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Notizie di politica nelle Marche
Potrebbe arrivare entro aprile la sentenza del ricorso che il gruppo di minoranza Prima Treia ha presentato al Consiglio di Stato in merito alla legittimità della giunta Capponi eletta a maggio scorso.

"Ieri sera abbiamo fatto il primo consiglio comunale in cui siamo rimasti fino alla fine - spiega il consigliere di minoranza Vittorio Sampaolo - , svolgendo il compito che spetta alla minoranza.
Nelle sedute precedenti avevamo partecipato solo nei primi minuti con la lettura di un nostro comunicato in cui abbiamo sempre detto di non rinoscere, così come accade tuttora, la giunta comunale, perchè secondo noi è illegittima in quanto guidata da un sindaco che era ed è tuttora sospeso con la legge Severino".

Dopo la sentenza del Tar Marche, il gruppo Prima Treia ha presentato il ricorso al Consiglio di Stato: "La sentenza del Tar - precisa - non prendeva provvedimenti su quello che noi chiedevamo. Il ricorso è stato rigettato perchè non erano stati discussi tutti i punti di cui noi ci eravamo avvalsi nel ricorso. Il Tar ha rigettato il ricorso spiegando che non era l'organo adatto ad occuparsi di questo tema.
Per questo motivo lo scorso 22 ottobre ci siamo appellati al Consiglio di Stato. Essendo un ricorso elettorale - conclude - dovrebbe esserci la sentenza del entro aprile".

GS
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Presentato da Regione Marche e Università di Camerino, il progetto europeo MADE IN-LAND, Gestione e sviluppo delle aree interne. L'avvio di una riflessione sulle esperienze e proposte in materia di potenziamento e crescita delle aree interne, contribuisce alla pianificazione delle azioni previste sul territorio regionale, attraverso l’apertura di un tavolo permanente di confronto che supporterà il progetto nelle diverse fasi di implementazione.
MadeinLand 1

Promuovere la protezione e la valorizzazione del capitale naturale e culturale delle aree interne, sia in Italia che in Croazia, migliorandone l’accessibilità e la fruizione turistica, l'obiettivo del progetto MADE IN-LAND che vede la rivitalizzazione delle aree interne non solo come processo di valorizzazione del loro capitale naturale e culturale ma anche dal punto di vista della riconnessione funzionale, culturale e paesaggistica di questi beni, con le comunità (istituzioni, imprese, abitanti) che presiedono questi spazi, così come le aree di valle e di costa ad essi connesse.
Il progetto avrà una durata di 30 mesi ed è cofinanziato dal programma Interreg V-A Italy – Croatia 2014 – 2020, per un valore totale di oltre due milioni e duecento mila euro  di cui oltre 760 mila a beneficio dei partner del territorio marchigiano.

Partecipano a MADE IN-LAND 5 regioni croate e italiane  rappresentate dalla Regione Marche col ruolo di capofila, dall’Università di Camerino, dal Comune di San Leo e dall’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità per la Regione Emilia Romagna, dal Comune di Riccia e dal GAL Molise verso il 2000 per la Regione Molise. 

“La pianificazione della strategia, che ha come “core zone” le aree interne – spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Angelo Sciapichetti - ci permette di dare risalto a tutta una serie di specificità endogene rilevanti. Le Marche sono dotate di grande valore artistico, culturale, naturalistico e sociale. Dobbiamo prendercene cura non trascurando le vulnerabilità e le peculiarità. Economie sostenibili, sviluppo del turismo costa-entroterra e diffusione della cultura identitaria sono solo alcuni degli asset da implementare per favorire lo sviluppo di tutto il territorio regionale. Prendere parte ad un progetto di carattere internazionale con dei partner locali di primo livello ci mette nelle migliori condizioni di svolgere un lavoro significativo che genera valore aggiunto”.

