La chiamata "gioiosa" di suor Divina

Mercoledì, 03 Agosto 2016 17:53 | Letto 1258 volte   Clicca per ascolare il testo La chiamata "gioiosa" di suor Divina Martedì 2 agosto, nella comunità delle Sorelle Missionarie dell’Amore di Cristo, Suor Divina Gadiane ha emesso i suoi primi voti religiosi di castità, povertà e obbedienza, nella cappellina del Seminario San Paolo in San Severino dove la comunità risiede; la celebrazione, presieduta dal nostro Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, è stato un momento di grande gioia per tutta la comunità e in particolare per Suor Divina che con la sua giovane età ed entusiasmo ha dato testimonianza che è bello ed è possibile donare al Signore la propria vita in una forma come quella religiosa che spesso fa paura ai giovani perché sembra che tolga qualcosa alla propria felicità; ma invece, come diceva il Vangelo scelto per tale celebrazione, il Signore dà cento volte tanto e la vita eterna a chi avrà lasciato tutto per Lui. L’Arcivescovo ha ricordato a Suor Divina che nel vivere la sua vocazione deve continuare a dare fiducia a chi l’accompagna, alla Comunità a cui ha promesso obbedienza, agli eventi, alle persone a cui si donerà, fidarsi perché possa ogni giorno discernere la volontà di Dio nella sua vita. Inoltre ha ricordato la particolarità del vivere da consacrata nel diventare madre non in un contesto particolare che è quello familiare, ma in un modo che abbraccia tutti sentendoli propri figli. Hanno condiviso questo momento di preghiera e di festa le persone più strette a Suor Divina e in particolare i giovani dell’Azione Cattolica con cui, in questi anni di formazione, la neo professa ha vissuto le prime esperienze di apostolato; e poi anche alcuni giovani che in questi giorni hanno condiviso insieme la Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia. È stato un momento veramente commovente soprattutto alla lettura della professione dei voti, la commozione di Suor Divina non hanno fatto trattenere le lacrime di gioia di tutti i partecipanti; trovarsi oggi di fronte a una giovane ragazza che con il suo entusiasmo desidera spendersi totalmente per il Signore in questa forma di vita, lascia nel cuore dei giovani ammirazione ma anche una domanda sulla possibilità reale che il Signore ancora oggi chiama e che potrebbe essere per tutti tale chiamata. “Un primo passo nella vita consacrata al termine di un lungo cammino – le parole di suor Divina – Ringrazio il Signore per aver messo sulla mia strada persone che mi hanno assistito e accompagnato lungo la strada. Le mie sono state lacrime di commozione, ma soprattutto di gioia”. Le Sorelle Smac ringraziano il Signore perché Suor Divina è un dono per loro ma anche per tutta la Chiesa e in particolare quella locale diocesana dove la neoprofessa sarà chiamata a portare l’Amore di Cristo nella loro forma specifica che è quella della comunione e condivisione. “Ringraziamo il Signore per il dono di Divina – così la madre superiora suor Nanda – un fiore sbocciato tra i nostri bambini. Una delle prime ad entrare nella nostra casa di accoglienza nelle Filippine, Divina è cresciuta con noi per poi fare la sua scelta di consacrazione”.

Martedì 2 agosto, nella comunità delle Sorelle Missionarie dell’Amore di Cristo, Suor Divina Gadiane ha emesso i suoi primi voti religiosi di castità, povertà e obbedienza, nella cappellina del Seminario San Paolo in San Severino dove la comunità risiede; la celebrazione, presieduta dal nostro Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, è stato un momento di grande gioia per tutta la comunità e in particolare per Suor Divina che con la sua giovane età ed entusiasmo ha dato testimonianza che è bello ed è possibile donare al Signore la propria vita in una forma come quella religiosa che spesso fa paura ai giovani perché sembra che tolga qualcosa alla propria felicità; ma invece, come diceva il Vangelo scelto per tale celebrazione, il Signore dà cento volte tanto e la vita eterna a chi avrà lasciato tutto per Lui. L’Arcivescovo ha ricordato a Suor Divina che nel vivere la sua vocazione deve continuare a dare fiducia a chi l’accompagna, alla Comunità a cui ha promesso obbedienza, agli eventi, alle persone a cui si donerà, fidarsi perché possa ogni giorno discernere la volontà di Dio nella sua vita. Inoltre ha ricordato la particolarità del vivere da consacrata nel diventare madre non in un contesto particolare che è quello familiare, ma in un modo che abbraccia tutti sentendoli propri figli. Hanno condiviso questo momento di preghiera e di festa le persone più strette a Suor Divina e in particolare i giovani dell’Azione Cattolica con cui, in questi anni di formazione, la neo professa ha vissuto le prime esperienze di apostolato; e poi anche alcuni giovani che in questi giorni hanno condiviso insieme la Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia. È stato un momento veramente commovente soprattutto alla lettura della professione dei voti, la commozione di Suor Divina non hanno fatto trattenere le lacrime di gioia di tutti i partecipanti; trovarsi oggi di fronte a una giovane ragazza che con il suo entusiasmo desidera spendersi totalmente per il Signore in questa forma di vita, lascia nel cuore dei giovani ammirazione ma anche una domanda sulla possibilità reale che il Signore ancora oggi chiama e che potrebbe essere per tutti tale chiamata. “Un primo passo nella vita consacrata al termine di un lungo cammino – le parole di suor Divina – Ringrazio il Signore per aver messo sulla mia strada persone che mi hanno assistito e accompagnato lungo la strada. Le mie sono state lacrime di commozione, ma soprattutto di gioia”. Le Sorelle Smac ringraziano il Signore perché Suor Divina è un dono per loro ma anche per tutta la Chiesa e in particolare quella locale diocesana dove la neoprofessa sarà chiamata a portare l’Amore di Cristo nella loro forma specifica che è quella della comunione e condivisione. “Ringraziamo il Signore per il dono di Divina – così la madre superiora suor Nanda – un fiore sbocciato tra i nostri bambini. Una delle prime ad entrare nella nostra casa di accoglienza nelle Filippine, Divina è cresciuta con noi per poi fare la sua scelta di consacrazione”.

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