Anselmi elezionI M. s. martino

 

Proseguono i "Cantieri mobili di storia". Tappe propositive a Ripe e Castelsantangelo

scritto Giovedì, 02 Maggio 2019

L’Appennino che cambia, al centro dell'iniziativa di “ Cantieri mobili di storia” che si svilupperà nelle due giornate di sabato 4 e domenica 5 maggio rispettivamente a Ripe San Ginesio e Castelsantangelo sul Nera, sotto il titolo :"Piccole comunità, capaci di futuro”. La seconda stagione dei Cantieri Mobili di Storia che propone incontri itineranti nei territori colpiti dal sisma, è ripresa a metà a aprile con le tappe di Camporotondo di Fiastrone e Fiastra, nel corso delle quali sono state affrontate le problematiche della manutenzione e cura di un territorio fragile e, analizzate le possibilità di sviluppo e occupazione. L’ evento organizzato dall'Istituto Storico di Macerata, nell'arco di un anno ha già incontrato e ascoltato le comunità appenniniche maceratesi, partendo dalla storia dei paesi e approdando ai problemi e alle prospettive del dopo terremoto. Il 2018 ha visto crescere le collaborazioni con i gruppi e le associazioni dell'Appennino e intensificarsi le relazioni con le comunità del dopo sisma, grazie a progetti nelle scuole e laboratori di comunità. Il secondo ciclo di incontri presenta alcune novità: sono state individuate tematiche di rilevanza storica ma che costituiscono importanti spunti di riflessione e di progettualità per l'immediato futuro delle zone del sisma; gli incontri, si aprono al confronto con altre zone degli Appennini centro-settentrionali e centro-meridionali; esperienze innovative di comunità che stanno sperimentando nuovi percorsi di ripresa, nuovi modi di abitare la montagna, nuovi modelli e stili di vita. Pensati dai docenti Paolo Coppari presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Macerata e Marco Moroni, gli incontri sono coordinati da Marco Giovagnoli, docente di Sociologia dei processi economici e del Lavoro all'Università di Camerino.

Marco Giovagnoli

“ Da poco si è avviato il secondo ciclo di cammino per il progetto dei "Cantieri mobili di storia" e,–spiega Marco Giovagnoli- l'intento, l'ispirazione e Il progetto, è quello di essere chiaramente riflessivi dal punto di vista analitico sulla situazione attuale ma  pensare anche ad una prospettiva di lungo periodo con le comunità. Proprio da questo punto rivista sono già stati organizzati due incontri tenutisi l’uno a Camporotondo di Fiastrone e l’altro a Fiastra, nel corso dei quali sono stati introdotti alcuni argomenti particolarmente interessanti, decisivi per questo territorio e, sempre, nella prospettiva di continuo richiamo fra la storia e ciò che la storia può indicarci per il futuro. Sabato 4 maggio saremo a Ripe San Ginesio, realtà molto dinamica dove approfondiremo l’aspetto dei borghi capaci di futuro, analizzando le prospettive di chi sta già lavorando per identificare le proprie, originali traiettorie di sviluppo. Il 5 maggio saremo invece a Castelsantangelo sul Nera e avremo il piacere di avere con noi anche gli amici dell’Istituto Alcide Cervi di Gattatico (RE) con il quale l’’Università di Camerino ha in atto una convenzione e, i cui studi sul paesaggio hanno una forte impronta propositiva . Un altro interessante contributo sarà portato da Walter Materassi, il quale introdurrà il tema del lavoro, cruciale per questi territori. Presidente della cooperativa di comunità “Foiatonda” di Madonna dei Fornelli, Materassi esporrà l’esperienza di questi modelli d’innovazione sociale che contribuiscono a creare sinergia e coesione tra le comunità. Dunque- conclude il prof. Marco Giovagnoli- questa tornata dei “Cantieri mobili di storia”, ha un taglio decisamente propositivo”.

Prossime tappe sono previste l’1 e 2 giugno a Bolognola ed Ussita sul tema “ Giovani in agricoltura : antiche e nuove forme associative e di gestione collettiva. Conclusione a Muccia l’8 giugno come momento di confronto sui temi toccati nei sei precedenti incontri e sulle proposte emerse. L’incontro dal titolo 6 proposte per il prossimo" futuro, sarà un’assemblea con le comunità del doposisma, rappresentanti dell’Ufficio Speciale Ricostruzione e della Regione Marche.

C.C.

 

 

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