In occasione dei festeggiamenti legati al culto del Santo Patrono di San Severino Marche, la città si prepara alle celebrazioni, naturalmente contingentate in ragione dell’emergenza sanitaria.

Niente pubblico, dunque, e cerimoniale ridotto. Dopo la messa delle 11, celebrata dall'Arcivescovo di Camerino - San Severino Marche Francesco Massara e l’offerta dei ceri del Palio dei Castelli, nella basilica di San Lorenzo dove è custodita l’urna di San Severino Vescovo, nel pomeriggio – fa sapere l’amministrazione comunale – , sarà la volta dell’esposizione delle Torri. In Piazza del Popolo saranno dunque esposte prima le Torri che animano la rievocazione storica del Palio, quindi il Comune consegnerà un riconoscimento ai volontari che si sono distinti per i servizi resi durante la pandemia. Gli uffici comunali – concludono dall’amministrazione – resteranno chiusi.
"Non è più tempo di personalismi o fughe in avanti, ma del dialogo, del coinvolgimento e della partecipazione". Tarcisio Antognozzi, tra i protagonisti della scena politica settempedana, traccia la strada da seguire in vista della prossima tornata elettorale. Non più, dunque, frammentazione, ma "capacità progettuale e autorevolezza politica: strumenti fondamentali - dice - per affrontare con coraggio le scelte che la città dovrà operare per garantirsi un futuro".

In un quadro di "approssimazione e autoreferenzialità - prosegue Antognozzi - , il mio auspicio è quello di un ritorno alla buona politica, fatta di confronto aperto tra culture e appartenenze politiche".

Nel farlo, secondo Antognozzi, sarà fondamentale il "ruolo dei partiti, quali corsie preferenziali per garantirsi un continuo dialogo con le istituzioni gerarchicamente superiori, Provincia e Regione. Lo sviluppo della città - sottolinea - passerà attraverso un'interlocuzione continua ed efficace con la Regione Marche: dovrà essere aperto un fluido canale di comunicazione, in particolare con il presidente Acquaroli. È fondamentale - conclude Antognozzi - che San Severino recuperi anche il suo ruolo di guida rispetto a tutta la comunità dell'alta valle del Potenza, in un'ottica di sinergia con tutto il territorio".

l.c.
"Ancora troppo presto per dirlo". Lo ha detto la sindaca di San Severino, Rosa Piermattei, a proposito di una sua candidatura per le prossime elezioni amministrative.

La città settempedana andrà alle urne nel prossimo autunno ma, secondo la prima cittadina, la tornata elettorale è un evento ancora troppo distante per avere le idee chiare sul futuro. Cesare Martini, suo predecessore, e Pietro Cruciani, suo avversario cinque anni fa, la indicano come principale favorita nella corsa alla fascia tricolore, tuttavia la Piermattei non si sbilancia, e si dice ancora concentrata "sul suo lavoro di sindaco, e non sulle indiscrezioni della campagna elettorale. Vedremo - prosegue la sindaca - quali saranno gli sviluppi nei prossimi mesi. Le elezioni si terranno non prima della fine di settembre, quindi mi sembra prematuro parlare di questo. Preferisco - conclude - concentrarmi sui bisogni della città".

l.c.
“Un luogo di aggregazione e socialità, dove gli studenti potranno tornare ad avere momenti di confronto e di dialogo”. Questo quello che l’aula magna dell’ITTS “Divini” di San Severino, inaugurata stamattina, è chiamata a rappresentare. Un secondo taglio del nastro in pochi mesi, dopo quello per i laboratori a fine febbraio, nella città settempedana, che rappresenta il percorso di rinascita che la ricostruzione porta con sé.

Stavolta però, oltre alle autorità, c’erano anche gli studenti: è a loro che la scuola si rivolge e si dedica dopo un biennio difficile a causa del Covid. La nuova aula magna “arriva prima di alcune aule e della palestra – ha commentato il Dirigente provinciale per l’Ufficio Scolastico Regionale, Roberto Vespasiani – , perché racchiude in sé l’anima e il cuore di una scuola”. Gli ha fatto eco il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, che a sua volta ha usato la parola anima, quella della comunità settempedana: “Negli anni abbiamo visto una comunità forte, unita, capace di affrontare le avversità del sisma e della pandemia: questa è una grande opera perché alle spalle ha una grande anima”.

