Notizie di politica nelle Marche
Un mese di agosto assai rovente quello di quest’anno, e non solo per le temperature torride.  Nel 2019 ricorre il centesimo anno dalla nascita del Partito Popolare, 60 anni dalla morte di don Sturzo, e proprio negli ultimi giorni il viceministro Matteo Salvini ha deciso di farla finita con il governo giallo-verde e di sfiduciare il presidente del consiglio Conte.

Il dibattito è nel suo pieno, e da alcuni esponenti politici sta arrivando l’appello “agli uomini di buona volontà”. Angelo Sciapichetti, assessore regionale, ha espresso la sua opinione ai microfoni di Radio C1: “La crisi del sistema politico dura ormai da tanti anni, questa transizione che non è mai superata e la crisi dell’attuale governo dimostra che c’è bisogno in questo momento di un richiamo agli uomini a cui si riferiva Sturzo perché questo Paese va salvato. Chi viene da una cultura cattolico-democratica credo che debbano tutti ritrovarsi e trovare una sintesi”. L’unità dei cattolici, secondo Sciapichetti, è impensabile da quando è finita la democrazia cristiana e l’epoca storica attuale fa sì che i tentativi di ricostruire un partito come quello della DC “sono stati già fatti e sono tutti falliti. Penso che noi cattolici dobbiamo essere il lievito per dar vita, negli schieramenti in cui ci siamo divisi, a dei programmi che propongano la centralità dell’uomo. Se poi a livello politico riuscissimo a trovare una sintesi relativamente ad alcune questioni programmatiche - aggiunge - potremmo anche trovare il modo di governare insieme le amministrazioni locali, cosa che sta avvenendo già in molti casi, ma anche a livello regionale e nazionale. Questo Paese ha bisogno di essere governato”.

Mancano dei punti fermi e Sciapichetti li individua nella mancanza di guide a livello nazionale e internazionale. “Per quanto riguarda l'ambiente ad esempio, il punto di riferimento mondiale è stato Papa Francesco con la sua enciclica Laudato Sii, che ha richiamato l’attenzione di tutti e ha cambiato anche il modo di fare e vedere di molti cittadini nei confronti del creato. Purtroppo - sottolinea - mancano i leader che non si costruiscono in laboratorio ma si formano sul campo e purtroppo oggi manca anche quella formazione che fino a poco tempo fa aveva plasmato tanti amministratori”.

A tutto questo si aggiunge anche la mancanza delle famiglie. I giovani fanno sempre più difficoltà ad unirsi in matrimonio, a formare una propria famiglia. E questo non per mancanza di volontà ma per mancanza, molto spesso, di mezzi: “Le famiglie sono in crisi da tanto tempo nonostante i governi che si sono succeduti negli ultimi anni ci hanno messo buona volontà per creare delle politiche favorevoli. La crisi delle nascite fa sì che il nostro Paese sia a crescita zero, senza futuro e di questo i governanti se ne devono far carico con politiche adeguate. Purtroppo - conclude - ci si divide su quale debba essere la famiglia e quindi sono sempre gli slogan che prevalgono sui fatti e finché sarà così non faremo passi in avanti”.

g.g.
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Martedì, 13 Agosto 2019 21:35

