Anselmi elezionI M. s. martino

 

Notizie di politica nelle Marche

Sessanta famiglie possono tornare a Camerino. Iniziando dalla frazione di Sant'Erasmo, da dove sono state distribuite le chiavi di 16 casette, successivamente altre 19 ne sono state inaugurate dagli abitanti nel quartiere di Vallicelle per chiudere con le 25 dell'area Le Cortine ampliamento.  Restano da consegnare in tutto 32 sae distribuite tra Le Cortine ampliamento (14) e le frazioni di Arcofiato (8)  e Varano(10). " Oggi ho la certezza che queste erano le aree che dovevano essere scelte- ha dichiarato il sindaco Pasqui- Entro la metà di settembre rientreranno tutti e completeremo la consegna delle nostre 311 sae. Aldilà del numero delle casette- ha aggiunto- da sottolineare è quello delle aree. Dodici quelle scelte dall'amministrazione nell'ottica di cercare di tenere tutti il più vicino possibile al centro storico ma anche alle sue frazioni. Iniziando da Sant'Erasmo che è un po' la frazione simbolo in termini di distruzione- ha continuato il sindaco- ho detto che vedere la popolazione rientrare tutta, seppure in case temporanee ma lì dove sono le radici è  davvero una giornata di festa, perchè significa certezza nella continuità dei territori.

Nella foto sotto l'area sae di Sant'Erasmo

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Sarebbe stato molto più semplice fare una riserva indiana ma noi abbiamo preferito lavorare sulla possibilità di riportare le persone in tutti quei luoghi che sono simbolo del nostro comune. e sembra che ci stiamo riuscendo" Vedere oggi i volti dei miei concittadini soddisfatti pur con i segni del grande dolore e delle preoccupazioni è davvero una festa per tutta la comunità perché qui si è dimostrato che la gente ha voglia di rimanere in loco laddove l'ente locale, in questo caso la regione e le istituzioni dedichino attenzione alle esigenze dei cittadini"

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l'area Le Cortine ampliamento

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Sono stati consegnati a “Dirpa 2 Scarl” (Astaldi SpA), Contraente Generale del progetto Quadrilatero Marche-Umbria, i lavori per la realizzazione del secondo lotto della Pedemontana delle Marche, pari a circa 8,4 km di nuova viabilità da Matelica Nord a Castelraimondo Nord. Nelle prossime settimane saranno quindi avviate materialmente le operazioni di cantiere che si concluderanno in un tempo previsto di 36 mesi a decorrere da oggi.

Il tracciato, in prosecuzione del primo lotto in corso di realizzazione, comprende tre svincoli: Matelica Ovest, Matelica sud e Castelraimondo Nord. Le opere principali sono costituite da due gallerie: la galleria “Croce di Calle”, lunga circa 1,5 km, e la galleria “Mistrianello”, lunga circa 1 km. Il tratto comprende anche tre ponti e due viadotti oltre a opere minori come due cavalcavia e cinque sottovia. La carreggiata sarà larga 10,5metri con due corsie da 3,75 metri oltre due banchine da 1,5 metri ciascuna. L’investimento complessivo è di 90 milioni di euro.

I restanti due lotti da Castelraimondo a Muccia/Sfercia, già interamente finanziati per circa 130mila euro, sono in fase di progettazione esecutiva.

“ Sono anni che aspettiamo questa infrastruttura- dice il sindaco di Muccia Mario Baroni- ; spostarci velocemente nelle Vallata del Potenza dell’Esino e del Chienti, è per noi di fondamentale importanza, con la possibilità di collegarci agevolmente con Fabriano, con l’Umbria e  la vallata delle Marche verso nord. E’ da molto tempo – continua Baroni- che si sta parlando di questo lotto della Pedemontana per il quale era stata data come priorità la parte finale dello svincolo di Muccia. Da parte nostra c’è l’urgenza di avere il progetto definitivo per sapere dove tale svincolo insisterà , in modo tale da poter porre in essere una studiata pianificazione territoriale, altrimenti resteremmo sempre appesi all’incognita senza poter lavorare in modo più preciso. Per vie informali- aggiunge il sindaco- siamo venuti a conoscenza che si sta lavorando al progetto definitivo ma, sino a questo momento, non ci è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale. Di ufficiale c’è la data programmata del prossimo 4 settembre per un incontro con la società Quadrilatero nel corso del quale si discuterà di varie problematiche. Qui a Muccia infatti c’erano i cantieri della superstrada e abbiamo delle questioni da definire con la società. Mi auguro  che sia l’occasione per poter concludere positivamente il passato e che si possa aprire e chiudere a breve anche il capitolo della Pedemontana”.

