Francesco. Così si firma il papa scrivendo di suo pugno alle persone, sia che si tratti di cardinali, vescovi o semplici laici. È capitato al vescovo della diocesi di Camerino - San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro, il quale, quando si è visto arrivare una lettera tutta scritta di proprio pugno dal pontefice (dal testo all'indirizzo della busta), non credeva ai suoi occhi. Mai era avvenuto prima. In analoghe circostanze il santo padre si affidava a segretari e sostuituti. Ora invece Papa Francesco, sulla linea di quanto avviene nelle udienze a piazza san Pietro, preferisce prendere carta e penna ed avere un rapporto diretto con le persone . "Mi scusi per il mio italiano" - scrive al vescovo di Camerino-San Severino Marche e poi il ritornello di sempre "le chiedo di pregare per me; che il Signore la benedica e la Madonna la custodisca". Ma al termine la sorprendente firma "fraternamente Francesco". Dove sono andati a finire i tempi aulici quando al posto dell' "io" c'era il maiestatico "noi", quando prima del nome del papa figuravano vari titoli? Ora nemmeno una piccola croce (che indica l'essere vescovo), ma un semplice e umano " Fraternamente Francesco". Una lettera analoga il papa l'ha scritta al parroco del paese d'origine della nonna. Qui c'è anche un errore di italiano e qualche incertezza linguistica che comprovano la genuinità del testo e sempre la stessa firma "Fraternamente francesco ".
Articolo precedente:
Primo incontro di papa Francesco con l'arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro. Il presule è stato ricevuto in udienza, sabato 4 maggio, insieme ad altri vescovi delle Marche in occasione della visita ad limina, un incontro periodico che i vescovi di tutto il mondo hanno con il santo padre. L'appuntamento, già fissato da Benedetto XVI per lo scorso 28 febbraio, era poi stato annullato in quanto coincidente con l'ultimo giorno del suo ministero petrino. Papa Francesco ha voluto riprendere in mano l'agenda del suo predecessore, convocando nuovamente i vescovi delle diocesi marchigiane.
Mons. Brugnaro, quale il significato della visita ad limina?
“Il concilio di Trento ha previsto che ogni 5 anni i vescovi di tutto il mondo si rechino a Roma per rinnovare la loro fede sulla tomba degli apostoli. Ecco il perché del nome ad limina apostolorum, cioè una visita ai confini, alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo. In tale occasione è previsto anche un incontro con il papa, vescovo di Roma e capo della chiesa cattolica”.
Era la prima volta che incontrava personalmente papa Francesco?
“Si è trattato del mio primo incontro con lui quale sommo pontefice. Avevo già incontrato precedentemente in due occasioni il cardinale Bergoglio, in una visita al cardinale Martini e immediatamente dopo il conclave che, nel 2005, aveva eletto Benedetto XVI. Erano stati, però, incontri del tutto fugaci e credo che non si siano impressi nella sua memoria anche se ha ricordato l'incontro con Martini”.
La sua impressione?
“Certamente di un'accoglienza, di una benevolenza, di una sensibilità e di un desiderio di aiutarci nelle nostre situazioni davvero eccezionali. In questo ci ha commosso perché lasciare la sua diocesi, la sua Argentina, il mondo latino – americano per immergersi in maniera così repentina nel suo ruolo di guida e di aiuto alla chiesa universale è veramente un segno di dedizione e di grande offerta della sua vita per il bene della Chiesa”.
Quali i temi che più stanno a cuore a papa Francesco?
“Anzitutto il papa ha voluto conoscere le nostre difficoltà che, in un clima di dialogo e di grande fraternità, ciascuno di noi vescovi presenti gli ha esposto: una certa tiepidezza della vita cristiana, la famiglia che mostra preoccupanti segni di crisi, l'esigenza di aiutare i giovani a prepararsi alla vita coniugale in maniera più completa. Il santo padre si è poi soffermato particolarmente sul tema delle vocazioni, chiedendo quanti sacerdoti sono presenti nelle nostre diocesi, quale la situazione sotto il profilo vocazionale e il rapporto esistente tra sacerdoti giovani e sacerdoti anziani. Sono stati evidenziati anche i problemi di carattere economico – sociale che investono il nostro territorio e le particolari difficoltà che possono derivare dall'integrazione. Al riguardo il papa ha raccomandato di sviluppare strutture di carità e di solidarietà che vadano incontro alle esigenze dei più deboli, invitandoci alla speranza e a riprendere con coraggio e pazienza il nostro compito di pastori”.
Sin dalla sua prima apparizione papa Francesco ha suscitato entusiasmo nei fedeli. Verrà in futuro a visitare le Marche?
“Ho rappresentato al santo padre l'affetto che per lui nutre la gente, conquistata subito dalla sua immediatezza di comunicazione e dalla semplicità dei messaggi evangelici che ha voluto dare. Ho anche ricordato come la nostra sia una terra di grande tradizione francescana ed anche la devozione mostrata dai pontefici verso la Madonna di Loreto. <