Sarà all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale di San Severino, in calendario per mercoledì 14 aprile, la mozione che riguarda le richieste di riapertura del punto nascite dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio”. Una mozione, quella firmata dalla maggior parte dei consiglieri di minoranza, che si inserisce perfettamente nel dibattito politico che riguarda la sanità. Nei giorni scorsi l’assessore Filippo Saltamartini, insieme al sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, ha dato una decisa sterzata alla visione del piano sanitario regionale: il nuovo ospedale del capoluogo sarà costruito nella stessa sede concordata con la precedente amministrazione, ma con un numero di posti letto ridotto, da 600 a 400, dimensionandolo sulla città e non sull’idea di ospedale unico.

Unica firma mancante tra i banchi della minoranza settempedana è stata quella di Pietro Cruciani che, nonostante non abbia sottoscritto la mozione, si è detto favorevole alla linea sposata dalla Regione e alla riapertura del punto nascite: “Il buon senso prevale, secondo me: vengono salvaguardate le realtà sanitarie dell’entroterra – i presidi ospedalieri di Camerino e San Severino – oltre all’ospedale di Civitanova. Il ripristino del punto nascite è stata una grande battaglia portata avanti dal comitato cittadino. Io stesso mi sono battuto molto in passato per l’ospedale di San Severino e per quello di Camerino, anche con fatti concreti, come l’acquisto di apparecchiature. Per il punto nascite, allo stesso modo, la mia posizione è stata sempre favorevole, nella convinzione della necessità di un presidio di tale importanza per una zona già vessata dal sisma e da un impianto infrastrutturale e dei servizi non all’altezza. Tutti gli argomenti sono condivisibili, visto che il punto nascite è ritornato di attualità anche a Fabriano: i dati concordati per la chiusura dei punti nascite nel 2010 avrebbero voluto quello di San Severino ancora aperto e chiuso invece quello fabrianese. Successe il contrario, almeno fino alla chiusura, decisa dall’ex governatore Ceriscioli, anche per Fabriano. Alla luce delle decisioni in Regione sul piano sanitario è possibile rivedere le posizioni degli ospedali dell’Area Vasta 3 con ruoli ben precisi e determinati reparti”.

Nonostante l’assenza della sua firma, Cruciani ha sottolineato come in sede di voto la mozione troverà anche il suo appoggio: “Sono favorevole alla mozione, anche se non porta la mia firma – conclude Cruciani –. Penso che una mozione su questo argomento avrebbe dovuto avere l’unanimità nella presentazione, con anche la firma della maggioranza: probabilmente sarà approvata da tutto il consiglio, ma sarebbe stato meglio condividerla, senza farne rivendicazioni di parte. Credo che la mozione vada integrata alla luce delle vicende che riguardano il nuovo ospedale di Macerata: nelle sedi istituzionali andrà sostenuta l’importanza di un avamposto sanitario nell’entroterra, quale è l’ospedale di San Severino, e il ripristino del suo punto nascite. Lo si potrebbe fare in accordo con Fabriano: un unico punto nascite che servirebbe due Aree Vaste, la due e la tre, ma dislocato in due presidi”.

GS

l.c.
Passi avanti importanti per la ricostruzione pubblica a San Severino: il comune settempedano ha fatto sapere, infatti, di aver affidato l'appalto per i lavori che riguarderanno il Palazzo Comunale. In una nota è stato pubblicato l’esito della procedura negoziata, relativa all’appalto integrato per l’affidamento dei lavori di riparazione dei danni e di miglioramento sismico.

L’appalto, per un importo di quasi un milione e settecentomila euro, è stato affidato al Consorzio stabile Rennova. La società con sede a L’Aquila non è stata l'unica a presentare l’offerta: ha partecipato anche il Consorzio stabile Teramano Alchemy.

Complessivamente erano state invitate, a seguito di manifestazione pubblica d’interesse, dieci imprese. La società aggiudicataria ha praticato un ribasso prossimo al 22%.

l.c.
Con l’appoggio della Regione Marche, è partita la campagna di crowdfunding “Cinema e teatro uniti per un corto in tempo di crisi”: una raccolta fondi che finanzierà la produzione del cortometraggio “Autoritratto con Arma” di Giovanni Ortoleva e ideato dal produttore Stefano Mutolo e dalla sua Berta Film.

