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L’Università di Camerino, si appresta a posare la prima pietra che segna  simbolicamente il via ai lavori  per la realizzazione di alloggi per studenti nell’ala del nuovo campus universitario
Il progetto, è reso possibile grazie al sostegno della Croce Rossa Italiana, del Governo Canadese e della Croce Rossa Canadese e rientra nell’ambito delle numerose attività e iniziative avviate dalla CRI in seguito al sisma che ha colpito le regioni del Centro Italia.
La cerimonia è prevista questo sabato 14 settembre alle ore 11.00 presso il Campus Universitario di Camerino; vi prenderanno parte autorità istituzionali e locali, rappresentanti della Croce Rossa Italiana, della Croce Rossa Canadese e rappresentanti del Governo Canadese.

Il sisma del 2016 ha colpito duramente tutta la zona di Camerino; l’Università  ha dovuto fare i conti con oltre 40.000 metri quadri di strutture didattiche inaccessibili e una perdita di circa 1.800 posti letto negli appartamenti privati. La Croce Rossa Italiana, grazie al supporto della consorella Canadese e del Governo del Canada, si è impegnata a donare un’intera ala del nuovo campus universitario, fornendo alloggi per gli studenti. Nello specifico, verranno realizzate due palazzine a schiera costituite da 17 stanze singole e 13 stanze doppie, per una capacità di 43 posti letto in totale.
A nome dell'intera comunità universitaria e studentesca, ringraziando sentitamente la Croce Rossa Italiana per la sua vicinanza e per il sostegno al progetto, il rettore prof. Claudio Pettinari ha voluto sottolineare l'importanza del raggiungimento di un sogno, reso possibile da un lavoro fatto tutti insieme:
"Siamo grati a tutte le persone che si sono adoperate affinché esso si realizzasse -ha detto-. Unicam rappresenta per l’intero territorio su cui insiste un importantissimo volano economico e culturale, specie dopo quanto accaduto nel 2016, di cui gli studenti sono il fulcro. Aumentare e consentire la residenzialità degli studenti vuol dire dunque sostenere e sviluppare queste nostre zone così duramente colpite dagli eventi sismici”.

Ricostruire per ricominciare e rispondere in modo concreto ad una esigenza arrivata direttamente dalla comunità colpita, rientra negli obiettivi e nella mission dell’Associazione, impegnata nella realizzazione di un progetto di “co-abitazione sociale” che coinvolgerà, inoltre, gli studenti in un percorso di sensibilizzazione e avvicinamento alle attività di volontariato della CRI.
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sotto, la zona di ampliamento del Campus Unicam

ampliamento Campus
 
L'Università di Camerino, ha conferito la Laurea honoris causa in “Biological Scinces” al prof. Jules Alphonse Nicolas Hoffmann, Premio Nobel per la Medicina nel 2011. La cerimonia solenne si è tenuta n mattinata  presso la sala convegni del Rettorato. A consegnare la pergamena all'illustre immunologo franxce è stato il l Magnifico Rettore prof. Claudio Pettinari. 

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Di origini lussemburghesi, il prof. Hoffmann è direttore di ricerca e membro del consiglio di amministrazione del CNRS, Centre National de la Recherche Scientifique. Dal 2006 al 2008 è stato Presidente dell'Académie des sciences de l'Institut de France. Nel 2011 ha vinto, insieme a Bruce Beutler e Ralph Steinman, il Premio Nobel per la Medicina per le loro scoperte sui meccanismi di attivazione dell’immunità innata. 