A confermare  la capacità progettuale dell'Università di Camerino, i moltissimi progetti internazionali che hanno ottenuto importanti finanziamenti, compreso quello appena presentato. Lo ha sottolineato il rettore di Unicam Claudio Pettinari: "Abbiamo messo in campo azioni che riguardano la valorizzazione economica della conoscenza attraverso il trasferimento delle competenze, a vantaggio del sistema territoriale, per un rilancio delle attività attraverso l’innovazione sociale, economica, tecnologica e culturali dei nostri territori, con particolare attenzione alle aree interne della nostra Regione. Fondamentale è il contributo delle istituzioni e per questo ringrazio la Regione Marche, per aver voluto la nostra collaborazione in questo progetto.

cc da comunicato












l’Agenzia di Sviluppo Zadra Nova e l’Università di Zara per la Contea di Zara ed, infine, AZZRI - Agenzia di Sviluppo Rurale dell’Istria per la Contea Istriana.    

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Danni agli allevatori, provocati da lupi e cani randagi. Il consigliere regionale dei Verdi Sandro Bisonni ha presentato un'interrogazione  con l'obiettivo di conoscere la reale entità delle risorse dedicate al risarcimento dei danni e la loro capacità di soddisfare le esigenze del settore. Nell’atto si fa riferimento alla legge regionale del 1995, dove si prevede che la Regione conceda un indennizzo per i danni causati agli allevamenti bovini, ovini, caprini ed equidi per aggressioni da parte di lupi e cani randagi o ferali. “Durante il 2018 – precisa Bisonni – sono state registrate 90 richieste d’indennizzo per attacchi da parte di lupi. Il Dpr del 1997, in attuazione della specifica direttiva CEE, riconosce proprio il lupo come specie di importanza comunitaria, di interesse prioritario e ne richiede una protezione rigorosa. Viene vietata la cattura, l’uccisione e il disturbo allo stato selvatico, non è permesso il possesso, il trasporto, lo scambio nonché la commercializzazione
Come le altre regioni d'Italia –spiega il consigliere dei Verdi- la Regione Marche prende dei fondi specifici dall'Europa per le aree Rete Natura” 2000; questi soldi debono servire a conciliare la presenza di predatori (quali ad esempio potrebbe essere il lupo con la presenza dell'uomo e degli allevamenti) e quindi questi fondi servono a risarcire gli allevatori che subiscono danni dai predatori naturali. Questo è di fondamentale importanza e questi soldi debbono essere impiegati sia per i risarcimenti sia anche per stimolare dei sistemi di protezione, quali potrebbero essere recinzioni elettrificate o l'acquisto di un cane da guardia. Con la mia interrogazione  dunque chiedo se questi soldi siano effettivamente impiegati e in quale quantità e se i fondi siano sufficienti o non richiedano invece di essere aumentati.  Non mancherò in aula anche di stimolare il discorso della tempistica- conclude Bisonni-; oltre alla necessità che il quantitativo di Fondi sia infatti sufficiente a ricoprire le esigenze del territorio è  anche importante che le tempistiche siano celeri.  Non possiamo pretendere che chi subisce un danno venga rimborsato a distanza di mesi o addirittura di anni, quindi l'interrogazione va nel senso appunto di stimolare questo discorso e far sì che la Regione abbia una particolare attenzione verso gli allevatori".
cc
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Quello di ieri sera, a Treia, è stato il primo consiglio comunale con la partecipazione delle forze di minoranza. Fin ora erano intervenuti solo per dichiarare la non legittimità della giunta per poi lasciare sempre gli scranni vuoti. Dopo la sentenza del Tar (che ha dato ragione all'amministrazione) però, il gruppo consiliare di Vittorio Sampaolo ha quantomeno deciso di cominciare a prendere parte ai lavori dell'assise.
"Abbiamo rinnovato la convenzione del servizio di tesoreria comunale per il periodo dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2024 - spiega il vicesindaco Buschittari -  riconfermando la vecchia convenzione con la Banca di Credito Cooperativo di Filottrano, e poi abbiamo votato una delibera sulla costituzione del diritto di usufrutto su un terreno privato per la realizzazione di un bike park a San Lorenzo di Treia, che è una località molto bella dal punto di vista naturalistico e del ciclistico". L’amministrazione è riuscita a trovare un accordo col proprietario e quindi gli atti successivi saranno l’atto dal notaio che sancirà questo diritto di usufrutto e poi una convenzione con una società sportiva che gestirà il terreno. "Poi si è votato il piano delle alienazioni con due varianti al piano regolatore, una legata ad una nuova destinazione urbanistica dell’ex scuola di San Lorenzo - torna a dire - e un’altra legata alla delocalizzazione di alcuni uffici del palazzo comunale in via Farabollini, vicino alla caserma dei carabinieri. Approvato anche il regolamento della compartecipazione dei genitori al pagamento delle rette nelle strutture e poi  il regolamento di polizia rurale, che era fermo da circa un anno". Buschittari ha sottolineato la presenza della minoranza, affermando poi che l'amministrazione sta "procedendo 
speditamente verso gli obiettivi che ci eravamo prefissati in campagna elettorale e poi con le linee programmatiche di mandato. La giunta - fa sapere - ha anche deliberato di inserire dei contributi incentivanti per le attività del centro storico e a breve organizzeremo un incontro per la cittadinanza per spiegare queste misure".
Per il Comune di Treia ora sono previste due imminenti scadenze:
 il 5 novembre per il bando PSR per le strade consorziali per cui il Comune presenterà quattro strade dopo averne presentate già sei nel precedente bando scaduto il 26 novembre. La seconda scadenza è il 15 quando sarà presentato il progetto integrato locale come comune capofila.
g.g.


