La vigilia della riapertura della basilica di San Venanzio si lavora con la gioia nel cuore.
C'è aria di festa a Camerino, un'aria di speranza e rinascita per la porta della basilica che domani sarà riaperta per accogliere non solo i fedeli della città, che attendono con emozione questo momento, ma anche per tutti i paesi vicini che vedono nella basilica e nel santo un punto di riferimento.
A testimonianza che quella che sarà riaperta domani è una basilica di tutto il territorio anche i maestri infioratori di Castelraimondo che da questa mattina sono al lavoro per la realizzazione dell'immagine di San Venanzio all'interno della basilica: "Abbiamo fatto un omaggio alla città di Camerino - dice il responsabile dell'associazione, Mario Rovelli - perchè San Venanzio è anche patrono della diocesi. E' stata un'idea nata spontaneamente, don Marco entusiasta ci ha dato il permesso e ci siamo messi al lavoro. La zona centrale dell'immagine è una parte del polittico presente a Brera ed è stata realizzata con fiori secchi e macinati, mentre la corona esterna è di fiori freschi e semi colorati per un tocco di vivacità".

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Emozionato anche don Marco per gli ultimi momenti organizzativi di quello che sarà un evento destinato a rimanere nelle pagine di storia della città: "Prende forma l'immagine della festa. Un bel senso di rinascita e questo è importante - commenta il parroco - . Vedere gli infioratori di Castelraimondo al lavoro dimostra che c'è la partecipazione di un territorio. Riaprire questa porta non significa aprire solo per Camerino ma per tutti coloro che sanno che questo luogo potrà essere un punto di riferimento per i loro momenti di festa. Oggi tanti camerti volevano sbirciare ma ho conigliato di aspettare domani perchè è bello viverla con tanta gente".

La riapertura della basilica di San Venanzio ha interessato anche Repubblica con l'articolo al link che pubblichiamo di seguito: https://www.repubblica.it/cronaca/2019/12/14/news/riapre_grazie_alla_solidarieta_dei_privati_san_venanzio_a_camerino-243444147/

GS
Viaggio nella Basilica di San Venanzio a Camerino, che riaprirà domenica 15 dicembre. Chiusa tre anni fa per i danni del terremoto del 24 agosto 2016, è tra le più grandi del cratere.
Video di Avvenire
C’è fermento a Camerino per la riapertura della basilica di San Venanzio dopo i danni causati dal sisma. 
Il 15 dicembre, alle 17, si apriranno nuovamente, alla comunità, le porte di uno dei luoghi più amati dai camerti. La santa messa, dopo la riapertura, sarà presieduta dal Nunzio Apostolico Monsignor Emil Paul Tscherrig.
L'arcivescovo, Francesco Massara, invita tutti ad essere presenti, vista l'importanza per la comunità di Camerino e non solo. Si tratta, infatti, di un importante segno di rinascita per tutto il territorio.
La basilica è la più grande chiesa di tutta la diocesi e una delle più grandi di tutto il cratere. 

don marco e ing

Insieme al parroco don Marco Gentilucci e all’ingegnere che ha seguito i lavori, Piergiuseppe Moretti, siamo entrati in anteprima all’interno della basilica per conoscere gli interventi fatti fino ad oggi grazie alla solidarietà di un privato che ha finanziato i lavori.
Ancora una volta, come accaduto per diverse scuole del cratere, ad emergere sono i tempi brevi di un’opera resa possibile grazie alle donazioni, rispetto a quelli troppo lunghi per le strutture finanziate dalla ricostruzione pubblica. 

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“Siamo nella fase ultima dei lavori – dice il parroco don Marco Gentilucci - . Hanno smontato la messa in sicurezza esterna che era stata fatta per riaprire la strada ed è stato consolidato il campanile. La facciata della basilica è stata sistemata ed è stata messa l’illuminazione esterna. Si sta rispettando la tabella di marcia. Siamo soddisfatti”.

I lavori della basilica sono stati avviati a fine febbraio, poi a marzo sono iniziati i lavori: prima quelli interni con la sistemazione dei danni e il ripristino dell’aula celebrativa, successivamente quelli all’esterno dove c’è stato il lavoro più importante.

A spiegare la tecnica è l’ingegnere Piergiuseppe Moretti: “E’ stato fatto il rinforzo delle muratore portanti all’interno, con delle reti di carbonio, poi la ricostituzione di tutti gli intonaci con quello che era il disegno originario”.

Tanta la gratitudine del parroco nei confronti di chi ha permesso di eseguire i lavori alla basilica: “La riapertura è totalmente a carico della Fondazione Arvedi Buschini di Cremona – spiega Gentilucci -  quindi è segno del gran cuore che abbiamo toccato nei mesi del sisma. E’ un’opera incredibile per questa città, un punto di ripartenza per tutti. Un faro. Sono stati curati alcuni aspetti che prima non potevamo toccare perché non ce n’erano le possibilità. Abbiamo davvero molto bisogno di riprenderci un pezzo di vita normale”.

Giulia Sancricca






Il piazzale antistante la basilica di San Venanzio  a Camerino, si prepara ad accogliere la suggestione dell'Offerta dei Ceri, da sempre, uno dei momenti più solenni della rievocazione storica. Tutta la macchina organizzativa è impegnata da giorni nell'allestimento dello scenario che condurrà nell' emozionante atmosfera, che fa da cornice ai sentimenti di  devozione al santo patrono della città. Si ripeterà stasera l'antico cerimoniale che prevede la pesatura dei ceri, l'arrivo da punti diversi dei cortei in piazza,l'abbraccio della concordia tra le dame dei tre terzieri, l'offerta dei ceri al clero , la solenne benedizione dell'arcivescovo Francesco Massara che, per la prima volta dal suo ingresso in diocesi, condividerà questo momento di forte partecipazione collettiva davanti alle reliquie del Santo. Ritmo dei tamburi e squilli di chiarine segneranno la lettura del proclama delle feste. Affidata infine alle fiaccole degli atleti che domenica 2 giugno si sfideranno per la Spada e il Palio, la prima scintilla che alimenterà il suggestivo "focaraccio", simbolo della veglia in attesa della Festa di San Venanzio e richiamo propiziatorio per i raccolti nei campi. 

C.C.

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