Dramma a Tolentino dove nel tardo pomeriggio di oggi è stato ritrovato senza vita, nella sua abitazione di viale Bruno Buozzi, un 48enne.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco ed i sanitari del 118 che, una volta entrati nell'appartamento, non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo, avvenuto da tempo: secondo l'ispezione cadaverica, infatti, l'uomo sarebbe morto non meno di 30 giorni fa. L'ultima volta che è stato visto in vita risale a fine gennaio scorso.
In serata la macabra scoperta: il 48enne è stato trovato riverso a terra, nel bagno della sua abitazione.  Un malore improvviso gli è stato fatale.

(Servizio aggiornato)





Il Sindaco Giuseppe Pezzanesi interviene in merito alla nota di Tolentino Popolare che sostiene che la spesa di 150 mila euro per l’evento del Premio Ravera sia eccesiva.

Il Sindaco si rivolge direttamente all’ex assessore alla cultura Alessandro Massi: “Ci sia permesso precisare che quando era in Giunta, il loro rappresentante non ha mai avuto nulla da obbiettare o da proporre in riferimento a tale manifestazione che ormai è riconosciuta a livello nazionale come uno dei migliori omaggi alla storia della musica leggera italiana. A conferma dell’ottima organizzazione e della qualità dell’evento, solo per citarne uno, la partecipazione di molti protagonisti della kermesse tolentinate all’edizione di quest’anno del Festival di Sanremo, sia come partecipanti che come ospiti.

Ci piace sottolineare inoltre doverosamente per onestà intellettuale e chiarezza, doti queste sconosciute a questo articolo “paglia e fieno”, che il Premio Ravera avrà splendidamente corso se non ci saranno impedimenti covid 19 e che almeno un terzo del costo previsto, come sempre, verrà ammortizzato dagli sponsor consueti e nuovi che ringraziamo fin d’ora.”

Queste le parole del primo cittadino tolentinate che prosegue: “Stiano pur tranquilli gli esponenti di Tolentino Popolare che ci preoccupiamo quotidianamente,come dimostriamo in maniera concreta della situazione delle nostre famiglie purtroppo in difficoltà e per quanto riguarda gli altri eventi, pur promuovendo un importante appuntamento come il Premio Ravera, la nostra Amministrazione comunale si è distinta per la varietà delle proposte e per il numero delle iniziative promosse durante tutto l’anno. E pandemia permettendo sarà così anche per questo 2021. I nostri investimenti sono continui anche nelle opere pubbliche, dalle strade agli impianti sportivi, tutti sistemati di recente, alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli spazi pubblici.”

Pezzanesi prosegue nella nota, rispondendo in parte anche all’associazione Città in Comune, preoccupata per la sorte dei testi della Biblioteca Filelfica chiusa per il sisma: “Riguardo alla Biblioteca Filelfica, in attesa di avviare il restauro, opera su cui stiamo lavorando, abbiamo aperto recentemente la Sala Lettura, uno spazio a disposizione degli studenti e di tutti coloro che vogliono consultare un libro.”

Il Sindaco poi cita anche gli attacchi verso la Pro Loco cittadina, difendendone l’operato: “Basta anche “sparare” sulla Pro Loco TCT, una associazione che continuamente dimostra tutte le proprie capacità organizzative, sia a fianco dell’Amministrazione che dell’intera Comunità tolentinate e i cui conti sono assolutamente a posto.”

Concludendo la nota Giuseppe Pezzanesi si rivolge nuovamente ad Alessandro Massi: ”La ripartenza, crediamo che possa prendere spunto anche e soprattutto da grandi eventi come il Premio Ravera che se sarà possibile vivrà un’altra edizione coinvolgente e capace di emozionare il pubblico delle grandi occasioni, offrendo spunti di rilancio anche per le nostre attività commerciali, oltre ad offrire un momento di puro divertimento per tutti i cittadini, italiani e non. Che non si fa e non si dice quando non ci si rassegna alla perdita di potere e si è disposti a qualsiasi cosa per riaverlo, rinnegando anche il proprio precedente operato. Cosa ci può essere peggiore di questo?”

B.O.
Appello dell'associazione Città in Comune alle istituzioni per salvaguardare il patrimonio della biblioteca Filelfica di Tolentino.
Non una critica ma una proposta su come poter mettere in salvo le opere che erano custodite nella struttura danneggiata dal sisma del 2016.