“E’ per noi un grande onore - ha dichiarato il Rettore Claudio Pettinari – avere qui oggi il prof. Hoffmann. Lo ringrazio vivamente per il grande lavoro di ricerca che ha svolto nella sua carriera e per la formazione avviata per le giovani generazioni di ricercatori. Un sentito ringraziamento anche per aver accettato di essere uno dei componenti dell’Advisory Board di Unicam: il suo contributo sarà fondamentale per definire la strategia di sviluppo dell’Ateneo, con particolare attenzione alla ricerca scientifica”.
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Nella sua lectio doctoralis il prof. Hoffmann ha illustrato i suoi studi sugli insetti che hanno portato ad importanti scoperte sull’immunità innata. “Sono veramente emozionato – ha affermato - nel ricevere questo riconoscimento da un Ateneo così importante come è l’Università di Camerino. Spero di poter contribuire al meglio alle attività di Unicam”.

Nel corso della cerimonia, la laudatio è stata pronunciata dal prof Guido Favia, Direttore della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di Unicam. “Le scoperte del professor Hoffmann – ha affermato il prof. Favia – hanno avuto come conseguenza rapida e diretta una vera esplosione della ricerca sull'immunità innata, traducendosi anche nello sviluppo di nuovi metodi per prevenire e curare le malattie, ad esempio con vaccini più potenti contro le infezioni, e nei tentativi di stimolare il sistema immunitario ad attaccare i tumori. Tali scoperte sono importanti anche per comprendere perché il sistema immunitario può attaccare i nostri stessi tessuti, fornendo così indizi per un nuovo trattamento delle malattie infiammatorie. Vorrei inoltre sottolineare il ruolo del professor Hoffman come mentore: la sua encomiabile dedizione alla formazione di giovani ricercatori ha portato, infatti, alla crescita di una generazione di scienziati eccezionali, che a loro volta stanno formando altri giovani”.
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Un lavoro quello del prof. Hoffman, dedicato allo studio dei meccanismi genetici e molecolari responsabili dell'immunità innata negli insetti. Ricerche che hanno fornito nuove conoscenze sui meccanismi di difesa che gli organismi, dai più primitivi agli umani, impiegano contro agenti infettivi. Il lavoro avviato dal professor Hoffmann e dai suoi collaboratori, dimostrando la marcata conservazione dei meccanismi di difesa innati tra insetti e umani, ha portato a una rivalutazione del ruolo dell'immunità innata nei mammiferi. Più in generale, il modello della Drosophila ha permesso ai biologi di tutto il mondo di compiere notevoli progressi, non solo nella genetica dello sviluppo e nell'immunità innata, ma anche nello studio di molte patologie umane e nella comprensione dei fenomeni di memoria, comportamento, sonno e nutrizione.

Come noto, il prof. Hoffmann ha anche  accettato di far parte dell’Advisory Board di Unicam, gruppo di lavoro volontario di consultazione e di supporto alla governance di Ateneo fortemente voluto dal Rettore Claudio Pettinari.
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Al via oggi all’Università di Camerino, il convegno annuale della Società Italiana di Luce di Sincrotrone (SILS), organizzato da docenti della sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie UNICAM e dalla società SILS, in programma fino a mercoledì 11 settembre.
La società SILS rappresenta una vasta comunità scientifica italiana attiva nell'utilizzo della radiazione di sincrotrone, ovvero raggi X e radiazione ultravioletta prodotti da grandi macchine acceleratrici di particelle cariche. Sincrotroni e laser ad elettroni liberi costituiscono un strumento potente e molto versatile per lo studio delle proprietà della materia e trovano applicazione in diversi settori, quali fisica, chimica, scienze dei materiali, scienze della terra ma anche biologia, medicina e beni culturali.
Il convegno- spiega la nota dell'ateneo-  presieduto dai docenti Unicam Angela Trapananti ed Andrea Di Cicco, che attualmente ricopre anche il ruolo di Presidente della società SILS, vanta per questa edizione una numerosissima partecipazione. Oltre 100 delegati saranno presenti a Camerino nei tre giorni dell'evento. Sono previste relazioni di 18 prestigiosi invited speaker provenienti da tutta Europa ed oltre 60 interventi articolati in sessioni e micro-simposi tematici. Saranno inoltre presenti rappresentanti delle facility italiane ed europee a partecipazione italiana, che presenteranno lo stato ed i programmi di sviluppo delle sorgenti e si confronteranno con la comunità di utenti italiani. Una sessione sarà interamente dedicata a presentazioni di giovani ricercatori under 35, ovvero la nuova generazione che contribuirà al progresso della strumentazione ed allo sviluppo di nuove opportunità di utilizzo.
L'Italia ha una forte tradizione nello sviluppo di sorgenti e nell'utilizzo di luce di sincrotrone: vanta due sorgenti nazionali (a Trieste ed a Frascati) ed è membro fondatore della sorgente europea ESRF di Grenoble. Ha inoltre un ruolo di primo ordine nello sviluppo di macchine di ultima generazione, quali i laser ad elettroni liberi (FEL), con la sorgente FERMI@Eettra a Trieste e la partecipazione all'infrastruttura europea European XFEL ad Amburgo. Migliaia di ricercatori italiani utilizzano frequentemente queste e numerose altre sorgenti a livello mondiale.
La sezione di Fisica dell'Università di Camerino ha una lunga tradizione di utilizzo e sviluppo di tecniche di luce di sincrotrone fin dagli anni '80 del secolo scorso: diverse generazioni di laureati a Camerino ricoprono oggi ruoli di responsabilità di laboratori presso sorgenti nazionali ed internazionali. Inoltre numerosi ricercatori dell'ateneo impiegano la radiazione di sincrotrone nell'ambito di collaborazioni e progetti di ricerca, spesso di natura interdisciplinare.

