Notizie di politica nelle Marche

Con un comunicato a sua firma, Sandro Sborgia ufficializza la sua candidatura a sindaco di Camerino.

Sciolta dunque la riserva sulla discesa in campo del Comandante del Nas di Ancona,  alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio. Nativo di Pescara e vissuta la sua infanzia e adolescenza in un piccolo paese di montagna in provincia dell’Aquila, Sandro Sborgia ha poi deciso per la strada dell’Arma che lo ha portato a raggiungere il prestigioso incarico di guida del Nucleo Antisofisticazioni e sanità di Ancona con il quale si è distinto per innumerevoli inchieste e operazioni nel campo delle frodi alimentari, sofisticazioni farmacologiche e irregolarità amministrative. Il maggiore Sborgia si è laureato all’università di Camerino. Da 24 anni vive a Pioraco, dove è felicemente sposato con Patrizia. Sostenuto da tanti amici e da un bel numero di conoscenze maturate negli anni, Sborgia, si presenta alla guida di una lista di espressione civica, composta da donne e uomini di varie fasce d’età, che hanno a cuore il bene della città

Questo il testo del comunicato:

"Ho deciso di avanzare la mia candidatura a sindaco della città- scrive Sborgia - dopo aver ricevuto molte richieste da parte di tanti cittadini di Camerino, di ogni estrazione sociale e dalle diverse sensibilità politiche, tutti accomunati dal senso di insoddisfazione rispetto all’attuale situazione, ma tutt’altro che rassegnati alla speranza che un ritorno alla normalità, in tempi ragionevoli, sia ancora possibile.

L’attaccamento profondo a questa terra nobile e gloriosa, ormai divenuta la mia terra, quella nella quale ho scelto di vivere con la mia famiglia, insieme alle difficoltà che quotidianamente affronto per essere stato anch’io, come tutti, colpito dalla forza devastatrice del terremoto, mi hanno richiamato alla responsabilità di assumere una posizione chiara, decisa, senza tentennamenti di fronte all’alternativa: proseguire sulla strada che intrapresi trentuno anni fa di servire il mio Paese con disciplina e onore, ovvero accettare la sfida di impegnarmi in qualcosa di ancor più grande e onorevole e cioè quella di farmi carico, con umiltà, dei timori, delle ansie, delle speranze di quel popolo che venticinque anni fa mi ha accolto e mi ha fatto sentire a casa come fossi uno dei suoi figli, che mi ha insegnato  a essere un uomo migliore e che rimane ancora convinto, nonostante i quasi tre anni trascorsi, che una nuova primavera per Camerino sia ancora possibile; che siamo ancora in tempo per rialzarci con fierezza da una tragedia che ci ha feriti nel corpo, ma mai piegati nello spirito.

Ho deciso di candidarmi scegliendo, come spesso mi è capitato nella vita, la strada più difficile pur nella consapevolezza delle enormi difficoltà che essa presenta e dei tanti ostacoli e delle tante insidie che inevitabilmente costellano il percorso.

Il mio programma elettorale, che a breve verrà illustrato alla cittadinanza, è caratterizzato da un forte e risoluto cambio di marcia che avverrà a partire dal pieno coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni di categoria, dei tecnici, per affrontare al meglio la delicatissima fase della ricostruzione post-sisma, anche attraverso l’istituzione di commissioni speciali aperte a chiunque voglia costruttivamente collaborare. Esse saranno subito operative perché l’ascolto e la sintesi delle varie istanze costituiscono una priorità nel tempo della ricostruzione.

Il fulcro del programma sarà ovviamente la ricostruzione, anche se nulla potrà trascurarsi della vita dei cittadini anche nei settori apparentemente meno coinvolti del post sisma.

Quanto alla ricostruzione, la prima questione da affrontare è quella delle perimetrazioni, sulle quali occorrerà una profonda riflessione, soprattutto alla luce dei ritardi che sono stati accumulati dall’attuale amministrazione e che sicuramente hanno portato a sminuirne l’efficacia.