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Nel comune di Bolognola, ultimati i lavori delle dieci abitazioni di "Villa Marconi"che fungeranno da case sostituitive delle SAE e presto saranno consegnate alle famiglie. Mancano solo gli allacci dei servizi di Telecom, Enel e gas, che arriveranno la prossima settimana.
Nel paese duramente ferito, contiinua senza sosta, nonostante la miriade di problemi legati al sisma 2016, l’opera di ricostruzione sia infrastrutturale sia economica e sociale dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Cristina Gentili. che sin da subito, grazie anche ad una forte identità territoriale, si è prodigata per  porre in essere tutto quello che serviva per ridare dignità e opportunità ai cittadini del piccolo centro montano.
Le case di  "Villa Marconi", la cui progettazione si deve alla società Pro System e i cui lavori sono stati eseguiti dalla ditta Rest Edil di Crucianelli Enrico, costituiscono infatti la seconda opera pubblica ultimata
E' del maggio 2018 l'inaugurazione del ricostruito edificio già sede dell'ex Caserma del Corpo Forestale dello Stato che il comune ha adibito ad abitazioni a servizio della comunità oltre che allocarvi la sede temporanea dei suoi uffici. Passi in avanti graduali ma significativi che sono stati resi possibili sia grazie all'estenuante lavoro dell’amministrazione e del personale comunale, sia grazie alla determinazione degli abitanti di Bolognola.
Ottima e concreta inoltre la collaborazione che si è potuta instaurare con tutti i soggetti coinvolti, dal Capo del Dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli all' ex Commissario Straordinario alla Ricostruzione Paola De Micheli, dall’attuale Commissario Straordinario alla Ricostruzione Piero Farabollini, al Governatore Luca Cerisciolie Vice Commissario Delegato alla Ricostruzione della Regione Marche, nonchè l’ing. Cesare Spuri responsabile dell' USR Regione Marche.
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Prosegue la battaglia del deputato marchigiano del Carroccio, Tullio Patassini che chiedeva, per le imprese inserite nell'area del cratere del sisma del Centro Italia del 2016, la riapertura dei termini per la presentazione delle domande per l'accesso alle agevolazioni fiscali previste dalla legge di bilancio 2019.

“Era stata istituita la zona franca urbana – spiega Tullio Patassini - con lo sconto delle imposte per le imprese esistenti, a valere per gli anni di imposta 2017/2018. Con la legge di bilancio 2018 la Lega ha proposto e ottenuto la stessa attenzione fiscale per gli anni 2019/2020, non solo per le imprese esistenti, ma anche per tutte quelle che si insedieranno all’interno del cratere fino al 31 dicembre 2019.

Il Ministero – aggiunge - ha aperto la prima finestra da giugno a luglio 2019 per accogliere le prime domande, con una temporalità molto ristretta. Noi ora chiediamo che il bando venga riaperto affinché tutte le imprese che si insedieranno in questi mesi possano godere degli stessi diritti”.