cc dacomunicato

Lutto a Camerino.  Si è spento, dopo lunga malattia, il prof. Roberto Marassi. Professore Emerito dell’Università di Camerino e da molti anni residente con la sua famiglia in città, il prof. Marassi  era originario del mantovano. Lascia la moglie Licia Previdi, a sua volta docente scolastico e a lungo presidente dell'Avulls e, i figli Monica e Luca, da poco consigliere comunale. Al dolore della famiglia e all'unanime cordoglio della comunità camerte, si uniscono il sindaco di  Sandro Sborgia e tutti i componenti l'amministrazione comunale di Camerino.
I funerali si svolgeranno domani alle ore 15.00 nella chiesetta del Monastero di Santa Chiara. Toccante il ricordo che ne ha tratteggiato il Rettore di Unicam prof. Claudio Pettinari che, insieme alll’intera comunità universitaria, si stringe intorno alla famiglia del professore, partecipandone il dolore.
Senso di appartenenza all’Ateneo che ha sempre considerato un tutt'uno con città e territorio, hanno quotidianamente ispirato le scelte del Prof. Roberto Marassi, il cui impegno civile rimarrà testimonianza di attaccamento ai valori fondamentali che sempre hanno guidato la sua vita di uomo e di docente.

" Per noi tutti è una grande perdita - ha detto il Rettore Pettinari -. Pur essendo in pensione, il prof. Marassi si è fatto sempre sentire vicino al suo ateneo col pensiero e con l'azione. Tanto quello che ha dato all'università di Camerino mettendo a disposizione dedizione e impegno per farla crescere, nel segno dell'eccellenza della didattica e della ricerca  a cui teneva in particolare. Significativo l'insegnamento che ci lascia che è quello di fare le cose, farle per bene, premiare il merito innanzitutto e, attraverso parametri il più possibile oggettivi, trovare sempre la maniera di gratificare chi ne ha diritto e chi può contribuire alla crescita dell'ateneo. A tutti i componenti la sua famiglia va il nostro sincero e affettuoso abbraccio; sarà nostro onore testimoniarne memoria e valore attraverso iniziative legate a quei temi per i quali tanto si è speso".    

