Notizie di economia nelle Marche
Un andamento positivo del settore edile dal 2016.
E' quanto è emerso dopo la conferenza con Cgil, Cisl e Uil per l'accordo E.V.R. sottoscritto per i lavoratori che nella provincia di Macerata sono inquadrati nel contratto nazionale Edile Industria.
A parlarne è il segretario di Fillea Cgil, Massimo De luca ai microfoni di Radio C1 InBlu.
Oltre ad importanti novità che riguardano infatti i lavoratori edili che hanno acquisito maggiori diritti, i numeri che spiccano sono quelli che riguardano la ripresa del settore.

"C'è una crescita - spiega De luca - che si registra dal 2016 grazie alla ricostruzione. Anche se questa stenta a partire, rispetto agli anni della crisi nera dell'edilizia si hanno numeri confortanti rispetto ai cantieri che si sono aperti.
Numeri che vanno da un abbondante 10% di operai in più e 10% di aziende in più presenti nel nostro territorio".

GS
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Non sono rassicuranti le informazioni arrivate dalla riunione del 24 luglio scorso tra il gruppo finanziario che ha acquisito la Fedrigoni, le rappresentanze sindacali e le maestranze.
Il gruppo, infatti, ha dichiarato che la parte inerente la produzione della cartamoneta a Fabriano è sul mercato e quindi soggetta ad eventuali valutazioni di vendita.

Preoccupazione, quindi, per le maestranze e per il futuro di una delle lavorazioni più tradizionali che vantava la regione Marche.

Lo stabilimento di Pioraco, invece, in parte ricostruito dopo il sisma del 2016, sembra diventare una cattedrale nel deserto dal momento che la struttura ricostruita avrebbe dovuto ospitare un nuovo macchinario per creare occupazione e sviluppo, ma che non è mai arrivato.

Infine, molta apprensione per le indiscrezioni che riguardano lo stabilimento di Castelraimondo.

Ci sarebbe, infatti, la possibilità di dismissione dello stabilimento tanto che i lavoratori potrebbero essere trasferiti in quello di Rocchetta, a Fabriano.

GS
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Giovedì, 25 Luglio 2019 13:05

Delsa, mezzo secolo di sogni

Ha festeggiato il mezzo secolo di storia l’azienda di Belforte del Chienti che dal 1969 realizza i sogni delle spose di tutto il mondo. Questa mattina, nella sede della Delsa, la consegna delle targhe in occasione del 50esimo anniversario della fondazione, da parte del direttore di Confindustria Macerata, Gianni Niccolò, e del sindaco di Belforte del Chienti, Alessio Vita, in una cerimonia a cui ha partecipato anche il comandante della compagnia dei carabinieri di Tolentino, Giacomo De Carlini.

“Questa azienda rappresenta il brand di questo territorio - ha detto Gianni Niccolò - . Quel giusto connubio che deve esserci tra l’arte del sapere fare e l’artigianato di qualità, che sono anche i temi delle radici e dell’unione con questo territorio nato dal modus operandi dei nostri operai e collaboratori. Qui vediamo quanto sia difficile un settore come quello degli abiti da sposa in cui bisogna conservare questa arte e conoscenza. È importante non perdere il legame con queste aziende che rappresentano forse la cinghia di trasmissione più importante con il territorio, anche in termini relazionali”.

Orgoglioso di questa realtà che ha portato il nome di Belforte in tutto il mondo, il primo cittadino: “È segno di grande imprenditorialità restare in un paese piccolo come il nostro ed esportare capolavori in tutto il mondo - ha detto Alessio Vita - . Significa che una azienda portata avanti da persone che fanno la differenza hanno lavorato molto bene. La targa del Comune è il minimo segno di riconoscenza ad una azienda che ha  dato e continua a dare tanto per il nostro territorio”.