"Il patrimonio culturale della Biblioteca Filelfica è rimasto abbandonato a Palazzo Fidi - scrive l'associazione in una nota - senza che si sia provveduto alla sua tutela. I libri non sono protetti da eventuali incursioni, né dagli agenti atmosferici come umidità, polvere o altre avversità, dato che i locali da 4 anni e mezzo sono inagibili e abbandonati. 


Alla luce della legislazione vigente e delle responsabilità affidate ai possessori pubblici e privati dei beni culturali chiediamo l'immediata e non più procrastinabile messa in sicurezza del patrimonio culturale librario e archivistico, certi di essere la voce di tanti e di rappresentare il sentimento di amore verso questo bene e la preoccupazione di tutti coloro che hanno a cuore e hanno frequentato la biblioteca, ne conoscono il valore e l'importanza".

L'associazione suggerisce quindi come si potrebbe operare per la messa in sicurezza dei libri: "Tutto il materiale deve essere nell'immediato imballato, mantenendo inalterato l'ordine con cui lo stesso è stato collocato. Oltre a rispettare l'ordine di collocazione è importante mantenere distinte le diverse serie inventariali in cui sono stati catalogati e i diversi fondi che hanno una propria fisionomia legata o a una donazione o ad altre caratteristiche peculiari.
Deve essere posizionato in un locale che presenti le dovute caratteristiche per la conservazione e custodito in scatoloni poggiati ad almeno 40 cm da terra.
Tutto affidato ad una ditta specializzata".

Per poter sistemare il patrimonio in questo modo, Città in Comune, rappresentata da Barbara Salcocci e Nicola Serrani (in foto), suggerisce all'amministrazione di "trovare un contenitore adatto per la loro sistemazione che potrebbe essere l’immobile in via Colombo 22 che il Comune, con una recente Delibera, sembra intenzionato acquistare. In quei locali, anche adeguatamente protetti da furti e assicurati, il patrimonio della biblioteca potrà rimanere in custodia fino a quando finalmente si potrà disporre nuovamente dell’edificio in Largo Fidi per riaprire la biblioteca".

GS
Si chiuderanno il 30 aprile le iscrizioni al NYCO (Network Youth Choir Orchestra) Music Camp & Tour 2021 progetto di grande ambizione volto, per un verso alla realizzazione di un’orchestra e di un coro giovanili formati da bambini e adolescenti provenienti dalle realtà musicali dell'entroterra maceratese, e per l’altro a far conoscere i borghi che ospiteranno le attività.

Promosso dai Comuni di Camerino, Tolentino, Muccia e Petriolo, da numerose realtà del consistente tessuto associativo musicale del territorio, l’iniziativa vuole essere un percorso per step che, da maggio, mese nel quale gli iscritti riceveranno le parti orchestrali da studiare con il proprio docente, condurrà poi, nel mese di luglio alla fase più performativa con i laboratori in ogni comune (1-2-3-12 luglio), le prove (13 e 14 luglio) presso l’Auditorium Benedetto XIII di Camerino e il Nyco Tour dal 14 al 17 luglio che porterà i ragazzi ad esibirsi nei comuni aderenti. L’ensemble strumentale e vocale così costituita, trova nel Music Camp la possibilità di costituirsi e “lavorare” insieme per la prima volta e nel NYCO Tour l’occasione per esibirsi.

 
«Il coro e l’orchestra giovanili NYCO – spiega il Maestro Vincenzo Pierluca, coordinatore del progetto - sono la risposta efficace alla disgregazione sociale dovuta agli effetti del sisma del 2016 e della pandemia in corso. La rete di collaborazione degli istituti scolastici, musicali e degli enti pubblici che sostengono il progetto, permette un’esperienza sociale entusiasmante e culturalmente vivace di cui usufruiranno i giovani dell’alto maceratese. Oggi inizia un’esperienza formativa - continua - in cui potranno convergere anche altre collaborazioni, che crescerà negli anni segnando in modo significativo l’esistenza dei giovani che vi parteciperanno e delle istituzioni che aderiranno».

Nel Music Camp i giovani orchestrali e coristi, grazie alla guida di oltre 30 docenti di comprovata esperienza, apprenderanno e svilupperanno le competenze del suonare e cantare insieme tramite lezioni individuali, in piccolo gruppo, prove collettive e laboratori vivendo un’esperienza significativa socializzante. «Crediamo infatti – evidenzia il Maestro Pierluca – che la musica sia uno degli strumenti principali di cambiamento sociale, volano di formazione e aggregazione, in grado di andare oltre i confini comunali e ridare forza, speranza e prospettiva ad un intero territorio».

