“Il mio rapporto col tempo? È cambiato tantissimo e sono molto cresciuto a livello personale. Affronto la vita in maniera diversa. Certo, ho un’azienda e quindi non posso fare il santone in montagna. Tengo i rapporti con gli uffici e la burocrazia e questo mi tiene attaccato alla realtà ma quando riesco a occuparmi degli animali è tutta un’altra visione. Prima di trasferirmi qua ho fatto un viaggio in India e sicuramente ora la mia vita è più in linea con la visione del tempo legata all’apprezzamento dell’ambiente, delle giornate”.

Vi risponderà così il giovane allevatore Marco Scolastici,  laziale di nascita ma Vissano di origini se gli chiedete come è ora il suo rapporto con il tempo. Oggi vive a Macereto dove alleva asini e pecore e produce il cosiddetto cacio sopravvissano. Prima di arrivarci, l’esperienza universitaria alla facoltà di economia a Roma. Dopo un anno però aveva già capito che la vita fra il raccordo, la metro, gli uffici e il caos non facevano per lui. E così la decisione di tornare alle origini, dove erano nati e cresciuti i suoi nonni e dove ora aveva un ramo dell’azienda di famiglia. È arrivato a Macereto nella primavera del 2016 e il terremoto non ha tardato a dargli il benvenuto. Ma la volontà di rimanere è stata più forte, Scolastici si è procurato una yurta mongola ed è rimasto. 

Per voi lo abbiamo intervistato. Lo troverete da domani in edicola sul nostro settimanale L’Appennino Camerte.

Gaia Gennaretti

Il Coordinamento dei comitati del centro Italia incontrano il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vito Crimi. È successo ieri mattina, presenti i rappresentanti dei comitati di Amatrice, Accumoli, Castelluccio, Montemonaco, Tolentino e Pieve Torina, nonché dello studio legale Alterego (ideatore vademecum legale per i terremotati Oissa).

Oltre ad aver spiegato quali siano le condizioni dei comuni colpiti dal terremoto di due anni fa, sul tavolo sono stati portati alcuni argomenti ritenuti fondamentali e rimasti ancora inascoltati. Primo fra tutti, quello riguardante la divisione del cratere in base ai danni subiti, “senza far mancare - sottolinea il coordinamento - assistenza a nessun paese terremotato”. Su questo argomento il neo commissario Piero Farabollini si sarebbe già espresso dicendosi contrario; il recupero dei posti di lavoro perduti, con una zona franca urbana da estendere per almeno 5 anni (incluse Sas, Srl e Snc), sgravi fiscali ad aziende che assumono terremotati e incentivando il turismo; necessario anche accelerare la lavorazione delle pratiche per la ricostruzione, “verificando la congruità dei progetti basandosi dalle certificazioni ed asseverazioni dei professionisti che saranno comunque responsabili, riducendo così in maniera esponenziale i tempi di evasione delle pratiche. Nel ‘97 fu questo il metodo e non ci risultano indagati o arrestati”.

Vito Crimi

Segnalata poi la necessità che il Governo intervenga affinché: il Cas venga erogato con puntualità e le rendicontazioni vengano effettuate nel mese successivo; venga supportato il rientro immediato dei proprietari delle seconde case, “vero motore dei nostri paesi. A queste persone dovrebbe essere permessa la realizzazione di edifici temporanei per poter tornare e contribuire alla ripartenza degli esercizi commerciali ed alla rinascita dei paesi”.

In ultimo, l’effettuazione di un test del reddito di cittadinanza, inserendo il reddito di cratere sulla base di criteri oggettivi. 

“Il sottosegretario - racconta il coordinamento in una nota - ha subito chiarito che le proposte provenienti dai territori sono quelle che considerano maggiormente la quotidianità, e che pertanto vanno tenute in massima considerazione. Ci ha posto mole domande, come ad esempio cosa non funzioni secondo noi, oppure dove si blocchino le lavorazioni e noi abbiamo espresso il nostro parere. Crimi - aggiungono - ci ha poi chiesto il prospetto della divisione del cratere in base ai danni subiti e gli emendamenti presentati in occasione della nostra audizione al Senato”.

