"Impariamo a dire grazie". L'arcivescovo Massara inizia la sua missione nella diocesi di Camerino - San Severino

scritto Domenica, 21 Ottobre 2018

E’ arrivato con qualche minuto di anticipo rispetto al programma ufficiale davanti alla basilica di San Venanzio, dove erano state poste le reliquie del patrono di Camerino con le confraternite della città a fare da corona, mons. Francesco Massara che, accolto dal suo predecessore Francesco Giovanni Brugnaro, ha dato avvio con la preghiera davanti all’urna alla cerimonia di inizio del suo ministero episcopale nella diocesi camerte – settempedana. Quindi, scortato dai vigili del fuoco, l’arcivescovo ha visitato la basilica di San Venanzio, fermandosi “emozionato più che nel giorno della mia ordinazione – ha confessato mons. Massara – davanti alla statua argentea di san Venanzio, per poi proseguire verso la sede Contram, nel quartiere Le Mosse, dove si è svolto il momento ufficiale dei saluti con le autorità, presenti, oltre ai sindaci delle due città principali dell’arcidiocesi, Camerino e San Severino Marche, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il prefetto di Macerata Iolanda Rolli, il rettore dell’università di Camerino Claudio Pettinari, i primi cittadini del territorio della diocesi.

sindaci

 

“Benvenuto don Franco – le parole di saluto del sindaco di Camerino Pasqui – Accogliere, un verbo meraviglioso che raccoglie diversi significati, ma che per noi oggi è difficile pronunciare. Perchè se è vero che l’accoglienza rientra nella nostra tradizione, nella nostra storia e nel nostro animo, è altrettanto vero che oggi, per questioni evidenti che sono sotto gli occhi di tutti, accoglienti non possiamo esserlo, almeno materialmente, visto lo stato dei nostri luoghi. L’animo, però, non tiene conto dei luoghi materiali e, quindi, il sentimento è quello della gioia per il suo arrivo tra noi e dell’apertura assoluta”.

“Carissimo don Franco – con tono confidenziale si è rivolta al nuovo arcivescovo il sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei – mi permetto di rivolgermi a lei in modo così informale perchè lei stesso si è rivolto a noi con semplicità, con un approccio umile ed empatico che ci ha sorpreso e ci ha aperto il cuore. Mi rivolgo a lei con profondo spirito di accoglienza e animo pieno di speranza nella certezza che saprà raccogliere al meglio il prestigioso testimone dell’opera del suo predecessore monsignor Francesco Giovanni Brugnaro. La nostra terra ha profonde radici cristiane, testimoniate da tantissimi segni della fede popolare, una fede semplice e radicata nel cuore della nostra gente. Gente laboriosa e schiva, gente determinata e profondamente innamorata di questi luoghi che anche lei, ne siamo certi, imparerà presto ad apprezzare”.

Non sono mancati, pur nell’ufficialità, “simpatici” fuori programma, come quando mons. Massara si è alzato per raccogliere fogli caduti a terra o per sistemare il microfono per permettere a tutti di ascoltare le parole che venivano pronunciate. Poi anche uno strappo al programma quando l’arcivescovo Massara ha preso la parola per rivolgere il suo primo saluto ai presenti. “Muovendo con emozione e trepidazione i primi passi in questa vostra terra ricca di arte, di storia e di fede – il saluto dell’arcivescovo Francesco – sento vivo nel mio cuore il bisogno di manifestare la mia più piena disponibilità a collaborare con voi per il bene comune dell’intero popolo a noi affidato”. Quindi il trasferimento processionale, con in testa gli arcivescovi Francesco Giovanni e Francesco all’auditorium Benedetto XIII, per l’occasione divenuto chiesa cattedrale, dove si è svolta la solenne concelebrazione, con la presenza del cardinale Edoardo Menichelli, di 12 vescovi e di circa 80 sacerdoti, di inizio del ministero episcopale di mons. Massara con il commovente momento della consegna, da parte di mons. Brugnaro, del pastorale al suo successore, ora ufficialmente arcivescovo e guida della diocesi di Camerino – San Severino Marche.