La possibilità di partecipare è aperta a bambini e ragazzi di età compresa tra i 7 e i 17 anni. Per aderire all’orchestra è necessario aver maturato competenze di base attraverso un anno di frequentazione di un corso strumentale mentre per il coro sarà necessario appartenere a cori già costituiti o volersi cimentare con il canto.  Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 30 aprile compilando la modulistica scaricabile dalla sezione “Iscrizione” del sito nyco.it e inviando la documentazione alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Accanto ai Comuni di Camerino, Muccia, Petriolo e Tolentino sono enti promotori dell'iniziativa il Centro per la Musica e le Arti Figurative –Unicam, l’Associazione Musicamdo, la Gioventù Musicale d’Italia sede di Camerino, l’Istituto Comprensivo U.Betti di Camerino, l’Associazione Musicaincontro di Muccia, il Corpo Bandistico e Majorettes Città di Petriolo, l’Istituto Musicale Vaccaj di Tolentino, l’Associazione Salvadei Banda Città di Macerata, Esyo, l’Associazione Cappella Musicale del Duomo-Coro Universitario di Camerino, la Cooperativa di Comunità CamOn.

A sostegno del Music Camp tra le tante realtà, anche il Conservatorio Statale di Musica “G.Rossini” di Pesaro, l’ARCOM – Associazione Regionale Cori Marchigiani e ANIBIMA – Associazione Nazionale delle Bande Italiane Musicali Autonome. 







"Non dobbiamo bloccare niente perchè niente è stato fatto".
Il indaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, risponde così sul rigetto della mozione presentata da Pd e 5 Stelle che chiedeva di sospendere l'iter per la realizzazione del forno crematorio in attesa che la Regione regolamenti questo sistema.

"Usare frasi a sproposito - denuncia il sindaco - , metodi arcaici di contrasto politico per qualche voto in proiezione futura, è solo strumentale. Dopo che nell'ultimo consiglio eravamo stati chiari sulla nostra posizione, sono tornati un mese dopo a chiedere di bloccare qualcosa che non è partito".

Ne fa una questione politica il primo cittadino, tanto che ricorda quanto accaduto in Regione durante il governo Ceriscioli: "Nel 2018 - dice - il centrodestra chiedeva di normare i forni crematori e, all'epoca, gli amministratori di centrosinistra dissero che era necessario un piano ma che intanto potevano essere costruiti. La sotanza è che la politica, indipendentemente dal colore, deve assumersi la sua responsabilità. Attualmente la Regione, con l'assessore Filippo Saltamartini, ha detto chiaramente che sarà realizzata una normativa in merito".

Poi l'esempio della Toscana e di altri governi di centrosinistra: "Visto che spesso la Toscana viene presa da esempio, anche sotto il profilo turistico, vorrei ricordare che conta 14 tempi crematori.
Se fossero stati dannosi per la salute, come sostiene chi sta organizzando raccolta firme e mozioni, le amministrazioni regionale e locali della Toscana non avrebbero a cuore la salute dei cittadini".

Il primo cittadino di Tolentino sottolinea l'impegno dell'amministrazione sotto il profilo ambientale: "Nella nostra città siamo votati a difendere la salute dei cittadini. A tutti diciamo, come scritto nella nostra delibera di giunta, che siamo il Comune con più attenzione alla salute, perchè abbiamo sempre scelto di stare dalla parte dell'ambiente: lo abbiamo dimostrato quando abbiamo spento l'inecenritore del Cosmari e continuiamo a farlo ribadendo l'importanza della raccolta differenziata dei rifiuti. 

Parlare di utopia e incutere terrore ai cittadini - aggiunge - , non rispondono ad un criterio di serietà, ma di politica fine a se stessa".

GS



Dal Centro teatrale Sangallo di Tolentino a Sanremo. Il lungo percorso di chi non ha mai abbandonato la sua passione per lo spettacolo e che ora diventa un esempio per tutti coloro che vivono con la magia del teatro nel cuore.

Può sembrare retorico dire che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni, ma quando c’è chi trasforma la retorica in realtà il suo esempio serve a riscattare non solo i suoi sacrifici, ma anche quelli di chi, come lui, attende di farcela.