Ritengo le perimetrazioni uno strumento urbanistico a servizio della città, che tuttavia deve essere posto in essere solo se è chiara la vocazione che dovrà caratterizzare la Camerino futura. Per il resto dovrà essere immediatamente favorito il ripristino delle abitazioni private, a partire dai cosiddetti edifici con danno B, se necessario anche operando una profonda revisione dei tardivi disegni elaborati dall’attuale amministrazione. La priorità deve essere data affinché più persone possibili possano rientrare in tempi ragionevoli nelle loro case.

Sono assolutamente convinto che tutti insieme, uniti dall’amore per questa terra e dalla forza che essa ha sempre ispirato nei suoi figli, sapremo affrontare ciò che il futuro ci prospetta e riusciremo a superare con quella sana ostinazione, caparbietà e testardaggine che ci contraddistingue, tutte le difficoltà, le amarezze, le avversioni che questa condizione ci ha imposto.

Uniti abbiamo l’occasione di dimostrare ai fratelli italiani e al mondo intero che il popolo camerte non si è mai arreso, che non si è mai piegato, che il nostro spirito è ancora più forte e più saldo di sempre, che possiamo e vogliamo riappropriarci del ruolo che la storia ci ha affidato: di tornare a essere il fulcro della rinascita e dello sviluppo di tutto il territorio" .

Sandro Sborgia

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Una seconda vita agli oggetti che non si usano più, a vantaggio della cultura del riutilizzo e dell'ambiente. Regione Marche, Ata n.3, Unione Montana del Potenza, Esino e Musone, Cosmari e Comuni di Castelraimondo e Camerino hanno realizzato il quarto Centro del Riuso intercomunale in provincia di Macerata.

L'inaugurazione uffciale è avvenuta questa mattina alla presenza del sindaco Renzo Marinelli, dell' Assessore all'Ambiente della Regione Angelo Sciapichetti, del presidente della Provincia e di Ata n.3 Antonio Pettinari, di Matteo Cicconi, presidente dell'Unione Montana Alte Valli del Potenza e dell'Esino, di Elisabetta Torregiani, assessore all'ambiente Comune di Castelraimondo, del Direttore generale di Cosmari srl Giuseppe Giampaoli. Alla cerimonia sono intervenuti anche i primi cittadini di Esanatoglia Luigi Nazzareno Bartocci e di Gagliole, Sandro Botticelli. Dopo il taglio del nastro, ha avuto luogo la benedizione dei locali da parte di don Tarcisio,vice parroco di Castelraimondo. 

Del Centro di Raccolta e Centro del Riuso situato nell'Area Ecologica della località ELE,  potranno usufruire i cittadini dei comuni di Apiro, Camerino, Castelraimondo, Cingoli, Esanatoglia, Fiuminata, Gagliole, Matelica, Pioraco, Poggio San Vicino, San Severino, Sefro e Treia. L' apertura al pubblico è nei giorni di giovedì e sabato, con diverso orario secondo la stagione invernale ed estiva. D'inverno il Centro del Riuso sarà aperto il giovedì dalle ore 15.00 alle 17.00 e il sabato dalle 10.00 alle 12.00. L'orario estivo prevede l'apertura di giovedì pomeriggio dalle ore 17.00 alle 19.00  mentre, resta invariato anche d'estate l'orario del sabato mattino dalle 10.00 alle 12.00.  

riuso 2

I vantaggi per l'ambiente e l'aiuto ad un'economia circolare e solidale, sono stati ricordati da tutti i presenti, a cominciare dal sindaco Renzo Marinelli il quale ha sottolineato la condivisione d'intenti per un grande progetto che consente di alleggerire le abitazioni di quel che non serve più, a vantaggio di chi ne ha bisogno e del rispetto dell'ambiente, evitando anche il riprovevole fenomeno degli abbandoni nei boschi o lungo le scarpate. Ringraziamenti sono stati rivolti a quanti hanno collaborato per la realizzazione e in particolare al Cosmari.

