Per la settimana dell’unità dei cristiani, la Chiesa cattolica delle diverse diocesi delle Marche e il Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche hanno voluto organizzare un evento ecumenico a carattere regionale.
L’evento è in programma per il 26 gennaio prossimo alle 15,30 nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a Civitanova Marche, e si articolerà in due momenti: nel primo, il Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche si presenterà alla cittadinanza, alle autorità civili e alle diverse realtà della Chiesa cattolica, movimenti, associazioni, realtà parrocchiali. Nel secondo, ci sarà la celebrazione ecumenica della Parola di Dio effettuata dai rappresentanti delle diverse Chiese e dai due vescovi, Rocco Pennacchio Arcivescovo di Fermo, e Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino, delegato dalla Conferenza Episcopale marchigiana per il Dialogo Ecumenico.

Il Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche è nato a Loreto nel 2011 con i rappresentanti delle diverse Chiese cristiane presenti nelle Marche (Chiesa ortodossa del Patriarcato di Costantinopoli, Chiesa ortodossa del Patriarcato di Bucarest, Chiesa battista, valdesi-metodisti, avventisti del settimo giorno e cattolici), con l'obiettivo di favorire la corretta e reciproca conoscenza delle Chiese, cercare risposte comuni ai problemi etici che ci interpellano, coltivare nelle Chiese una mentalità ecumenica e l’apertura al dialogo reciproco per testimoniare insieme la fede in Cristo pur nella diversità delle tradizioni e delle appartenenze ecclesiali. E in questi anni si è cresciuti nel dialogo, nel confronto, nell’amicizia fraterna. Da qui il desiderio di presentarsi insieme alla cittadinanza e alla chiesa locale, per rendere visibile il tentativo di realizzare l’unità nella diversità e porsi insieme come cristiani davanti alle sfide dell’oggi.



Un impegno costante nei confronti della ricostruzione e della rinascita dei territori della sua diocesi e non solo quello dell'arcivescovo Francesco Massara.
Dopo la riunione alla Cei dei vescovi del cratere per affrontare gli effetti della nuova ordinanza sui beni culturali e l’incontro a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte sui problemi della popolazione e delle attività produttive colpite dal terremoto, Massara ha lanciato il suo grido di allarme ai cronisti de La stampa ai quali ha dichiarato: “Malgrado le promesse mancate, si rinasce se si lavora insieme. Nella nostra diocesi il sogno più grande e maggiormente diffuso tra la popolazione è quello di poter ritornare nelle proprie case”.

Al centro dell'intervista la riapertura della basilica di San Venanzio, a Camerino, in programma il prossimo 15 dicembre, un evento importante, come ha sottolineato l'arcivescovo al quotidiano nazionale: “Rivive San Venanzio, basilica-simbolo del cratere - si legge nell'intervista - . È certamente un primo segnale di rinascita di un territorio martoriato dal terremoto. A giugno papa Francesco col caschetto di sicurezza tra i terremotati di Camerino si è raccolto in preghiera nella cattedrale inagibile. E ci ha ricordato che un rischio mortale e cioè che dopo il primo coinvolgimento emotivo e mediatico, le promesse vadano a finire nel dimenticatoio. San Venanzio torna a risplendere di nuova luce, dopo i lavori di ricostruzione. È un avvenimento molto importante per la nostra comunità e non solo per i credenti. È un importante segno di rinascita per tutto il territorio".
Un modello anche dal punto di vista dei lavori post sisma, afferma Massara: “Era stata fatta dalla macchina pubblica della ricostruzione una previsione di spesa di 4 milioni di euro, mentre San Venanzio è stata ristrutturata con due milioni e duecentomila euro di investimento. Un modello per il resto del cratere - ha dichiarato a La Stampa - . Non sprechiamo denaro, abbiamo concluso i lavori nei tempi stimati e oltre a riaprire al culto un importante edificio di culto si offre alla popolazione un’opera di socializzazione in un territorio nel quale, dopo il sisma, mancano completamente i punti di aggregazione e di incontro. Ringrazio chi ha offerto la ristrutturazione, il parroco, le maestranze e i volontari che hanno collaborato a partire dalle piccole cose spicciole, come garantire le pulizie quotidiane nel cantiere”.