Dal Ministero però è arrivata una risposta negativa: "Il Ministero dello Sviluppo economico – risponde la sottosegretaria allo Sviluppo economico Alessandra Todde- ha ritenuto congruo e ragionevole il periodo di apertura dello sportello dal 18 giugno al 18 luglio 2019, in ragione del fatto che l'incentivo è rivolto anche nei confronti dei soggetti che si sono impegnati ad avviare una nuova iniziativa economica nella zona franca urbana entro il 31 dicembre 2019, purché costituiti nel termine previsto dal bando".

Patassini annuncia quindi di non arrendersi: “Noi proseguiremo insistendo su questo argomento. Per noi era scontato chiedere una proroga del percorso iniziato con il Governo gialloverde.

Continueremo ad insistere al Ministero affinché questi termini vengano riaperti”.

GS
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Nella luce di oltre 200 fiaccole, il messaggio di una comunità che non si arrende e che non si piange addosso. Così tre anni dopo la scossa più devastante del 30 ottobre, Pieve Torina ha voluto ricordare che, nonostante tutto è un paese vivo, che vuole continuare a vivere e a trovare una prospettiva di sviluppo lì dove sono le radici e il sudore delle persone. Lo hanno detto i volti dei tanti cittadini che hanno risposto all'invito del sindaco Alessandro Gentilucci, ripercorrendo quelle stesse strade, un tempo piene di vitalità, di attività commerciali, su fino alla piazza della chiesa di Santa Maria Assunta.
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Partito dalla vecchia sede comunale, il corteo silenzioso con in testa il sindaco affiancato dal parroco don Candido Pelosi e dai primi cittadini di Fiastra Sauro Scaficchia e di Serravalle Emiliano Nardi, dopo brevi soste davanti alla chiesa, al parco delle Rimembranze e ad una casa crollata, ha raggiunto la nuova scuola. Qui, le note struggenti del violino di Valentino Alessandrini, hanno introdotto al momento conclusivo, la firma del documento 'appello' da inviare al presidente della Repubblica Mattarella per chiedergli di farsi garante della ricostruzione.
A portare il suo personale sostegno anche il consigliere regionale Elena Leonardi; un messaggio carico di vicinanza e partecipazione è stato inviato anche dal presidente Luca Ceriscioli
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Doloroso ed emozionante il tragitto della fiaccolata, scelto per sottolineare come la vita della comunità e le sue abitudini, siano completamente state stravolte, rispetto ad altri paesi  dove seppur con dei danni, tutto è continuato a scorrere come prima.  "Va preso atto di questa differenza per la quale io sono sempre visto come polemico - ha detto Alessandro Gentilucci-L'impegno di questa fiaccolata è ridare dignità e opportuntà alla popolazione, a volte anche battendo i pugni sul tavolo con forza. Chiediamo uno sforzo importante che comunque vede una luce all'orizzonte- ha annunciato il sindaco- Delle 135 pratiche per la ricostruzione presentate pari al 9 per cento, 12 sono solo assentite per via dei colli di bottiglia. Il Commissario ha però garantito che entro 20 giorni uscirà un'ordinanza che, attraverso l'autocertificazione dei tecnici, garantirà la possibilità di ottenere un finanziamento per sbloccare la ricostruzione".
cc
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Il sindaco appone la prima firma sulla lettera da inviare a MattarellaIMG 20191030 192640
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Numeri del terremoto del 2016. A tre anni dalla scossa più forte del 2016,  li ha ricordati a Camerino  il Commissario per la Ricostruzione Piero Farabollini: Lo ha fatto intervenendo alla giornata finale del corso di perfezionamento in Emergenze territoriali, ambientali e sanitarie EmTask  organizzato all'Università di Camerino in collaborazione con Università degli studi Modena e Reggio Emilia, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Unicam ed Esercito Italiano raggruppamento Umbria-Marche. Davanti ai numerosi partecipanti, il geologo Commisario Farabollini è tornato sul dato delle 4 regioni colpite, 315 comuni danneggiati di cui 138 facenti parte del primo cratere con danni maggiori del 50 per cento e altri  213 comuni  con danni minori ma che comunque debbono ragionare in termini di ricostruzione.  