Ruoli strategici quelli ricoperti nel corso degli anni dal prof. Roberto Marassi  all'Università di Camerino, ognuno dei quali svolto con assoluta dedizione e impegno:  Prorettore vicario nel corso del mandato rettorale del prof. Ignazio Buti, delegato alla Ricerca e ai Rapporti internazionali, Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche, Coordinatore del dottorato di ricerca in Scienze Chimiche, Direttore del Centro Interdipartimentale Grandi Apparecchiature d'Ateneo e Presidente della sezione Marche della Società Chimica Italiana. A tali incarichi, il prof. Marassi ha sempre affiancato l’attività didattica e l’attività di ricerca presso il Dipartimento di Chimica, in un lavoro fatto con passione, competenza, professionalità, attenzione agli studenti ed ai giovani ricercatori,  che hanno visto in lui un importante punto di riferimento. Come scienziato, docente e ricercatore, il suo valore è stato costantemente riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale; ne sono dimostrazione  le sue numerose pubblicazioni, le partecipazioni a congressi internazionali, le collaborazioni con aziende e centri di ricerca prestigiosi. L’intera comunità scientifica è dunque in lutto nell’apprendere la triste notizia della sua scomparsa.

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Una delegazione di studenti giapponesi ha visitato questa mattina il territorio di Fiastra. Ad accoglierla il sindaco Scaficchia, il vice Castelletti e l’assessore Rossetti.  La visita degli studenti nell’entroterra marchigiano, è avvenuta nell’ambito di un avviato progetto interdisciplinare promosso dall’Università di Camerino e dalla Toyo University di Tokyo. Uno scambio di competenze, finalizzato a fornire idee e suggerimenti per la gestione del post sisma e la ricostruzione.  Interamente finanziato dall’ateneo giapponese, il progetto di durata quadriennale è al suo secondo anno di attività.
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“Il progetto è nato grazie all’importanza della Scuola di specializzazione in Diritto Civile dell’università di Camerino- spiega il direttore della Scuola prof. Lucia Ruggeri- Ogni anno ospitiamo circa 40 studenti di varie facoltà della Toyo University, scelti tra i migliori. In questi dieci giorni gli studenti monitoreranno la situazione economica e sociale delle aree colpite: stiamo incontrando le realtà sociali del territorio, dai cittadini alle istituzioni, dell’entroterra camerinese, con un occhio di riguardo ai paesi del Parco Nazionale dei monti Sibillini. Lo scopo è quello di attivare uno scambio di conoscenze che vanno dall’architettura al diritto, passando per l’ingegneria e il turismo. Già dalla prossima settimana- prosegue-  inizieremo una serie di workshop dai quali attendiamo un primo ventaglio di idee e suggerimenti da poter attivare praticamente nel nostro territori”. A promuovere il progetto la stessa prof. Lucia Ruggeri, direttore dell’unica Scuola di specializzazione in Diritto Civile in Italia; una realtà che attrae docenti da tutto il Paese.
"Uno di questi – spiega Lucia Ruggeri- ci ha messo in contatto con la Toyo University già pochi giorni dopo il sisma: da questo contatto è partito tutto”. Al seguito della delegazione di studenti sono i docenti Kazuhiko Okamoto, Sano Hiroyoshi e Tomiyasu Ryosuko della Toyo University. Per Unicam, oltre alla professoressa Ruggeri, accompagnano il gruppo giapponese i Dottori assegnatari di ricerca Federico Pascucci e Roberto Garetto e i dottorandi Josè Mans e Gerardo Ulloa.
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Tra i luoghi mèta di visita della delegazione nel territorio di Fiastra, le frazioni più ferite dal sisma, alcuni dei beni artistici più significativi danneggiati, una delle aree Sae comunali e alcuni punti panoramici del territorio. Accolti da una bellissima giornata settembrina, i ragazzi hanno concluso la mattinata con un pranzo in un agriturismo locale, per proseguire la loro visita nel territorio di Bolognola.
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Le nuove direzioni e prospettive della chimica organometallica, hanno rappresentato il focus centrale della dodicesima edizione della Scuola internazionale di Chimica organometallica che si avvia a conclusione all'Università di Camerino.
Proprio nell’occasione della giornata di apertura, alla quale ha voluto portare il suo saluto anche l'ammnistrazione comunale di Camerino rappresentata dal consigliere Riccardo Pennesi, il responsabile della Scuola prof. Claudio Pettinari, rettore dell’università di Camerino, ha voluto ripercorrerne la storia insieme ai primi passi dell’iniziativa.
“ E’ un fare memoria di quello che siamo stati soprattutto di come si è potuti arrivare a tutto questo. In realtà – dichiara il prof. Pettinari- partendo dalle persone, perché è sempre dalle persone che dobbiamo partire e, nello specifico, da quello che all’epoca era il mio professore Flavio Bonati; per la prima volta in Italia, si decise di organizzare dapprima un congresso di chimica organometallica, disciplina quasi sconosciuta ai più e soprattutto nel territorio marchigiano. L’ateneo di Camerino, decise poi di organizzare qui una Scuola permanente e molto la dice sul fatto di essere arrivati alla dodicesima edizione. Sono dunque trascorsi ben 22 anni, tutti vissuti a fianco di tantissimi docenti da tutto il mondo, professori che sono stati qui da noi e che con noi continuano a mantenere legami e che ci hanno fatto crescere. Ho dunque inteso citare proprio questo – continua il rettore-,  come la crescita del nostro gruppo sia passata attraverso questa Scuola e la possibilità di rapportarsi, di fare network e di fare rete. Un legame forte che ci ha data la possibilità di costruire progetti di ricerca all'avanguardia e soprattutto ha consentito a tanti giovani di crescere. Sono 1400 le persone che nell’arco delle dodici edizioni, si sono viste alternarsi da questa Scuola; presentando il loro lavoro, hanno condiviso le loro ricerche, ne hanno parlato a grandi ed importanti scienziati, hanno vissuto questo territorio. Un percorso stimolante che dunque- sottolinea il prof. Pettinari- ha scandito un po' ventidue anni della nostra vita universitaria. Li ricordiamo per tante cose che sono avvenute, spesso durante la Scuola ma anche prima e dopo la sua nascita e, ogni anno e ogni edizione, hanno lasciato il segno”.