Infine l'importanza della comunicazione. Un valore su cui l'arcivescovo della arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche non ha voluto mai spegnere i riflettori: "La ricostruzione non è un’illusione o un sogno da rincorrere e realizzare con il contributo di tutti, dalle istituzioni ai singoli cittadini. Così il sogno è divenuto realtà per il futuro dei nostri giovani. La comunicazione è fondamentale perché non muoia il nostro territorio".

GS

QUI IL LINK DELL'INTERA INTERVISTA A LA STAMPA: https://www.lastampa.it/vatican-insider-it/2019/11/28/news/post-terremoto-monsignor-massara-se-non-riparte-il-territorio-le-chiese-sono-musei-vuoti-1.38027376







“E’ un servizio alla Chiesa. Collaboriamo tutti insieme e, sono sicuro che il Signore e la Madonna aiuteranno le due comunità”. Così l’arcivescovo di Camerino San Severino Marche Mons. Francesco Massara, subito dopo l’annuncio del suo doppio incarico che lo vede da oggi amministratore apostolico anche della diocesi di Fabriano Matelica, prendendo il posto di Mons. Stefano Russo.

La comunicazione ufficiale della decisione del Santo Padre proveniente dalla Nunziatura apostolica, è avvenuta in mattinata nella chiesa del Seminario. In Italia è in atto un processo di unificazione che continuerà ad interessare nel tempo anche tante altre diocesi. Camerino resta la sede primaria del vescovo e le due diocesi, seppure sotto un unico pastore, continueranno a portare avanti le reciproche amministrazioni in modo separato, alla luce della diversa conformazione territoriale che porterà alla revisione dei confini..

“ E’ l’inizio di un cammino di collaborazione che nella pratica ci porterà ad essere un tutt’uno- ha commentato Mons. Massara- . Come per tutti i passaggi, il cammino potrà avere qualche difficoltà iniziale ma l’importante sarà collaborare. Mi è stato chiesto di adempiere a questo servizio e nella Chiesa, la lezione è che anche se è demandato un grosso sacrificio, si è chiamati a farlo. Il messaggio che vogliamo far passare -ha sottolineato- è quello di un lavoro da fare insieme pur nelle diversità. Farò quello che ho sempre fatto: sarò parroco-vescovo e vescovo parroco”.


Positivo il commento della direttrice dei musei diocesani Barbara Mastrocola: “ A questo punto avremo tante opere d’arte da tutelare in collaborazione con i colleghi degli uffici dei Beni culturali di Fabriano e Matelica. Molto conosciuto il bellissimo Museo Piersanti di Matelica che da poco ha anche un nuovo direttore e credo che si possa instaurare un rapporto proficuo e di eccellenza. D’altra parte è anche vero che storicamente e artisticamente già dai tempi della Signoria dei Varano la vallata comprendente Matelica fino a Fabriano ha rappresentato un “unicum”. Si pensi dal punto di vista pittorico a Gentile da Fabriano e al collegamento con il nostro pittore del gotico Arcangelo Di Cola, per cui, questo passo di ulteriore avvicinamento, sarà fonte di un sicuro reciproco arricchirsi”.
C.C.
La Chiesa di Camerino – San Severino Marche, dopo l’immensa gioia ed il dono di grazia straordinario per la visita di Papa Francesco alla nostra Arcidiocesi, intende continuare a ringraziare la Divina Provvidenza per la premura apostolica che il Successore di Pietro ha voluto manifestare al nostro territorio.  Facendomi interprete di questi sentimenti, il primo pensiero va proprio a Papa Francesco che presiede alla carità di Cristo attraverso la Chiesa: lo ringrazio perché, attraverso la Sua parola e il suo volto di innamorato di Dio, ci ha comunicato la freschezza del Vangelo e l’amore verso la Chiesa anche attraverso il dono di un Centro di aggregazione per la Comunità di Ussita.
Tra i tanti momenti salienti della sua visita, uno dei più significativi è stato l’incontro con le famiglie delle SAE avvenuto proprio all’inizio del suo pellegrinaggio a Camerino. Il suo ingresso in quelle sistemazioni provvisorie ha rappresentato l’accesso nei tanti luoghi terremotati della nostra Arcidiocesi raggiungendo tutti i fedeli: le famiglie che hanno perso le loro case, i sacerdoti privati dei luoghi di culto, le religiose allontanate dalle loro comunità e monasteri, i commercianti e gli altri lavoratori costretti ad adattarsi alle circostanze più difficili.

