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Sisma: L'arcidiocesi di Camerino- San Severino Marche, la prima d'Italia ad attivare un'Unità di Crisi

Mercoledì, 31 Agosto 2016 20:22 | Letto 4193 volte   Clicca per ascolare il testo Sisma: L'arcidiocesi di Camerino- San Severino Marche, la prima d'Italia ad attivare un'Unità di Crisi Un duro colpo dal sisma del 24 agosto per l’arcidiocesi di Camerino San Severino Marche. Gran parte delle chiese sono inagibili e i danni subìti sono maggiori rispetto a quelli del terremoto del 1997. Molti degli edifici sacri, in seguito a quelle scosse, erano già stati restaurati. Prima in Italia, l’arcidiocesi ha attivato da pochi giorni una Unità di Crisi diocesana per il controllo e salvaguardia dei suoi beni.. “ Il bilancio degli effetti di questo sisma -afferma l’architetto Luca Maria Cristini direttore dellUfficio beni culturali dellarcidiocesi -è davvero disastroso. Abbiamo avuto danni gravissimi Stiamo lavorando di stretto controllo e contatto con lunità di crisi regionale attivata allinterno del Ministero dei Beni Culturali nel segretariato marchigiano, dove siede, in qualità di rappresentante di tutte le diocesi, il prof. Giuseppe Cucco”. “C’è da dire – spiega l’architetto - che la nostra diocesi è stata la prima in Italia ad attivare una Unità di Crisi che vede presenti larcivescovo Brugnaro, me come direttore dellufficio beni culturali, i direttori dei musei e gli archivi delle biblioteche, il prof. Pierluigi Falaschi direttore unico della Rete museale, tutti i vicari (per cui tutto il territorio diocesano è rappresentato in questo tavolo di lavoro), più tre docenti universitari che larcivescovo ha individuato come esperti di materie ingegneristiche e architettoniche e di aspetti geologici legati alle fondazioni. L’unità di crisi (che prevede al suo interno anche l’economo e il vicario generale in assenza dell’arcivescovo con funzione di coordinamento), avrà il ruolo di gestire tutta la raccolta delle segnalazioni di danno, di stabilire un dialogo permanente con l’Unità di Crisi regionale e, con essa, pianificare sia il rilevamento del danno, che ogni altra opera provvisionale di emergenza, per la messa in sicurezza che dovesse rivelarsi necessaria. A questo proposito- sottolinea Cristini- segnalo tre interventi di coordinamento già effettuati. Di questi, in primo luogo, un sopralluogo effettuato nella chiesa di santa Maria in via a Camerino, dove in realtà ci aspettavamo una risposta maggiore dei lavori effettuati dopo il sisma del 1997 direttamente dalla Sovrintendenza sull’edificio che invece si è dimostrato gravemente danneggiato e ovviamente inagibile. Un altro intervento – continua il direttore Cristini- ci ha permesso a Torricchio, in una chiesa del comune di Pievetorina, di far regredire l’ordinanza di abbattimento del campanile che il comune aveva già notificato e che la Sovrintendenza ha chiesto di revocare immediatamente, e, impegnandosi nel più breve tempo possibile a inviare sul posto delle squadre per mettere in sicurezza il campanile. Ultimo intervento, ha riguardato il caso eclatante del Museo di Visso, ospitato nella chiesa di sant’Agostino e su cui grava la spada di Damocle del pesante e gigantesco campanile a vela che rischia di crollare sopra la stanza nella quale sono conservate le preziosissime oreficerie che provengono dalla Collegiata di Visso e dal Santuario di Macereto. All’interno del museo sono anche conservati i celeberrimi manoscritti leopardiani, compresa la più toccante lirica del poeta di Recanati che è l’Infinito. Quindi adesso, come prima, cosa verrà fatto un intervento sul campanile per mettere in sicurezza l’edificio e la zona”

Un duro colpo dal sisma del 24 agosto per l’arcidiocesi di Camerino San Severino Marche. Gran parte delle chiese sono inagibili e i danni subìti sono maggiori rispetto a quelli del terremoto del 1997. Molti degli edifici sacri, in seguito a quelle scosse, erano già stati restaurati. Prima in Italia, l’arcidiocesi ha attivato da pochi giorni una Unità di Crisi diocesana per il controllo e salvaguardia dei suoi beni..

“ Il bilancio degli effetti di questo sisma -afferma l’architetto Luca Maria Cristini direttore dell'Ufficio beni culturali dell'arcidiocesi -è davvero disastroso. Abbiamo avuto danni gravissimi

Stiamo lavorando di stretto controllo e contatto con l'unità di crisi regionale attivata all'interno del Ministero dei Beni Culturali nel segretariato marchigiano, dove siede, in qualità di rappresentante di tutte le diocesi, il prof. Giuseppe Cucco”.

“C’è da dire – spiega l’architetto - che la nostra diocesi è stata la prima in Italia ad attivare una Unità di Crisi che vede presenti l'arcivescovo Brugnaro, me come direttore dell'ufficio beni culturali, i direttori dei musei e gli archivi delle biblioteche, il prof. Pierluigi Falaschi direttore unico della Rete museale, tutti i vicari (per cui tutto il territorio diocesano è rappresentato in questo tavolo di lavoro), più tre docenti universitari che l'arcivescovo ha individuato come esperti di materie ingegneristiche e architettoniche e di aspetti geologici legati alle fondazioni. L’unità di crisi (che prevede al suo interno anche l’economo e il vicario generale in assenza dell’arcivescovo con funzione di coordinamento), avrà il ruolo di gestire tutta la raccolta delle segnalazioni di danno, di stabilire un dialogo permanente con l’Unità di Crisi regionale e, con essa, pianificare sia il rilevamento del danno, che ogni altra opera provvisionale di emergenza, per la messa in sicurezza che dovesse rivelarsi necessaria. A questo proposito- sottolinea Cristini- segnalo tre interventi di coordinamento già effettuati. Di questi, in primo luogo, un sopralluogo effettuato nella chiesa di santa Maria in via a Camerino, dove in realtà ci aspettavamo una risposta maggiore dei lavori effettuati dopo il sisma del 1997 direttamente dalla Sovrintendenza sull’edificio che invece si è dimostrato gravemente danneggiato e ovviamente inagibile. Un altro intervento – continua il direttore Cristini- ci ha permesso a Torricchio, in una chiesa del comune di Pievetorina, di far regredire l’ordinanza di abbattimento del campanile che il comune aveva già notificato e che la Sovrintendenza ha chiesto di revocare immediatamente, e, impegnandosi nel più breve tempo possibile a inviare sul posto delle squadre per mettere in sicurezza il campanile. Ultimo intervento, ha riguardato il caso eclatante del Museo di Visso, ospitato nella chiesa di sant’Agostino e su cui grava la spada di Damocle del pesante e gigantesco campanile a vela che rischia di crollare sopra la stanza nella quale sono conservate le preziosissime oreficerie che provengono dalla Collegiata di Visso e dal Santuario di Macereto. All’interno del museo sono anche conservati i celeberrimi manoscritti leopardiani, compresa la più toccante lirica del poeta di Recanati che è l’Infinito. Quindi adesso, come prima, cosa verrà fatto un intervento sul campanile per mettere in sicurezza l’edificio e la zona”

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