Prezzo del latte. Il calo preoccupa anche gli allevatori marchigiani

scritto Mercoledì, 20 Febbraio 2019

Prezzo del latte. Anche nelle Marche, si registra una flessione dei ricavi che preoccupa gli allevatori. Il prezzo del latte di pecora oscilla in regione tra i 74 centesimi e 1 euro al litro; i capi ovini e caprini sono circa 158 mila di cui 60 mila in provincia di Macerata e, secondo dati riferiti al 2017, la produzione di latte di pecora sul territorio regionale è di 24 mila quintali, di cui oltre 10 mila quintali solo nella provincia maceratese. Diversa e dunque non paragonabile per gravità a quella dei pastori sardi, la situazione degli allevatori delle Marche è comunque costantemente monitorata da Coldiretti. Un settore importante quello degli allevatori di ovini, soprattutto nell’ottica di filiera corta da molti adottata e che, concentrata particolarmente nelle aree terremotate, si rivela strategica per il territorio. “ Per quel che riguarda il settore ovino e la produzione di latte di pecora - dichiara Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata -  la realtà marchigiana è indubbiamente diversa da quella sarda, vuoi per il tessuto imprenditoriale che è molto diversificato sul territorio, vuoi anche per le tipologie di aziende e per il mercato del latte stesso; nella nostra regione molte piccole e medie aziende agricole che allevano pecore, hanno scelto di diversificare le proprie produzioni, taluni trasformando il prodotto in azienda e quindi valorizzando il latte attraverso il prodotto finito quali formaggi pecorini e ricotte; altri attraverso il conferimento del latte alla trasformazione locale o a qualche piccola cooperativa che, nonostante le difficoltà di mercato, riescono comunque a valorizzare abbastanza bene il latte. È vero che i costi di produzione sono in aumento e che, soprattutto in questo periodo, il costo del foraggio per le aziende che hanno scelto il biologico è elevato- continua Fucili- c’è da considerare tuttavia che, avendo affrontato il mercato per tempo e avendo valorizzato il prodotto attraverso la trasformazione, gli allevatori riescono ancora a stare sul mercato. Quello che lamentano è più che altro il problema legato ai ritardi, alla burocrazia e anche quelli riferiti ai pagamenti di alcune misure legate alla PAC, al piano di pascolamento al benessere animale e alcune misure di aiuto e sostegno da parte della Comunità Europea, perché per chi fa questo tipo di lavoro, purtroppo ci sono ancora dei fondi bloccati dal 2016” .

Fondamentale dunque mantenere l’acquisto di filiera corta in grado di garantire redditività ai tanti allevatori e alle produzioni locali che, nonostante i tanti problemi derivati dal sisma, sono riuscite comunque ad assicurare un prodotto di qualità.

“Assolutamente sì- conclude il presidente di Coldiretti Macerata- l'appello che infatti noi ci sentiamo di fare come Coldiretti e che facciamo sempre, indipendentemente dal prodotto agricolo o agroalimentare di cui si parli, è quello di far crescere la cultura dei consumatori attraverso un acquisto consapevole, quindi il più possibile legato a un territorio, se possibile presso le aziende di produzione, altrimenti, con un'attenta lettura delle etichette e uno studio del prodotto che si va ad acquistare, in quanto l'origine è fondamentale, sia per la qualità del prodotto, sia per sostenere anche l'economia locale”.

C.C.

  Clicca per ascolare il testo Prezzo del latte. Il calo preoccupa anche gli allevatori marchigiani scritto Mercoledì, 20 Febbraio 2019 Prezzo del latte. Anche nelle Marche, si registra una flessione dei ricavi che preoccupa gli allevatori. Il prezzo del latte di pecora oscilla in regione tra i 74 centesimi e 1 euro al litro; i capi ovini e caprini sono circa 158 mila di cui 60 mila in provincia di Macerata e, secondo dati riferiti al 2017, la produzione di latte di pecora sul territorio regionale è di 24 mila quintali, di cui oltre 10 mila quintali solo nella provincia maceratese. Diversa e dunque non paragonabile per gravità a quella dei pastori sardi, la situazione degli allevatori delle Marche è comunque costantemente monitorata da Coldiretti. Un settore importante quello degli allevatori di ovini, soprattutto nell’ottica di filiera corta da molti adottata e che, concentrata particolarmente nelle aree terremotate, si rivela strategica per il territorio. “ Per quel che riguarda il settore ovino e la produzione di latte di pecora - dichiara Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata -  la realtà marchigiana è indubbiamente diversa da quella sarda, vuoi per il tessuto imprenditoriale che è molto diversificato sul territorio, vuoi anche per le tipologie di aziende e per il mercato del latte stesso; nella nostra regione molte piccole e medie aziende agricole che allevano pecore, hanno scelto di diversificare le proprie produzioni, taluni trasformando il prodotto in azienda e quindi valorizzando il latte attraverso il prodotto finito quali formaggi pecorini e ricotte; altri attraverso il conferimento del latte alla trasformazione locale o a qualche piccola cooperativa che, nonostante le difficoltà di mercato, riescono comunque a valorizzare abbastanza bene il latte. È vero che i costi di produzione sono in aumento e che, soprattutto in questo periodo, il costo del foraggio per le aziende che hanno scelto il biologico è elevato- continua Fucili- c’è da considerare tuttavia che, avendo affrontato il mercato per tempo e avendo valorizzato il prodotto attraverso la trasformazione, gli allevatori riescono ancora a stare sul mercato. Quello che lamentano è più che altro il problema legato ai ritardi, alla burocrazia e anche quelli riferiti ai pagamenti di alcune misure legate alla PAC, al piano di pascolamento al benessere animale e alcune misure di aiuto e sostegno da parte della Comunità Europea, perché per chi fa questo tipo di lavoro, purtroppo ci sono ancora dei fondi bloccati dal 2016” . Fondamentale dunque mantenere l’acquisto di filiera corta in grado di garantire redditività ai tanti allevatori e alle produzioni locali che, nonostante i tanti problemi derivati dal sisma, sono riuscite comunque ad assicurare un prodotto di qualità. “Assolutamente sì- conclude il presidente di Coldiretti Macerata- lappello che infatti noi ci sentiamo di fare come Coldiretti e che facciamo sempre, indipendentemente dal prodotto agricolo o agroalimentare di cui si parli, è quello di far crescere la cultura dei consumatori attraverso un acquisto consapevole, quindi il più possibile legato a un territorio, se possibile presso le aziende di produzione, altrimenti, con unattenta lettura delle etichette e uno studio del prodotto che si va ad acquistare, in quanto lorigine è fondamentale, sia per la qualità del prodotto, sia per sostenere anche leconomia locale”. C.C.

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