Benedizione

L’appello del Presidente Acquaroli che, come aveva promesso, ha presenziato alla cerimonia tagliando personalmente il nastro, è stato per gli studenti: “Nella vostra spensieratezza – ha detto – risiedono la responsabilità e le armi per proiettare nel futuro il nostro territorio”.

I giovani al centro della scena, dunque. Emozionata, la sindaca Rosa Piermattei ha chiesto loro di essere fieri del nuovo “Divini”: “La città tiene moltissimo alla sua scuola. È un simbolo di aggregazione, di rinascita, di futuro. Speriamo di poter attrarre tanti nuovi giovani e che questi siano fieri della loro scuola”.

Palco

La nuova aula magna ampia, luminosa, al secondo piano del nuovo edificio in Viale Mazzini, è stata poi visitata dalle autorità e dagli studenti. Quindi la benedizione del cardinale Edoardo Menichelli, che ha parlato di una riscoperta della sacralità “non nella preghiera, ma nella quotidianità. Quello che spendiamo e investiamo per la scuola è sacro, quello che facciamo per i nostri giovani è sacro. La scuola è il luogo dove l’intelligenza diventa sapienza. “Sappiate farvi sentire – il suo appello ai giovani – quando le cose non vanno: la scuola deve insegnare il dialogo tra persone diverse. La diversità è il metro di un futuro libero”.

l.c.
Profondo cordoglio a San Severino per la morte del professor Tito Livio Lucarelli. Aveva 73 anni.

Molto conosciuto e stimato in città, ha insegnato per anni chimica all’ITIS Divini di San Severino, dove per quasi venti anni è stato anche vice preside. Laureato in chimica all’Università di Camerino, ha ricoperto ruoli politici di rilievo nella città settempedana, su tutti le cariche di consigliere comunale, di cui è stato anche presidente, e di assessore.

Lascia la moglie Vittoria e due figlie.

La camera ardente è stata allestita all’ospedale di San Severino, mentre i funerali saranno celebrati nella mattinata di lunedì a Castelsantangelo di Cingoli.
“Il centrodestra correrà unito”. Sono queste le indiscrezioni confessate da Massimo Panicari in viste delle elezioni amministrative a San Severino, in programma per il prossimo autunno.

Sembrerebbero tramontate dunque le possibilità per un “governo di larghe intese”, che avrebbe visto Movimento 5Stelle, centrosinistra e centrodestra compatti e pronti al “ballottaggio” con l’attuale amministrazione Piermattei. Indizi in questo senso erano arrivati già settimana scorsa, quando Fabbrica Sanseverino – questo il nome che avrebbero scelto 5Stelle e centrosinistra per la loro proposta – ha iniziato a essere più di un’ipotesi.

Massimo Panicari, candidato sindaco per il centrodestra nel 2016 e primo dei battuti alle ultime elezioni, ha lungamente caldeggiato una soluzione trasversale: “Abbiamo tentato di trovare un’intesa, ma le trattative si sono arenate sin dalla fase dei sondaggi. Per ragioni di vedute, ma anche per le direttive di partito giunte dall’alto. Sarebbe stata una soluzione proficua – ammette – , viste le emergenze che hanno caratterizzato l’ultimo quinquennio e alcuni temi che hanno unito il consiglio comunale (ospedale e giardini Coletti, ndr). L’ipotesi è tramontata e la direzione sembra essere quella di avere un centrodestra unito come da indicazioni nazionali e regionali. Ben vengano le figure di Cesare Martini e Pietro Cruciani – conclude – , sono personalità di esperienza e cultura politica. Nonostante si siano sfilati dalla corsa alla fascia, potranno dare un grande apporto a qualsiasi fazione decidano di appoggiare”.

l.c.
"Disposto a collaborare con liste di larghe vedute". In vista delle prossime elezioni amministrative di San Severino, l’ex sindaco Cesare Martini si dice "pronto a collaborare in tema di alleanze" escludendo però di fatto la sua candidatura a sindaco. L’occhio attento di chi ha amministrato la città per due mandati, prima di lasciare il posto a Rosa Piermattei, guarda con piacere i movimenti in vista delle possibili coalizioni.