Il suo incontro con la comunità Diocesana colpita dagli eventi sismici del 2016 è stato un evento veramente impegnativo organizzato in poco più di due mesi. Una sfida vinta solo perché si è svolto un prodigioso lavoro di squadra reso possibile dalla sinergia di molteplici agenti pubblici e privati.
Per questo vorrei ringraziare innanzitutto la Santa Sede che, per il tramite dei suoi vari organismi, ci ha preso per mano e ci ha condotto sapientemente e con competenza alla realizzazione dell’evento. In particolare, esprimo gratitudine ai responsabili della Gendarmeria vaticana che hanno dato assistenza e garantito la sicurezza nel corso di tutto l’evento.

Una particolare menzione meritano i Vescovi, i Sacerdoti, i Religiosi/e e tutti i Movimenti ed Associazioni che, con la loro presenza e preghiera, ieri hanno contribuito a rendere ancora più fruttuoso l’evento. Desidero ringraziare i Direttori, i Musicisti e i membri della Corale di Camerino e San Severino Marche che hanno unito le loro forze per accompagnare la liturgia eucaristica con l’armonia del loro canto.

Ringrazio, poi, i tecnici e i dipendenti della Curia arcivescovile insieme agli straordinari volontari dell’UNITALSI, gli Scout, le Confraternite e la Croce Rossa Italiana di Camerino che hanno prestato il loro generoso ed encomiabile servizio per garantire l’assistenza ai pellegrini e ai malati.

Ancora, tutta la mia gratitudine all’Amministrazione comunale e ai suoi dipendenti che hanno lavorato senza sosta mettendo a disposizione tutta la loro esperienza e preparazione. Particolare riconoscenza desidero esprimere al Presidente e ai dipendenti dell’Azienda di trasporti CONTRAM Spa che, per tutta la giornata, ha garantito i collegamenti cittadini con un encomiabile servizio di navette.

Inoltre, la Prefettura, la Questura, le Forze dell’Ordine in tutte le varie componenti, i Vigili del fuoco, i dipendenti dell’ASL, senza dimenticare gli operatori della Protezione Civile locale e regionale e l’importante contributo della Regione Marche, della Provincia di Macerata e dell’Università di Camerino.

Un grazie particolare ai tanti benefattori che, in diversi modi e attraverso vari enti – in particolare la Coldiretti – hanno contribuito affinché l’accoglienza del Santo Padre conservasse un carattere di semplicità, pur garantendo la massima dignità e bellezza possibili. Grazie perché dalla loro generosità, spesso scaturita spontaneamente e con larghezza, la Diocesi ha potuto realizzare un evento così straordinario.

Per il loro contributo informativo, desidero manifestare profonda gratitudine agli organi di stampa locali e nazionali che hanno dato significativa risonanza mediatica alla visita del Santo Padre e hanno contribuito a risvegliare l’attenzione sul nostro territorio ferito.

Un ultimo ringraziamento è indirizzato a tutti i fedeli e ai bambini accorsi da varie parti dell’Arcidiocesi: ognuno di loro ha saputo interpretare al meglio il valore di questo momento di grazia e apprezzare soprattutto la bellezza di una giornata straordinaria come quella appena vissuta.



+Francesco Massara, Arcivescovo

Un progetto da 4milioni di euro per il centro don Orione di San Severino. Dopo un "tavolo storico", così lo ha definito il parroco don Luca Ferro, riunitosi sabato mattina, l'arcidiocesi di Camerino-San Severino ha raggiunto un accordo con la congregazione degli orionini, per la ricostruzione dell'importante centro reso inagibile dal terremoto del 2016. "Sarà il biglietto da visita per la città".

