Anselmi elezionI M. s. martino

 

Notizie religiose nelle Marche
Lunedì, 25 Marzo 2019 12:28

Più di 8000 fedeli per Papa Francesco

Circa 8mila i fedeli presenti a Loreto per salutare l’arrivo del Santo Padre tra piazza della Madonna e via Sisto V. Durante la mattinata, dopo la Santa Messa tenuta all’interno della Santa Casa è stata firmata la lettera post-sinodale ai giovani, una lettera in spagnolo. La firma ha creato ancora maggior attesa da parte soprattutto dei giovani che attendono ormai la pubblicazione del documento. Il "Cristus Vivit”, così è stato intitolato, sarà reso pubblico il 2 aprile. Il documento è una esortazione che si rivolge anche a tutti i fedeli benché si tratti di un dialogo rivolti ai giovani. Attraverso loro il Papa vuole che si affrontino tutte le questioni di Dio. La firma avvenuta oggi è qualcosa di straordinario poiché solitamente fatti di questo genere avvengono in Vaticano.

Papa Francesco è il quattordicesimo pontefice in visita a Loreto ed il primo ad aver celebrato la messa all'interno della Santa Casa. Questo non avveniva da 162 anni. Legare Loreto, la basilica e la firma del documento del Sinodo sui giovani, ha un valore molto profondo.

Ad accompagnare in tutta la sua permanenza il Santo Padre, l'arcivescovo delegato pontificio Fabio Dal Cin: "Grazie - ha detto - di aver scelto la Santa Casa per firmare il documento post sinodale e per aver voluto che il Centro Giovanni Paolo II ne diventi luogo di concreta attuazione: e lì ogni giovane si senta a casa".

Papa Francesco ha esordito con l'ormai consueto "Buongiorno" rivolto a tutti i fedeli che hanno inonandato la piazza della Madonna: "In quest'oasi di silenzio e di pietà vengono tanti, dall'Italia e da ogni parte del mondo, per attingere forza e speranza. penso in particolare ai giovani, alle famiglie, ai malati. La Santa Casa è la casa dei giovani e per questo ho voluto firmare qui l'Esortazione apostolica frutto del sinodo dedicato ai giovani. la Santa Casa - ha detto - è anche la casa della famiglia e dei malati. ogni famiglia qui trova accoglienza, ispirazione a vivere la propria identità. E qui sono accolti anche coloro che soffrono nwl corpo e nello spirito. La casa e la famiglia sono la prima cura del malato nell'amarlo, sostenerlo, incoraggiarlo e prendersene cura".

servizio in aggiornamento

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Da un'idea dell'Associazione "Amore per Amore" di Camerino e del Prof. Giuseppe Capriotti dell'Università di Macerata, l’iniziativa di pellegrinaggi e incontri volti a favorire la conoscenza di una piccola parte della vita di Santa Camilla Battista Varano, dal punto di vista storico e religioso.

Il primo appuntamento “Sulle tracce di Santa Camilla Battista Varano nei luoghi della sua vita”, è previsto domenica 7 aprile 2019 con la visita di Urbino, del palazzo ducale, del museo, del centro storico e del monastero di Santa Chiara, quello stesso monastero in cui Camilla entrò per vivere la Regola di santa Chiara prendendo il nome di Suor Battista. La visita prevede anche un momento spirituale e la guida del prof. Giuseppe Capriotti, per gli aspetti storici e storico-artistici della città.

Fissata per domenica 5 maggio 2019 la data del successivo pellegrinaggio, che in un programma ancora da definirsi nei dettagli, toccherà la città di Atri, uno dei centri storicamente e artisticamente più significativi dell’Italia centro-meridionale, in provincia di Teramo.

In entrambi i casi, la partenza avverrà da Camerino alle 7.00 del mattino, con pranzo al sacco e rientro in città per le ore 20.00

A Camerino, lunedì 27 maggio 2019, all'interno della manifestazione Corsa alla Spada e palio, il prof. Giuseppe Capriotti terrà una relazione dal titolo "In guerra senza armi. La battaglia spirituale di sora Baptista negli stalli del coro delle clarisse di Camerino". L’incontro è in programma al Monastero di Santa Chiara.