 

 

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“Sull’incenerimento il Movimento 5 Stelle si è fatto autogol. Impugnare la legge regionale non è un atto dovuto ma solo una volontà politica”.

La pensa così Sandro Bisonni, consigliere regionale del gruppo misto e promotore della legge regionale approvata all’unanimità che vieta l’incenerimento di rifiuti in qualsiasi forma (ad eccezione del biometano) e la realizzazione di inceneritori nelle Marche. Questo è avvenuto a giugno ma di recente il Ministero dell’Ambiente ha diffidato la Regione a rinunciare a tale divieto perché in contrasto con lo Sblocca Italia del governo Renzi. Se ciò non dovesse accadere, il Ministero impugnerebbe la legge regionale perché incostituzionale.

Va precisato che il ministro Costa si è detto contrario a tale normativa nazionale e ha espresso l’intenzione di abrogarla. Nel frattempo però, sempre secondo Costa, l’impugnazione sarebbe un atto dovuto fintanto che lo Sblocca Italia sia ancora in vigore: “Come a dire - commenta Bisonni - che sono costretti. Peccato però che le cose non stiano esattamente così, infatti l'articolo 127 della Costituzione italiana testualmente recita: ‘Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione’. Insomma l'atto non è dovuto ma semplicemente rientra tra le possibilità del Governo”. I 5 Stelle però, nel diffondere il comunicato del Ministro, hanno ricevuto la risposta del loro costituzionalista di fiducia e di riferimento, Enzo Di Salvatore. Costui, con onestà intellettuale ha sentenziato: “Comunque non è un atto dovuto. Il Consiglio dei Ministri può deliberare di impugnare, se vuole”.

“Appunto - incalza Bisonni - se vuole e se lo ritiene come la Costituzione dice. È pertanto palese a tutti che l'atto del Ministero è una scelta politica non un obbligo. Una scelta immotivata se fosse vero che il Movimento vuole abrogare lo Sblocca Italia; si ricordi inoltre che questa legge nazionale è oggi oggetto della giustizia europea a seguito di un ricorso al Tar del Lazio vinto da alcune associazioni ambientaliste. È chiaro che, al di là della propaganda, qui qualcosa non torna - conclude - e sopratutto si prenda atto che il Governo M5s-Lega non ‘deve’ ma ‘vuole’ impugnare la nostra legge imponendo alle Marche di rinunciare al divieto di combustione a favore dell’inceneritore, con buona pace di tutti...o quasi”.

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Tolentino perde uno degli ex sindaci che hanno fatto la storia della città.

E’ scomparso questa mattina, a seguito di una malattia contro cui combatteva da tempo, Nicola Comi.

Classe 1940, Comi era conosciuto non solo per la sua professione di medico cardiologo, ma anche per essere stato sindaco di Tolentino dal 1980 al 1985.

Padre di Francesco Comi, segretario regionale del Partito Democratico, Nicola è sicuramente stato un esempio per il figlio che ha poi deciso di seguire le orme del padre, impegnandosi nella politica cittadina e regionale.

”Sono profondamente addolorato – ha dichiarato il Sindaco Giuseppe Pezzanesi - in quanto è scomparsa una persona che come me, si è impegnato e ha lavorato con grande passione per far crescere e migliorare la nostra Città. Con lui ho avuto un rapporto ottimo, al di là della politica che passa in secondo piano per le qualità umane e professionali, basato sul rispetto reciproco. Comi è stata una persona corretta che ha amato Tolentino nel senso più profondo e che ha realizzato tra la fine degli anni ’70 e metà anni ’80, opere molto importanti per Tolentino, lasciando una traccia profonda e un ricordo indelebile. Una profonda amicizia mi lega alla famiglia e a Francesco che abbraccio con tutto il cuore. A loro va il mio personale cordoglio quello degli Assessori, del Consiglio comunale, dell’Amministrazione, dei dipendenti e la vicinanza di tutti i cittadini di Tolentino che conserveranno per sempre il ricordo di Nicola”.

 

La Camera Ardente sarà allestita al Palasport “G. Chierici, in viale della Repubblica e sarà aperta a partire dalle ore 10 di venerdì 31 agosto. Alle ore 17.00, sempre al Palasport, si terrà la cerimonia civile di commiato. 