Gianni Pera, 60 anni, di Roma, è il riscatto di tutte le persone che della propria passione non hanno potuto farne un lavoro, soprattutto se si parla di spettacolo. Un settore che, proprio nel periodo di emergenza sanitaria, è stato messo in ginocchio dalle restrizioni, mostrando ancora una volta la precarietà di chi ne ha fatta la propria vita. Ma è in questo momento difficile per molti che, invece, è arrivata l’opportunità per chi la attendeva da tanti anni, come Gianni Pera.

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Gianni Pera

Il legame del 60enne con le Marche affonda le sue radici a metà degli anni ’80, quando fu il primo insegnante di danza della scuola di teatro fondata a Tolentino da Saverio Marconi. È per questo che negli ultimi mesi tanti marchigiani si sono trovati a fare il tifo per lui: a The Voice Senior prima e sul palco dell'Ariston di Sanremo tra qualche giorno, quando si esibirà nella serata delle Cover (giovedì 4 marzo) con Gio Evan ed altri tre protagonisti del talent show, Erminio Sinni, Ann Harper ed Elena Ferretti.


“Io frequentavo a Roma la scuola di Renato Greco – racconta Gianni Pera - e mi arrivò la segnalazione che Saverio Marconi era alla ricerca di un insegnante di danza per la sua scuola che inizialmente si occupava solo di recitazione.

Già in quegli anni, infatti, la sua grande ambizione era quella di portare il musical in Italia. Entrai in contatto con lui e dopo una bella chiacchierata con Saverio Marconi e Michele Renzullo, la scuola si aprì alla danza con il mio arrivo a Tolentino. Ricordo con piacere allievi come Cesare Bocci, Gabriela Eleonori e Massimo Zenobi. Ho bellissimi ricordi legati a quel periodo”.

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Gianni Pera negli anni della sua permanenza a Tolentino

Dopo il suo ritorno a Roma Gianni Pera continua nel settore dello spettacolo fino a quando decide, per andare avanti, di custodirlo come una passione e nel frattempo intraprendere un lavoro che gli permetta di vivere: “Ammiro chi rischia scegliendo un contratto a termine in questo settore – dice - , nel mio caso, per mancanza di coraggio e di situazioni, ho optato per una scelta diversa, ma la passione per lo spettacolo non l’ho mai abbandonata”.

Ed è nel momento in cui la sua occupazione principale nel settore alberghiero subisce un tracollo, dovuto alla pandemia, che a risollevargli il morale è la sua grande passione: “Quando la mia azienda ha deciso di chiudere e chiedere per i dipendenti la cassa integrazione avevo due strade difronte: deprimermi o reagire. Ho scelto la seconda ed ho fatto bene. Ma devo dire che la carriera si fonda anche sugli incontri giusti ed io li ho avuti: posso solo ringraziare il soprano Virna Sforza che mi ha permesso di studiare e prendere lezioni con rette accessibili e, addirittura, quando per me era davvero difficile, anche gratuite”.

Ma anche dopo The voice Senior il sogno di Gianni Pera è proseguito e con lui quello di chi lo sostiene immedesimandosi nella sua tenacia: “Quando ho ricevuto la chiamata dalla Universal che mi chiedeva di affiancare un artista sul palco di Sanremo per la serata delle cover mi sembrava fosse uno scherzo – ammette - . Tanti cantanti che lo desiderano non riescono a calcare quel palco in tutta la loro carriera ed io posso dire di avercela fatta”.

Ecco dunque che la magia del teatro e quella luce che la accompagna non si spegne mai. È questo il messaggio che Gianni Pera vuole trasmettere: “Tutti quei “no”, le porte chiuse,  i “le faremo sapere”, vengono azzerati quando si raggiunge una soddisfazione così grande. Ci sono voluti tempo e la consapevolezza che il mondo dello spettacolo abbia tante situazioni parallele in cui per molti è più facile proseguire. Io posso dire di aver realizzato questo sogno sempre nel massimo della onestà”.

Giulia Sancricca

L’intervista sarà pubblicata integralmente nella prossima edizione del settimanale L’Appennino camerte e trasmessa sulle frequenze di Radio C1…inBlu lunedì alle 10.10 e alle 13.40 per “Dentro la notizia”
Rigettata dall'amministrazione di Tolentino la mozione presentata congiuntamente da Pd e Movimento 5 Stelle sul forno crematorio.
La minoranza chiedeva di attendere che la Regione stabilisse una normativa regionale, attualmente assente, per regolamentare la realizzazione dei forni crematori sul territorio marchigiano: "Chiedevamo - dice il consigliere dem Fulvio Riccio - di sospendere le attività per la relizzazione del forno cremtorio dopo che l'assessore regionale Filippo Saltamartini aveva annunciato di prendere provvedimenti per sopperire alla mancanza normativa regionale".