"Si vedono passi avanti rispetto a cinque anni fa - esordisce, commentando lo scenario politico che sembra ricucirsi rispetto a cinque anni fa - . Quella di Fabbrica Sanseverino ad esempio (idea lanciata da 5Stelle e centrosinistra, ndr) è senz’altro una buona iniziativa. Negli ultimi anni la politica settempedana si è persa dietro a qualche personalismo e l’eccessiva frammentazione ha portato a non avere un’opposizione seria. Oltre a questo - prosegue Martini - , le situazioni emergenziali hanno fatto sì che la sindaca Piermattei vestisse più i panni del ‘commissario’ piuttosto che del sindaco. Sono sinceramente curioso di vederla nei panni di amministratore e non in quelli di dirigente".

Poi Martini prova a pronosticare le liste: "Sicuramente vedremo correre la Piermattei che, avvantaggiata dalla frammentazione degli avversari, sembrerebbe il candidato più forte. Credo che, alla fine, centrosinistra e 5Stelle possano stare insieme. Il centrodestra potrebbe correre unito, come da dettami nazionali e regionali. A tal proposito - aggiunge - , Zura (Lega, ndr) sarà una variante. Infine le schegge impazzite potrebbero portare a una quarta lista".

l.c.
Parlare della civiltà contadina, artigianale e protoindustriale e dare luce alle testimonianze della Campagna d’Italia nella seconda guerra mondiale: sono nati per questo i due percorsi museali che sorgeranno, dal 22 maggio al 24 ottobre, al palazzo Servanzi Confidati a San Severino. La città racconta così le “Memorie di una terra”, con l’allestimento di un doppio museo: quello del Territorio e quello della Guerra.

Il Museo del Territorio, ospitato fino al terremoto in un edificio annesso alla sede dell’Istituto Venturi, nacque da una felice intuizione del preside Giuseppe Micozzi Ferri che, negli anni Novanta, iniziò a raccogliere da alcuni cittadini una serie di testimonianze storiche e documentarie. Il museo si è poi arricchito di oggetti e strumenti legati all’artigianato locale e alla civiltà protoindustriale e che ha l’obiettivo di rinforzare e tenere viva l’identità collettiva, dove rivivono i fondamenti della cultura della città.

Il Museo della Guerra, invece, è nato grazie alla donazione di padre Ivo Marchetti, frate cappuccino. Il religioso ha raccolto oltre tremila reperti del secondo conflitto mondiale e ha deciso di donarli alla città di San Severino, a cui è sempre stato unito da legami affettivi. Verrà esposto un patrimonio storico documentario che rappresenta gli avvenimenti bellici dal 1943 al 1945 e legati alla Campagna d’Italia.

Il doppio allestimento è stato curato dall’architetto Yuzzelli.

l.c.
Ascoltare e condividere i punti di vista degli imprenditori e dei lavoratori delle aree rurali marchigiane: è con questi obiettivi che questa sera, al Lanciano Forum di Castelraimondo, riparte la serie di incontri promossa da Regione Marche e Piano Sviluppo Rurale Marche. Si parlerà delle strategie da mettere in atto per dare nuovo slancio alle aree interne: le istituzioni locali e i cittadini avranno l'occasione di confrontarsi con il Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, e con il suo vice e assessore all'agricoltura, Mirco Carloni, in vista dei prossimi bandi. Potranno così essere ascoltate le loro istanze sull'utilizzo di risorse per circa 170 milioni di euro, che potranno sostenere e sviluppare un territorio colpito prima dal sisma, poi dalla pandemia.