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I titolari con il sindaco Vita e il direttore di Confindustria Gianni Niccolò

Una realtà produttiva fondata da una donna, Maria Cristina Craglia, insignita del titolo di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e che oggi viene portata avanti dai figli, Gian Luca, Gabriele, Gigliola e Rosella Salvucci e dalla nuora Teresa Lucaroni.
Accanto a loro, la nipote, Anna Cristina Salvucci.
“Siamo finalmente arrivati a questo grande traguardo, è stato un lungo cammino, un bellissimo percorso, tante belle esperienze - dice Gian Luca Salvucci - ma anche difficoltà.  Comunque siamo qui ancora uniti e appassionati di questo bellissimo lavoro. Un traguardo raggiunto grazie alle lavoratrici e ai lavoratori che da cinquant’anni portano avanti con dedizione e passione il loro mestiere realizzando i sogni di tutte le spose”.

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Il modello più venduto con la torta

A fare da sfondo alla cerimonia, la torta realizzata dal maestro pasticcere Roberto Cantolacqua con la riproduzione del modello 4725, l’abito più venduto nei 50 anni della Delsa di cui è stato esposto il campione originale. Solo una parte della mostra che l’azienda ha realizzato per raccontare il mezzo secolo di abiti e che aveva esposto all’hotel Horizon di Montegranaro e all’hotel Klima di Milano in occasione della presentazione delle collezioni 2020.

Giulia Sancricca

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le maestranze

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Dopo oltre 10 anni di assenza, torna nelle Marche la prima storica raccolta della barbabietola da zucchero. A spiegare cosa era accaduto da dieci anni a questa parte è il presidente di Coldiretti, Francesco Fucili: "Nel nostro territorio - dice - storicamente la barbabietola da zucchero era coltivata per la vocazione dei terrenti, per la maestria degli agricoltori e per il grande numeto di stabilimenti.
Poi, con le quoite comunitarie, le assegnazioni di barbabietole alla nostra regione sono andate via via scemando, fino a 10 anni fa, quando gli stabilimenti hanno cominciato a chiudere. L'ultimo è stato quello di Jesi e con questo c'è stata la fine di un settore remunerativo per le Marche.
Oggi - spiega - c'è stata la riscoperta di zucchero di qualità e grazie alla Cooperativa Copro B, insieme a Coldiretti, si sta puntando allo zucchero destinato soprattutto all'industria dolciaria. Si tratta di zucchero biologico e per questo motivo investiamo su superfici di territorio marchigiane per coltivare barbabietole da zucchero biologico con contratti stipulati con gli agricoltori, ai quali vengono riconosciuti prezzi interessanti per le barbaietole prodotte".

GS


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"La presentazione del Piano Industriale di Gruppo che tenga conto di una attenta ed approfondita valutazione sul futuro della produzione carte valori e di investimenti e garanzie occupazionali per tutti gli stabilimenti marchigiani".
Sono le richieste che l
e RSU degli stabilimenti del gruppo Fedrigoni di Fabriano, Rocchetta, Pioraco e Castelraimondo, insieme a Uil, Cgil e Cisl chiedono all'azienda.
Attraverso una nota, infatti, esprimono "forte preoccupazione per la situazione degli stabilimenti marchigiani. In merito alle ultime vicende, ad oggi i lavoratori hanno garanzie di lavoro solamente fino al 31 dicembre 2019. Stessa incertezza che persiste nell’area maceratese sul futuro industriale dei due stabilimenti ad oggi ancora in attesa di definizione.


A seguito delle assemblee tenutesi negli stabilimenti di Fabriano nelle scorse settimane, è scaturita con forza da parte di tutti i lavoratori la volontà di ottenere delle risposte chiare sul futuro occupazionale; l’azienda ha  convocato un incontro per il giorno 24 luglio prossimo a Verona, nel quale - annunciano - chiederemo con forza di avere un quadro d’insieme del futuro produttivo in attesa della presentazione a breve termine del piano industriale".

