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Presentata la squadra"Ripartiamo" di Sandro Sborgia sindaco

scritto Sabato, 04 Maggio 2019

Serata affollatissima al D Quadro di Camerino per la presentazione della lista “ Ripartiamoper Sandro Sborgia sindaco. Tracciate le linee direttrici della squadra, composta da otto uomini e quattro donne le cui motivazioni sono state singolarmente esposte, di seguito all’introduzione del candidato. Scelta combattuta e a lungo ragionata quella di impegnarsi costruttivamente a favore della comunità per Sandro Sborgia che, nel ripercorrerne all’indietro i passi, ha rivelato come decisiva, una frase pronunciata da Don Lorenzo Milani: “A che serve avere le mani pulite, se si tengono in tasca”. Proveniente da una brillante carriera militare esercitata ai massimi livelli nell’Arma, con una vita dedicata alle istituzioni e al servizio del Paese e della collettività, Sandro Sborgia si è trovato a riflettere sulla possibilità di essere utile alle persone di un territorio in cui vive da 25 anni, da dove è partito il suo lavoro e che racchiude tutti i suoi più profondi affetti e le sue amicizie. “Qui ho costruito la mia vita; qui è la mia famiglia e penso che quando le persone che ti stanno attorno ti chiedono un impegno, credo sia doveroso restituire quello che si è ricevuto e che forse nemmeno meritavi; è per questi motivi che ho deciso di accettare questa candidatura. Ho accettato di incamminarmi in questo percorso, innanzitutto a condizione di essere sganciato da qualsiasi tipo di appartenenza politica e che le persone con le quali avrei dovuto affrontare la sfida fossero scelte da me”.

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In un periodo storico in cui l’impegno richiesto, è molto più gravoso rispetto ad una situazione ordinaria di partecipazione alla vita cittadina, Sborgia ha spiegato che non è stato semplice trovare persone disposte a seguirlo, sacrificando affetti, famiglia, interessi, per una sfida che richiederà l’assunzione di grandi responsabilità: “Quello che è successo nel 2016 è qualcosa di drammatico ed è proprio con la responsabilità che sentiamo, consapevoli che quello che ci aspetta è un lavoro difficile e pieno di complicazioni che abbiamo deciso di metterci al servizio della comunità. Tutti i componenti la mia squadra hanno scelto come me di impegnarsi in questa avventura, di mettersi in gioco per il bene di questa comunità, spinti da una sola motivazione quella di partecipare, di donare, il proprio contributo per la rinascita di questo territorio e di Camerino. Abbiamo voluto chiamarci “Ripartiamo”, perché come voi, veniamo da un momento difficile ed è necessario che da questo momento noi ci risolleviamo, che ci rimbocchiamo le maniche e cominciamo a ridare la speranza di una prospettiva che di sicuro, non sarà immediata e questo lo sappiamo tutti, però vogliamo donarvi qualcosa di noi, per fare in modo che le capacità della città e del territorio, comincino a riacquistare fiducia. Questo è il motivo che ci spinge, che sarà la guida e la forza che noi ci metteremo per poter restituire speranza alla città, al territorio, alla nostra gente, alle nostre famiglie. Oggi ognuno di noi si presenta qui con la sua storia, con caratteristiche proprie, fatte di pregi e difetti. Abbiamo delle idee e siamo pieni di orgoglio, di caparbietà e ostinazione, pieni di voglia di fare, consapevoli delle difficoltà e della responsabilità ma anche delle nostre capacità e della nostra determinazione. Questo è l'impegno che io prendo adesso formalmente con voi; nessuno ci potrà fermare nessuno ce lo impedirà; ognuno di noi si presenta con la sua competenza e la sua esperienza e insieme abbiamo la determinazione di poterci sedere ai tavoli che contano per far valere le nostre ragioni. Noi- ha ribadito Sborgia- non saremo assistiti da nessuno; ci presenteremo con le nostre caratteristiche e ci metteremo le nostre facce. E dovranno dialogare con noi perché rappresentiamo una comunità che non va ad elemosinare niente ad alcuno, ma che pretende il rispetto delle persone, il rispetto di una condizione drammatica che ci è caduta addosso e che pretende anche che sia riconosciuta la dignità delle persone normali che tranquillamente vivono con il loro lavoro con i loro problemi e lo pretendiamo. Ecco perché ho voluto dire che la parola d'ordine è “Discontinuità”. Dobbiamo uscire da un immobilismo che ha tante ragioni ma che purtroppo ha caratterizzato la vita di questi due anni e mezzo; dobbiamo uscire dall'improvvisazione e dalla mancanza di coraggio”. Come più volte annunciato, la ricostruzione è tra i primi obiettivi della lista “Ripartiamo”, non solo quella materiale degli edifici ma soprattutto quella sociale.” Occorre ristabilire un tessuto sociale, fatto di relazioni, di incontro, di condivisione. Ma per poter avviare una ricostruzione- ha sottolineato Sborgia- , a due anni e mezzo di distanza dal terremoto, non abbiamo ancora una situazione di quello che è il livello operativo del danno. Conosciamo  il livello del danno determinato dalle schede aedes che distingue in danno pesante o leggero ma, non sappiamo all'interno di questa categoria qual è il livello del danno in senso stretto.  