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Tramite l’ultimo numero de l’Appenino Camerte, il nostro Sindaco ha dato la disponibilità. Ha confermato che sarà a disposizione della città per dare continuità al processo di ricostruzione. Ora, a prescindere dal fatto che il processo di ricostruzione non è ancora iniziato ed è quindi difficile dargli continuità, visto che senza la deprecabile donazione (non nel principio, ma in quanto sostituta del finanziamento pubblico) non si sarebbe realizzata neanche una sola opera pubblica, mi sento di condividere e sponsorizzare pubblicamente l’impegno civico del Sindaco. Come consigliere comunale, infatti, non posso che rallegrarmi del fatto che, in questa babele politica, ci sia ancora qualcuno con la volontà di mettersi in gioco, a disposizione della sua comunità. Ci sto anche io e do pubblicamente la mia disponibilità. Per un ulteriore quinquennio, tuttavia né da consigliere né da sindaco, mi impegnerò ancora per la mia città. Metto a disposizione le mie conoscenze e competenze per una unica, sinergica, lista civica. Trovo ridicolo, oltre che inutile, scendere in campo, nella contesa elettorale, in una situazione come quella attuale. Per chi non se ne fosse accorto, Camerino è in fin di vita. Dire il contrario significa mistificare la realtà oppure essere poco lucidi perché ancora traumatizzati dal sisma. Io, fortunatamente, ho il privilegio di avere vissuto un trauma molto minore rispetto a chi ha perso casa e lavoro e quindi posso fregiarmi del titolo di “lucido”. Pertanto voglio lanciare la proposta: unire le forze, tutte, politiche e civiche, per un’unica lista che sintetizzi le anime della nostra città.

Per fare questo, però, occorre che tutti, compresi il sottoscritto e il Sindaco, facciano un passo indietro, dando esempio e disponibilità a lavorare dietro le quinte. “Uniti per Camerino” potrebbe essere il nome della prossima lista unica civica. L’occasione è irripetibile e, oserei dire, rappresenta l’ultima spiaggia per il nostro territorio. Un passo indietro per il bene di Camerino. Un passo indietro per raggiungere la sintesi di tutti. Un passo indietro per una squadra nuova che non dia continuità, ma un deciso strappo. Una squadra senza tessere elettorali, ma con tanta voglia di lavorare e che azzeri campanilismi sciocchi e litigi da bar. Camerino lo merita. I camerinesi lo meritano.

Propongo quindi al Sindaco, in qualità di primo cittadino, la convocazione degli Stati generali di Camerino: un’assemblea pubblica, permanente, che raccolga le idee di tutti per definire il prossimo programma elettorale di un’unica lista civica ecumenica ed i suoi componenti. Altrimenti ci troveremo, tra qualche settimana, ad assistere ai soliti teatrini pre elettorali che partoriranno le più altisonanti ed irrealizzabili promesse di ricostruzione post sisma. Della serie… chi la spara più grossa.

Pietro Tapanelli – consigliere comunale

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La fine è veramente molto lontana, ma anche linizio non è dei più incoraggianti - afferma Giordano Saltari, assessore allurbanistica e alla Ricostruzione di San Ginesio - . Anche a livello normativo ci sono molte discordanze fra le deroghe concesse per il sisma e le leggi nazionali sugli appalti e i lavori pubblici. Si va avanti soltanto attraverso decreti e proroghe, ma risposte certe, immediate e veloci ancora nulla. Una normativa stabile e definitiva aiuterebbe almeno a restituire un po’ di fiducia e qualche certezza ai cittadini. Di fronte alla tragedia di Genova e al terremoto di Termoli, che ci vedono assolutamente solidali, chiediamo di non essere messi da parte e che i riflettori continuino ad essere accesi anche su di noi, che certi momenti drammatici li abbiamo già vissuti e li stiamo ancora vivendo.