Il valore culturale, sociale ed etico del riutilizzo è stato evidenziato nel suo intervento dal presidente della Provincia e di Ata 3, Antonio Pettinari. " Quella del riuso degli oggetti ancora buoni - ha detto- è una cultura che deve passare in tutte le fasce d'età. Grazie a finanziamenti regionali, è stato possibile realizzare già quattro Centri intercomunali del Riuso ( Macerata, Civitanova, Montecassiano e Castelraimondo) in condivisione tra il Cosmari e le comunità".

Un sistema, quello dei rifiuti in provincia, di cui essere orgogliosi e che, grazie ad un percorso durato decenni, ha portato a grandi risultati, al punto da essere diventato da esempio. " Siamo consapevoli che c'è da fare di più e, insieme al Piano d'Ambito, al Cosmari e ai sindaci stiamo lavorando in questa direzione- ha ricordato Pettinari- Fin dall'intuizione di consorziare i comuni per organizzare l'impianto a Tolentino, è stato un progresso di tappe successive: dalla prima tappa della raccolta porta a porta si è assistito ad un crescendo della consapevolezza e dell'impegno delle istituzioni,dei sindaci e dei cittadini; altro passaggio importante l'acquisizione della Smea, unico soggetto pubblico che ha consentito l'affidamento a Cosmari di tutto il sistema dei rifiuti e la tutela di quello che gà funzionava e che poteva solo migliorare. Significativo anche il passaggio della realizzazione della discarica provinciale e dell'affidamento in house per 15 anni al Cosmari, operazione di tutela di centinaia di lavoratori  e conferma della validità di un sistema. Un processo nel quale hanno concorso in tanti, a cominciare da tutti i sindaci che sono stati bravi a sollecitare e sensibilizzare i cittadini. Un concorso e un'unione- ha sottolineato- che ci aiuterà ad affrontare anche il passaggio del Piano d'Ambito che ha visto l'Ata decidere all'unanimità il documento preliminare e, perseverare nella determinazione ad andare avanti". Da parte dell'amministrazione provinciale, Pettinari ha voluto ringraziare il Cosmari per aver accolto la sfida delle macerie, caricandosi di un lavoro delicato e importante, esprimendo solidarietà e vicinanza all'azienda che al momento ha sospeso le operazioni in quanto sottoposta ad indagine in ordine allo smaltimento dell'amianto.  

L'aspetto della forte sinergia che coinvolge 13 comuni e l'Unione Montana, è stato posto in evidenza dall'assessore Sciapichetti, sottolinenando la politica ambientale virtuosa della provincia di Macerata, prima nelle Marche per raccolta differenziata  e della stessa Regione,  tra le prime in Italia. Di successo anche la scelta di successo del consorzio di smaltimento rifiuti con i comuni protagonisti. " Abbiamo ottenuto ottimi risultati ma dobbiamo continuare ad andare avanti, perché le politiche ambientali, devono continuare a tenere impegnate tutte le amministrazioni. Su questo, la Regione Marche ha investito e sta investendo molto e, anche a livello legislativo si sta lavorando per affinare il sistema che giustamente permetta  al cittadino virtuoso di pagare di meno. Ma dobbiamo farlo insieme perchè, se la filiera istituzionale funziona e non ci si divide sulle cose importanti, i risultati si ottengono e se ne ottengono sempre di più". 