Inevitabile che in un tempo così lungo di continue ricerche tante cose siano cambiate. Il futuro corre veloce anche per questo settore per certi versi molto affascinante anche per chi è totalmente digiuno della materia e di progressi e traguardi un tempo impensabili ne sono stati raggiunti moltissimi.

“ Basti pensare che per le relazioni nei convegni - spiega il rettore e prof. di Chimica Claudio Pettinari-  quelli che una volta si chiamavano lucidi oggi sono soppiantati da tecnologie assolutamente innovative che ti consentono di entrare in una molecola proiettata in realtà virtuale o aumentata tanto che con la molecola si può giocare, si può capire perfettamente la sua reattività, la sua capacità di produrre magari effetti interessanti sul corpo umano. Questi argomenti sono stati trattati anche nel corso delle quattro giornate della Scuola Internazionale di Chimica Organometallica, accentrando attenzione anche sui diversi aspetti dell'utilizzo della organometallica in ambito biomedico così come sulla possibilità che queste sostanze siano utilizzate come antitumorali, come biomateriali, come materiali antibatterici o antimicrobici ,oppure, per dispositivi. Indubbiamente c'è stata una grande evoluzione. Sentiamo sempre di più parlare di un pianeta sostenibile, di una terra sostenibile. Sui media di ogni genere è sempre più frequente  l’utilizzo dell’ accoppiata di parole Plastic free ma, bisogna anche capire che per immaginare un futuro Plastic free, dobbiamo comunque trovare dei materiali alternativi, in grado di sostituire la plastica e capire se poi questo sarà sempre possibile e, soprattutto, se potranno essere raggiunte le stesse funzioni. Ecco, la chimica organometallica può aiutarci in questo. Con il termine plastica vengono poi assemblate e demonizzate anche sostanze e materiali che invece saranno sicuramente imprescindibili però, la chimica organometallica può senz’altro servire a produrre materiali diversi in maniera Eco e in maniera bio, soprattutto anche riciclando e recuperando, perché la popolazione del pianeta è comunque crescente. Pensiamo banalmente all’incredibile aumento di dispositivi telefonici di cui non potremo sicuramente fare a meno e, all’interno dei quali, sono contenute tante parti leggere fatte di materiali polimerici e plastici  ”.
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Il Premio Nobel per la Medicina Jules Alphonse Nicolas Hoffmann riceverà la laurea honoris causa in “Biological Sciences” dall' Università di Camerino .