Il progetto è in fase embrionale e a occuparsene saranno i tecnici degli orionini insieme all'architetto Giampiero Calcaterra. Alla riunione, sabato mattina, erano presenti l’arcivescovo Francesco Massara, il cardinale Edoardo Menichelli, il parroco don Luca Ferro e il vicario don Aldo Romagnoli, l’architetto Giampiero Calcaterra, l’assessore Tarcisio Antognozzi e il responsabile dell’ufficio sisma comunale Marco Barcaioni, insieme ad alcuni tecnici e rappresentanti della congregazione proprietaria dell'edificio.

“Si tratta di una progettazione lungimirante per il futuro - afferma Ferro con soddisfazione - dopo l’accordo raggiunto fra diocesi e congregazione. Si è instaurato un clima di fraternità con il quale si aiuterà la situazione pastorale preservando al tempo stesso le volontà della congregazione”.

Al dramma del terremoto che ha reso inagibile il complesso del don Orione, si era ovviato in via emergenziale con una tensostruttura per accogliere le celebrazioni eucaristiche, ma la nevicata che ha preceduto le festività natalizie l'aveva distrutta la tenda-casa parrocchiale. 

Il progetto di demolizione e ricostruzione del don Orione rappresenta quindi una speranza per l’intera comunità. Don Luca è convinto della partecipazione e solidarietà di tante persone a questa causa: “L’edificio sarà rivisto in chiave contemporanea e sarà il nuovo biglietto da visita di San Severino. Una parte sarà dedicata alle attività pastorali e alle esigenze della parrocchia, e un'altra sarà riservata alle volontà della congregazione che desidera una struttura destinata all'accoglienza per persone in situazione di difficoltà”.

g.g.

 

 

Un incontro che avrebbe dovuto svolgersi a settembre del 2016, ma che era stato rimandato a seguito del sisma che ha sconvolto il Centro Italia. Stamattina la Protezione Civile e i sindaci, in qualità di capi dei comitati locali di Protezione Civile, sono stati ricevuti da Papa Francesco nell’aula Paolo VI, in Vaticano. 

All’udienza hanno preso parte le diverse articolazioni del Servizio nazionale di Protezione civile, rappresentate dalle strutture operative dello Stato, delle Regioni e Province autonome, dei Comuni, dalle organizzazioni di volontariato e dalle amministrazioni ed enti che ne costituiscono parte integrante. In prima fila tanti i sindaci o vice sindaci del cratere, fra questi Alessandro Gentilucci di Pieve Torina, Rosa Piermattei di San Severino, Massimo Citracca di Valfornace, Pietro Cecoli di Montecavallo, Gabriele Santamarianova di Serravale di Chienti, Roberto Lucarelli di Camerino, Mario Baroni di Muccia, Claudio Castelletti di Fiastra e altri. 

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Presente anche l’arcivescovo di Camerino-San Severino, Francesco Massara: “è stata un’esperienza di ringraziamento verso la Protezione Civile ma anche tutte le forze dell’ordine e quei volontari che hanno dato un grande contributo in un momento di sofferenza come è stato quello del terremoto. È stato ovviamente anche un momento di gioia e fraternità”.

Monsignor Massara, fin dai primi giorni dopo il suo arrivo, ha mostrato attenzione proprio verso quella parte di popolazione più debole, a cui il sisma di due anni fa ha tolto tanto, “ma non sto facendo nulla di speciale - afferma - sto solo cerando di fare le cose normali della vita, essere vicino alla gente, ascoltarla e condividere con loro e poi voglio concludere con una espressione detta questa mattina in aula: ‘salvare vite umane è il nostro dovere ma ancor prima è la nostra vocazione maggiore’. Ecco, il mio ruolo è quello di salvare le persone dai terremoti interiori”.