massara brugnaro

auditorium

  Clicca per ascolare il testo "Impariamo a dire grazie". L'arcivescovo Massara inizia la sua missione nella diocesi di Camerino - San Severino scritto Domenica, 21 Ottobre 2018 E’ arrivato con qualche minuto di anticipo rispetto al programma ufficiale davanti alla basilica di San Venanzio, dove erano state poste le reliquie del patrono di Camerino con le confraternite della città a fare da corona, mons. Francesco Massara che, accolto dal suo predecessore Francesco Giovanni Brugnaro, ha dato avvio con la preghiera davanti all’urna alla cerimonia di inizio del suo ministero episcopale nella diocesi camerte – settempedana. Quindi, scortato dai vigili del fuoco, l’arcivescovo ha visitato la basilica di San Venanzio, fermandosi “emozionato più che nel giorno della mia ordinazione – ha confessato mons. Massara – davanti alla statua argentea di san Venanzio, per poi proseguire verso la sede Contram, nel quartiere Le Mosse, dove si è svolto il momento ufficiale dei saluti con le autorità, presenti, oltre ai sindaci delle due città principali dell’arcidiocesi, Camerino e San Severino Marche, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il prefetto di Macerata Iolanda Rolli, il rettore dell’università di Camerino Claudio Pettinari, i primi cittadini del territorio della diocesi.   “Benvenuto don Franco – le parole di saluto del sindaco di Camerino Pasqui – Accogliere, un verbo meraviglioso che raccoglie diversi significati, ma che per noi oggi è difficile pronunciare. Perchè se è vero che l’accoglienza rientra nella nostra tradizione, nella nostra storia e nel nostro animo, è altrettanto vero che oggi, per questioni evidenti che sono sotto gli occhi di tutti, accoglienti non possiamo esserlo, almeno materialmente, visto lo stato dei nostri luoghi. L’animo, però, non tiene conto dei luoghi materiali e, quindi, il sentimento è quello della gioia per il suo arrivo tra noi e dell’apertura assoluta”. “Carissimo don Franco – con tono confidenziale si è rivolta al nuovo arcivescovo il sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei – mi permetto di rivolgermi a lei in modo così informale perchè lei stesso si è rivolto a noi con semplicità, con un approccio umile ed empatico che ci ha sorpreso e ci ha aperto il cuore. Mi rivolgo a lei con profondo spirito di accoglienza e animo pieno di speranza nella certezza che saprà raccogliere al meglio il prestigioso testimone dell’opera del suo predecessore monsignor Francesco Giovanni Brugnaro. La nostra terra ha profonde radici cristiane, testimoniate da tantissimi segni della fede popolare, una fede semplice e radicata nel cuore della nostra gente. Gente laboriosa e schiva, gente determinata e profondamente innamorata di questi luoghi che anche lei, ne siamo certi, imparerà presto ad apprezzare”. Non sono mancati, pur nell’ufficialità, “simpatici” fuori programma, come quando mons. Massara si è alzato per raccogliere fogli caduti a terra o per sistemare il microfono per permettere a tutti di ascoltare le parole che venivano pronunciate. Poi anche uno strappo al programma quando l’arcivescovo Massara ha preso la parola per rivolgere il suo primo saluto ai presenti. “Muovendo con emozione e trepidazione i primi passi in questa vostra terra ricca di arte, di storia e di fede – il saluto dell’arcivescovo Francesco – sento vivo nel mio cuore il bisogno di manifestare la mia più piena disponibilità a collaborare con voi per il bene comune dell’intero popolo a noi affidato”. Quindi il trasferimento processionale, con in testa gli arcivescovi Francesco Giovanni e Francesco all’auditorium Benedetto XIII, per l’occasione divenuto chiesa cattedrale, dove si è svolta la solenne concelebrazione, con la presenza del cardinale Edoardo Menichelli, di 12 vescovi e di circa 80 sacerdoti, di inizio del ministero episcopale di mons. Massara con il commovente momento della consegna, da parte di mons. Brugnaro, del pastorale al suo successore, ora ufficialmente arcivescovo e guida della diocesi di Camerino – San Severino Marche.

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