La cerimonia di conferimento è prevista per  mercoledì 11 settembre presso la sala convegni del Rettorato  alle ore 11.30; a tenere la laudatio sarà il l prof. Guido Favia, direttore della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria.

Immunologo francese, di origine lussemburghese, il prof. Hoffmann è direttore di ricerca e membro del consiglio di amministrazione del CNRS, Centre National de la Recherche Scientifique. Dal 2006 al 2008 è stato Presidente dell'Académie des sciences de l'Institut de France. Nel 2011 ha vinto, insieme a Bruce Beutler e Ralph Steinman, il Premio Nobel per la Medicina per le scoperte sui meccanismi di attivazione dell’immunità innata.


Il prof. Hoffmann ha inoltre accettato di far parte dell’Advisory Board di Unicam, gruppo di lavoro volontario di consultazione e di supporto alla governance di Ateneo fortemente voluto dal Rettore Claudio Pettinari.

cc- da comunicato Unicam
La sezione di Informatica dell’Università di Camerino è pronta ad accogliere la settimana della “summer school” dedicata al linguaggio Python, a conclusione della quale il 7 settembre avrà luogo l’inaugurazione del laboratorio che andrà ad arricchire in maniera stabile le dotazioni dell’ateneo.

Il Progetto Python@Camerino, si deve alla Fondazione TIM, decisa a di sostenere l’Università di Camerino nelle attività di ripresa dagli eventi sismici del 2016, per rafforzarne il ruolo nella ricerca e nella didattica, attraverso un’iniziativa che offre concrete opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. L’avvio del progetto, reso possibile dal contributo di 100.000 euro erogato attraverso un bando da Fondazione TIM, ha permesso l’organizzazione dell’edizione 2019 della Python Summer School, con l’apporto e il fondamentale impegno del gruppo di lavoro della sezione di Informatica di Unicam coordinato dal prof. Flavio Corradini, unitamente ai ricercatori di e-Lios, spin off di Unicam. Linguaggio di programmazione emergente in ambito accademico, Pyton risulta essere sempre più utilizzato dal mercato. Le esigenze di programmatori sono infatti stimate in aumento del 30% entro il 2020 e Python è tra i linguaggi più richiesti.

Grande soddisfazione per il successo del progetto, è stata espressa dal Rettore dell’Università di Camerino prof. Claudio Pettinari: “Ringrazio, a nome di tutta la comunità universitaria, la Fondazione TIM per aver voluto sostenere il nostro Ateneo attraverso il finanziamento di questo progetto che prevede azioni sia sull’offerta formativa che sulle strutture messe a disposizione dei nostri studenti, per poter fornire loro una formazione sempre più specifica e professionalizzante e spendibile nel mondo del lavoro. Unicam ha saputo trasformare le criticità sorte in seguito al sisma in opportunità e la progettualità emersa dai nostri docenti e ricercatori ha evidenziato come si possa trarre il meglio in ogni occasione e quanta competenza e creatività siano bagaglio necessario in ogni ambito”.