Del servizio fatto in maniera associata tra più comuni ha parlato Matteo Cicconi, rimarcando che, aldilà dei rifiuti, l'iniziativa potrebbe essere splittata anche su altri servizi a favore della popolazione: " L'augurio è che le Unioni Montane, Provincia e Regione, appoggino sempre di più queste iniziative che possono essere riprodotte in  tutti i servizi che ogni comune può fare. Insieme si riesce a realizzare molto di più di quello possibile ad un singolo comune; insieme si riesce a valorizzare un territorio nel suo complesso. Quello di oggi- ha aggiunto Cicconi- è un risultato significativo nell'ottica dell'ambiente e del riciclo dei rifiuti: ridare un'altra vita, un altro scopo al rifiuto,sarà sempre più fondamentale per proteggere e tutelare la nostra casa primaria che è l'ambiente e lasciare qualcosa anche alle nuove generazioni ". 

La logica del Centro di raccolta e del riuso intercomunale è nella possibilità di servire più comuni. Lo ha ricordato il direttore generale di Cosmari srl Giampaoli fornendo il dato tecnico della struttura, costata 120 mila euro e progettata dall'ingegnere Conti. " Strutture come queste- ha detto- rappresentano il completamento del ciclo del rifiuto. Molti degli oggetti che vengono conferiti ai Centri di raccolta, sono ancora validi, riutilizzabili  e recuperabili da chi ne ha bisogno. E' tutto rifiuto che non si produce e che invece viene recuperato in seconda vita e non va a generare ulteriori problematiche" . Dall'assessore Torregiani l'annuncio della partenza dela tariffa puntuale per Castelraimondo, comune  che rappresenta un'eccellenza nei risultati della raccolta differenziata. Tariffa puntuale che riconoscerà una premialità a chi rispetta le regole della raccolta, o una penalità, ai cittadini che non dovessero rispettarle. 

C.C.

Riuso Locali

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Potrebbe riaccendersi una speranza per il Tribunale di Camerino soppresso nel 2013 insieme a trenta altre sedi giudiziarie della penisola. Da tempo,  il Coordinamento Nazionale dei fori soppressi domanda l’applicazione del punto 12 del contratto di Governo e la rivisitazione della geografia giudiziaria sottolineando l’inutilità degli sportelli di prossimità.e chiedendo  il ripristino dei Fori soppressi. Diverse le sedi interessate dal provvedimento di chiusura, tra quelle rappresentate nella delegazione composta da togati e amministratori che è stata ricevuta a Roma dal Ministro di Giustizia Alfonso Bonafede. Un incontro che i partecipanti hanno definito positivo, nel corso del quale il Ministro Bonafede ha manifestato un’apertura nel senso di volere pianificare l’impegno del ripristino dei Tribunali soppressi all’interno di un progetto nel tempo rispondente, alle aspettative dei territori e alle capacità di spesa del Governo. Sembra che il Guardasigilli si sia detto disponibile a consentire l’utilizzo delle strutture giudiziarie già sede dei Tribunali, a patto che vengano ripristinate a spese degli Enti Locali. Non molto semplice la strada per il ripristino dell’immobile già sede del presidio della giustizia di Camerino, inagibile a causa del sisma e per il quale si dovrebbe trovare una sede alternativa. Di certo l’apertura manifestata dal Ministro, potrebbe essere vista come un’opportunità e come un bel segnale per il futuro di un territorio martoriato.

Presenti nella Capitale le rappresentanze del Coordinamento Nazionale per la giustizia di prossimità di Sala Consilina, oltre che di Ariano Irpino, Lucera, Mistretta, Modica, Nicosia, Sant’Angelo dei Lombardi, Tolmezzo e Vigevano, tra i comuni che come Camerino e tanti altri hanno subito la riforma della geografia giudiziaria. L’avvocato camerte Sabrina Carnevali ha fatto notare l’assenza di rappresentanti dell’amministrazione comunale e delle professioni forensi del territorio camerte, lamentando come sia sintomatica del fatto che la vita forense e la giustizia non interessino al comune di Camerino. Tra gli altri aspetti evidenziati dalla legale, anche la mancanza di attenzione da parte dell’amministrazione comunale nel portare avanti il programma di ricostruzione di un carcere che formalmente non è stato ancora chiuso. Quest’ultimo punto era stato sottolineato anche dal Comitato Amici di Dario Conti che, in un articolo sul settimanale Appennino Camerte, richiamando all’unità d’intenti senza colori politici per la ricostruzione e il rilancio economico del territorio, vede la ricostruzione e riapertura della struttura penitenziaria come uno dei veicoli importanti nel riportare lavoro e prospettive di rilancio.