Per poter far tornare ad abitare una casa, non sappiamo se l'abitazione necessita di essere abbattuta, di interventi pesanti o di interventi poco invasivi o magari di nulla.  Non lo sappiamo, perché per due anni e mezzo si è stati fermi a discutere se fosse meglio fare o non fare le perimetrazioni e credo che un’ amministrazione debba necessariamente prendersi la responsabilità di fare delle scelte, giuste o sbagliate che siano. Il dovere di un amministratore è quello di assumersi le responsabilità, avere il coraggio di rispondere delle proprie scelte davanti alla popolazione; non può delegare altri a prendere scelte che gli sono proprie. Un amministratore è scelto ed eletto perché si assuma delle responsabilità e noi ce le assumeremo e del coraggio delle nostre scelte, giuste o sbagliate che siano, ne risponderemo davanti a tutti voi, dal primo all'ultimo. Quello che è certo  è che ascolteremo la voce di tutti e soprattutto degli ultimi;  ritengo che compito di un'amministrazione comunale sia quello di rendere sempre partecipe tutta la propria comunità.   I cittadini hanno diritto di essere informati e conoscere le scelte che un'amministrazione fa perchè le ricadute dei provvedimenti riguardano la loro vitaNon si può giocare con la vita delle persone;  qui abbiamo scherzato anche troppo e solo chi vive la condizione di sfollato, chi ha dovuto lasciare  la propria abitazione o i propri affetti più cari, può capire quali sono le difficoltà e il dolore che si prova. Noi questi sentimenti li abbiamo vissuti e vogliamo che siano giustamente rappresentati e soprattutto vogliamo e pretendiamo che siano rispettati da chiunque ha la responsabilità di governo: ho parlato di rilevamento operativo del danno- ha continuato Sborgia-  perché solo se sapremo quali sono le condizioni degli edifici del centro storico e delle frazioni e quelli che devono essere abbattuti o necessitano di interventi leggerii o pesanti che siano, solo una volta apprese queste informazioni, potremo immaginare di programmare un intervento all'interno del centro storico e delle frazioni, che purtroppo sappiamo essere complesso Una situazione complicata che però necessita di essere affrontata e ragionata e ha bisogno del concorso di professionalità tecniche e giuridiche  ed è per questo che io e la mia squadra ci presentiamo a voi con delle capacità mettendole a disposizione della collettività. E se la ricostruzione è  priorità, non dobbiamo dimenticare che abbiamo a che fare con un altro problema che è quello dello spopolamento che non è iniziato con il terremoto del 2016, ma era già partito nel 2011; il terremoto costituisce un fattore di accelerazione di quel processo e noi dobbiamo fermarlo, dobbiamo invertire la rotta perché, altrimenti, ci troveremo tra qualche anno sicuramente una città ricostruita bellissima forse anche più bella di quella di prima, ma vuota e morta e questo, non ce lo possiamo permettere. Prima di tutto occorre fermare il processo di spopolamento e creare  le condizioni perché si interrompa; l'amministrazione comunale deve creare le condizioni perché le famiglie e i giovani  di Camerino trovino nel nostro territorio la possibilità di poter organizzare e costruire una famiglia e di poter vivere in maniera serena; occorre  poter offrire ai nostri figli la prospettiva di una vita serena e Camerino queste potenzialità ce le ha sempre avute ed è una città sicuramente privilegiata rispetto a tante altre parti d'Italia e noi dobbiamo sfruttare queste potenzialità.   Occorre  anche pensare al concetto di impresa che non è qualcosa che appartiene solo al proprietario e all'imprenditore; l'impresa è un bene sociale è il patrimonio di una comunità è patrimonio di tutti le imprese vanno salvaguardate vanno supportate e, l'amministrazione comunale ha il dovere di attivarsi perché chiunque abbia deciso di rischiare del proprio in questo territorio abbia però allo stesso tempo le condizioni per poterlo fare e le condizioni per poter restare.  