Il sindaco di Treia, Franco Capponi, è tra quelli della Comunità Montana di San Severino che parteciperanno all'incontro. Le loro richieste riguarderanno principalmente il tema del sostegno ai giovani e alle imprese che intendono investire nel rurale, attraverso finanziamenti e infrastrutturazione: “Le aree interne hanno la vocazione delle produzione agricole di qualità – ha commentato Capponi –. Abbiamo diverse proposte da suggerire, ma il tema prinicpale è quello di dedicare alle aziende del cratere dei fondi speciali: pensiamo che sia importante sviluppare una filiera e che ci sia un'attenzione particolare per il turismo rurale. Ciclovie e investimenti nel turismo sostenibile devono essere integrati dalla presenza di aziende che producono prodotti di qualità o che si occupano di ospitalità: in quest'ottica parleremmo anche di una generale riqualificazione dei borghi delle aree interne”.

Capponi ha quindi proseguito sul sostegno ai giovani, che devono essere incentivati a rimanere sul territorio: “Il 'premio giovani' previsto dall'Unione Europea per favorire l'inserimento dei giovani nel settore dell'agricoltura dovrà essere rafforzato, con il fine di generare delle vere start-up agricole. Lo spopolamento delle aree interne deve essere contrastato anche con gli investimenti sulle infrastrutture – ha proseguito Capponi –: in questo senso la realizzazione e la manutenzione delle strade rurali è fondamentale, visto che spesso i Comuni non hanno le risorse per occuparsene direttamente. In generale – conclude – ci soffermeremo sui temi del sostegno alla zootecnia, alla produzione di qualità, ai giovani e alla infrastrutturazione di questi territori”.

l.c.
È stata accolta con gratitudine dall'intero territorio e dal presidente della onlus "L'Anello della vita" Marco Massei, la riapertura dell'hospice all'ospedale di San Severino.
"Una riapertura alla vita" l'ha definita Massei, commentando la ripresa dell'attività dedicata ai malati oncologici in programma dal 17 maggio prossimo.
Si era battuto da tempo, infatti, il presidente della onlus affinchè la pandemia non fermasse un reparto importante per il territorio: "La mia richiesta - dice - era stata anche oggetto di una pec che avevo spedito, nell'interesse dei pazienti, al presidente della Regione Acquaroli, all'assessore regionale alla Sanità Saltamartini, al sindaco Piermattedi e alla direttrice di Area Vasta 3 Corsi.
Quella di riaprire è una decisione che ci ha favorevolmente colto di sorpresa perchè temevamo che ci sarebbero maggiori ritardi. Si tratta di un reparto che viene incontro alle esigenze delicate di tanti pazienti che finora si sono dovuti curare a casa o in altre sedi. Ringraziamo - spiega - tutti coloro che si sono impegnati per sottolineare l'importanza del reparto.
Finalmente i pazienti potranno avere cure dignitose in ambiente ospedaliero".

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Marco Massei

Massei si è sempre battuto con il Comitato per la salvaguardia dell'ospedale B. Eustachio anche per quanto riguarda un problema più grande che interessa San Severino ed il territorio dell'entroterra: quello della chiusura del punto nascite: "È un nervo scoperto - ammette - . Abbiamo tanto lottato nel 2016, abbiamo raccolto 22mila firme, abbiamo fatto il ricorso al Tar e l'appello al Consiglio di Stato. Sotto il profilo giudiziario deve essere ancora discusso - prosegue - , invece sotto l'aspetto politico la giunta regionale ritenne di sopprimere un reparto che era un fiore all'occhiello dell'ospedale di San Severino e contava un numero di parti inferiore solo all'ospedale provinciale di Macerata.
A San Severino nascevano tra i 700 e gli 800 bambini l'anno: ancora abbiamo questo nervo scoperto, ma siamo fiduciosi che l'attuale amministrazione voglia essere più sensibile. In fondo il Covid, nella sua drammaticità ha insegnato anche che gli ospedali territoriali e periferici sono molto importanti e mi auguro che, nell'ottica di questa nuova visione, si giunga ad una nuova riapertura.
Servirebbe anche a riequilibrare la sproporzione che c'è oggi nell'ambito della Regione Marche dove i punti nascite si concentrano verso la costa e diminuiscono salendo verso l'interno". 

GS

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