C.C.

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Chi non decide non amministra, personalmente avrei tolto le perimetrazioni già da tempo.

Siamo al solito scaricabarile, o meglio non il solito, perché stavolta la responsabilità di decidere sulle perimetrazioni viene scaricata direttamente sui miei concittadini.

L’ultima surreale proposta del Sindaco uscente Pasqui è infatti quella di indire una sorta di referendum per decidere Perimetrazioni SI o Perimetrazioni NO nel centro storico. In questo modo così non si assume alcuna responsabilità.

La cosa più triste è che ciò denota che questa amministrazione, a distanza di due anni e mezzo, non ha ancora un’idea di cosa fare della città di Camerino. In sostanza non c’è nessuna idea progettuale.

Se ci fosse, oggi si avrebbe ben chiaro le aree da perimetrare e quelle dove invece i lavori possono essere fatti partire subito.

Ora, dopo che per due anni è stato tenuto tutto nascosto nei cassetti, dopo il rifiuto a fornire i documenti sulle perimetrazioni ai comitati cittadini, dopo che per scelta non si è mai discusso in consiglio comunale di perimetrazioni; improvvisamente, viene in mente di trascinare i cittadini in questo referendum o consultazione, che avrebbe il solo scopo di sgravare l’amministrazione da ogni responsabilità.

Cittadini, fino ad oggi mai considerati nelle scelte, tenuti all’oscuro di tutto ora dovrebbero decidere su un argomento estremamente tecnico, per valutare il quale si dovrebbero conoscere diverse ordinanze commissariali nonché le relazioni di quest’ultime con le norme sull’edilizia, dove si intrecciano i livelli di danno (L1, L2 etc.) con l’adeguamento sismico piuttosto che il miglioramento sismico ed i relativi finanziamenti.

Io reputo questa proposta l’ennesima presa in giro per i già vessati cittadini di Camerino che attendono da mesi e mesi di avere notizie certe sui progetti per la città e sull’annoso problema delle messe in sicurezza, che ormai appare chiaro, non saranno mai completate.

Io la mia idea la dico chiara, senza avere paura. Bisogna uscire dalle perimetrazioni, ora e cominciare subito i lavori. Dopo aver atteso inutilmente due anni e mezzo non si può più parlare di condivisione delle scelte e di coinvolgimento della popolazione, andava fatto prima casomai, ora si deve solo agire; la città rischia di morire perché sta morendo la speranza.

Bisogna uscire dalle perimetrazioni e riservare quest’ultimo strumento solo alle piccole zone che devono essere stravolte urbanisticamente. Per individuare queste zone basta un’idea progettuale che purtroppo l’amministrazione ad oggi ancora non ha.

A proposito il piano Cucinella che fine ha fatto? Né è stata pubblicata solo una parte, ed il resto?

Stesso discorso vale anche per le frazioni: ne vanno perimetrate solo alcune e solo le aree strettamente necessarie e oggetto di sconvolgimenti a livello urbanistico.

Il Comune di Camerino, al contrario, ha chiesto la perimetrazione di ben 25 frazioni, per fortuna molte già stralciate dall’USR. Contrariamente a quanto pensavano i nostri amministratori infatti non si possono prendere finanziamenti tout court dalle perimetrazioni per i condotti fognari, per cui perimetrare le frazioni non fa che ingessare i lavori ed allungare notevolmente i tempi di intervento.