Questo può ottenersi assicurando funzionalità dei servizi, sollecita definizione e snellimento delle attività burocratiche, ragionando sui tributi o operando una fiscalità di favore. Ma Camerino e questo territorio hanno anche l'università, il bene più prezioso, da salvaguardare con le unghie e con i denti.  L'università è Camerino e, Camerino è  l'università;  io non mi risparmierò mai nel dire che le due entità non sono e non debbono essere  due cose separate ma, sopravvivono l'una se sopravvive l'altra,  per questo  è necessario che coloro i quali hanno delle responsabilità, gli amministratori comunali e il magnifico rettore,  necessariamente si siedano attorno a un tavolo per  instaurare un dialogo;  devono pensare che il bene assoluto è la comunità e devono operare per la comunità. L'amministrazione comunale deve predisporre gli strumenti perché l'università sia attrattiva, creando le condizioni perché gli studenti, primi fruitori dell'ateneo, trovino nel territorio di Camerino la possibilità di poter venire a studiare,  per vivere appieno il loro ciclo di studi e perché no, anche fermarsi a vivere in città una volta completata la formazione. E'  necessario però che l'ateneo sia  più integrato con il tessuto economico di questo territorio e, a parer mio, deve entrare nelle aziende; l'università deve poter portare quel bagaglio di ricerca conoscenza e sviluppo di cui le aziende hanno bisogno per poter rimanere sul mercato e poi poter crescere. In  tutto questo, l' amministrazione  può  e deve giocare un ruolo principale da primo attore, non da solo da spettatore.  Mi riferisco in particolare ad esempio al settore agricolo, oggi uno dei settori trainanti in grado di offrire le maggiori possibilità e prospettive di sviluppo. Proprio attraverso l'università, noi abbiamo la possibilità  di entrare all'interno delle aziende, supportare e assicurare quel sostegno di cui le aziende hanno bisogno;  attraverso l'università è dunque possibile  esaltare i tratti distintivi dei nostri prodotti e poter cercare di innestare un circuito virtuoso che fa sì che i nostri prodotti possano ottenere anche dei riconoscimenti, come la tutela del marchio e, diventare sempre più  attrattivi sul mercato. Queste sono le principali direttrici sulle quali noi intendiamo muoverci".

Sono poi seguiti gli interventi stimolanti di tutti i candidati della squadra, presentatisi ufficialmente alla comunità, con l'entusiasmo delle loro proposte.

Di "Ripartiamo" fanno parte: Marco Fanelli, Lucia Jajani, Vincenzo Luzi, Luca Marassi, Marco Marsili, Anna Ortenzi, Maria Giulia Ortolani, Riccardo Pennesi, Giovanna Sartori, Roberto Scalla, Stefano Sfascia, Sauro Tromboni.  

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Proveniente da una brillante carriera militare esercitata ai massimi livelli nell’Arma, con una vita dedicata alle istituzioni e al servizio del Paese e della collettività, Sandro Sborgia si è trovato a riflettere sulla possibilità di essere utile alle persone di un territorio in cui vive da 25 anni, da dove è partito il suo lavoro e che racchiude tutti i suoi più profondi affetti e le sue amicizie. “Qui ho costruito la mia vita; qui è la mia famiglia e penso che quando le persone che ti stanno attorno ti chiedono un impegno, credo sia doveroso restituire quello che si è ricevuto e che forse nemmeno meritavi; è per questi motivi che ho deciso di accettare questa candidatura. Ho accettato di incamminarmi in questo percorso, innanzitutto a condizione di essere sganciato da qualsiasi tipo di appartenenza politica e che le persone con le quali avrei dovuto affrontare la sfida fossero scelte da me”. In un periodo storico in cui l’impegno richiesto, è molto più gravoso rispetto ad una situazione ordinaria di partecipazione alla vita cittadina, Sborgia ha spiegato che non è stato semplice trovare persone disposte a seguirlo, sacrificando affetti, famiglia, interessi, per una sfida che richiederà l’assunzione di grandi responsabilità: “Quello che è successo nel 2016 è qualcosa di drammatico ed è proprio con la responsabilità che sentiamo, consapevoli che quello che ci aspetta è un lavoro difficile e pieno di complicazioni che abbiamo deciso di metterci al servizio della comunità. Tutti i componenti la mia squadra hanno scelto come me di impegnarsi in questa avventura, di mettersi in gioco per il bene di questa comunità, spinti da una sola motivazione quella di partecipare, di donare, il proprio contributo per la rinascita di questo territorio e di Camerino. Abbiamo voluto chiamarci “Ripartiamo”, perché come voi, veniamo da un momento difficile ed è necessario che da questo