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A dar voce ai sindaci dell’Unione Montana di Camerino presenti in Vaticano, il presidente e sindaco Gentilucci: “è stata un’udienza speciale con diverse testimonianze delle varie problematiche che hanno riguardato l’Italia negli ultimi due anni. In prima linea i Comuni colpiti dal sisma a partire dalla nostra Unione Montana che rappresenta un po’ il fulcro della distruzione totale. In questa occasione - aggiunge - il Papa ha voluto riaccendere i riflettori su quello che si appresta ad essere il terzo Natale di abbandono di queste nostre terre. Per questo gli siamo grati”.

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g.g.

L’Appennino camerte, il settimanale che leggi tutti i giorni, anticipa la distribuzione in occasione della Festa di Ognissanti.

Grazie, infatti, all’impegno e alla collaborazione di Poste Italiane, in particolare della responsabile dell’ufficio accettazione del Cnp di Ancona, Patrizia Paparelli, del responsabile dell’ufficio recapito per le Marche, Massimo Gagliardini e del direttore dell’ufficio distribuzione di Camerino, Antonio Montani, gli abbonati della zona di Camerino e dei centri limitrofi hanno potuto ricevere il giornale addirittura nella giornata di mercoledì 31 invece che venerdì 2 novembre.

Un servizio in più per i tanti affezionati lettori del nostro settimanale, che continuamente manifestano apprezzamento e stima per un settimanale che dà voce ad un territorio che, unito, cerca di rialzarsi dopo il dramma del terremoto.

Una redazione che, pronta a riservare ai propri lettori e abbonati ulteriori novità, come gli speciali a 40 pagine, intende ringraziare il lavoro di Poste Italiane, pronte a rispondere alle attese della popolazione che abita i più o meno piccoli centri dell’Appennino.

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Antonio Montani direttore Ufficio Distribuzione di Camerino ad una recente premiazione per la carriera

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la sede delle Poste di Camerino

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1° pagina di questa settimana 

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la pagina di Matelica di questa settimana 

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la 1° pagina Settempedana di questa settimana 

Con l'annuncio dell'elezione ad arcivescovo di Camerino – San Severino Marche di don Francesco Massara la diocesi volta pagina. Ora monsignor Francesco Giovanni Brugnaro resta al servizio della chiesa camerte – settempedana quale amministratore apostolico fino al prossimo 21 ottobre, giorno dell'ingresso e della presa di possesso canonica dell'arcidiocesi da parte di mons. Francesco Massara, che sarà consacrato sabato 6 ottobre nella cattedrale di Mileto. Al termine della celebrazione dell'annuncio dell'elezione del nuovo arcivescovo, avvenuta nella chiesa dell'ex seminario di Camerino alla presenza di sacerdoti, fedeli e di diversi sindaci del territorio diocesano, l'arcivescovo Francesco Giovanni, visibilmente commosso, ha così commentato: “ La commozione e le lacrime sono dovute anche alle lacrime di chi è venuto ad abbracciarmi commosso. D’altronde 11 anni non sono pochi, mi sono innamorato di questo territorio, ne conosco ogni angolo e ancor di più lo conosco dopo il dramma del terremoto. Ho avuto modo di visitare luoghi, persone, chiese, canoniche e ne ho compreso la grandezza e lo spessore. Bisogna aiutare i giovani a non perdere un grande patrimonio di cultura, di fede, di valori, usi e costumi che hanno permesso alle Marche di essere una regione civile, saggia e con un modello di vita da esportare”. Ai microfoni di Radio C1 inblu, che ha seguito in diretta esclusiva l'intera cerimonia dell'annuncio, è intervenuto, portando il suo primo saluto alla diocesi, l'arcivescovo eletto Francesco Massara. “Sono don Franco – così si è presentato mons. Massara - Vengo a servire la vostra Chiesa come padre e fratello, mettendomi al servizio di tutta la comunità dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino. Ringrazio il Signore per la fiducia riposta in me attraverso il Papa, che mi ha mandato in mezzo a voi per servirvi e spero di poter assolvere a questo compito degnamente e di portare un Vangelo di speranza. Il prossimo 6 ottobre, alle ore 17, sarò ordinato vescovo nella diocesi di Mileto e il 21 sarò a Camerino per abbracciarvi tutti. Mando una benedizione a tutte le famiglie perché il Signore possa donare pace e serenità. Pregate per me”.

