Virus e terremoto. La riflessione sulla Pasqua del parroco di Caldarola

Giovedì, 09 Aprile 2020 09:30 | Letto 955 volte   Clicca per ascolare il testo Virus e terremoto. La riflessione sulla Pasqua del parroco di Caldarola In vista della Pasqua, una Pasqua diversa dalle altre ma che, vista lemergenza, sarà vissuta ancora più intimamente, è il parroco di caldarola don Vincenzo Finocchio a dedicare alcune considerazioni sulla straordinarietà di questa festa nel 2020.            Confronto tra le ultime due emergenze            La prima cosa che mi è venuta in mente è stata il confronto tra le due ultime emergenze che sto vivendo insieme a tanta altra gente.            Una prima situazione drammatica è stata il sisma del 2016. Il sisma aveva provocato 299 morti direttamente sotto le macerie, 365 feriti e decine di migliaia di sfollati di cui moltissimi tuttora in attesa di rientrare nelle proprie abitazioni. Aveva interessato quattro regioni nellItalia centrale: Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo.            La seconda emergenza, quella dellimprovviso irrompere nella storia delluomo del Coronavirus, ha un bilancio a livello mondiale (ancora provvisorio alle prime ore del 6 aprile 2020) ben più doloroso: quasi 70mila morti, contagiati 1milione e oltre 275mila, mentre i guariti sono appena 263mila. Il nuovo ed invisibile nemico si sta diffondendo a livello planetario con i maggiori focolai negli USA, Spagna, Italia, Germania, Francia, Cina, Iran, Regno Unito, Svizzera, Belgio, Olanda.            Se la prima situazione drammatica mi aveva chiesto tanti sacrifici e mi aveva provocato tanta paura, la seconda mi ha lasciato senza parole.            ... ma non ci hai fiaccato            Dal confronto è emersa nella mia mente e nel mio cuore una provocazione rivolta ai due eventi: «Tu, sisma, ci hai stanati dalla sicurezza delle nostre case, ma non ci hai fiaccato. Ricordi come nella prima Pasqua da terremotati siamo riusciti a celebrare la Pasqua come prima e meglio di prima? E tu, invece, temibile e invisibile Covid-19 ci hai fatti rintanare negli scantinati, nei buchi delle casette per terremotati e nelle poche case risparmiate dal terremoto, tuo complice di morte e di spavento, ma nemmeno tu ci hai fiaccato!            Hai visto come le nostre case non sono più gli alberghi dove le persone correvano affannate, uno arrivava e laltro partiva consumando un piatto spesso freddo in solitudine? Hai notato come nei condomini uno non conosceva nemmeno il vicino dello stesso pianerottolo o nelle strade non sapeva nemmeno il cognome della famiglia vicina?            Hai osservato che la famiglia cristianamente enfatizzata come chiesa domestica era un rudere di cui appena si intravvedevano le fondamenta? Hai visto come le famiglie da te condannate agli arresti domiciliari hanno riscoperto abbracci e baci; hanno segato le sbarre alle finestre e rotto i vetri dei balconi per salutarsi, cantare; hanno spalancato le porte blindate e si sono scambiate pasti e dolcetti; hanno azzittito lo strillone elettronico ed hanno abitato il deserto quaresimale nella preghiera? Ah in tema di preghiera, hai reso deserte le chiese, ma hai notato come tutti si sono beffati di te con telefonini e tante risorse on line?            Sai che hai fatto nascere una schiera di eroi? Ascolta quanto ha detto papa Francesco specialmente ai giovani che sono il presente dellumanità: «Guardate ai veri eroi, che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno sé stessi per servire gli altri».            Buona e santa Pasqua lontani, ossia vicini!Vincenzo Finocchio
In vista della Pasqua, una Pasqua diversa dalle altre ma che, vista l'emergenza, sarà vissuta ancora più intimamente, è il parroco di caldarola don Vincenzo Finocchio a dedicare alcune considerazioni sulla straordinarietà di questa festa nel 2020.
          
  Confronto tra le ultime due emergenze

            La prima cosa che mi è venuta in mente è stata il confronto tra le due ultime emergenze che sto vivendo insieme a tanta altra gente.

            Una prima situazione drammatica è stata il sisma del 2016. Il sisma aveva provocato 299 morti direttamente sotto le macerie, 365 feriti e decine di migliaia di sfollati di cui moltissimi tuttora in attesa di rientrare nelle proprie abitazioni. Aveva interessato quattro regioni nell'Italia centrale: Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo.

            La seconda emergenza, quella dell'improvviso irrompere nella storia dell'uomo del Coronavirus, ha un bilancio a livello mondiale (ancora provvisorio alle prime ore del 6 aprile 2020) ben più doloroso: quasi 70mila morti, contagiati 1milione e oltre 275mila, mentre i guariti sono appena 263mila. Il nuovo ed invisibile nemico si sta diffondendo a livello planetario con i maggiori focolai negli USA, Spagna, Italia, Germania, Francia, Cina, Iran, Regno Unito, Svizzera, Belgio, Olanda.

            Se la prima situazione drammatica mi aveva chiesto tanti sacrifici e mi aveva provocato tanta paura, la seconda mi ha lasciato senza parole.

            "... ma non ci hai fiaccato"

            Dal confronto è emersa nella mia mente e nel mio cuore una provocazione rivolta ai due eventi: «Tu, sisma, ci hai stanati dalla sicurezza delle nostre case, ma non ci hai fiaccato. Ricordi come nella prima Pasqua da terremotati siamo riusciti a celebrare la Pasqua come prima e meglio di prima? E tu, invece, temibile e invisibile Covid-19 ci hai fatti rintanare negli scantinati, nei buchi delle casette per terremotati e nelle poche case risparmiate dal terremoto, tuo complice di morte e di spavento, ma nemmeno tu ci hai fiaccato!

            Hai visto come le nostre case non sono più gli alberghi dove le persone correvano affannate, uno arrivava e l'altro partiva consumando un piatto spesso freddo in solitudine? Hai notato come nei condomini uno non conosceva nemmeno il vicino dello stesso pianerottolo o nelle strade non sapeva nemmeno il cognome della famiglia vicina?

            Hai osservato che la famiglia cristianamente enfatizzata come "chiesa domestica" era un rudere di cui appena si intravvedevano le fondamenta? Hai visto come le famiglie da te condannate agli arresti domiciliari hanno riscoperto abbracci e baci; hanno "segato" le sbarre alle finestre e "rotto" i vetri dei balconi per salutarsi, cantare; hanno spalancato le porte blindate e si sono scambiate pasti e dolcetti; hanno azzittito lo strillone elettronico ed hanno abitato il "deserto quaresimale" nella preghiera? Ah in tema di preghiera, hai reso deserte le chiese, ma hai notato come tutti si sono beffati di te con telefonini e tante risorse "on line"?

            Sai che hai fatto nascere una schiera di eroi? Ascolta quanto ha detto papa Francesco specialmente ai giovani che sono "il presente dell'umanità": «Guardate ai veri eroi, che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno sé stessi per servire gli altri».

            Buona e santa Pasqua "lontani, ossia vicini"!

Vincenzo Finocchio

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