Circa 41.000 le persone sfollate che si sono dovute aiutare, due o tremila delle quali sono ancora ospitate nelle strutture ricettive della costa. Sul fronte delle macerie del numero complessivo di 2 milioni e mezzo di tonnellate700.000  sono quelle che attualmente debbono ancora essere portate via. Il Commissario ha ricordato poi la legge 189 che regola la ricostruzione le cui pratiche  tra pubblico e privato, sono in tutto 79 miladopo tre anni, si è arrivati ad una quota di circa 9200 pratiche di ricostruzione presentate agli USR.
"Questo significa che oggettivamente ci sono difficoltà sia nel presentare le domande, sia nel percorso d'istruttoria che gli uffici speciali della ricostruzione sono chiamati a fare per arrivare alla valutazione del progetto e alla decretazione dell’importo relativo al danno subito dall’edificio e quindi, avviare poi la ricostruzione. In effetti – ha detto il Commissario- la maggior parte dei ritardi sono proprio legati a questo doppio percorso: presentare il progetto e fare l’istruttoria del progetto. Ci sono comunque delle norme che vanno tenute in considerazione perché la legge 189 della ricostruzione è una legge speciale ma ordinaria e dunque deve sottostare a tutte le norme nazionali (codice appalti, norme tecniche sulle costruzioni, anticorruzione) e ciò comporta che le procedure siano molto lunghe.
In sostanza, non è vero che la ricostruzione è ferma- ha detto Farabollini - E’ lenta e di questo ne siamo coscienti, però quello che balza agli occhi e che la comunità evidenzia, è che non si vedono le gru. E’ vero, ce ne sono poche ma la gru viene messa nel momento in cui l’impresa inizia a lavorare e non si può fare a meno di considerare che c’è comunque  tutta la fase precedente che è quella della progettazione e dell’approvazione del progetto che comunque sta andando avanti e sta andando avanti anche in maniera veloce ed efficace. 
Col nuovo decreto sisma - ha annunciato - stiamo lavorando ad emendamenti che permettano di alleggerire le procedure che vanno nella direzione di permettere ai privati di rientrare nelle loro case. Nelle situazioni  in cui i privati percepiscono il Cas, il rientro comporterà la perdita del contributo di autonoma sistemazione e questo significherà un recupero di quelle  spese da parte dello Stato. L’alleggerimento delle procedure- ha aggiunto- favorisce anche la ricostruzione pubblica perché parliamo di qualcosa come 2500 edifici pubblici da rimettere a posto. I numeri dunque sono impressionanti, ma c’è anche da tener conto che la sequenza sismica che ha interessato il Centro Italia a partire dalla scossa del 24 agosto 2016, è durata oltre sei mesi con circa 50 mila scosse sopra la magnitudo 3 e cinque scosse molto importanti, producendo nella storia sismica il cratere più ampio che si conosca. La cosa buffa che ho notato come terzo commissario - ha sottolineato- è che la ricostruzione non permette la pianificazione. Non tiene conto di quella che è la realtà territoriale e di come andare ad investire sul territorio per evitare che una sequenza sismica di questo tipo possa produrre danni come quelli che ci sono stati.
In effetti attualmente la norma 189 dà solo un input: il dov’era com’era che ci dice che bisogna ricostruire esattamente le case come erano nello stesso sito. Nel caso in cui in quel sito non si possa ricostruire si deve delocalizzare ferme restando le volumetrie. Quando sono arrivato nell’Ufficio Ricostruzione di Roma come terzo Commissario,  non c’era neanche un geologo, cosa non da poco se consideriamo  che questo terremoto ha evidenziato che gli aspetti geologici sono fondamentali per quello che è stato il danneggiamento  e ovviamente per quello che sarà la ricostruzione; ci siamo messi di gran lena per cercare di vedere come ottimizzare le risorse presenti e assumere del personale adeguato, perché comunque tutto l'aspetto della Ricostruzione è passata attraverso la microzonazione sismica di terzo livello, cioè attraverso questo strumento messo