Il coordinamento aveva anche posto delle domande a Luigi Di Maio e Matteo Salvini in periodo pre-elettorale le cui risposte lascerebbero ben sperare “ma devono rapidamente trovare conferma nei fatti. Ci aspettiamo che il contratto con i terremotati sia rispettato dai rappresentanti del Governo, sottosegretario e commissario in testa. L’incontro - concludono - è stato molto costruttivo e la prima impressione appare molto buona. Siamo “montanari” e se le parole non saranno seguite dai fatti, ci comporteremo di conseguenza”.

comitati

g.g.

Al via a Camerino la messa in sicurezza dei campanili della cattedrale Santa Maria Assunta. L’opera è commissionata dal Comune e i lavori diretti dall’ingegnere Carlo Morosi. L’intervento consiste nel puntellamento dei due campanili ed è volto alla riapertura al pubblico di piazza Cavour.

g.g.

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A Camerino si è svolta la prima riunione ufficiale per la costituzione del "Tavolo permanente della Ricostruzione". Nei giorni scorsi, – dice il Sindaco Pasqui -il prorettore di Unicam, Andrea Spaterna, e il nuovo arcivescovo, Francesco Massara, hanno accolto la mia richiesta  di dare vita ad un tavolo che indirizzasse tutte le decisioni relative alla Ricostruzione. Insieme abbiamo poi deciso di chiedere la partecipazione anche dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, e della Soprintendenza, così da rappresentare tutti i soggetti coinvolti nel percorso di ricostruzione. L'iniziativa é stata particolarmente gradita anche al nuovo commissario, prof. Farabollini, che ha voluto prendere parte alla riunione  in cui è stata formalizzata ai soggetti citati la richiesta.

L'obiettivo é quello di "provare a saltare passaggi" attraverso la condivisione. Chiaramente non si tratta di scavalcare le normative e la legge, ma sono convinto che le decisioni già concordate al Tavolo della Ricostruzione, essendo già note a tutti i soggetti, potranno seguire percorsi più snelli o comunque con meno intoppi di natura burocratica.

 

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Stato di emergenza fino al 31 dicembre 2019 e proroga della struttura commissariale fino al 2020. Queste sono le novità inserite nella bozza della nuova Legge di Bilancio che il Consiglio dei Ministri dovrà approvare domani. Lo stato di emergenza, che scadrebbe a fine anno, sarà prorogato a tutto il prossimo anno. La struttura commissariale invece sarà attiva ancora per due anni (salvo ovviamente ulteriori proroghe).

Domenica sarà un giorno di festa, a San Severino. Il primo motivo lo abbiamo già annunciato, cioè la prima visita in città dell’arcivescovo di Camerino-San Severino, Francesco Massara. Sua eccellenza presiederà la messa a San Lorenzo alle 18. Il secondo motivo è invece riferito al terremoto e al secondo anniversario. Sono tanti, troppi, i danni anche qui causati dalle scosse del 26 e 30 ottobr. E proprio domenica una famiglia rimasta senza un tetto tornerà ad averne uno: alle 17 è infatti in programma la consegna dell’alloggio di via Porta romana, che verrà consegnato ad una famiglia dopo i lavori di riparazione e miglioramento sismico. Alla cerimonia parteciperà anche monsignor Massara, insieme al sindaco Rosa Piermattei, ai rappresentanti dell’amministrazione comunale e ad altre autorità politiche, civili e militari.

Questo immobile è stato uno dei primi interventi all’interno del cratere sismico finanziati con l’ordinanza 27 del commissario straordinario ovvero quella riferita alla riparazione del patrimonio edilizio pubblico con destinazione abitativa.

Le opere sono state eseguite dall’impresa Doma Srl di Sant’Antangelo in Vado.

G.G.

“La macchina della ricostruzione sta partendo ma va a rilento a causa della burocrazia farraginosa”. Sono 709 le ordinanze di inagibilità emesse a Matelica. Di queste, 65 hanno già un progetto presentate. Tuttavia, i numeri delle pratiche approvate o ancor peggio, gli interventi di riparazione conclusi, sono impietosi.

Intanto, la prima scadenza che il sindaco di Matelica ricorda è quella del 31 dicembre: “Ci sono ancora 148 edifici con danni lievi per i quali i proprietari non hanno ancora fatto richiesta di accesso ai contributi per la ricostruzione. I cittadini hanno tempo fino al 31 dicembre per presentare la domanda, corredata dal progetto di ristrutturazione, in Comune che, a sua volta, dopo aver controllato la veridicità delle autocertificazioni, trasmetterà le pratiche all’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione a cui spetta l’approvazione”.