Giunta alla dodicesima edizione, la scuola estiva Python, oramai, attrae a livello internazionale studenti da tutto il mondo; trenta i giovani studenti universitari provenienti da Paesi quali Germania, Argentina, Polonia, Olanda, Messico, USA, Giappone, Canada e Italia che lo scorso anno vi hanno partecipato all’Università di Camerino. Altrettanti saranno gli studenti partecipanti all’edizione di quest’anno, provenienti da tutto il mondo, per una settimana di formazione alla quale interverranno esperti docenti di livello internazionale e, volta a consolidare le competenze di programmazione (utilizzo di git e GigHub, NumPy, decorator, context managers, generator e parallel programming, documentazione del software, testing, ecc) e gli skill sempre più necessari in ambito informatico come la programmazione in team

Python@Camerino - spiega la dott.ssa Loredana Grimaldi, Direttore Generale di Fondazione TIM- è un progetto emerso grazie ad un’iniziativa con cui ogni anno la Fondazione TIM da’ spazio all’espressione delle migliori energie dei colleghi del Gruppo TIM al servizio di cause socialmente utili. Tale progetto è coerente con la nostra mission di innovazione sociale e con la volontà di essere impegnati con un contributo concreto per la ripresa del territorio dopo il sisma del 2016. La formazione dei giovani nell’ambito delle tecnologie più innovative e richieste da un mercato in forte sviluppo e il respiro internazionale che l’eccellenza di un partner come Unicam ha garantito al progetto sono la migliore risposta alle difficoltà presenti e la premessa per generare un impatto positivo di medio e lungo termine, vero obiettivo di tutti i progetti con capacità trasformative”.


A tre anni dalle scosse dell'agosto 2016, i temi della ricostruzione, delle difficoltà normative e in primo luogo, della necessità di sviluppo  e di riaccendere il faro sulle zone devastate, hanno animato la serie di interventi che lo scorso sabato, si sono succeduti dalla piazza del Sottocorte village di Camerino. L' incrocio tra tradizione gastronomica e musica, grazie agli esperti del Museo delle Scienze di Unicam, ha lanciato anche un messaggio a favore di una maggiore consapevolezza civica su “eventi geologici tra passato e futuro”.
La speranza si costruisce solo se si vede che dietro c’è una progettualità - ha detto il rettore Claudio Pettinari – In un momento così difficile per tutto il Centro Italia, incredibile che nessun parlamentare abbia pronunciato la parola terremoto, né mai citato il nostro territorio. Il tema è che dobbiamo far sì che i riflettori non si spengano. La scienza aperta a tutti ci rende più consapevoli e, compito dell’università, è cercare di essere quello che è stato in 700 anni, fornendo le conoscenze che sono state messe a frutto e continuando a farlo, in un lavoro fatto insieme al territorio e alle comunità”.
Convinto della necessità di tenere vivo il problema e di rappresentarlo, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, le cui parole hanno invitato a non rassegnarsi, ad impegnarsi fattivamente, rimboccandosi le maniche, ognuno facendo per la sua parte.“ Il passato è l’insegnamento, per scrivere una nuova pagina per il futuro- ha affermato il primo cittadino-. Abbiamo l’obbligo di non dimenticare, ma anche di guardare al domani con una speranza in più; tutto dipende da ognuno di noi”.
Quella di essere comunità resilienti e reattive, capaci di riprendersi subito e di vivere la sofferenza in maniera dignitosa, sobria e concreta, è caratteristica delle popolazioni dell’Appennino. Lo ha evidenziato Daniele Salvi, capo Gabinetto della Presidenza del Consiglio regionale, sottolineando l’insospettata e inaspettata capacità reattiva della comunità di Camerino nel percorrere una via di cambiamento con tutte le sue istituzioni immediatamente all’opera, dalla diocesi al comune, dall'azienda Contram all'ospedale e col primario ruolo svolto dall’ateneo, subito al lavoro nel ristabilire l'ordinario, diventando fulcro di una serie di attività a supporto del territorio.
“Si poteva fare di più, molto è mancato ma non dimentichiamoci del tanto che è stato fatto. I vuoti ci sono ma - ha detto Salvi- in questi tre anni tanti movimenti si sono innescati, segno di una vitalità che non va smaltita e che ci dà la forza per conquistare alcune cose. Tema di fondo, è che dobbiamo tornare nell’agenda nazionale, assolutamente riconquistare la scena ed essere messi in cima alle priorità di questo Paese. Quanto al come- ha continuato – insieme alla mobilitazione che deve esserci, sono necessari un ruolo più incisivo delle istituzioni e una capacità ancora più alta di fare squadra tra di noi. Spero che il tema rientri nelle priorità programmatiche del governo che si va a ricostituire; in particolare, due i terreni sui quali la Regione è reattiva e che richiedono di fare squadra: il primo riguarda il pacchetto di emendamenti che l’ente regionale torna a proporre, chiedendo che vengano adottati:riguardano lo snellimento delle procedure, l'estensione del sisma bonus, il pagamento dei professionisti: misure tutte definite e che debbono seriamente essere prese in considerazione. Altro terreno - ha concluso-  è che non c’è ricostruzione senza sviluppo, soprattutto in aree che provengono da precedenti eventi disastrosi e già in declino, dove i tentativi fatti hanno solo drenato senza invertire. Qui  non ci può essere una logica dei due tempi che anteponga la ricostruzione allo sviluppo; necessari sono segnali forti subito, sul terreno delle opportunità, del lavoro, delle occasioni per i giovani, di mettere su famiglia, rimanere e  ritornare in queste zone. A due anni dal sisma, la Regione Marche è stata in grado di mettere in piedi un piano di ricostruzione e sviluppo che conta una rassegna di progetti cantierabili per un importo di 1 miliardo e settecento milioni e per un impatto di 10 mila nuovi occupati. Il piano è pronto con proposte concrete. Attendono solo un tavolo istituzionale, dove potersi sedere e parlarne”.