Sempre nell’ambito  della manifestazione Corsa alla Spada e palio, l’associazione Amore per Amore sta definendo l’organizzazione di altre iniziative.

Le prenotazioni per la visita di Urbino si ricevono entro il 28 marzo 2019.

Per info : 3334908040

C.C.

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Celebrata la solennità di Sant’Ansovino vescovo, co-patrono di Camerino. Nella ricorrenza, l’arcivescovo Francesco Massara ha presieduto la liturgia presso il Centro Comunità di San Paolo, gremito di fedeli. Sacerdoti e parroci hanno concelebrato la Santa Messa, presenti le confraternite cittadine. Sull’altare, le reliquie del santo, vescovo di Camerino alla metà del IX secolo. 

Altare e celebrazione

Il Coro Cappella musicale del duomo, diretto dal maestro Luciano Feliciani, ha accompagnato con i canti tutta la celebrazione, conclusa dall’inno in latino dedicato al santo. Toccante l’omelia dell’arcivescovo che ha voluto affidare la città a Sant’Ansovino, affinché possa illuminare e alleviare le sofferenze di ogni famiglia, ogni donna e uomo. Dalle parole di Mons. Massara, l’augurio che, sapendo di essere sotto la sua protezione, tutta la comunità possa ritrovare speranza e gioia per la rinascita, illuminati dalla santità di un uomo vissuto nella fede, nella perseveranza e nella carità. Al termine della liturgia, l’occasione per ricordare la concomitanza con un’altra felice ricorrenza, quella del 54° anno di sacerdozio di mons. Francesco Gregori, parroco del duomo di Camerino. “ Ogni qual volta un sacerdote celebra l’anniversario della sua ordinazione- ha detto Massara- è un po’ come festeggiare un compleanno. Un momento di gioia e di grazia che è anche l’occasione per pregare, affinché il Signore mandi nuove sante vocazioni, per la città di Camerino e per l’intera diocesi”.

C.C.

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Sotto: Il busto di Sant'Ansovino nella cattedrale, prima del sisma

busto santAnsovino in cattedrale

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“L’occasione della Quaresima, deve essere per ognuno di noi un momento di crescita nella fede, di conversione del nostro cuore, un momento in cui ciascuno di noi, nel profondo della sua coscienza, sa quello di cui dovrebbe fare digiuno e prendersi l’impegno di offrirlo al Signore” Così l’arcivescovo Francesco Massara ha iniziato la sua omelia della Messa del Mercoledì delle Ceneri che ha presieduto  all’inizio della Quaresima “ uno dei momenti, più profondi e più belli che la nostra vita cristiana possa vivere nel proprio cammino- ha detto- e che ci aiuta ad iniziare bene questo periodo. Anche questo gesto di ricevere le ceneri sul nostro capo deve aiutarci a sentire la nostra piccolezza, il nostro essere umani, il nostro essere di fronte a Dio, persone piccole che abbiamo bisogno del suo aiuto della sua grazia, della sua misericordia”.

la messa del Mercoledì ceneri

La liturgia si è tenuta nella chiesa del centro comunità di Vallicelle, gremita di fedeli. Animata dalla corale, la messa è stata concelebrata da don Mariano Blanchi, don Quinto Martella e don Domenico Romano, presenti i parroci della diocesi. La proclamazione del vangelo di Matteo da parte del Diacono permanente Ippolito Antonini è stata seguita dal commento dell’arcivescovo : “ Il momento della Quaresima è un momento di grande conversione,  occasione per ognuno di noi di riconciliarci con Dio, con noi stessi e con gli altri. Questo periodo- ha detto- per ognuno di noi, deve essere anche l’occasione  della riconciliazione con Dio e del riscoprire il delicato sacramento della confessione che ci fa ritrovare la bellezza della misericordia di Dio e la bellezza del perdono”. Infine con il momento dell’imposizione delle ceneri , la richiesta al Signore che aiuti ognuno a convertirsi profondamente : “ Dio desidera riconciliarci, ma talvolta siamo noi stessi che facciamo in modo che ciò non accada. Il Signore ci lancia questo invito: “Lasciatevi riconciliare con Dio”.

C.C.

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