Poi Delpriori ne approfitta per fare il punto della situazione dopo il terremoto del 2016 che, seppur in maniera meno grave delle città epicentrali, è stata colpita: “I soldi ci sono - dice riferendosi ai progetti per danni lievi - ma il tempo stringe e sarebbe davvero un peccato lasciarsi sfuggire questa chance di tornare nei propri alloggi, riaprire negozi o uffici attualmente inagibili. La macchina della ricostruzione privata è partita da tempo, anche se non posso nascondere che sta andando a rilento. Lo smaltimento delle pratiche è frenato da un quadro normativo farraginoso e da un eccesso di burocrazia. Mi auguro almeno che i sei impiegati assegnati a tempo determinato all’ufficio sisma del Comune, indispensabili per seguire un argomento così complesso, vengano confermati altrimenti si rischia lo stallo”. A Matelica sono stati effettuati 1692 sopralluoghi, in seguito ai quali sono state emesse 709 ordinanze di inagibilità. Ad oggi percepiscono il Cas 532 famglie.

Sono 65 i progetti di recupero trasmessi all’Ufficio per la ricostruzione della Regione, di cui 6 per attività produttive, 50 per danni lievi e 9 per danni gravi. Di questi 16 hanno ottenuto l’approvazione, mentre per tre di loro si è concluso l’iter con la dichiarazione di fine lavori. I restanti sono ancora in fase d’istruttoria. “E’ necessario che tutti gli attori della ricostruzione – conclude Delpriori – si impegnino per modificare una normativa complicata che sta mettendo un freno agli interventi di recupero. Bisogna accelerare, Matelica è ripartita, ma cittadini hanno bisogno di certezze per andare avanti”.

g.g.

Il primo cittadino di Camerino Gianluca Pasqui,  chiede l'intervento dell'esercito . Manifestata ormai in tutte le maniere la necessità di ulteriore personale per il Comune al fine di gestire le incombenze legate al terremoto che ha distrutto la città, il sindaco Gianluca Pasqui nei giorni scorsi ha inoltrato una richiesta di militari in ausiliaria a supporto della pubblica amministrazione, ai sensi dell'art. 992 del D.Lgs 66 del 15 marzo 2010 di utilizzo di personale militare in ausiliaria come da pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 14 settembre 2018. Lo ha fatto con una lettera in forma certificata inviata sia alla Direzione generale per il Personale Militare Centro direzionale “Maresciallo d'Italia Giovanni Messe” di Roma, e sia al Ministero della Difesa.

Il Comune di Camerino – si legge nella lettera – si è trovato a dover adempiere alle numerose e nuove incombenze derivanti da tale catastrofe con personale assolutamente non sufficiente. Premessa tale difficoltà, inoltriamo la richiesta di utilizzo di personale militare in ausiliaria con qualifica tecnica di ingegnere, geometra, architetto (anche in relazione alla necessità di realizzare infrastrutture) nonché di personale amministrativo. Detto personale verrebbe impiegato anche allo scopo di fronteggiare le numerose esigenze conseguenti la crisi sismica e l'ultimazione delle opere emergenziali”.

Siglato a Roma un protocollo d'intesa tra il Commissario Straordinario per la Ricostruzione  e l'Abi, associazione bancaria d'Italia. La firma sul documento è stata apposta per l'Abi dal direttore generale Giovanni Sabatini. L'obiettivo che viene perseguito dall'accordo, quello di stabilire modalità e condizioni in ottemperanza alle quali, le imprese edilizie e i professionisti possono ottenere dalle banche l'anticipo del pagamento dei lavori di ricostruzione ad essi affidati  L'anticipazione delle somme, procederà seguendo gli stati di avanzamento dei lavori, man mano che i soggetti interessati riceveranno il relativo pagamento attraverso i contributi pubblici previsti per la ricostruzione. Il commissario straordinario, anche in collaborazione con le Regioni interessate, renderà accessibile alle banche aderenti, l'utilizzo di una piattaforma informatica.

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata alle 23:57 di questo martedì 11 settembre  in provincia di Macerata. Secondo i rilievi  dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 7 km di profondità ed epicentro 4 km a est di Ussita. Non sono stati segnalati danni a cose o persone; la scossa è stata avvertita dalla popolazione.

C.C.

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