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_l'annuncio nella Parrocchia di Limbadi - primo nella foto il nuovo Arcivescovo_

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_L'Arcivescovo annuncia il nuovo pastore_

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 _ l'arcivescovo Brugnaro e il Cardinale Menichelli_

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 _ il sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei e il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui_

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E' don Francesco Massara, 53 anni, parroco di Limbadi nella diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, il nuovo arcivescovo di Camerino – San Severino Marche. A darne l'annuncio a sacerdoti e laici riuniti nella chiesa dell'ex seminario di Camerino l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro che, dunque, lascia la guida della diocesi di cui è pastore dall'ottobre 2007. Contemporaneamente l'annuncio dell'elezione di don Francesco Massara ad arcivescovo di Camerino è stato dato nella chiesa di San Pantaleone di Limbadi, dove il presule è stato finora parroco, dal vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea mons. Luigi Renzo. Un commosso saluto quello rivolto ai presenti da mons. Brugnaro, che resterà a Camerino come amministratore apostolico fino all'arrivo del suo successore. Mons. Massara sarà ordinato vescovo sabato 6 ottobre e prenderà possesso della sua diocesi domenica 21 ottobre.

Calabrese originario di Drapia, provincia di Vibo Valentia, e nato a Tropea don Francesco Massara, ordinato sacerdote il 25 aprile 1993, dopo aver ricoperto alcuni incarichi a Roma presso la Santa Sede, è stato per 9 anni parroco della comunità di Vazzano e dal marzo 2017 guida la parrocchia San Pantaleone di Limbadi. Ora l'incarico di pastore della chiesa camerte – settempedana, una delle diocesi maggiormente colpite dal terremoto che ha investito il centro Italia nell'agosto – ottobre 2016.

 

LE PAROLE DELL'ARCIVESCOVO FRANCESCO GIOVANNI PRIMA DELL'ANNUNCIO

Una strana coincidenza accompagna, per me, la data di oggi. Sfogliando, casualmente, una mia vecchia agenda del 2007, ho ritrovato che proprio il 27 luglio di quell’anno, dopo un udienza con Papa emerito Benedetto XVI il 20 luglio, ricevetti la telefonata del Card. Bertone che mi chiedeva, da parte del Santo Padre, la disponibilità di diventare Pastore di questa Chiesa di Camerino – San Severino Marche.

Potete ben immaginare la mia sorpresa quando, proprio in questi giorni, ho ricevuto la lettera con la quale il Nunzio Apostolico in l’Italia (che ci aveva fatto visita lo scorso 7 marzo) mi comunicava che il Santo Padre Francesco aveva nominato l’arcivescovo mio successore e che l’annuncio sarebbe coinciso proprio con la data odierna!

Oggi, tra la grande schiera dei Santi, ricordiamo il Beato Pietro da Mogliano, sacerdote, le cui spoglie sono custodite nella Cattedrale; il Beato Ugo da Serra San Quirico, religioso; e la Beata Camilla Gentili, madre di famiglia della Parrocchia S. Giuseppe di S. Severino Marche. Ci affidiamo anche ai nostri Santi Patroni Venanzio Severino, a S. Camilla Battista da Varano, e a tanti altri.

È mio vivo desiderio manifestare la mia gratitudine a tutti: ai Sacerdoti collaboratori in curia in vari momenti, oggi Mons. Nello Tranzocchi e Mons. Luigi Verolini e vicari foranei. in particolare a quelli anziani e malati (un ricordo particolare a quelli defunti), ai Religiosi e Religiose, a tutti i Laici e Laiche, in particolare, ai giovani, alle associazioni e movimenti che ho incontrato e che continuano ad animare la vita di questa Chiesa.