Marco Fanelli

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Sarà intitolato ad Ermenegildo Piergentili, colui che 30 anni fa ebbe la lungimiranza di realizzare la struttura, il restaurato Palazzetto dello sport di Sarnano. Ad annunciarlo il sindaco della città termale Franco Ceregioli unitamente alla notizia dell'inizio dei lavori di manutenzione straordinaria e riqualificazione. Un intervento da 275mila euro (in parte finanziati con fondi ottenuti con bando regionale) grazie al quale il palasport sarà rinnovato anche allo scopo di renderlo maggiormente funzionale. Tra gli interventi previsti, anche la posa del parquet sul campo di gioco in sostituzione dell'attuale fondo in cemento, così da permettere, oltre ad una migliore fruibilità, anche la possibilità di ospitare la preparazione di squadre di basket e volley di alto livello.

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A Morro di Camerino I giovani della Lega della provincia di Macerata si incontrano per la prima volta in assemblea pubblica. L’evento, che avrà luogo nella serata di questo venerdì 22 marzo, vedrà tra gli altri la presenza, oltre che del Responsabile Lega Giovani Macerata, Corrado Remigi, anche dell’onorevole Andrea Crippa, Coordinatore federale Lega Giovani, del senatore Giuliano Pazzaglini, degli onorevoli Riccaro Augusto Marchetti, Tullio Patassini, Giorgia Latini.

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Si è svolto questa mattina nella sede della Regione Marche a Palazzo Raffaello l'incontro sulla situazione dell'ospedale di Camerino. Il presidente Luca Ceriscioli e l'assessore Angelo Sciapichetti, insieme ai dirigenti Asur Marini, Storti, Gigliucci e Maccioni, hanno ricevuto il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, e il presidente dell'Unione montana, Alessandro Gentilucci.

“Abbiamo ottenuto importanti rassicurazioni – ha affermato il primo cittadino camerte – sul futuro del nostro ospedale e, soprattutto, sul potenziamento del personale in seno ai reparti. Tutto ciò sarà comunque ribadito dallo stesso presidente nel corso della visita alla struttura sanitaria camerte, prevista per il prossimo 29 marzo. Non si terrà, quindi, l'incontro in Comune del 26, ma ci si è accordati per il giorno 29 direttamente all'ospedale dove visiteremo reparto per reparto per un ulteriore confronto con gli addetti ai lavori. Se da un lato la riunione di questa mattina ha fornito importanti rassicurazioni, dall'altro non posso comunque ritenermi pienamente soddisfatto poiché insistono dei problemi oggettivi relativi al nostro ospedale che dovranno essere risolti con tempi rapidi e certi”. La soddisfazione del sindaco riguarda le parole del presidente Luca Ceriscioli che ha affermato: “L'ospedale di Camerino non è minimamente in discussione, sia per il presente, sia per il futuro. Nel nostro piano sanitario è chiaramente indicato che l'ospedale di Camerino è una DEA di primo livello e resterà una DEA di primo livello anche per i prossimi anni. Nessuno ha intenzione di chiudere o ridimensionare un presidio di montagna che è strategico e fondamentale per tutto il territorio”. Rassicurazioni importanti, quindi, che però, dovranno essere seguite dai fatti. La Regione si sta adoperando in questo senso, come ha affermato il direttore generale Marini: “Siamo ben consapevoli dei problemi relativi alla carenza di personale e già da tempo ci siamo dati da fare per risolverli, ma la questione è più complessa di come viene rappresentata La Regione Marche ha già esperito tutte le graduatorie in essere, sia per il tempo determinato che per quello indeterminato, e non ci sono medici disposti, per varie ragioni, a prendere servizio a Camerino. Non a caso la Regione ha già provveduto alla pubblicazione di nuovi bandi per la copertura dei posti rimasti scoperti, a tempo indeterminato, attraverso specifici concorsi. Le date esatte e tempi più certi saranno resi noti nel corso dell'incontro concordato con il sindaco per il prossimo 29 marzo presso l'ospedale di Camerino”.

