Non un semplice ristorante, ma un'esperienza enogastronomica a tutto campo. Sabato 15 dicembre, nello storico locale dell'ex club Le Quattro Porte, a Macerata debutta "Vere Italie", grazie all'iniziativa della famiglia Parcaroli, titolare del Gruppo Med, che allarga i propri obiettivi e orizzonti. 

"Abbiamo allargato i nostri interessi portandoli in un settore che da tempo avevamo nel cuore - così Stefano Parcaroli - Dall'elettronica all'enogastronomia. In realtà Vere Italie non vuole essere solo un ristorante, ma rappresenterà la nostra concenzione di offerta turistica per il territorio. Una nuova esperienza per il visitatore con un'offerta a tutto tondo, dal ristorante alla caffetteria, dall'aperitivo all'American bar rivisto con prodotti made in Italy, ma anche un locale dove acquistare i prodotti tipici del territorio o dove seguire corsi di cucina".

Un'esperienza che parte da Macerata con il sogno per la famiglia Parcaroli di guardare anche all'entroterra. "Camerino e il suo territorio rappresentano le nostre origini - continua Stefano Parcaroli - Quindi perchè non guardare anche all'entroterra maceratese per i futuri sviluppi, considerato che il nostro territorio ne ha bisogno. In realtà già lo stiamo facendo, considerato che tutti i produttori che andranno a popolare i nostri scaffali e a fornirci le materie prime per i nostri piatti sono in gran numero provenienti dal territorio camerinese".

"Vere Italie rappresenta il prodotto di vere eccellenze imprenditoriali capaci di investire sul territorio - le parole del vice sindaco di Macerata Stefania Monteverde - nella consapevolezza che da questo territorio possono ricevere tanto per far volare questi luoghi verso l'Italia e verso il mondo. La vera eccellenza è quella di valorizzare tutta la Marca maceratese, un gioiello da far conoscere".  

 

stefano parcaroli

 

sandro parcaroli

  

 

Parole forti e la richiesta di dimissioni per l’assessore maceratese Stefania Monteverde. Poi un aspro faccia a faccia col sindaco Romano Carancini. 

Questo il risultato della visita dell’europarlamentare Alessandra Mussolini a Macerata. Era a Bruxelles, ha detto, ma non appena il consigliere comunale Debora Pantana le ha fatto sapere quando accaduto in piazza Cesare Battisti il 25 aprile, ha deciso di prendere un aereo e venire in città.

Nel giorno del ricordo della Liberazione infatti, il gruppo Antifa ha allestito, di fronte al bar Venanzetti, il gioco della pignatta con il fantoccio del duce, scimmiottando in maniera grottesca i fatti di piazzale Loreto. Cosa più grave, il gioco era rivolto ai bambini e alle bambine che passavano di lì. In premio, nel momento in cui la testa del fantoccio è stata spaccata, tante caramelle. 

Il gesto ha scatenato reazioni bipartisan, e l’amministrazione soltanto 24 ore dopo, ha preso le distanze definendolo “ignobile”.

Affiancata dal gruppo maceratese di Forza Italia, Mussolini aveva portato con se una scatola di vermi: “Una volta mi recai in Veneto - ha raccontato - e nei pressi dell’hotel in cui mi trovavo mi gettarono dei vermi per farmi capire che non ero ben accetta. Ho ripensato a quel gesto. I vermi hanno una loro funzione nell’ecosistema. Ma l’assessore Stefania Monteverde non ha neanche quello. Non volevo credere alle sue parole, eppure si occupa di cultura e infanzia. Quello che è accaduto qui - ha aggiunto - è una cosa così grave, antieducativa. È una manipolazione violenta di un fatto atroce, di uno scempio che non va rievocato. Se dopo tanti anni continuiamo con la violenza e con l’odio, allora non ci sarà mai una pacificazione”.

Tanto astio nei confronti della Monteverde, deriva da alcune affermazioni della stessa in un post pubblicato su Facebook ma estrapolate da un contesto di riferimento che non era quello di pizza Cesare Battisti. Parole insomma mal interpretate e diffuse anche da un giornale online, da cui si sarebbe scatenata la bufera nei confronti dell’assessore alla cultura.

Alessandra Mussolini 2

“Pretendo delle scuse alla mia famiglia - ha poi detto l’onorevole - perché non si può non essere coscienti dell’impatto che possono avere certe iniziative nel giorno del 25 aprile. Se la destra avesse fatto giocare alla pignatta i bambini, facendoli colpire un fantoccio raffigurante un partigiano, sarebbe stato considerato un gesto gravissimo”. La Mussolini non ha poi potuto fare a meno di ricordare l’efferato omicidio di Pamela Mastropietro, ritenendo ancora più grave il gesto degli Antifa proprio in virtù dei fatti recentemente avvenuti a Macerata: “Non lancerò i vermi alla Monteverde - è tornata a dire - in onore di Pamela. Proprio per quello che è accaduto in questa città, si dovrebbe tutti fare un sforzo in più, soprattutto l’amministrazione, per non alimentare la cultura dell’odio. Chiedo un incontro al sindaco (poi ottenuto, ndr) e le dimissioni della signora Monteverde. Gli vengano ritirate le deleghe. Eppure mi sorprende perché le donne di solito hanno una marcia in più”.

Dopo la conferenza stampa al bar Venanzetti, l’europarlamentare ha ottenuto l’incontro col sindaco Carancini. In realtà si è trattato di un asprissimo faccia a faccia di pochissimi minuti in cui le voci della Mussolini e del primo cittadino si sono sovrapposte fino ad arrivare ad accusarsi reciprocamente.

“Pretendo che chieda scusa alla città e alla mia famiglia - ha più volte ripetuto l’onorevole -. Chieda scusa a me”.

A questo ha ribattuto il sindaco:  “Ho già condannato esplicitamente quel gesto. Ho già detto di ritenerlo ignobile. Lei si deve vergognare per quello che ha detto stamattina. Lei chieda scusa, piuttosto, all’amministrazione per aver insultato la Monteverde”.

Il battibecco si è concluso con la Mussolini che ha definito il primo cittadino una persona “disumana e incivile”, dopo di che, l’ultima tappa è stata in Prefettura dove ha incontrato il Prefetto Roberta Preziotti.

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