Banca chiusa a Valfornace, Luciani: "L'amministrazione non ha fatto nulla"

Giovedì, 02 Settembre 2021 09:03 | Letto 565 volte   Clicca per ascolare il testo Banca chiusa a Valfornace, Luciani: "L'amministrazione non ha fatto nulla" Bisognava coinvolgere la minoranza, la cittadinanza e gli organi sovracomunali.Il consigliere di opposizione di Valfornace, Sandro Luciani, interviene sulla chiusura della filiale di Banca Intesa San Paolo nel suo Comune e in quello di Fiastra.Una vicenda che ha fatto molto discutere nellentroterra, impoverito di un altro servizio importante.Nel merito di Valfornace Luciani scrive che il capoluogo ha perso la filiale per inettitudine dell’attuale amministrazione comunale. C’è stato un incontro tra il sindaco e il direttore regionale Emilia-Romagna e Marche dell’istituto di credito, Cristina Balbo, insieme a Pierbruno Emiliani della filiale di Fabriano.L’incontro - specifica Luciani nella nota - doveva servire per valutare la situazione e per discutere la decisione, assunta da Banca Intesa, di chiudere la filiale di Valfornace, dopo l’assorbimento del Gruppo UBI. L’amministrazione comunale è riuscita ad ottenere soltanto un bancomat e un consulente a distanza. Si tratta di un fatto gravissimo, perché i territori comunali e le loro popolazioni hanno perso, in questo modo, un servizio fondamentale per ogni tipo di attività economica e sociale. È un altro segnale di decadenza del nostro Comune - denuncia - , che sta avvenendo nel più totale silenzio, la cui responsabilità è totalmente da attribuire agli attuali amministratori e al loro scarso dinamismo.Secondo il consigliere di opposizione sarebbe stato necessario coinvolgere non solo la minoranza consiliare, ma anche l’intera cittadinanza, unitamente al presidente della Regione Marche e al commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Soltanto attraverso un incontro pubblico, nel quale coinvolgere anche l’amministrazione di Fiastra, sarebbe stato possibile mettere in atto un’azione più incisiva per convincere Banca Intesa a lasciare aperta la filiale. Il sindaco di Valfornace, invece, non solo non ha fatto assolutamente nulla, ma ha anche accettato la decisione già presa dall’istituto di credito, facendo passare la concessione di un bancomat come una conquista di un certo rilievo. È sconfortante questo atteggiamento, che sta danneggiando tutte le attività economiche del Comune, senza contare le difficoltà alle quali andrà incontro una popolazione composta in maggioranza da persone anziane.La minoranza ribatte, così, anche alle rassicurazioni del sindaco Massimo Citracca che ha dichiarato di continuare a lottare per il nostro territorio e per i suoi abitanti”.Luciani conclude infatti la nota chiedendo proprio di voler conoscere come il primo cittadino intenda lottare dal momento che non ha fatto nulla, disinteressandosi totalmente delle sorti del suo Comune. Tutto quello di cui è stato capace è fare una foto con la Balbo al termine dell’incontro.GS
"Bisognava coinvolgere la minoranza, la cittadinanza e gli organi sovracomunali".
Il consigliere di opposizione di Valfornace, Sandro Luciani, interviene sulla chiusura della filiale di Banca Intesa San Paolo nel suo Comune e in quello di Fiastra.
Una vicenda che ha fatto molto discutere nell'entroterra, impoverito di un altro servizio importante.
Nel merito di Valfornace Luciani scrive che il capoluogo "ha perso la filiale per inettitudine dell’attuale amministrazione comunale. C’è stato un incontro tra il sindaco e il direttore regionale Emilia-Romagna e Marche dell’istituto di credito, Cristina Balbo, insieme a Pierbruno Emiliani della filiale di Fabriano.

L’incontro - specifica Luciani nella nota - doveva servire per valutare la situazione e per discutere la decisione, assunta da Banca Intesa, di chiudere la filiale di Valfornace, dopo l’assorbimento del Gruppo UBI. L’amministrazione comunale è riuscita ad ottenere soltanto un bancomat e un consulente a distanza. Si tratta di un fatto gravissimo, perché i territori comunali e le loro popolazioni hanno perso, in questo modo, un servizio fondamentale per ogni tipo di attività economica e sociale. È un altro segnale di decadenza del nostro Comune - denuncia - , che sta avvenendo nel più totale silenzio, la cui responsabilità è totalmente da attribuire agli attuali amministratori e al loro scarso dinamismo".

Secondo il consigliere di opposizione sarebbe stato necessario "coinvolgere non solo la minoranza consiliare, ma anche l’intera cittadinanza, unitamente al presidente della Regione Marche e al commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Soltanto attraverso un incontro pubblico, nel quale coinvolgere anche l’amministrazione di Fiastra, sarebbe stato possibile mettere in atto un’azione più incisiva per convincere Banca Intesa a lasciare aperta la filiale. Il sindaco di Valfornace, invece, non solo non ha fatto assolutamente nulla, ma ha anche accettato la decisione già presa dall’istituto di credito, facendo passare la concessione di un bancomat come una conquista di un certo rilievo. È sconfortante questo atteggiamento, che sta danneggiando tutte le attività economiche del Comune, senza contare le difficoltà alle quali andrà incontro una popolazione composta in maggioranza da persone anziane".

La minoranza ribatte, così, anche alle rassicurazioni del sindaco Massimo Citracca che ha dichiarato di "continuare a lottare per il nostro territorio e per i suoi abitanti”.

Luciani conclude infatti la nota chiedendo proprio di voler conoscere come il primo cittadino "intenda lottare dal momento che non ha fatto nulla, disinteressandosi totalmente delle sorti del suo Comune. Tutto quello di cui è stato capace è fare una foto con la Balbo al termine dell’incontro".

GS




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