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Le Marche, con il 2,8% delle infrazioni sul totale nazionale, si posizionano al tredicesimo posto nella classifica delle illegalità ambientali con 986 denunce, 187 i sequestri e 2 arresti.

Alla vigilia della presentazione dei dati, in occasione della XXIV Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafie, Legambiente diffonde i primi numeri del Rapporto Ecomafia 2018. Numeri che dimostrano nella nostra regione, la crescita continua degli illeciti ambientali e del fatturato delle attività criminali contro l’ambiente. Se infatti nel 2016 le infrazioni accertate erano circa 700, nel 2017 sono state ben 845. 

I dati raccolti, la cui presentazione è prevista domani a Senigallia, sono il risultato dell’azione delle forze dell’ordine e delle autorità di controllo, che oggi si svolgono in un rinnovato e più efficace quadro normativo e con una rinnovata attività di controllo che vede per la prima volta fare sistema il lavoro dell’Ispra e quello della rete nazionale delle Arpa.

Il Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente, scendendo nel dettaglio, mette in evidenza i seguenti temi:

REATI CONTRO LA BIODIVERSITÀ

Complessivamente sono 342 i reati contro la biodiversità nella nostra regione, che collocano le Marche all’8° posto nella classifica. A spiccare, in particolare, sono i dati relativi ai reati contro la fauna di mare, un business accumulato tra commercio di animali vivi o morti, oggetto di cattura a fini alimentari o allevatoriali o ornamentali, con 247 infrazioni accertate, il 5,5% sul totale a livello nazionale, di cui 128 solo in provincia di Ascoli Piceno. Non va meglio per quanto riguarda le infrazioni contro la fauna “sulla terraferma”, che collocano le Marche al 12° posto con 95 reati accertati, di cui 45 solo nella provincia di Ancona.

CICLO DEI RIFIUTI e DEL CEMENTO

Per quanto riguarda il ciclo illegale dei rifiuti, sono 193 le infrazioni accertate, 211 le denunce e 71 i sequestri, che valgono alla nostra regione il 14° posto nella classifica. Nella provincia di Ancona, in particolare, nel 2017 sono state accertate ben 62 infrazioni. Tra le tipologie di rifiuti predilette dai trafficanti troviamo i fanghi industriali, le polveri di abbattimento fumi, i Raee, i materiali plastici, gli scarti metallici (ferrosi e non), carta e cartone. Più che allo smaltimento vero e proprio è alle finte operazioni di trattamento e riciclo che in generale puntano i trafficanti, sia per ridurre i costi di gestione che per evadere il fisco. A ciò va aggiunto il fenomeno degli incendi dolosi o colposi, che nel 2017 nelle Marche sono stati 37, il più delle volte divampati proprio presso impianti di gestione e trattamento dei rifiuti. Guardando, invece, al ciclo del cemento, sono 93 le infrazioni accertate, pari al 2,4% del totale nazionale.

ARCHEOMAFIA

Accanto a un settore economico che “tira” come quello artistico, c’è il corrispettivo settore dell’ecomafia, che, come un’ombra, trova spazio nelle pieghe degli scambi ufficiali, ha clienti affezionati, e, a sua volta, produce ottimi affari per chi sceglie di muoversi nel solco dell’illegalità. Nelle Marche sono stati 10 i furti di opere d’arte accertati nel 2017, pari all’1,4% del totale nazionale. Numeri non di certo allarmanti, ma che sottolineano quanto la nostra regione non sia immune dal grave fenomeno del saccheggio del patrimonio artistico.

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Con un'iniziativa pubblica a Caldarola, Cisl Marche, Cisl Macerata, Cisl Tolentino-Camerino, chiudono la campagna di ascolto realizzata  nelle aree maceratesi del cratere, attraverso assemblee pubbliche nelle aree SAE, interviste alla popolazione e raccolta di dati e proposte.  Un grande lavoro quello svolto dalla Cisl nel corso degli ultimi tre mesi, concretizzatosi nel dare voce ai territori colpiti dal sisma con il coinvolgimento di oltre 3000 persone e la raccolta di più di 500 questionari anonimi tra lavoratori e pensionati.