in atto, l'ordinanza 3274 del 2003 ha obbligato le regioni a dotarsi della microzonazione di primo livello in  tutti i comuni d’Italia e, attualmente, è quasi completata al 100%;  poi c’ è il secondo livello di microzonazione che va a verificare delle situazioni particolari e infine la microzonazione di terzo livello che dà anche la modellazione per aree particolarmente sensibili e suscettibili a un terremoto. Per cui- ha rimarcato-  il terzo livello è fondamentale quando si va a pianificare o programmare, allora, se noi dobbiamo utilizzare questo strumento per realizzare gli edifici sapendo che attraverso la microzonazione o si può costruire, o non si può farlo, è ovvio che un’azione di pianificazione doveva essere comunque prevista all’interno della norma e, in questo, la norma ha lasciato dei buchi”.
Il commissario ha anche evidenziato la difficoltà di applicazione della legge 189 che, rifacendosi sostanzialmente alla legge utilizzata per il sisma dell’Emilia Romagna e mantenendone identica articolazione, fa riferimento comunque ad un contesto geologico, fisiografico, socio-economico e urbanistico completamente differente. "La difficoltà della sua applicazione, soprattutto in questi territori, è legata propria a queste differenze e anche al fatto che dopo il terremoto del 24 agosto che inizialmente aveva coinvolto 4 comuni e nell’intorno un’altra cinquantina, con le scosse del 26 e 30 ottobre il cratere si è allargato a dismisura abbracciando un contesto completamente differente, tanto è vero che mentre prima nella regione Marche c’erano pochi comuni coinvolti, poi le Marche sono diventata la regione più colpita con 85 comuni inseriti nell’area del cratere, cioè oltre il 60 per cento”.
Farabollini ha poi ricordato il numero delle ordinanze arrivato a 86, 18 delle quali sono state fatte da lui, andando ad implementare  tutte quellle già esistenti e cercando di ridurne i gap procedimentali e contemporaneamente di allinearle  alle numerose norme e d emendamenti subentrati.“ Attualmente – ha spiegato il Commissario- l’attività prevalente è  legata alla ricostruzione privata e pubblica.  “ Considerate che sono state finanziate due ordinanze sulle opere pubbliche (primo piano -secondo piano) per un ammontare di circa  900 milioni di euro e, attualmente impegnato (presentato il progetto) è soltanto l’1 per cento”.
Rispetto alle crisi sismiche del passato ( 79-97-2009) in cui le norme dicevano prima si reperiscono i fondi, poi si fa l’ordinanza per poter partire, le ordinanze oggi hanno tutte copertura, nel senso che il piano degli interventi che vengono pubblicati in Gazzetta sono tutti finanziati, per cui- ha concluso- la capacità di poter avviare la ricostruzione c'è”. Per chiudere il quadro dei numeri, il Commissario ha dichiarato che nelle ordinanze attualmente ci sono circa 2 miliardi e 300 milioni di euro di finanziamenti che potrebbero essere tranquillamente avviati e che, secondo le stime della Protezione Civile, la ricostruzione verrà a costare qualcosa come 23 miliardi di euro.
cc
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30 ottobre 2016. Paura, smarrimento, sensazione di impotenza. Tanti i sentimenti che si sono rincorsi quella mattina  di 3 anni fa. Attimi di terrore e di forte preoccupazione che ripercorriamo con Federico Maccari, direttore generale di Entroterra Spa che detiene il marchio La Pasta di Camerino. Un’azienda che da subito, ha saputo reggere in modo esemplare le difficoltà del post-sisma riuscendo a dare un segnale forte di ripresa, trasformandolo in un modello di speranza e di rinascita per tutto il territorio. L’azienda supererà a fine anno i 20 milioni di euro di fatturato.
