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Disservizi Poste Italiane, il Sindaco di Treia Capponi chiede interventi immediati

Martedì, 05 Gennaio 2021 17:50 | Letto 449 volte   Clicca per ascolare il testo Disservizi Poste Italiane, il Sindaco di Treia Capponi chiede interventi immediati Forti limitazioni, riduzione degli orari e dei giorni di apertura, lunghe file agli sportelli: il sindaco di Treia Franco Capponi denuncia i disservizi di Poste Italiane nel suo comune e invita le istituzioni alla convocazione di un tavolo tecnico. Nella nota diramata dal primo cittadino treiese si legge: “La riduzione degli orari di apertura al pubblico degli uffici postali e la carenza di postamat, almeno laddove non siano presenti sportelli bancari, stanno diventando problemi insostenibili per molti Comuni Marchigiani, soprattutto quelli periferici, delle frazioni e di piccole dimensioni situati nell’entroterra. Una situazione insostenibile nel Comune di Treia, soprattutto negli sportelli di Chiesanuova (aperto solo tre giorni a settimana e con un solo operatore a fronte di centinaia di utenti) e Passo Treia (sportello situato in una zona carente di parcheggi e di pericolo per il traffico veicolare e di pedoni) dove in queste settimane abbiamo riscontrato code sempre più lunghe fuori dagli uffici postali del nostro territorio, con difficoltà anche nella gestione in sicurezza dei clienti in attesa. Il disagio è anche acuito dalle temperature rigide che ci accompagneranno almeno per qualche mese, per tutti gli utenti ma in particolare per quelli più anziani e per le fasce deboli della popolazione che cercano riparo nei portici o nei pochissimi spazi protetti delle vicinanze procurando assembramenti davvero pericolosi in questo periodo di ripresa delle infezioni da COVID – 19. Per questo motivo sono a richiedere, attraverso questa lettera, la Convocazione di un tavolo ANCI regionale per mettere in campo azioni più organizzate di tutti i Comuni che hanno segnalato, come il mio, situazioni di “grave criticità”. La presente viene inviata, inoltre, al presidente della Regione Marche, al Prefetto di Macerata e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per avere risposte in merito alla riorganizzazione degli orari e dei giorni di apertura degli uffici postali Marchigiani, vista la ripresa degli innumerevoli adempimenti correlati al riavvio dei versamenti dei tributi e delle cartelle esattoriali e fiscali che tra pochi giorni verranno re-inviate a tutti i cittadini. Sappiamo bene che le difficoltà correlate alla pandemia hanno costretto alla rivisitazione dell’organizzazione anche di Poste Italiane ma la tutela degli utenti e dei propri dipendenti, dovrebbe essere sviluppata di pari passo con le necessità dell’utenza che ha bisogno di migliori servizi (tra l’altro servizi essenziali) come noi Comuni abbiamo di fatto messo a disposizione. Crediamo sia un dovere sociale e morale ritornare a garantire in sicurezza questi servizi che erano già carenti e che in questo periodo sono stati invece ulteriormente ridotti con l’effetto opposto al dilazionamento dellutenza, che si pone come misura contingibile e necessaria in questa fase pandemica per evitare assembramenti. Chiediamo ad Anci Marche e al Presidente della Regione Marche di attivarsi velocemente, convocando un tavolo regionale e sollecitando Poste Italiane con una missiva, per giungere a una soluzione della problematica come avvenuto in altre regioni Italiane”. Red.
Forti limitazioni, riduzione degli orari e dei giorni di apertura, lunghe file agli sportelli: il sindaco di Treia Franco Capponi denuncia i disservizi di Poste Italiane nel suo comune e invita le istituzioni alla convocazione di un tavolo tecnico.

Nella nota diramata dal primo cittadino treiese si legge: “La riduzione degli orari di apertura al pubblico degli uffici postali e la carenza di postamat, almeno laddove non siano presenti sportelli bancari, stanno diventando problemi insostenibili per molti Comuni Marchigiani, soprattutto quelli periferici, delle frazioni e di piccole dimensioni situati nell’entroterra.

Una situazione insostenibile nel Comune di Treia, soprattutto negli sportelli di Chiesanuova (aperto solo tre giorni a settimana e con un solo operatore a fronte di centinaia di utenti) e Passo Treia (sportello situato in una zona carente di parcheggi e di pericolo per il traffico veicolare e di pedoni) dove in queste settimane abbiamo riscontrato code sempre più lunghe fuori dagli uffici postali del nostro territorio, con difficoltà anche nella gestione in sicurezza dei clienti in attesa.

Il disagio è anche acuito dalle temperature rigide che ci accompagneranno almeno per qualche mese, per tutti gli utenti ma in particolare per quelli più anziani e per le fasce deboli della popolazione che cercano riparo nei portici o nei pochissimi spazi protetti delle vicinanze procurando assembramenti davvero pericolosi in questo periodo di ripresa delle infezioni da COVID – 19.

Per questo motivo sono a richiedere, attraverso questa lettera, la Convocazione di un tavolo ANCI regionale per mettere in campo azioni più organizzate di tutti i Comuni che hanno segnalato, come il mio, situazioni di “grave criticità”. La presente viene inviata, inoltre, al presidente della Regione Marche, al Prefetto di Macerata e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per avere risposte in merito alla riorganizzazione degli orari e dei giorni di apertura degli uffici postali Marchigiani, vista la ripresa degli innumerevoli adempimenti correlati al riavvio dei versamenti dei tributi e delle cartelle esattoriali e fiscali che tra pochi giorni verranno re-inviate a tutti i cittadini.

Sappiamo bene che le difficoltà correlate alla pandemia hanno costretto alla rivisitazione dell’organizzazione anche di Poste Italiane ma la tutela degli utenti e dei propri dipendenti, dovrebbe essere sviluppata di pari passo con le necessità dell’utenza che ha bisogno di migliori servizi (tra l’altro servizi essenziali) come noi Comuni abbiamo di fatto messo a disposizione.

Crediamo sia un dovere sociale e morale ritornare a garantire in sicurezza questi servizi che erano già carenti e che in questo periodo sono stati invece ulteriormente ridotti con l’effetto opposto al dilazionamento dell'utenza, che si pone come misura contingibile e necessaria in questa fase pandemica per evitare assembramenti.

Chiediamo ad Anci Marche e al Presidente della Regione Marche di attivarsi velocemente, convocando un tavolo regionale e sollecitando Poste Italiane con una missiva, per giungere a una soluzione della problematica come avvenuto in altre regioni Italiane”.

Red.

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