Camerino, rottura acquedotto."Ripartiamo" puntualizza: Nessun investimento di Assm sugli impianti

Mercoledì, 31 Agosto 2022 12:52 | Letto 564 volte   Clicca per ascolare il testo Camerino, rottura acquedotto."Ripartiamo" puntualizza: Nessun investimento di Assm sugli impianti Finalmente, dopo giorni di disagio dovuti all’interruzione della fornitura idrica a causa di una rottura dell’acquedotto, il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici comunicano alla cittadinanza l’avvenuta riparazione del danno e il ripristino dell’erogazione dell’acqua. A sentirli, sembra abbiano compiuto un’impresa epocale, quasi l’avessero riparato con le loro mani.  La storia invece è ben altra. Ad evidenziarlo in una nota è il gruppo consiliare di minoranza Ripartiamo, guidato dallex sindaco Sandro Sborgia.  Non dicono il sindaco e l’assessore (o fanno finta di non sapere), che il guasto alla linea idrica è da ricondurre alla vetustà degli impianti, alla scarsa manutenzione ma soprattutto alla mancanza di investimenti finalizzati al rinnovamento degli impianti.- sottolineano i consiglieri dellopposizione-.  Non dice il sindaco Lucarelli, o finge di non ricordare, di essere stato dal 2016 al 2019, vice presidente dell’Aato 3  (autorità d’ambito che tra i vari compiti annovera anche quello di provvedere alla programmazione e al controllo della gestione del servizio idrico e responsabile della stipula di convenzioni con gli enti gestori per la programmazione degli interventi di ammodernamento e per far fronte ai casi di necessità); non dice il sindaco o non ricorda che nel 2015, nella sua veste di vice sindaco e assessore ai lavori pubblici, insieme all’attuale consigliere regionale vice presidente del consiglio regionale delle Marche Gianluca Pasqui, all’epoca sindaco della Città, fu responsabile della cessione del servizio idrico all’Assm di Tolentino. Una decisione  - rimarca la nota - che sollevò non pochi dubbi per l’opacità dell’operazione sia in ordine alla scelta del gestore in luogo dell’ASSEM di San Severino Marche, sia perché non era ben chiaro quale fosse il piano di investimenti della società sulle tratte di acquedotto che interessano la città, le ripercussioni sulle bollette e nei servizi al cittadino compresi quelli informativi. Ciò che invece sarebbe importante rammentare, messe da parte le roboanti prodezze compiute dall’attuale amministrazione e gli altisonanti e trionfalistici quanto inutili comunicati stampa, è che il comune di Camerino attraverso la gestione del servizio idrico introitava una somma che si aggirava intorno a oltre 900.000 euro annui. Denari che dal 2015 finiscono nelle casse della società Assm di Tolentino la quale, a quanto è dato sapere, impiega ingenti risorse in importanti investimenti in quella città (vedi per esempio la realizzazione, nel 2021, di importanti interventi sulla piscina comunale, nuovi impianti sportivi e termali ecc.) Al contrario, non ci risulta che, a fronte delle ingenti risorse che la cittadinanza camerte ha corrisposto in questi anni in conseguenza della cessione delle reti idriche, siano stati previsti e/o effettuati investimenti per l’ammodernamento degli impianti. Viceversa, com’era prevedibile, si è provveduto esclusivamente a interventi d’urgenza conseguenti a rotture e perdite, operazioni di rattoppo su una rete abbisognevole, invece, di importanti interventi di rinnovamento. Qualcuno si sarà consolato del fatto che, grazie a quell’operazione e all’interessato sostegno dell’amico sindaco di Tolentino, l’allora vicesindaco Lucarelli fu nominato vice presidente dell’Aato3 Macerata. Cosa abbia fatto per la nostra città in quella veste non è dato sapere, ma vuoi mettere ? - continuano i consiglieri di Ripartiamo-È notizia di queste ore che proprio l’Aato3 di Macerata sarà l’unico ente che non beneficerà dei 78 milioni di euro dei fondi del PNRR finalizzati proprio alla riduzione delle massicce perdite di acqua nelle reti di distribuzione. Il motivo sembrerebbe da ricercarsi nella mancanza di tempo, di voglia e capacità di accordarsi con altri gestori e presentare progetti. Un’altra occasione persa non solo per la nostra Città ma per tutto il territorio provinciale. Ancora una volta - concludono- dobbiamo, con amarezza, prendere atto di come gli interessi generali siano sacrificati sull’altare della conservazione e perseguimento dei soliti interessi di parte.
"Finalmente, dopo giorni di disagio dovuti allinterruzione della fornitura idrica a causa di una rottura dellacquedotto, il sindaco e lassessore ai lavori pubblici comunicano alla cittadinanza lavvenuta riparazione del danno e il ripristino dellerogazione dellacqua. A sentirli, sembra abbiano compiuto unimpresa epocale, quasi lavessero riparato con le loro mani.  La storia invece è ben altra".
Ad evidenziarlo in una nota è il gruppo consiliare di minoranza "Ripartiamo", guidato dall'ex sindaco Sandro Sborgia. 