Gli esiti della campagna d’ascolto saranno illustrati giovedì 21 marzo alle ore 15.00 nel corso dell’incontro pubblico organizzato a Caldarola, e che vedrà coinvolte le istituzioni regionali e del territorio.

L’evento sarà strutturato in tre parti distinte. Nel corso della prima sessione, il Segretario generale della Cisl Marche, Sauro Rossi, e i responsabili della Cisl di Macerata, Silvia Spinaci, e della Cisl di Tolentino – Camerino, Rocco Gravina, illustreranno i dati emersi dalla campagna di ascolto e saranno presentate testimonianze di alcune delle persone coinvolte. Chiuderà la prima sessione il responsabile per il territorio maceratese della Filca Cisl Marche,Jacopo Lasca che, nel suo intervento, non mancherà  di sottolineare l’importanza della tutela del lavoro e della legalità, in quello che si appresta a diventare il cantiere più grande d’Europa.

Protagonisti della seconda sessioneLa visione degli amministratori”, saranno invece i primi cittadini dei territori colpiti dal sisma. Alla tavola rotonda prenderanno parte i sindaci  di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci, di Caldarola Luca Maria Giuseppetti,  di Camerino Gianluca Pasqui, di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, di San Severino, Rosa Piermattei e il Coordinatore degli Ambiti Territoriali Sociali 16 17 e 18, dott.Valerio Valeriani.

L’incontro pubblico si concluderà con la tavola rotonda “ Ricostruire e rigenerare: come e quando?” che vedrà coinvolte in prima persona, le istituzioni nazionali e regionali, con la partecipazione dell’assessore regionale Angelo Sciapichetti, del  Direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Cesare Spuri del Commissario per la Ricostruzione Piero Farabollini,. A rappresentare la Cisl Marche sarà il Segretario regionale Marco Ferracuti.

C.C.

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Nuova seduta del Consiglio comunale della città di Tolentino. A seguito delle dimissioni da presidente di Fausto Pezzanesi, nominato dal sindaco nuovo Assessore all’urbanistica, questo pomeriggio all’Auditorium della Biblioteca Filelfica, la seduta è stata convocata e presieduta dal Vicepresidente Bruno Prugni. A seguito della cessazione dalla carica di Consigliere comunale di Fausto Pezzanesi e Silvia Tatò sono stati nominati nuovi Consiglieri comunali Sonia Gattari per la lista Tolentino nel Cuore (sostituisce Pezzanesi) e Leonardo Salvatori per la lista Tolentino Popolare (sostituisce Tatò). I lavori sono poi proseguiti con la nomina del nuovo Presidente del Consiglio comunale. Il Sindaco Pezzanesi ha indicato il Consigliere Carmelo Ceselli che è stato nominato con 11 voti, 3 voti hanno indicato il Consigliere Bruno Prugni, 2 schede sono state nulle. Carmelo Ceselli, 72 anni, sposato, tre figli e cinque nipoti, qadro d‘azienda privata in pensione, ha ricoperto la carica di Consigliere comunale per diversi mandati. Attualmente è anche Presidente della Commissione consiliare Affari Istituzionali. Da sempre è attivo nel sociale. Ha fondato e Presiede il Centro di Solidarietà “Pier Giorgio Frassati”.

Il nome di Carmelo Ceselli era già stato fatto più volte in vista della nomina da presidente del consiglio. A questa scelta si erano subito mostrati contrari anche i vertici provinciali di Forza Italia, partito con il quale Caselli era stato eletto in consiglio ma dal quale era uscito la scorsa estate per entrare a far parte del gruppo misto.

 

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