Un lavoro girato interamente nelle campagne settempedane, che racconta la crisi di una generazione alla ricerca della sua identità. La storia, la cui sceneggiatura porta le firme di Ortoleva e di Bartolomeo Pampaloni, vede il giovanissimo protagonista portato a forza dal padre ad una battuta di caccia, durante la quale gli si presenterà l’occasione di ribellarsi, aiutato da una natura complice nel suo processo di autodeterminazione.

Con la produzione esecutiva di Damiano Giacomelli, di YUK! Film, in collaborazione con l’Associazione Noa Noa, il lavoro ha l’intento di unire due settori, quello del cinema e quello del teatro, profondamente toccati dalla crisi pandemica e promuove una sinergia tra i due mondi della recitazione.

Nel farlo, Stefano Mutolo celebra il territorio in cui è cresciuto: “Il corto sarà interamente girato nei boschi delle montagne maceratesi e poi inviato ai maggiori festival internazionali. Grazie alla Regione Marche abbiamo avuto la possibilità di credere nel cinema, oggi più che mai, in un momento storico in cui il cinema è in crisi”.

Dopo aver vinto il bando della Regione Marche per l’audiovisivo la produzione lancia un appello per sostenere il lavoro: la campagna di crowdfunding disponibile all’indirizzo: bit.ly/3eskm2D .

Maria Cicconi

 
Una mozione che unisce tutte le forze di minoranza settempedane contro l'abbattimento e la ricostruzione del Chiosco dei giardini "Giuseppe Coletti" di San Severino Marche. È quanto presentato dai consiglieri Panicari, Lampa, Borioni e Bompadre che hanno presentato richiesta per una seduta consiliare in modo da trattare il tema.

Dal testo della mozione a firma trasversale si apprende come le minoranze si oppongano agli interventi pensati dall'amministrazione, in ragione dell'interesse storico, sociale e architettonico del chiosco. I firmatari ritengono infatti che la somma di 300mila euro che l'amministrazione ha destinato alle opere di riqualificazione dei giardini "Coletti", piuttosto che essere investita nell'abbattimento della struttura e nella sua successiva ricostruzione, potrebbe "essere utilizzata per interventi di recupero e adeguamento del chiosco esistente, oltre che per la tutela del verde presente all'interno del giardino, tra cui l'ultracentenario cedro del Libano, e dei vari giochi per bambini presenti nell'area". A supportare la mozione ci sarebbe inoltre l'interesse culturale legato alle soluzioni architettoniche pensate nella costruzione del chiosco dall'architetto Luigi Cona.

La mozione si avvale delle competenze nei poteri di indirizzo proprie del Consiglio Comunale e chiede, in definitiva, "di rivalutare l'allocazione delle risorse, derivanti dall'alienazione di un altro spazio di verde pubblico, comprendendo nel corpo dei lavori anche opere che prevedano la riqualificazione dell'intera area, e impegna l'amministrazione Piermattei a fornire le nuove linee di indirizzo al professionista incaricato dei lavori".

l.c.
L’emergenza Coronavirus non accenna a placarsi a San Severino: secondo gli ultimi dati del Gores i positivi sarebbero 89, mentre altri 66 cittadini risultano essere in quarantena. Il Sindaco Rosa Piermattei ha invitato la cittadinanza a non abbassare la guardia e a continuare a prestare la massima attenzione, con un occhio di riguardo alle fasce di popolazione più giovane, tra le più colpite dal contagio in questa fase dell’epidemia: “Non dobbiamo assolutamente ancora abbassare la guardia – sottolinea il sindaco –. I dati sui contagi sono ancora troppo elevati, è necessario prestare massima attenzione anche tra i più giovani”.

In questo scenario, cade oggi l’anniversario della prima vittima da Covid-19: un anno fa moriva Giovanni Papavero, muratore in pensione, ex volontario della Croce Rossa Italiana ed ex guardia venatoria. In occasione dell’anniversario, domenica 28 marzo, al monumento dei Caduti sul lavoro della frazione di Cesolo, si terrà una cerimonia commemorativa organizzata dal Comitato di frazione.

l.c.
Bandiere a mezz'asta anche a San Severino, dove con un minuto di silenzio alle 11 in punto, la città ha celebrato le vittime della pandemia da Covid-19 nella appena istituita Giornata nazionale in ricordo delle vittime del Covid. Oggi 18 marzo è l'anniversario del giorno in cui, un anno fa, le immagini delle bare trasportate dall'esercito nel bergamasco fecero il giro del mondo.