"Non dicono il sindaco e lassessore (o fanno finta di non sapere), che il guasto alla linea idrica è da ricondurre alla vetustà degli impianti, alla scarsa manutenzione ma soprattutto alla mancanza di investimenti finalizzati al rinnovamento degli impianti.- sottolineano i consiglieri dell'opposizione-. 
Non dice il sindaco Lucarelli, o finge di non ricordare, di essere stato dal 2016 al 2019, vice presidente dellAato 3  (autorità dambito che tra i vari compiti annovera anche quello di provvedere alla programmazione e al controllo della gestione del servizio idrico e responsabile della stipula di convenzioni con gli enti gestori per la programmazione degli interventi di ammodernamento e per far fronte ai casi di necessità); non dice il sindaco o non ricorda che nel 2015, nella sua veste di vice sindaco e assessore ai lavori pubblici, insieme allattuale consigliere regionale vice presidente del consiglio regionale delle Marche Gianluca Pasqui, allepoca sindaco della Città, fu responsabile della cessione del servizio idrico allAssm di Tolentino.

Una decisione  - rimarca la nota - che sollevò non pochi dubbi per lopacità delloperazione sia in ordine alla scelta del gestore in luogo dellASSEM di San Severino Marche, sia perché non era ben chiaro quale fosse il piano di investimenti della società sulle tratte di acquedotto che interessano la città, le ripercussioni sulle bollette e nei servizi al cittadino compresi quelli informativi.

Ciò che invece sarebbe importante rammentare, messe da parte le roboanti prodezze compiute dallattuale amministrazione e gli altisonanti e trionfalistici quanto inutili comunicati stampa, è che il comune di Camerino attraverso la gestione del servizio idrico introitava una somma che si aggirava intorno a oltre 900.000 euro annui.
Denari che dal 2015 finiscono nelle casse della società Assm di Tolentino la quale, a quanto è dato sapere, impiega ingenti risorse in importanti investimenti in quella città (vedi per esempio la realizzazione, nel 2021, di importanti interventi sulla piscina comunale, nuovi impianti sportivi e termali ecc.)
Al contrario, non ci risulta che, a fronte delle ingenti risorse che la cittadinanza camerte ha corrisposto in questi anni in conseguenza della cessione delle reti idriche, siano stati previsti e/o effettuati investimenti per lammodernamento degli impianti. Viceversa, comera prevedibile, si è provveduto esclusivamente a interventi durgenza conseguenti a rotture e perdite, operazioni di rattoppo su una rete abbisognevole, invece, di importanti interventi di rinnovamento.

Qualcuno si sarà consolato del fatto che, grazie a quelloperazione e allinteressato sostegno dellamico sindaco di Tolentino, lallora vicesindaco Lucarelli fu nominato vice presidente dellAato3 Macerata. Cosa abbia fatto per la nostra città in quella veste non è dato sapere, ma vuoi mettere ? - continuano i consiglieri di "Ripartiamo"-

"È notizia di queste ore che proprio lAato3 di Macerata sarà lunico ente che non beneficerà dei 78 milioni di euro dei fondi del PNRR finalizzati proprio alla riduzione delle massicce perdite di acqua nelle reti di distribuzione. Il motivo sembrerebbe da ricercarsi nella mancanza di tempo, di voglia e capacità di accordarsi con altri gestori e presentare progetti. Unaltra occasione persa non solo per la nostra Città ma per tutto il territorio provinciale.

Ancora una volta - concludono- dobbiamo, con amarezza, prendere atto di come gli interessi generali siano sacrificati sullaltare della conservazione e perseguimento dei soliti interessi di parte.

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