La Fedrigoni è stata acquistata dal gruppo finanziario Bain Capital da oltre un anno e "i problemi - stando alla nota delle RSU - non riguardano solamente il settore “area valori“ dello stabilimento di Fabriano ma anche gli altri siti produttivi marchigiani a partire dal non utilizzo di macchinari acquistati e non messi in funzione nello stabilimento di Pioraco, lo spostamento di personale da uno stabilimento all’altro senza trascurare il mancato rinnovo di circa 40 lavoratori a tempo determinato scaduti nei giorni scorsi".

GS



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Una stagione da incubo per via del meteo ma la perizia degli agricoltori marchigiani ha salvato la qualità. A trebbiatura finita si iniziano a tirare le somme nelle campagne delle Marche, terza regione cerealicola d’Italia per quanto riguarda il grano duro.
"La stima di qualche giorno fa - si legge in una nota della Coldiretti - , che vedeva un calo medio tra il 5 e il 10% della produzione dovrebbe essere rispettata ma la situazione in regione è totalmente disomogenea, sulla base di quanto conferito dagli agricoltori ai Consorzi agrari. Si passa da zone di pianura dove si è registrata una buona resa, a campi in collina che più hanno subito l’andamento scostante del clima con i primi mesi privi di piogge, un maggio freddo e piovoso e il torrido giugno. La tromba d’aria che la scorsa settimana ha attraversato la regione è arrivata quando il più era fatto. Nelle aree più vicine alla costa la trebbiatura era già conclusa. In quelle collinari, dove le operazioni erano agli sgoccioli, la forza degli elementi è stata meno distruttiva".
Poi la dichiarazione della presidente di Coldiretti Marche: “Il grano marchigiano continua a rappresentare un'eccellenza agricola del nostro territorio – commenta Maria Letizia Gardoni - . Nonostante i disagi e i danni subiti dalle ripetute ondate di maltempo, la trebbiatura è andata a buon fine non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi con un'ottima percentuale di proteina. La tecnica e la capacità produttiva dei nostri imprenditori, legate ai contratti di filiera e al recupero di antiche varietà, fanno del frumento un comparto economico di indiscusso rilievo per una regione come la nostra da sempre riconosciuta come culla dell'attività cerealicola”.
Le Marche dovrebbero mantenere la terza piazza d’Italia come produzione di grano duro, dietro a Puglia e Sicilia. Le province che vantano la produzione maggiore sono Ancona e Macerata. Secondo un’elaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat rappresentano, con oltre 3,5 milioni di quintali, quasi l’80% del totale regionale. Bene l’orzo sia per produzione che per qualità: si stima una produzione in aumento tra il 5 e il 10%. Bene anche il grano tenero.
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Martedì, 16 Luglio 2019 15:01

La Pasta di Camerino approda su RaiUno

Le telecamere di UnoMattina Estate di RaiUno sono entrate nell’azienda della famiglia Maccari per raccontare il procedimento artigianale di selezione di ingredienti 100% italiani e produzione di pasta all'uovo con filiera garantita e commercializzate con il marchio La Pasta di Camerino. 
Ad attendere la troupe televisiva in azienda per visitare il pastificio e conoscere anche il nuovo prodotto Hammurabi, grano antico di eccellenza monococco, macinato a pietra c’erano il Direttore Federico Maccari che ha risposto anche alle domande della giornalista Desy D’Addario, il fratello minore Lorenzo direttore di produzione e i fondatori dell'azienda Gaetano Maccari e Mara Mogliani, la famiglia della pasta delle Marche.

L’intervista andrà in onda domani intorno alle 9.05 nel corso della programmazione della trasmissione che inizia alle 6.45 e termina alle 10.00 in uno spazio particolarmente dedicato alla pasta come prodotto di eccellenza della cucina italiana riconoscendo a La Pasta di Camerino il merito di proporre in commercio un prodotto di eccellenza ad un prezzo molto competitivo ma anche un portabandiera di un territorio incontaminato che rappresenta bene l’essenza delle Marche.