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Tre anni dalla data del 24 agosto che ha segnato l'inizio di tutta la sequenza sismica che ha devastato 4 regioni, l’occasione per fare un bilancio anche per il rettore dell’Università di Camerino prof. Claudio Pettinari. Alle successive scosse di ottobre, quelle sicuramente più distruttive e devastanti per la città di Camerino, l’ateneo ha reagito con determinazione e caparbietà, senza perdere neanche un minuto e ripristinando velocemente tutte le sue attività ordinarie. Tre anni di duro lavoro in cui si sono moltiplicati sforzi ma anche grandi soddisfazioni.
“ Le prospettive dell’oggi - afferma il rettore - sono quelle che possiamo guardare grazie al lavoro che stiamo svolgendo e con quello che, debbo dire, stiamo facendo abbastanza da soli con le nostre forze, con le nostre risorse e con i nostri dipendenti, gente che si è sacrificata che si è messa a disposizione della comunità, ci tengo a dirlo, con un grandissimo senso di responsabilità. E’ con questo senso di responsabilità che oggi siamo qui purtroppo a ricordare un evento assolutamente tragico”.
In collaborazione con il comune e col patrocinio del Consiglio regionale, proprio la sera del 24 agosto l’ateneo ha voluto offrire un’occasione per portare la scienza in piazza, curando con il Museo delle Scienze un incontro divulgativo, dedicato agli eventi sismici del passato. “ Una triste ricorrenza che abbiamo voluto ricordare in maniera compatta, con le istituzioni vicine e con le persone che sono rimaste e che vogliono continuare ad essere parte di questo territorio. Io credo –conclude il rettore- che sia il momento di iniziare a fare un primo resoconto di ciò che è stato fatto in questi tre anni, trascorsi i quali, non posso dire che tutto sia stato negativo. Abbiamo avuto diverse volte l'attenzione; io probabilmente vado un po' in controtendenza, ma debbo dire che mentre i governi che si sono succeduti spesso non ci hanno guardato con la giusta attenzione, tra l'altro ogni volta abbiamo dovuto riprendere il discorso da un governo all'altro, la Regione è stata invece abbastanza vicina all'ateneo e guardiamo a questo quarto anno accademico ancora con prospettiva di futuro
”.
C.C.

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