momento noi ci risolleviamo, che ci rimbocchiamo le maniche e cominciamo a ridare la speranza di una prospettiva che di sicuro, non sarà immediata e questo lo sappiamo tutti, però vogliamo donarvi qualcosa di noi, per fare in modo che le capacità della città e del territorio, comincino a riacquistare fiducia. Questo è il motivo che ci spinge, che sarà la guida e la forza che noi ci metteremo per poter restituire speranza alla città, al territorio, alla nostra gente, alle nostre famiglie. Oggi ognuno di noi si presenta qui con la sua storia, con caratteristiche proprie, fatte di pregi e difetti. Abbiamo delle idee e siamo pieni di orgoglio, di caparbietà e ostinazione, pieni di voglia di fare, consapevoli delle difficoltà e della responsabilità ma anche delle nostre capacità e della nostra determinazione. Questo è limpegno che io prendo adesso formalmente con voi; nessuno ci potrà fermare nessuno ce lo impedirà; ognuno di noi si presenta con la sua competenza e la sua esperienza e insieme abbiamo la determinazione di poterci sedere ai tavoli che contano per far valere le nostre ragioni. Noi- ha ribadito Sborgia- non saremo assistiti da nessuno; ci presenteremo con le nostre caratteristiche e ci metteremo le nostre facce. E dovranno dialogare con noi perché rappresentiamo una comunità che non va ad elemosinare niente ad alcuno, ma che pretende il rispetto delle persone, il rispetto di una condizione drammatica che ci è caduta addosso e che pretende anche che sia riconosciuta la dignità delle persone normali che tranquillamente vivono con il loro lavoro con i loro problemi e lo pretendiamo. Ecco perché ho voluto dire che la parola dordine è “Discontinuità”. Dobbiamo uscire da un immobilismo che ha tante ragioni ma che purtroppo ha caratterizzato la vita di questi due anni e mezzo; dobbiamo uscire dallimprovvisazione e dalla mancanza di coraggio”. Come più volte annunciato, la ricostruzione è tra i primi obiettivi della lista “Ripartiamo”, non solo quella materiale degli edifici ma soprattutto quella sociale.” Occorre ristabilire un tessuto sociale, fatto di relazioni, di incontro, di condivisione. Ma per poter avviare una ricostruzione- ha sottolineato Sborgia- , a due anni e mezzo di distanza dal terremoto, non abbiamo ancora una situazione di quello che è il livello operativo del danno. Conosciamo  il livello del danno determinato dalle schede aedes che distingue in danno pesante o leggero ma, non sappiamo allinterno di questa categoria qual è il livello del danno in senso stretto.  Per poter far tornare ad abitare una casa, non sappiamo se labitazione necessita di essere abbattuta, di interventi pesanti o di interventi poco invasivi o magari di nulla.  Non lo sappiamo, perché per due anni e mezzo si è stati fermi a discutere se fosse meglio fare o non fare le perimetrazioni e credo che un’ amministrazione debba necessariamente prendersi la responsabilità di fare delle scelte, giuste o sbagliate che siano. Il dovere di un amministratore è quello di assumersi le responsabilità, avere il coraggio di rispondere delle proprie scelte davanti alla popolazione; non può delegare altri a prendere scelte che gli sono proprie. Un amministratore è scelto ed eletto perché si assuma delle responsabilità e noi ce le assumeremo e del coraggio delle nostre scelte, giuste o sbagliate che siano, ne risponderemo davanti a tutti voi, dal primo allultimo. Quello che è certo  è che ascolteremo la voce di tutti e soprattutto degli ultimi;  ritengo che compito di unamministrazione comunale sia quello di rendere sempre partecipe tutta la propria comunità.   I cittadini hanno diritto di essere informati e conoscere le scelte che unamministrazione fa perchè le ricadute dei provvedimenti riguardano la loro vita.  Non si può giocare con la vita delle persone;  qui abbiamo scherzato anche troppo e solo chi vive la condizione di sfollato, chi ha dovuto lasciare  la propria abitazione o i propri affetti più cari, può capire quali sono le difficoltà e il dolore che si prova. Noi questi sentimenti li abbiamo vissuti e vogliamo che siano giustamente rappresentati e soprattutto vogliamo e pretendiamo che siano rispettati da chiunque ha la responsabilità di governo: ho parlato di rilevamento operativo del danno- ha continuato Sborgia-  perché solo se sapremo quali sono le condizioni degli edifici del centro storico e delle frazioni e quelli che devono essere abbattuti o necessitano di interventi leggerii o pesanti che siano, solo una volta apprese queste informazioni, potremo immaginare di programmare un intervento allinterno del centro storico e delle frazioni, che