Noi amministratori e i nostri cittadini siamo sempre più preoccupati e arrabbiati. È tutto fermo al palo, ricostruzione pubblica e privata - continua il sindaco Giuliano Ciabocco -  La cosa preoccupante è che viene prorogato lo Stato di emergenza, mentre lemergenza dovrebbe essere per definizione qualcosa di limitato nel tempo. Questa è la cosa più preoccupante. Sono già passati due anni. Anche sulla questione finanziamenti è tutto un grande punto interrogativo: tutto rimane a livello di assegnazione su carta ma di erogazioni ne abbiamo veramente poche. Le aspettative vengono disilluse perché non abbiamo gli strumenti per poter agire. Speriamo che si cambi rotta il prima possibile e che si pensi di più alle persone che hanno vissuto e vivono questo dramma piuttosto che ai vincoli e alle questioni burocratiche. Luomo deve tornare ad essere protagonista attivo dellinteresse di chi si occupa del bene comune. Vorremmo una politica meno concentrata a fare passerelle e più impegnata sui fatti concreti. 

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Due anni dalle prime scosse di terremoto e sono ancora parole come semplificazione e velocità a farla da padrone. Accantonata quella della burocrazia che nel primo anno è stata utilizzata in ogni dove, spesso come capro espiatorio che tutto ha giustificato, quello che servirebbe veramente a questo punto è quel concreto e reale calarsi nei territori con la capacità di toglier via ostacoli che rischiano di arrugginire senza essere rimossi. Nella gestione del dopo sisma e, soprattutto dal nuovo governo, la popolazione attendeva un cambio di passo che invece, dopo il varo del decreto sisma e del ‘milleproroghe’ non ha riguardato che poche modifiche. Per il resto molti i colli di bottiglia che rallentano la ricostruzione soprattutto privata degli immobili danneggiati. E’ lo stesso direttore dell’Ufficio per la ricostruzione delle Marche, ingegnere Cesare Spuri, a parlare di un sistema che denota nel complesso sofferenze a tutti i livelli . “Non possiamo dire che la macchina non cammini – afferma il dirigente dell’Ufficio Ricostruzione Cesare Spuri-; assegnare 140 milioni di euro e far partire 1000 cantieri significa infatti che i motori sono accesi. Quello che serve, è mettersi d’accordo sulla velocità e su qual è quel compromesso verso il quale tendiamo che è poi la risposta in tempi più rapidi alle esigenze e alle aspettative di tutte le persone, con un criterio di correttezza trasparenza e bontà della ricostruzione che si fa. Oggi – continua Spuri- mi sento di dire che c'è un controllo sufficientemente accurato delle valutazioni , però constatiamo che i tempi sono un po' lunghi e magari, senza pregiudicare per trasparenza e correttezza, qualcosa si potrebbe fare per cercare di ridurli. Io credo pertanto che vi siano i margini per poter fare una riflessione. E poi occorrono più fiducia e meno sospetto. C’è  un momento in cui è molto importante il discorso della trasparenza, l'eliminazione di qualsiasi infiltrazione malavitosa all'interno di un cantiere, e parliamo di cantieri per centinaia e centinaia di milioni di euro però - spiega l’ingegnere-, oggettivamente vivere sempre con un controllo costante addosso, con il pensiero che sempre e comunque dietro ogni angolo ci sia qualcosa che non è stato fatto in modo regolare, nuoce un po' alla serenità di tutti coloro che debbono lavorare e che magari qualche volta possono dimenticare un aspetto tale comunque da non pregiudicare le regolarità complessive. Su questo dunque dovremmo a mio avviso “rischiare” forse un po' di più, fermo restando che ben vengano i controlli e nessuno se ne deve sottrarre. Eliminiamo magari quella forma preventiva di controllo su ogni cosa che, oggettivamente, di tempo ne porta via. Io credo che, proprio sulla scorta dell'esperienza che abbiamo fatto in questo anno di lavoro di ufficio ricostruzione, da quando abbiamo iniziato con le relative pratiche, gli elementi che cominciamo ad avere ormai sono abbastanza stabili e standardizzati e possiamo essere in grado di dire:' così stiamo andando bene; liquidiamo contributi, paghiamo stati d'avanzamento, apriamo cantieri'. E chiediamoci cosa sia  necessario se volessimo fare più velocemente, se magari c’è bisogno di più persone, oppure, di meno controlli e più autocertificazioni. Si tratta di affrontare insomma una discussione, fornendo alla parte politica che deve prendere queste decisioni, degli elementi su cui poter valutare”.