Un ringraziamento particolare alle varie Autorità civili e militari, ai vari Rettori di Università Fulvio Esposito. Flavio Corradini, Claudio pettinari che si sono succeduti, ai Sindaci con i quali abbiamo condiviso tanti eventi, ultimo il dramma del terremoto, alla Commissaria Paola De Micheli, ai numerosi imprenditori, piccoli e grandi, che hanno aiutato la diocesi.

Non sembri esclusivo o preferenziale, immotivato da parte mia, rivolgere un ulteriore ringraziamento ad alcune famiglie: nell’emergenza del terremoto, sono stato invitato a condividere con loro i pasti, i pernottamenti in auto, la paura e il disagio generale che tutti abbiamo dovuto attraversare in quei difficili e dolorosi momenti: le famiglie Orsomando; Barbini; Marucci; Santacchi. Falaschi e altre.

Un grato ricordo a Tiziana, all’infaticabile ed esperto pilota Marcello, alla nostra ragioniera Antonella.

Mons. Francesco Massara, in un’intesa telefonica del 24 luglio, mi partecipava di aver programmato la sua Consacrazione Episcopale sabato 6 ottobre nella cattedrale di Mileto alle ore 17.00, mentre l’ingresso per la presa canonica di possesso dell’Arcidiocesi avverrà domenica 21 ottobre.

 

LETTERA DI SALUTO DEL NUOVO VESCOVO ALL’ARCIDIOCESI DI CAMERINO – SAN SEVERINO MARCHE
 
Cara Chiesa di Dio che sei in Camerino – San Severino Marche, alla quale Papa Francesco ha voluto
inviarmi, perché fossi prima di tutto «cristiano con voi», e poi anche «vescovo per voi»
(Sant’Agostino discorso 340).
È con fiducia e trepidazione che mi presento a voi per la prima volta. Mi presento a voi prendendo in
prestito tre parole usate dal Santo Padre all’udienza generale del 13 maggio 2015, nella quale parlando
della famiglia ebbe a dire: “La catechesi di oggi è come la porta d’ingresso di una serie di riflessioni
sulla vita della famiglia, […]. Su questa porta d’ingresso sono scritte tre parole. […]. E queste parole
sono: permesso, grazie, scusa.”
Ecco io oggi chiedo a voi il “permesso” di poter entrare nelle vostre vite, con delicatezza, in punta
di piedi, per ascoltare ed incontrare tutti, impegnandomi a costruire relazioni sincere; affinché
possiamo insieme crescere nella comunione e nella solidarietà.
Chiedo il permesso di abbracciare voi famiglie, segno tangibile di quanto e come l’amore sia sorgente
di vita capace di farsi dono.
Chiedo il permesso di versare l’olio della consolazione ed il vino della speranza su quanti vivono
situazioni di fragilità umana e spirituale. Il Signore mi conceda la forza di non “passate oltre” davanti
alle vostre ferite.
A voi cari giovani chiedo il permesso di farmi vostro compagno di viaggio, per condividere insieme
le gioie e le speranze di un mondo migliore, che ha come fine il suo regno, come condizione la libertà
dei suoi figli, e come statuto il precetto dell'amore.
Ma chiedo soprattutto il permesso di poter portare il mio conforto e la benedizione di Dio a coloro
che sono provati a causa del terremoto. A voi voglio essere vicino con particolare affetto, con la
promessa di fare della “prossimità” sostanza e non solo forma dell’annuncio evangelico.
Nel rivolgere il mio più cordiale saluto alle autorità civili e militari, chiedo il permesso di ricercare
sempre una fattiva collaborazione per il bene comune, e di condividere con tutti e con ciascuno la
responsabilità per le comunità a noi assegnate.
“Grazie” al Signore, perché nella sua infinità bontà, ha voluto riversare il tesoro della Sua Grazia nel
fragile vaso di creta della mia umanità. (2Cor.4,7)
Grazie al Santo Padre, per il coraggio avuto nell’affidarmi la responsabilità di servire nel ministero
episcopale questa Chiesa particolare.
Grazie al Vescovo Francesco Giovanni, per il dono del suo servizio di pastore buono. In attesa di
incontrarlo presto, lo saluto con affetto fraterno.
Grazie ai confratelli Vescovi della Conferenza Marchigiana; perché sicuro della loro costruttiva
azione collegiale, lavoreremo insieme per il bene delle nostre Chiese.
Grazie al Presbiterio diocesano, per la passione con la quale servite la Chiesa di Camerino – San
Severino Marche. Attraverso il vostro ministero, il vostro sostegno e la vostra amicizia, confido di
“manifestare con la mia vita e con la mia missione episcopale la bontà, la sollecitudine, la
misericordia, la dolcezza e l’autorevolezza di Cristo, che è venuto per dare la vita e fare di tutti gli
uomini una sola famiglia, riconciliata nell’amore del Padre” (DMPV, 1).
Grazie alle comunità religiose presenti nel territorio, per il vostro servizio, ma soprattutto per la vostra
preghiera, con la quale vi chiedo di accompagnarmi e nella quale confido per svolgere l’opera che
Dio mi ha affidato.
Vi domando fin d’ora “scusa” per tutte quelle volte che non saprò a motivo della mia debolezza
offrirvi una concreta testimonianza di pastore secondo il cuore di Dio, chiamato a guidarvi con scienza
e intelligenza (Ger 3,15). Sappiate essere indulgenti per le tante volte che “servendomi” e non
“servendo” il Vangelo, non saprò essere un pastore con “l’odore delle pecore”.
Nel salutarvi con benevolenza, vi chiedo un ricordo nella preghiera; perché mi possiate accogliere e
comprendere come un figlio. Mentre io pregando per voi, chiederò al Signore che mi conceda il dono
di amarvi con tenerezza paterna, per essere “collaboratore della vostra gioia” (2Cor 1,24).
In attesa di abbracciarvi tutti, affido sin d’ora il mio episcopato e la nostra Chiesa alla materna e dolce
intercessione di Maria Madre di Dio e Madre nostra e alla premurosa protezione dei Santi Patroni
Venanzio e Severino.
 