“Non c’è un’altra pasta come la nostra perché nessuno garantisce ingredienti 100% italiani come noi – ha ricordato nella sua intervista Maccari - . Oltre alla tradizionale pasta all’uovo e alla pasta di semola, la grande novità è Hammurabi, pasta di grano antico monococco integrale 100% italianomacinato a pietra realizzata e commercializzata sempre con il marchio La Pasta di Camerino.

E’ un prodotto con caratteristiche organolettiche straordinarie e uniche nel mondo della pasta – ha spiegato - per l’altissimo contenuto di proteine 20%, alto contenuto di fibre e di molti minerali tra i quali fosforo, ferro e magnesio ed un bassissimo indice di glutine”. Per le sue proprietà nutrizionali è destinata a coloro che sono attenti al proprio benessere ed al mangiare sano e a tutti coloro che praticano sport".
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“Stop al cibo anonimo - Una firma per difendere la salute e prevenire le frodi alimentari”.  E’ questo il titolo della raccolta firme messa in campo da Coldiretti per chiedere che nelle etichetti, a livello europeo, venga inserita l’origine degli alimenti. A spiegarlo è Giancarlo Nasini dell’associazione: “Una petizione – dice - che stiamo portando avanti a livello europeo perché chiediamo all’Europa di rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti.

In Italia buona parte dei prodotti alimentari che troviamo sul banco sono già etichettati, ma noi vorremmo che questo nostro provvedimento diventi obbligatorio in Europa e lo diventi per tutti.
Si tratta di una richiesta per la salute di tutti – precisa - perché siamo a conoscenza di casi di contraffazione e frodi alimentari che rappresentano un rischio grande per la nostra salute, soprattutto se questi diventano ingredienti tossici e soprattutto per i Paesi dove non ci sono norme sull’igiene e sulla sicurezza alimentare.
Una etichetta chiara – dice - può essere utile a prevenire e combattere tutti gli scandali che hanno riguardato il cibo e difendere la nostra salute.
E’ una battaglia rivolta non solo al mondo agricolo ma a tutti i cittadini. Dobbiamo raccogliere oltre un milione di firme anche con gli altri Paesi europei.

Le firme – conclude - potranno essere raccolte negli uffici della Coldiretti con un documento di identità e anche online sul sito www.scegliorigine.coldiretti.it”.

GS

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Il servizio di Bonifico Istantaneo, attivo da oggi, è rivolto agli oltre 4 milioni di clienti della Banca e garantisce in massima sicurezza il trasferimento di denaro in tempo reale. Rappresenta un ulteriore tassello nell’innovazione dei sistemi di pagamento di UBI e rientra nella più complessiva strategia di miglioramento dei servizi alla clientela. UBI Banca lancia, per i suoi correntisti, la nuova tipologia di bonifico SEPA che prevede l’esecuzione e l’accredito in un tempo massimo inferiore ai 10 secondi. Il sistema di pagamento attivo da oggi e operativo 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno, consente il trasferimento istantaneo di importi fino a 15mila euro ed è stato realizzato grazie alla tecnologia Nexi, la Paytech delle banche, leader nel mercato dei pagamenti digitali in Italia. Il servizio sarà disponibile sui canali Qui UBI, Qui UBI Affari, Digital Banking Imprese, su tutte le app del Gruppo e allo sportello
Il Bonifico Istantaneo nasce sulla piattaforma Nexi, basata su un’infrastruttura aperta e garantisce massima sicurezza e tracciabilità di ogni pagamento. Molti i vantaggi di cui beneficeranno tutti i clienti di UBI Banca privati, professionisti e imprese: semplicità, familiarità, riduzione delle tensioni di cassa e liquidità, fino all’ottimizzazione della gestione del circolante.
“L’innovazione continua a rappresentare una priorità per UBI Banca nell’ottica di un miglioramento dei servizi offerti alla clientela”, afferma Natascia Noveri, Responsabile Marketing di UBI Banca. “Il nuovo bonifico istantaneo consentirà di agevolare il trasferimento di denaro senza attendere i tempi tecnici di accredito del bonifico ordinario e rendendo possibile tutte quelle transazioni che necessitano di una conferma contestuale del pagamento, ad esempio la compravendita di beni usati tra privati piuttosto che lo sblocco di forniture tra imprese. Si tratta di una conferma della strategia del nostro istituto di credito che punta all’evoluzione e al miglioramento dell’esperienza del cliente, sfruttando tecnologie sicure, semplici, ma soprattutto utili al pubblico che si affida ai servizi finanziari della Banca”.
“Siamo soddisfatti che UBI abbia scelto la nostra piattaforma per i bonifici istantanei”,  afferma Renato Martini, Digital Banking Solutions Director di Nexi. “E’ una soluzione end to end per le nostre Banche Partner che garantisce tempi di risposta molto veloci (<3 sec) e un livello di servizio prossimo al 100%, già testato anche su volumi di oltre 200 milioni di transazioni all’anno. È una piattaforma interoperabile a livello europeo ed è sviluppata in piena conformità con le specifiche definite dall’European Payment Council. Grazie agli Instant payments sono attesi forti benefici in termini di efficienza operativa e risparmi di costo legati a minore uso del contante e degli strumenti cartacei”.