La prima cittadina settempedana, Rosa Piermattei, ha commentato:“La nostra comunità è stata profondamente ferita e segnata da questa emergenza sanitaria, che è anche economica e sociale, che ci è costata veramente tanto in termini di vite umane. Il tributo che abbiamo dato è stato altissimo. Oggi intendiamo per questo onorare la memoria di chi non c’è più ed essere vicini alle tante famiglie colpite da lutti drammatici che hanno strappato all’affetto dei propri cari tante e troppe persone. Ora dobbiamo trovare la forza di ricostruire i nostri legami di comunità aiutandoci l’un l’altro. In questa giornata infine – ha concluso il primo cittadino settempedano – il mio e il nostro ringraziamento va a tutti i professionisti del sistema sanitario e ai tanti volontari che hanno lavorato, e continuano a lavorare, per dare risposta alle molte richieste della popolazione”.

l.c.
Emergenza Coronavirus: contagi in aumento a San Severino, record di 90 positivi, 79 gli isolati domiciliari. Si tratta della soglia massima negli ultimi venti giorni: lo scorso 26 febbraio i positivi avevano raggiunto il minimo di 46 unità.

I numeri arrivati dal Gores sono stati diffusi dal Comune settempedano e commentati dalla prima cittadina Rosa Piermattei: “Le autorità ci dicono che in Italia raggiungeremo il nuovo picco solo nelle prossime settimane, per questo dobbiamo continuare a prestare la massima attenzione. E’ bene lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone o con gel a base alcolica, mantenere puliti gli ambienti, areare i locali, disinfettare spesso gli oggetti di uso comune, mantenere le distanze di sicurezza interpersonali, indossare sempre la mascherina ed evitare spostamenti non necessari”.

Oltre agli appelli, il sindaco ha disposto la chiusura di giardini e parchi con l’invito ad evitare di uscire di casa che torna a essere pressante negli appelli del sindaco Piermattei.

Una città scossa anche dalla morte di Risto Cekovski, 52enne di origini macedoni, sposato e padre di due figli piccoli, dipendente di un’azienda di Gagliole, deceduto sabato scorso al Covid Hospital di Civitanova Marche. Oggi l’ultimo saluto nella Chiesa di San Domenico. “Un dolore che si aggiunge al dolore di una comunità già duramente ferita dal Covid - sottolinea il sindaco, Rosa Piermattei, esprimendo vicinanza alla famiglia e in particolare alla moglie e ai figli della vittima - La morte di Risto e quella di diversi nostri concittadini invitano a non abbassare la guardia davanti a un male subdolo”.

l.c.
Terminati i lavori di manutenzione straordinaria che hanno interessato il cimitero urbano di San Michele, a San Severino, con interventi alle sepolture ipogee, interessate da tempo da infiltrazioni d’acqua.
Lavori anche alla copertura dei colombai, ai camminamenti e ai muretti, particolarmente degradati.

Le opere, per un importo complessivo di 200mila euro, hanno permesso il completo ripristino di un’ala del cimitero, quello retrostante al nucleo storico, interessata da anni da infiltrazioni d’acqua. 


GS
Il giardino storico “Giuseppe Coletti” si rifà il look.
Il Comune di San Severino Marche, in qualità di ente committente, ha pubblicato sul sito internet della centrale unica dell’Unione Montana Potenza Esino Musone, l’avviso per l’affidamento delle opere di riqualificazione che prevedono l’ampliamento del chiosco bar, per una spesa complessiva di oltre 233 mila euro, comprensiva degli oneri per la sicurezza.
Le domande di partecipazione al bando vanno presentate entro il 17 marzo prossimo. 

Anticamente chiamato “il pubblico passeggio”, il parco urbano settempedano ha assunto fin dalla seconda metà dell’Ottocento grande importanza per la vita cittadina. Nacque per  volere dell’allora sindaco in carica, Giuseppe Coletti, al quale è stato poi intitolato. Venne inaugurato ufficialmente nel 1873, dopo un anno di lavori.

