Sul palco del Circo Massimo, la testimonianza di Barbara Bonifazi dell'azienda " La rinascita"

scritto Lunedì, 08 Ottobre 2018

La resilienza degli allevatori e agricoltori marchigiani, è scesa in piazza a Roma al Villaggio contadino della Coldiretti; la tre giorni della manifestazione al Circo Massimo ha portato sul palco la storia di Barbara Bonifazi titolare dell'azienda " La rinascita" di Sellano di Camerino.  E' anche dal nome dato all'attività che si capisce la determinazione a restare nella sua terra della 29enne, laureata in geologia, che aveva deciso già prima del sisma di occuparsi dell'azienda di famiglia, portando avanti l'agricoltura e l'allevamento di ovini, bovini, suini e cinghiali nonchè l'apicoltura e la vendita diretta di miele biologico di qualità. Da poco la famiglia Bonifazi aveva anche affrontato un investimento consistente, ma il terremoto ne ha distrutto i progetti. "Avevamo investito tutti i nostri averi su un laboratorio di trasformazione delle carni degli animali che alleviamo, per effettuare la vendita diretta a Km 0 - spiega Barbara Bonifazi-; purtroppo il terremoto ha reso praticamente inagibile la struttura e, al momento, siamo in attesa di delocalizzazione; con l'aiuto delle istituzioni siamo riusciti a ridare una stalla agli animali perchè anche loro non avevano più un tetto, adesso, speriamo che la burocrazia e i tempi si stringano per poter riuscire a delocalizzare sempre nell'azienda, la nostra struttura in modo tale di poter andare a riprendere l'attività della trasformazione delle carni a pieno regime". 

Forte attaccamento alla terra e alle radici, amore per la natura di questi luoghi che a volte riescono a trasmetterti il soliievo di cui hai bisogno solo immergendoti nella pace e nei colori che cambiano ad ogni stagione, hanno spinto la giovane, con una laurea in tasca, ad affrontare il sacrificio e la fatica di una vita in campagna, con un lavoro che inizia all'alba e ti riporta a casa sfinito al tramonto. "Già dalla laurea triennale- dice la giovane-  avevo capito che quello che volevo fare era rimanere sul mio territorio dove i miei bisnonni, i miei nonni e i miei genitori comunque erano rimasti e hanno sempre portato  avanti un'azienda storica, pur  con gli alti e bassi che l'hanno caratterizzata nel tempo.  Adesso, grazie magari anche alle mie forze e ad una mentalità più giovane, possiamo dire con soddisfazione che l'azienda è  in crescita. E poi, sembrerà  sciocco dirlo, ma il terremoto è stata la conferma che si doveva continuare che non ce ne dovevamo andare via di qua e, anzi,  rimanere proprio sul territorio, usando resistenza, tenacia e passione perché è un tipo di lavoro per il quale se non c'è passione non si riesce a fare, perché comunque ci sono tanti sacrifici da dover sopportare ma si viene ripagati anche da tante soddisfazioni e orgoglio.  Io- continua Barbara-  dico sempre a tutti:"Che mondo sarebbe senza contadini? Il paesaggio sarebbe deturpato, trascurato e  distrutto e poi, vorrei ricordare quel detto secondo il quale le persone almeno tre volte al giorno hanno bisogno del contadino, perché, comunque siamo noi contadini che portiamo cibo sulle tavole e allora, la terra è una grande cosa"Dell’esperienza sul palco al Circo Massimo di Roma, accanto alla sindaca Virginia Raggi, Barbara dice che è stata una sensazione fortissima. "L’ho vissuta con grande  emozione; in realtà- racconta -  la mia è stata una presenza  improvvisata. Ho saputo solo la sera prima che avrei dovuto salire sul palco e non ho avuto il tempo di preparare nulla. Alla fine, è stata una bellissima esperienza perché comunque ho trovato delle persone molto di cuore, disponibili e  a portata di mano anche nel parlare. Debbo dire grazie a Coldiretti che porta sempre avanti con orgoglio il mio nome, come io porto avanti loro: mi sono sempre stati vicini durante i periodi di alti e bassi e anche nel post terremoto, come durante il periodo della neve, quando abbiamo dovuto fare i conti con una burocrazia che ci ha messo sempre i bastoni tra le ruote.  È stata un'esperienza forte che a parole non è facile descrivere:  nel salire su un palco così ampio, nel vedere il mio il viso rimbalzare da  tutti gli schermi del Circo Massimo, l'emozione è stata  talmente forte che, a parole, è impossibile descriverla ". 

Per Barbara Bonifazi è stata anche l’occasione per portare all’attenzione di tutto il pubblico presente la situazione difficile che, a distanza di due anni, il suo territorio continua a vivere, nonostante dai media non trapeli niente di tutto questo: " Come ho rappresentato alla sindaca Raggi e al presidente  di Coldiretti Moncalvo, l’attenzione è andata un po' calando soprattutto da parte dei media nazionali. Da quel palco ho dunque avuta l' occasione di ricordare che ci siamo anche noi e che comunque, pur con una serie di grandi difficoltà,  le comunità e le attività agricole come la nostra, ce la mettono tutta per resistere. Sono felice di aver avuto il modo di  far capire la situazione che viviamo, perché in molti credono che a Camerino sia tutto a posto, nella realtà, sono trascorsi due anni e di problemi, se ne vivono ancora tantissimi". 