Intanto all’Ufficio Ricostruzione Marche, ad oggi sono giunte 3500 pratiche riguardanti la ricostruzione privata, delle quali ne sono state autorizzate 1050. Il dirigente, dice che un altro 50 per cento è fermo nei comuni e che, data la vastità della devastazione, servirebbero più professionisti e imprese. Nessun problema invece per i pagamenti degli stati di avanzamento lavori ( SAL), cioè dei documenti attestanti l’avvenuta esecuzione di una certa quantità di lavori, che servono poi a poter calcolare l’importo che il committente deve pagare all’azienda commissionata per averlo svolto. “ Nella nostra regione - dice Spuri-  almeno abbiamo da registrare un punto d’onore ed è che gli stati d’avanzamento vengono pagati a 30 giorni e questo posso certificarlo come Ufficio Ricostruzione; non abbiamo lamentele dal mondo degli imprenditori riferite a pagamenti che arrivino in ritardo sui Sal  e, credo che nella cabina di regia del prossimo 6 settembre (che dovrebbe essere l'ultima del Commissario De Micheli), parleremo anche di un accordo con l’Abi per dare anche delle anticipazioni che oggi sono comunque possibili. Vero è che attualmente ci sono soprattutto cantieri di poca entità e ricostruzione leggera; probabilmente, a livello nazionale, le imprese si muoveranno in modo più consistente nel momento in cui aumenteranno i cantieri e magari saranno anche più sostanziosi. Quello che più mi preoccupa – conclude l’ingegnere Spuri- è l'aspetto della parte dei professionisti perché, se non si fanno progetti, non si appaltano nemmeno le opere”.

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Due anni dalle prime scosse del terremoto che ha devastato il Centro Italia. Due anni difficili e durissimi per tutti, animati da tanta voglia di fare e da grande determinazione. Passi in avanti, ma piccoli, di fronte ai quali, ancora non riesce ad aprirsi una luce diversa. Sindaci e cittadini, coraggiosi e forti, lamentano comunque lentezze, ritardi insopportabili, soprattutto riguardo al passo della ricostruzione che sembra arrancare. In diverse occasioni hanno esternato di aspettarsi qualcosa di più dal nuovo governo. Il timore e il rischio è quello di non riuscire a programmare il futuro e peggio ancora di diventare completamente invisibili. Richieste pressanti quelle dei cittadini che non sanno se e quando potranno ricostruire le loro case; analoga situazione per chi non vede prospettive per la propria attività di lavoro.  

“ Le richieste sono pressanti– afferma il senatore  e sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini- perché fino ad ora non ci sono state risposte e questo fa sì che sia anche difficile intervenire.  Se ci fosse stata  solo la necessità di cambiare qualche cosa, intervenire sarebbe stato semplice;  i fatti hanno dimostrato che invece qui da cambiare c'è tanto e, farlo in corsa è difficilePiù volte- continua Pazzaglini-  avevo sostenuto che sarebbe stato più opportuno utilizzare una strada conosciuta, come ad esempio quella tracciata dalla Legge 61 del 1998 integrata nello stesso anno dalla delibera della giunta regionale 2153.  Quella scelta secondo me aveva portato ad una delle migliori ricostruzioni in Italia; il governo Renzi in carica due anni fa, ha fatto una scelta diversa, di ripartire da capo, prendendo una normativa pensata per un territorio completamente diverso dai nostri e purtroppo, di inefficienza in inefficienza, siamo arrivati ad accumulare un ritardo che oramai non sarà più possibile recuperare. L’ emergenza ancora non si è chiusa perché non tutte le casette sono state consegnate e non tutte le aree per attività commerciali (realizzate con la 408), sono concluse; mancano le più importanti, Visso, Camerino, Castelluccio di Norcia ed altre ancora.  Questo significa che la ricostruzione, che avrebbe dovuto in realtà essere già ben avviata se fosse stato un intervento efficace quello effettuato dopo i terremoti, è  invece ancora molto lontana dall'essere. Ho sentito in questi giorni cifre che sembrano quasi sparate a caso- sottolinea il senatore-.  Chi ha governato fino ad ora si è vantato dei soldi spesi e,sinceramente, io sarei stato un po' più cauto in certe dichiarazioni, perché secondo me di soldi effettivamente ne sono stati spesi tanti, ma altrettanto male. Se pensiamo a quanto è costata una SAE, è evidente che prima di dire che si sono spesi  €220.000 per una SAE da 80 metri quadrati, io anziché orgoglio, forse avrei provato anche un po' di vergogna, anche considerando poi quanto tempo c'è voluto.  A mio avviso purtroppo, siamo in definitiva  molto lontani da poter dare risposte concrete a tutti quelli che ce le chiedono, appunto perchè ci troviamo in mezzo a un guado e il dubbio enorme è se la scelta migliore è continuare a procedere su questa strada, o tornare indietro. Secondo me- prosegue Pazzaglini-  tornare indietro comporterebbe comunque uno sforzo enorme e anche la necessità  di ricominciare. La mia convinzione personale è che bisognerà adeguare la normativa esistente e renderla quanto più efficace possibile, pur sapendo che non sarà la migliore che sarebbe stato possibile ipotizzare all'inizio; possibilità che evidentemente non abbiamo più, perché appunto è passato troppo tempo"