purtroppo sappiamo essere complesso Una situazione complicata che però necessita di essere affrontata e ragionata e ha bisogno del concorso di professionalità tecniche e giuridiche  ed è per questo che io e la mia squadra ci presentiamo a voi con delle capacità mettendole a disposizione della collettività. E se la ricostruzione è  priorità, non dobbiamo dimenticare che abbiamo a che fare con un altro problema che è quello dello spopolamento che non è iniziato con il terremoto del 2016, ma era già partito nel 2011; il terremoto costituisce un fattore di accelerazione di quel processo e noi dobbiamo fermarlo, dobbiamo invertire la rotta perché, altrimenti, ci troveremo tra qualche anno sicuramente una città ricostruita bellissima forse anche più bella di quella di prima, ma vuota e morta e questo, non ce lo possiamo permettere. Prima di tutto occorre fermare il processo di spopolamento e creare  le condizioni perché si interrompa; lamministrazione comunale deve creare le condizioni perché le famiglie e i giovani  di Camerino trovino nel nostro territorio la possibilità di poter organizzare e costruire una famiglia e di poter vivere in maniera serena; occorre  poter offrire ai nostri figli la prospettiva di una vita serena e Camerino queste potenzialità ce le ha sempre avute ed è una città sicuramente privilegiata rispetto a tante altre parti dItalia e noi dobbiamo sfruttare queste potenzialità.   Occorre  anche pensare al concetto di impresa che non è qualcosa che appartiene solo al proprietario e allimprenditore; limpresa è un bene sociale è il patrimonio di una comunità è patrimonio di tutti le imprese vanno salvaguardate vanno supportate e, lamministrazione comunale ha il dovere di attivarsi perché chiunque abbia deciso di rischiare del proprio in questo territorio abbia però allo stesso tempo le condizioni per poterlo fare e le condizioni per poter restare.  Questo può ottenersi assicurando funzionalità dei servizi, sollecita definizione e snellimento delle attività burocratiche, ragionando sui tributi o operando una fiscalità di favore. Ma Camerino e questo territorio hanno anche luniversità, il bene più prezioso, da salvaguardare con le unghie e con i denti.  Luniversità è Camerino e, Camerino è  luniversità;  io non mi risparmierò mai nel dire che le due entità non sono e non debbono essere  due cose separate ma, sopravvivono luna se sopravvive laltra,  per questo  è necessario che coloro i quali hanno delle responsabilità, gli amministratori comunali e il magnifico rettore,  necessariamente si siedano attorno a un tavolo per  instaurare un dialogo;  devono pensare che il bene assoluto è la comunità e devono operare per la comunità. Lamministrazione comunale deve predisporre gli strumenti perché luniversità sia attrattiva, creando le condizioni perché gli studenti, primi fruitori dellateneo, trovino nel territorio di Camerino la possibilità di poter venire a studiare,  per vivere appieno il loro ciclo di studi e perché no, anche fermarsi a vivere in città una volta completata la formazione. E  necessario però che lateneo sia  più integrato con il tessuto economico di questo territorio e, a parer mio, deve entrare nelle aziende; luniversità deve poter portare quel bagaglio di ricerca conoscenza e sviluppo di cui le aziende hanno bisogno per poter rimanere sul mercato e poi poter crescere. In  tutto questo, l amministrazione  può  e deve giocare un ruolo principale da primo attore, non da solo da spettatore.  Mi riferisco in particolare ad esempio al settore agricolo, oggi uno dei settori trainanti in grado di offrire le maggiori possibilità e prospettive di sviluppo. Proprio attraverso luniversità, noi abbiamo la possibilità  di entrare allinterno delle aziende, supportare e assicurare quel sostegno di cui le aziende hanno bisogno;  attraverso luniversità è dunque possibile  esaltare i tratti distintivi dei nostri prodotti e poter cercare di innestare un circuito virtuoso che fa sì che i nostri prodotti possano ottenere anche dei riconoscimenti, come la tutela del marchio e, diventare sempre più  attrattivi sul mercato. Queste sono le principali direttrici sulle quali noi intendiamo muoverci. Sono poi seguiti gli interventi stimolanti di tutti i candidati della squadra, presentatisi ufficialmente alla comunità, con lentusiasmo delle loro proposte. Di Ripartiamo fanno parte: Marco Fanelli, Lucia Jajani, Vincenzo Luzi, Luca Marassi, Marco Marsili, Anna Ortenzi, Maria Giulia Ortolani, Riccardo Pennesi, Giovanna Sartori, Roberto Scalla, Stefano Sfascia, Sauro Tromboni.      

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