Il Bonifico Istantaneo è solo l’ultimo servizio in ordine cronologico. Di recente, infatti, l’istituto di credito è sbarcato sui principali digital wallet in circolazione (Samsung Pay e Google Pay). Il centro di innovazione dedicato ai servizi bancari di UBI Banca, che conta attualmente 150 professionisti dedicati al soddisfacimento dei bisogni bancari grazie all’implementazioni di soluzioni all’avanguardia, continuerà a lavorare in questa direzione. Basti pensare che, nel triennio 2016-2018 UBI Banca ha investito circa 164 milioni di euro in innovazione, mentre per il quadriennio 2016-2019 sono stati stanziati più di 13 milioni di euro in cybersecurity. Un’evoluzione costante che tiene in considerazione la multicanalità dell’esperienza bancaria di oggi. Per il rinnovamento delle filiali, infatti, grazie anche alle tecnologie utilizzate, il Piano Industriale al 2019/2020 ha previsto una spesa di 240 milioni di euro.
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Non una azienda che riparte, ma che non si è mai fermata e che continua ad investire nel futuro di un territorio sofferente.

È l’Edilcasa Caccamo che con l’inaugurazione del nuovo show-room e della nuova struttura dedicata alla ferramenta continua a dare un segnale positivo e di attaccamento al territorio dove è nata l’8 dicembre 1957.

Una grande festa, questo pomeriggio, per il taglio del nastro all’interno della nuova esposizione dove il titolare, Claudio Eustacchi, ha dimostrato di essere un imprenditore al fianco dei suoi dipendenti e dei clienti che, negli anni, ha servito.

Una attenzione, quella al territorio e alla gente che ci lavora, sottolineata anche dal presidente di Confindustria Macerata, Gianluca Pesarini.

“I clienti - ha detto l’architetto che ha curato lo show-room, Andrea Tartuferi - quando entrano in Edilcasa vengono accolti con tanta attenzione. È da questo modo di lavorare che siamo partiti per rinnovare gli spazi”.

Nella struttura demolita e ricostruita dopo il sisma su progetto dell’architetto Andrea Gianfelici, c’è spazio invece per la ferramenta, per il self service e per il materiale antinfortunistico. Un soppalco è stato poi creato per la formazione dei lavoratori e delle ditte partner.

La vicinanza di Edilcasa al territorio è stata ribadita anche con la premiazione di cinque realtà sportive che la ditta ha sostenuto economicamente e che quest’anno si sono distinte nei rispettivi campionati. Sono l’Adus Caldarola Volley, gli Arcieri del Medio Chienti, la Usd Palombese, l’Us Tolentino e la Lube.

La serata è proseguita con un buffet di prodotti tipici del territorio e tanta musica.




L’argomento sarà approfondito con un servizio video e uno speciale nella prossima edizione de L’Appennino Camerte.




GS
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