L'assenza del regolamento, ad oggi, permetterebbe infatti ad ogni Comune di realizzare un forno creamtorio nel proprio territorio.

"Una mozione - dice Riccio - che la maggioranza ha preferito rigettare definendola pretestuosa e polemica. In realtà così non era: prevedeva di attendere e verificare l'iter regionale e, solo dopo, prendere le opportune decisioni. Dunque è chiara la volontà di voler realizzare il forno crematorio.
Ovviamente la battaglia non si ferma qui: sia come minoranza che con tutti i movimenti che sono nati, troveremo le opportune strade per esprimere contrarietà a quanto deciso dall'amministrazione comunale".

GS





«A marzo il progetto esecutivo ed in autunno l’avvio dei lavori, per terminare il nuovo ospedale, da 16 milioni di euro, entro il 2023».

Il sindaco Giuseppe Pezzanesi ha sintetizzato così i prossimi step che riguardano il nosocomio cittadino che sarà ricostruito dopo i danni del sisma.

Una conferenza stampa a cui erano presenti anche l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, ed il responsabile tecnico dell’Area Vasta 3, Fulvia Dini, per illustrare l’iter che porterà alla nuova struttura sanitaria.

«Un progetto cominciato con la precedente amministrazione regionale - dice il primo cittadino - ma che ha avuto seguito con il nuovo esecutivo. 

L’ospedale - ha precisato - non sarà smembrato, ma avrà il ruolo che aveva prima, con qualche arricchimento sotto l’aspetto compensativo della sanità territoriale. 

Abbiamo voluto mantenere tutto il verde esistente - ha detto mostrando il rendering del progetto - e prevedere uno spazio vicino alla struttura in cui si potrà realizzare l’ampliamento della casa di riposo. Per questo spetta a noi trovare fondi ulteriori che permetteranno di avere una realtà di supporto all’Asp di Tolentino per gli ospiti con patologie trattabili nel nosocomio tolentinate».

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Infine il monito nei confronti di Area Vasta e della Regione: «Gradirei - ha concluso Pezzanesi - che i tempi fossero previsti per la realizzazione del nuovo ospedale fossero centrati e rispettati».

Fugato, dall’assessore Saltamartini, ogni dubbio su un possibile depotenziamento dell’ospedale di Tolentino: «Sul tema della sanità - ha detto -  noi ci siamo assunti la responsabilità, in campagna elettorale, di sostenere la necessità di ospedali di prossimità che devono affiancare i presidi per le eccellenze. 

Ancora non abbiamo toccato il piano sociosanitario, ma abbiamo semplicemente detto che vogliamo rafforzare la sanità territoriale, compresa Tolentino. Siamo consapevoli che un ospedale unico in provincia non sia efficiente e l’epidemia ce lo ha insegnato. 

L’ospedale di Tolentino costerà 16 milioni di euro, e si deve considerare che è la stessa cifra a disposizione della Regione per tutte le strutture regionali. Dunque in questo caso, con i fondi del sisma, è stata fatta una operazione eccellente che non sarebbe stata possibile senza la determinazione del sindaco di Tolentino. Ora dobbiamo accelerare il percorso perché, anche un solo mese, è determinante per dare un nuovo ristoro ai territori che aspettano che la sanità sia efficiente.

L’ospedale - ha concluso - diventerà il terzo nosocomio regionale in regola con l’adeguamento sismico ed antincendio che, al momento, vantano solo quelli di Ancona ed Ascoli Piceno».

Il progetto, infatti, terrà conto delle ultime emergenze, non solo del terremoto, ma anche della pandemia, come ha specificato Fulvia Dini: «Sarà in grado di far fronte ad altre eventuali emergenze sanitarie - ha detto - realizzato anche sulla base dell’esperienza Covid: con stanze dedicate e percorsi divisi. Ci siamo ripromessi di progettare un ospedale di nuova concezione - ha chiarito, specificando poi la questione della delocalizzazione temporanea della Dialisi - . Insieme al primario Sopranzi è stato deciso che la soluzione migliore per limitare i disagi ai pazienti, risparmiare denaro e snellire i tempi di realizzazione dell’ospedale, il reparto sarà temporaneamente dislocato sugli ospedali di Camerino e Macerata, in base alle esigenze di chi vive nelle due zone. Il punto di primo intervento, invece, resterà a Tolentino anche durante i lavori».