Per la ripartenza dei territori, un ruolo fondamentale,secondo Pazzaglini sarà  quello giocato dalle infrastrutture che vanno completate e anche incrementate. " Non dimentichiamo che il rischio più grosso che corriamo ora, è che la ricostruzione rimanga fine a se stessa e, per evitare questo, occorre che venga predisposto un progetto di rinascita , che porti con sé i semi della ripresa. Fondamentale sarà che queste zone vengano servite da una rete infrastrutturale che sia anche tecnologica ( non solo in senso tradizionale,)e che consenta. di poter guardare al futuro. Utilizziamo la necessità di dover ricostruire e quindi  di poter impegnare delle cifre importanti per queste zone per completare o realizzare quella parte infrastrutturale o assente o inadeguata; solo in questo modo sarà possibile  far riprendere queste terre, di certo non in tempi rapidi, però sicuramente con efficacia. L'impegno che ci metto in prima persona - aggiunge- è quello di una competenza acquisita in tre mandati da sindaco, in pratica tutti passati a ricostruire. I miei primi due mandati infatti sono seguiti al terremoto del 1997 e credo di aver potuto acquisire un'esperienza significativa, non solo di gestione dell'emergenza ,ma anche di ricostruzione. L'interesse mio personale è quello di una persona  terremotata, figlio, fratello, parente e amico di altri terremotati, una persona che ha scelto di non andarsene mai da qui e , anche per il proprio futuro, ha pianificato la propria vita qui. Di certo- conclude Pazzaglini - ho  tanto  desiderio e volontà di far riprendere queste zone e mi metto a servizio anche con l'umiltà di non pretendere di sapere tutto. Apertura totale dunque nei confronti di chiunque si volesse confrontare su come poter ricostruire meglio, perché la mia vittoria non sarebbe quella di avere un ruolo personale, ma sarebbe quella di vedere ricostruite queste zone perché comunque, oltre al  mio passato, il mio presente e il mio futuro saranno ancora qui". 

 


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Presentato a Porto Recanati,, il Progetto Musa, museo Archeologico della Vallata del Potenza. Porto Recanati è capofila del Progetto a cui aderiscono i comuni di Castelraimondo, Macerata, Pollenza, Treia e Potenza Picena. Valorizzazione del patrimonio comune in un territorio ricco di storia condividendo cultura ma anche bellezza del paesaggio. Un modo per narrare il territorio dalla montagna al mare e, per i comuni coinvolti, farsi conoscere meglio e attrarre un numero sempre maggiore di visitatori. Il debutto ufficiale di Musa è avvenuto all'interno della Borsa del Turismo del Centro Italia a San Benedetto del Tronto

" Come gli altri comuni che vi hanno aderito- spiega l'assesore con delega a cultura e turismo di Castelraimondo Elisabetta Torregiani - anche il nostro coinvolgimento significa essere attivamente protagonisti nel disseminare il patrimonio culturale del terrìtorio. Sono stati realizzati sia una mappa, sia un depliant illustrativo di tutti i comuni partecipanti,uniti da una strategia comune ed unità d'intenti, nel far vedere quelle che sono le bellezze culturali e naturali che la nostra regione può offrire. C'è un grande patrimonio archeologico che non solo va salvaguardato ma anche rivalutato, facendolo vedere a chi non lo conosce ancora. La creazione di una rete di comuni rende più semplice per chi raggiunga i territori, poterli scoprire  e goderne. L'essere uniti in rete ci consente di veicolare al meglio tutto il percorso e , nel contempo, di valorizzare e potenziare il turismo nelle nostre zone".     

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Azioni continue di propaganda, riflettori sempre accesi, continue passerelle nelle consegne delle casette, troppe telecamere e microfoni. I consiglieri di minoranza del gruppo "Comunità e Territorio" Andrea Caprodossi, Marco Fanelli, Fabio Trojani attaccano il sindaco Gianluca Pasqui e lo accusano di non pensare al futuro di Camerino. Di seguito la nota integrale. 