Carla Campetella

  Clicca per ascolare il testo Sul palco del Circo Massimo, la testimonianza di Barbara Bonifazi dell'azienda " La rinascita" scritto Lunedì, 08 Ottobre 2018 La resilienza degli allevatori e agricoltori marchigiani, è scesa in piazza a Roma al Villaggio contadino della Coldiretti; la tre giorni della manifestazione al Circo Massimo ha portato sul palco la storia di Barbara Bonifazi titolare dellazienda La rinascita di Sellano di Camerino.  E anche dal nome dato allattività che si capisce la determinazione a restare nella sua terra della 29enne, laureata in geologia, che aveva deciso già prima del sisma di occuparsi dellazienda di famiglia, portando avanti lagricoltura e lallevamento di ovini, bovini, suini e cinghiali nonchè lapicoltura e la vendita diretta di miele biologico di qualità. Da poco la famiglia Bonifazi aveva anche affrontato un investimento consistente, ma il terremoto ne ha distrutto i progetti. Avevamo investito tutti i nostri averi su un laboratorio di trasformazione delle carni degli animali che alleviamo, per effettuare la vendita diretta a Km 0 - spiega Barbara Bonifazi-; purtroppo il terremoto ha reso praticamente inagibile la struttura e, al momento, siamo in attesa di delocalizzazione; con laiuto delle istituzioni siamo riusciti a ridare una stalla agli animali perchè anche loro non avevano più un tetto, adesso, speriamo che la burocrazia e i tempi si stringano per poter riuscire a delocalizzare sempre nellazienda, la nostra struttura in modo tale di poter andare a riprendere lattività della trasformazione delle carni a pieno regime.  Forte attaccamento alla terra e alle radici, amore per la natura di questi luoghi che a volte riescono a trasmetterti il soliievo di cui hai bisogno solo immergendoti nella pace e nei colori che cambiano ad ogni stagione, hanno spinto la giovane, con una laurea in tasca, ad affrontare il sacrificio e la fatica di una vita in campagna, con un lavoro che inizia allalba e ti riporta a casa sfinito al tramonto. Già dalla laurea triennale- dice la giovane-  avevo capito che quello che volevo fare era rimanere sul mio territorio dove i miei bisnonni, i miei nonni e i miei genitori comunque erano rimasti e hanno sempre portato  avanti unazienda storica, pur  con gli alti e bassi che lhanno caratterizzata nel tempo.  Adesso, grazie magari anche alle mie forze e ad una mentalità più giovane, possiamo dire con soddisfazione che lazienda è  in crescita. E poi, sembrerà  sciocco dirlo, ma il terremoto è stata la conferma che si doveva continuare che non ce ne dovevamo andare via di qua e, anzi,  rimanere proprio sul territorio, usando resistenza, tenacia e passione perché è un tipo di lavoro per il quale se non cè passione non si riesce a fare, perché comunque ci sono tanti sacrifici da dover sopportare ma si viene ripagati anche da tante soddisfazioni e orgoglio.  Io- continua Barbara-  dico sempre a tutti:Che mondo sarebbe senza contadini? Il paesaggio sarebbe deturpato, trascurato e  distrutto e poi, vorrei ricordare quel detto secondo il quale le persone almeno tre volte al giorno hanno bisogno del contadino, perché, comunque siamo noi contadini che portiamo cibo sulle tavole e allora, la terra è una grande cosa. Dell’esperienza sul palco al Circo Massimo di Roma, accanto alla sindaca Virginia Raggi, Barbara dice che è stata una sensazione fortissima. L’ho vissuta con grande  emozione; in realtà- racconta -  la mia è stata una presenza  improvvisata. Ho saputo solo la sera prima che avrei dovuto salire sul palco e non ho avuto il tempo di preparare nulla. Alla fine, è stata una bellissima esperienza perché comunque ho trovato delle persone molto di cuore, disponibili e  a portata di mano anche nel parlare. Debbo dire grazie a Coldiretti che porta sempre avanti con orgoglio il mio nome, come io porto avanti loro: mi sono sempre stati vicini durante i periodi di alti e bassi e anche nel post terremoto, come durante il periodo della neve, quando abbiamo dovuto fare i conti con una burocrazia che ci ha messo sempre i bastoni tra le ruote.  È stata unesperienza forte che a parole non è facile descrivere:  nel salire su un palco così ampio, nel vedere il mio il viso rimbalzare da  tutti gli schermi del Circo Massimo, lemozione è stata  talmente forte che, a parole, è impossibile descriverla .  Per Barbara Bonifazi è stata anche l’occasione per portare all’attenzione di tutto il pubblico presente la situazione difficile che, a distanza di due anni, il suo territorio continua a vivere, nonostante dai media non trapeli niente di tutto questo: Come ho rappresentato alla sindaca Raggi e al presidente  di Coldiretti Moncalvo, l’attenzione è andata un po calando soprattutto da parte dei media nazionali. Da quel palco ho dunque avuta l occasione di ricordare che ci siamo anche noi e che comunque, pur con una serie di grandi difficoltà,  le comunità e le attività agricole come la nostra, ce la mettono tutta per resistere. Sono felice di aver avuto il modo di  far capire la situazione che viviamo, perché in molti credono che a Camerino sia tutto a posto, nella realtà, sono trascorsi due anni e di problemi, se ne vivono ancora tantissimi.  Carla Campetella

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