Giulia Sancricca

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Sulla scia dei risultati ottenuti da Fratelli d'Italia alle elezioni regionali, la segreteria del partito tolentinate, insieme al coordinatore provinciale Massimo Belvederesi, guardano alle elezioni amministrative della città.

"Soddisfazione - scrivono in una nota - anche per il dato ottenuto a Tolentino: 1323 voti di lista (17,1 % e esito mai ottenuto nella storia della destra politica locale) che pongono Fdi al primo posto fra i partiti del centrodestra. Da sottolineare anche i consensi per il candidato locale Francesco Pio Colosi ottenuti, sia in città 671, che in tutta la provincia di Macerata 1680".

Sono queste le basi su cui il partito di Giorgia Meloni comincerà il lavoro per le prossime elzioni amministrative con l'avvio di una campagna di ascolto e l'apertura ad un tavolo di confronto per un centrodestra unito.

"I risultati ottenuti - dice Colosi ai microfoni di radioC1...inBlu - arrivano proprio dall'ascolto che facciamo quotidianamente, soprattutto grazie alle segnalazioni, alle proposte ed alle critiche costruttive dei cittadini. Questi risultati ci proietteranno verso le elezioni della città in programma il prossimo anno. Per questo motivo noi siamo a disposizione per lavorare ad un centrodestra unito che possa proseguire il percorso cominciato nove anni fa".

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“Ti piace Tolentino? Perché non ti piace? Perché ti piace?”. Inizia così, con un questionario online proposto durante i mesi di lockdown, il progetto di Luca Domenicucci, ventiduenne tolentinate che per la tesi di laurea in progettazione grafica, ha voluto realizzare un racconto in cui emergesse anche il punto di vista dei cittadini.

Alla fine sono arrivate 400 risposte, luca ha scelto 20 frasi e, tramite la tecnica dello stencil, le ha affisse con la vernice arancio e verde in due punti strategici della città, piazza Cavour e porta Marina. “Ho cercato di riportare tra le vie del nostro paese le parole dei cittadini e i loro pensieri. Viviamo in un periodo dove l'incontro, la socializzazione, il dibattito, soprattutto nella nostra città, sta si sta perdendo sempre di più, quindi ho cercato di trovare un nuovo modo per riportare per le vie del paese, le parole e i pensieri dei cittadini, cercando di dare nuova vita alle zone di cantiere. Ho scelto di individuare nei cantieri delle “bacheche di affissioni spontanee” dove i cittadini si ritrovano mettendo in scena quelli che sono i conflitti dei pensieri comuni, o anche solamente per esternare semplici pensieri sulla città.”

Luca nella sua tesi “62029”, il prefisso della città di Tolentino, mi dice che ha scoperto l’utilità della grafica attiva, che non punta alla mera vendita di merci ma a costruire un percorso con il cittadino, raccontando i problemi della cittadinanza, mostrandoli per farli emergere. “E’ emerso che ai cittadini piace la città in cui abitano, malgrado dei difetti però piace.” Tolentino è interessata dalla ricostruzione post sisma e potenzialmente saranno molti i cantieri da animare. “Il progetto avrà un seguito anche se non ancora ben definito. Ogni volta che passo da queste parti, leggo le frasi affisse, ma non so se gli altri lo fanno, però già che siamo qui a parlarne ora, dopo sei mesi dalla laurea, vuol dire che qualcuno li ha visti, li ha letti e apprezzati, quindi di questo ne sono grato e per me è aver raggiunto uno degli obiettivi che avevo quando ho deciso di fare questa cosa”.

Chiedo a Luca se ha la consapevolezza di aver realizzato qualcosa di stimolante per i suoi concittadini o per chi visita la città. “La consapevolezza magari non ce l'ho però mi rende felice avendo solamente 22 anni, che magari persone più grandi di me comunque abbiano avuto uno stimolo dal mio lavoro, è una piccola gratificazione.”

Barbara Olmai

Approfondimenti nel prossimo numero di Appennino Camerte in uscita giovedì prossimo



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