 

Vorremmo dare spazio ad un pò di verità per i nostri cittadini che purtroppo continuano ad essere bersaglio inconsapevole di una azione continua di propaganda. Ciò con la complicità di alcune testate giornalistiche locali che sono state pagate proprio con i soldi dei cittadini stessi e per di più con delibere tenute nascoste che hanno richiesto una segnalazione alla prefettura per poterle vedere pubblicate. 
Stessa propaganda che prosegue ogni volta che viene consegnata qualche Sae a famiglie che aspettano ormai da quasi due anni. 
Sicuramente siamo contenti che anche nella nostra città, con colpevole ritardo,le famiglie stanno rientrando. La felicita di queste persone di avere una casa, sepppure provvisoria, gliela si legge negli occhi.
Nello stesso tempo riteniamo sarebbe stato più consono consegnare semplicemente gli alloggi alle famiglie senza organizzare ogni volta teatrini con emittenti televisive al seguito. Ciò non è molto rispettoso se non altro per il ritardo con cui stanno rientrando le famiglie rispetto agli altri comuni e le numerose famiglie che ancora non sono potute rientrare. 
Su questo punto vogliamo ribadire ancora una volta che la solita storiella raccontata dal Sindaco secondo la quale i ritardi sono dovuti al fatto che ha voluto tenere tutti vicino alla città e non delocalizzare tutto verso "valle". Questa è una grandissima bugia che si sono inventati il Sindaco con gli esponenti Regionali per coprirsi a vicenda. I ritardi partono infatti già dal dopo terremoto quando i Sindaci hanno dovuto individuare le aree per le Sae. Quello di Camerino è stato l'ultimo ed ha agito con un ritardo di sei mesi e più rispetto agli altri. 
Non è assolutamente vero che i ritardi sono il prezzo da pagare per tenere insieme la comunità questa è una enorme bugia condivisa con la Regione.
È molto grave prendere in giro chi sta soffrendo e chi si trova in uno stato emotivo fragile.
Inoltre se possiamo concordare su alcune aree individuate per le Sae e le delocalizzazioni non possiamo far notare che concentrare una città interamente su un fazzoletto di terreno non è sicuramente la migliore scelta in termini di vivibilità ed assetto futuro. 
Basta pensare che la nuova scuola Betti e tutto il polo scolastico finirà per troversi in mezzo alle strade densamente trafficate. 
Non a caso di fronte a tale approccio e le conseguenti opere di cementificazione uno studio famoso di come quello dell'arch. Cucinella ha preferito darsela a gambe levate. 
Nella realtà tutte le operazioni di propaganda che giornalmente vengono effettuate servono a nascondere il fatto che per la città non c'è non solo un progetto futuro ma nemmeno una idea. Ciò per stessa ammissione del Sindaco nel Consiglio Comunale. Il fatto inoltre che non vengono dati cronoprogrammi nemmeno per le messe in sicurezza del centro storico da l'idea che la città quella dentro le mura è stata completamente abbandonata. Anche il fatto che sia o state individuate sei perimetrazioni fà capire che si pensa più ad una spartizione che ad un progetto ambizioso per Camerino che tra l'altro deve passare inevitabilmente per una riqualificazuone urbanistica già ampiamente disattesa.

La città ha bisogno di essere rilanciata non si è organizzato praticamente nulla per attirare un minimo di turisti durante questa estate. Bisognerebbe pensare ad un palinsesto di eventi adeguato al nome della cittadina.

La città va ripensata completamente, vanno creati dei luoghi di aggregazione ben definiti per età visto che ora vi sono rimasti solo quelli universitari (Istituzione che a differenza del nostro comune ha saputo rispondere adeguatamente al sisma) e vi è il pericolo di contaminazione per diverse fascie di età, soprattutto per le ragazze.

Andrebbe creata una nuova via di passeggio, per esempio da san paolo fino alle mosse una via di passeggio pedonale illuminata che dia di nuovo motivo alle persone di uscire di casa e di farsi una passeggiata in sicurezza.

Quindi chiediamo a tutti di smetterla di fare campagna elettorale, di non pensare ai proprio torna conti personali ma di svolgere l’attività per il bene della città che non ha bisogno di ulteriori divisioni, ma di marciare unita verso la rinascita

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