Giardino Coletti

La caratteristica planimetrica del parco urbano è quella tipica di derivazione settecentesca, con gli adattamenti naturalistici operati secondi i gusti del secolo successivo: un asse centrale percorre tutto il giardino, interrotto solo una volta nella prima parte vicino all’ingresso da una grande fontana circolare, mentre ai lati si articolano, con vaga simmetria, le aiuole delimitate da rocce decorative che ricordano le concrezioni calcaree e spugnose usate in abbondanza nelle grotte artificiali e nelle decorazioni dei giardini della Firenze medicea. Ai margini, nella parte più periferica lungo via Sebastiano e l’area del tennis club, il parco perde oggi il disegno originale e le aiuole si fondono con i percorsi pedonali. In fondo all’asse centrale nel 1910 si collocava già un piccolo chiosco, affiancato a un più ampio edificio a cinque campate con ampie superfici vetrate e tavoli all’aperto.

Il parco oggi appare ben conservato con il suo ricco patrimonio arboreo tra cui un monumentale cedro del Libano con una circonferenza di quasi 5 metri. Nel corso del Novecento sono state operate diverse trasformazioni, non sempre migliorative come nel caso di quelle che hanno visto smantellare l’origine caffè liberty o rivestire la grande vasca della fontana che è stata privata anche di un bel gruppo scultoreo centrale. Del giardino storico però rimangono il pregevole patrimonio arboreo e la recinzione monumentale lungo viale Matteotti. La riqualificazione introdurrà elementi nuovi e contemporanei ma in assoluta armonia per materiali e colori con il parco storico. Elemento architettonico preminente sarà il nuovo chiosco che prenderà il posto della struttura esistente che verrà demolita per far posto a una costruzione nuova composta da un corpo principale e due corpi secondari minori.
Due giorni di sopralluoghi a Camerino, San Severino e nei paesi dell’entroterra colpiti da sisma, da parte della dirigente del Ministero della sezione patrimonio e sicurezza dei Beni Culturali, Marica Mercalli, dell’ispettore di zona Pierluigi Moriconi, insieme alla Soprintendente Marta Mazza e Paolo Iannelli, soprintendente speciale unico per le zone colpite dal sisma.
A guidarli all’interno delle strutture danneggiate, ma anche nei depositi che ospitano le opere mobili, sono stati l’arcivescovo Francesco Massara, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, l’ingegnere incaricato dalla Curia Carlo Morosi e la direttrice dei Musei Diocesani e Civici, Barbara Mastrocola.
“Una ispezione fortemente voluta dal Ministero - dice la direttrice Mastrocola - per cercare di capire quali sono le emergenze, affinchè si possano avviare le campagne di restauro dei beni”.

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Le fa eco Carlo Morosi, dal punto di vista strutturale: “Un sopralluogo per valutare lo stato di avanzamento dei beni vincolati e delle chiese passate, attraverso l’ordinanza 105, da una gestione pubblica a quella privata della diocesi. Prossimamente ci incontreremo nella conferenza permanente, quando avremo presentato i progetti, come quello della chiesa del duomo, che è in avanzato stato di completamento e pensiamo di presentarlo entro il prossimo mese di ottobre. Con il Mibact - aggiunge - discuteremo anche delle altre chiese, quelle i cui progetti sono in fase di completamento da parte dei tecnici incaricati dall’ente. Hanno dato delle scadenze e l’arcivescovo ha chiesto che vengano rispettati per dare seguito agli appalti ed agli incarichi alle imprese”.

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La visita arriva dunque a seguito della messa in sicurezza dei luoghi per guardare alla fattiva ricostruzione: “Prendiamo visione dei primi lavori di ricostruzione che stanno finalmente partendo - dice Marica Mercalli - dopo che nelle aree terremotate ci sono stati ingenti lavori di messa in sicurezza. Ora finalmente si riesce a partire con le ricostruzioni anche in base alle nuove disposizioni date dall’ufficio del Commissario straordinario Giovanni Legnini”.
Azioni in cui la Soprintendenza è parte integrante: “Accogliamo il direttore Mercalli - dice Marta Mazza - con l’obiettivo del Ministero di coordinarsi a livello territoriale e centrale per poter centrare la fase di ricostruzione. In questo modo viene fatta una verifica del grande lavoro che è stato fatto e per riuscire ad entrare fattivamente nella fase di ricostruzione. Dopo aver fatto tutte le valutazioni tecniche - conclude - ciascuno di noi, nel suo ruolo, è responsabile della tempistica che tutti i procedimenti implicano e ci attiveremo di conseguenza”.

GS

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