                                                                                                               don Francesco Massara
27 luglio 2018
Memoria di San Pantaleone Medico e Martire
 
 
 
 
Biografia 
 
Nato a Tropea (provincia di Vibo Valentia), in Calabria, il 1° luglio 1965. Dopo aver conseguito la licenza liceale classica presso il Liceo Pasquale Galluppi di Tropea (1983), ha intrapreso gli studi universitari di filosofia presso La Sapienza di Roma e quelli di biblioteconomia ed archivistica presso l’Archivio Segreto Vaticano, conseguendo, nel 1988, il relativo diploma. Essendo già presente a Roma per ragioni di studio, nel 1988 è entrato nel Pontificio Seminario Romano Maggiore come alunno della sua diocesi natia ed ha frequentato la Pontificia Università Lateranense, dove ha conseguito il baccellierato in teologia (1992) e la licenza in dogmatica (1994). È stato ordinato sacerdote il 17 aprile 1993, incardinandosi nel clero di Mileto-Nicotera-Tropea. È stato assistente del Pontificio Seminario Romano Maggiore di Roma dal 1992 al 1995; direttore del Centro diocesano vocazioni della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea dal 1995 al 1998; parroco della parrocchia di San Nicola Vescovo a Vazzano (Vv) dal 1996 al 2004; membro del Consiglio presbiterale diocesano dal 1996 al 1999; membro del Consiglio pastorale diocesano dal 1996 al 1999; collaboratore Caritas diocesana dal 1996 al 2003; fondatore e responsabile delle cooperative di lavoro diocesane dal 1997 al 2003; responsabile dell’Ufficio amministrativo diocesano dal 1999 al 2003; revisore dei conti Idsc dal 2001 al 2004; economo generale del Pontificio Seminario Romano Maggiore e segretario del Consiglio amministrazione associazione missionari imperiali dal 2006 al 2017. Dal febbraio 2017 è parroco di San Pantaleone Martire a Limbadi (Vv) e vice-direttore dell’Ufficio amministrativo diocesano; membro del CdA della Fondazione Don Mottola e membro eletto del Consiglio presbiterale e regionale.

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