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“Ricordo benissimo purtroppo, come molti di noi, quella mattina del 30 ottobre alle 7:40 quando la Terra ha tremato più forte che mai- dice Federico Maccari - Ci ha presi un po' tutti di sorpresa quella ulteriore scossa, ancora più forte di quella della sera del 26 ottobre. Ricordo bene che io e mio padre siamo subito andati di corsa al pastificio per cercare di verificarne le condizioni, preoccupati di aver perso l’attività, il nostro lavoro e anche quello di tante altre famiglie. Arrivati sul posto, ci siamo resi conto che fortunatamente il nostro capannone aveva resistito alla scossa, addirittura gli ingegneri che hanno fatto il sopralluogo ci hanno confermato che era rimasta intatta anche la sua capacità di resistenza antisismica, il che ci ha permesso di riprendere subito la nostra attività già dal lunedì successivo. Le scosse continuavano ma il lavoro non si è mai fermato e nel contempo ci siamo incamminati subito in una ulteriore sfida, realizzando anche un nuovo stabilimento che ha raddoppiato quello preesistente. Siamo riusciti ad inaugurare la nuova struttura di produzione a nemmeno un anno dalla scossa del 2016 e, in pochissimo tempo, abbiamo avuto la possibilità di assumere altre 20 persone in soli due anni, arrivando a 71 dipendenti”. A tre anni di distanza, pur non riuscendo a dimenticare quei momenti, la famiglia Maccari benedice quella capacità reattiva immediata e lungimirante che, al meglio delle sue capacità, le ha permesso di fare la sua parte salvaguardando l’azienda, il lavoro di tante famiglie e imprimendo su tutto il territorio un forte segnale di positività. Un arco temporale di tre anni non è poi così lungo, ma le conseguenze che il sisma ha portato con sé, soprattutto per i risvolti a lungo termine, preoccupano non poco gli imprenditori delle aree più colpite.
 “ Di sicuro – afferma Federico Maccari- su questo territorio ci sentiamo un po’ più soli; tante famiglie se ne sono andate e la comunità ne avverte il colpo. A livello imprenditoriale, spesso ci ritroviamo anche a dover fare i conti con una popolazione ridotta, il che per un'azienda che cresce, significa anche difficoltà nel trovare risorse umane e qualificate sulle quali noi comunque  abbiamo sempre investito e che vogliamo scegliere all’interno della nostra comunità; cè insomma questo tipo di difficoltà che in più, non permette poi di creare un indotto sul territorio stesso.
Per la nostra azienda- aggiunge Maccari- l'obiettivo più importante è quello di poter innanzitutto dare conferma del posto di lavoro ai nostri dipendenti, alcuni dei quali hanno anche perso la loro casa ma che avendo la garanzia di un lavoro alle spalle, hanno la possibilità con il tempo di riprogettare la loro vita e quindi anche la loro quotidianità  oltre che avere una casa solida e stabile. Alle istituzioni tutte invece chiedo che possano intervenire in maniera un po' più importante sugli incentivi economici a favore dei nuovi imprenditori, perché in questo territorio c’è tanto bisogno di nuove realtà produttive che portino con sé nuovi posti lavoro”.
cc
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L'idea di organizzare un incontro sull'ospedale di Tolentino della sezione locale del Partito Democratico non è piaciuta a Francesco Pio Colosi e ai suoi colleghi di Fratelli D'Italia che in una nota scrivono: "Ci vuole una bella faccia tosta da parte del PD ad  organizzare un incontro sull’ospedale cittadino visto come lo hanno ridotto  negli anni i governi regionali  di sinistra.
Ci sono voluti tre anni e proprio  a sei mesi dalle elezioni regionali, il progetto esecutivo  per il rifacimento dell’ospedale tolentinate sarà pronto verso la metà di gennaio  secondo quanto dichiarato dal dirigente dell’Area Vasta 3.
Come cittadini - scrivono - desideriamo risposte precise sui tempi certi di realizzazione e, soprattutto, a parte la struttura quali prestazioni saranno a disposizione dei tolentinati e dei cittadini dei comuni limitrofi . Alcune domande alle quali la gente vuole risposte. Che fine ha fatto la TAC donata grazie ad una sottoscrizione dei tolentinati, in seguito ad  una larga partecipazione della gente alla struttura sanitaria cittadina - chiedono - . Quali reparti saranno arrivati e se il punto di primo intervento rimarrà h24". Chiedono poi se il "day surgery chirurgico sarà nuovamente funzionante e quali lavori di adeguamento sismico sono stati fatti dopo il sisma del 1997".

GS















Fratelli d’Italia Sezione di  Tolentino













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