Aato3, le precisazioni di Falcucci

“Ho letto la ‘reazione scomposta‘ di Gentilucci che, dopo non aver mai preso la parola nelle oltre tre ore di Assemblea dell’Aato, finalmente esterna parzialmente il suo pensiero. Perché non ci spiega come mai la candidatura di Fiuminata è nata nelle segrete stanze tanto che né il Sindaco di Camerino e Muccia (due dei cinque Comuni dell’Unione Montana di Camerino), né i colleghi di Valfornace, Monte Cavallo, Tolentino, Cingoli e molti altri, nulla sapevano del presunto accordo di una parte della montagna?”. È il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci che torna sulla questione della nomina del nuovo direttivo dell’Aato3. Lui era candidato per la vicepresidenza ma alla Fine l’assemblea ha trovato la convergenza su Paolo Stella, assessore di Fiuminata, nome che è stato condiviso anche dallo stesso Gentilucci dopo alcune riunioni con gli altri presidenti delle Unioni Montane di cui molti sindaci non erano a conoscenza. 
“Gentilucci dimentica - afferma Falcucci - o forse preferisce omettere o meglio non far sapere, che la mozione a cui si riferisce è stata unanimemente condivisa nelle precedenti riunioni del Comitato ristretto e che il sottoscritto è intervenuto in assemblea raccontando come sono andate le “trattative” senza che nessuno, tantomeno lui, avesse preso la parola per correggere o sconfessare le mie affermazioni. Ci spieghi come mai della candidatura di Fiuminata non sapevano nulla né il Sindaco di Camerino e Muccia (due dei cinque Comuni dell’Unione Montana di Camerino), né i colleghi di Valfornace, Monte Cavallo, Tolentino, Cingoli e molti altri?”.
Gentilucci aveva accusato Falcucci di essere anche un esempio di “vecchia politica” legata alle poltrone ma il sindaco non ci sta: “nella realtà ciò che è successo è frutto di accordi nascosti riconducibili alla vecchia politica ma soprattutto dettati spesso da personale ambizione. Personalmente le mie le ho raggiunte, anche significative, attraverso la mia vita lavorativa e professionale e non tramite la politica”. Gentilucci aveva anche affermato che “non può un sindaco della costa indicare il rappresentante della montagna perché questo significherebbe che sotto c’è qualcos’altro” e la replica di Falcucci è molto dura: “Gentilucci sia più chiaro assumendosene la responsabilità, o a chiedere scusa per lo scivolone che ha commesso e che evidenzia tutto il suo disagio sulla mia persona. Molto probabilmente tale inqualificabile dichiarazione rientra in un modo di fare che gli appartiene e che conosce bene”. Secondo Falcucci dopo il territorio, se Gentilucci avesse avuto a cuore il territorio avrebbe invitato i sei Comuni usciti dall‘Unione Montana a rientrare ma questo non è avvenuto: “ci dica come mai da oltre 7 mesi non risponde inspiegabilmente alle nostre richieste di adesione dimenticando che il rapporto tra Istituzioni deve essere sempre mantenuto indipendentemente se ciò che viene richiesto è gradito o meno. Rispondere è un obbligo Istituzionale”.
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Ai fini di garantire trasparenza e per essere più vicina ai cittadini, la giunta comunale guidata dal sindaco Sandro Sborgia ha deciso di pubblicare sul sito del Comune di Camerino ogni seduta integrale del consiglio comunale. I cittadini impossibilitati ad essere presenti di persona alle riunioni consiliari, avranno pertanto la possibilità di essere partecipi delle attività e delle decisioni prese nell'interesse della collettività, conoscendo in maniera democratica motivazioni e argomentazioni espresse da maggioranza e opposizione.  Già disponibile il video dell'ultima seduta del 30 luglio scorso.

C.C.
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Visto il ruolo dell’opposizione si è costretti ad intervenire su alcuni argomenti a seguito delle recenti dichiarazioni del Sindaco di Belforte del Chienti Alessio Vita su alcuni organi di stampa, che dimostrerebbero come abbia appreso con velocità la parte meno nobile della politica, ovvero quella di voler travisare la verità e di rigirarsi le questioni a proprio favore.  
La realtà dei fatti va pertanto puntualizzata. Gettoni di presenza dei consiglieri: la proposta presentata dalla maggioranza Vita in sede di consiglio, quello svoltosi il 25/07/2019, prevedeva ai sensi della delibera n. 27 del 15/07/2019, un importante aumento dell’indennità di presenza per ciascun consigliere per ogni seduta. Si proponeva di aumentare il gettone di presenza in consiglio da € 9,60 a € 16,00.
Poco prima dell’inizio del consiglio comunale è stata presentata, accompagnata dalle scuse degli uffici e del segretario comunale, una proposta differente poiché il conteggio era risultato errato e si sarebbe così confermato il gettone di € 9,60.
Contestualmente, durante la discussione relativa ai gettoni il capogruppo di opposizione Paoloni, a nome di tutti i consiglieri della lista Belforte Insieme, ha espresso la decisione di rinunciare a percepire l’indennità di presenza in consiglio e di devolvere la stessa interamente ad opere di beneficenza. 
La maggioranza, disposta sino ad un attimo prima dell’emendamento chiarificatore degli uffici ad aumentarsi di quasi il doppio l’indennità, si è vista costretta ad adeguarsi alla proposta della minoranza, accogliendo l’emendamento di rinuncia delle singole indennità e la conseguente devoluzione delle stesse ad opere caritatevoli da definire. Ciò è stato ratificato da votazione all’unanimità: dalla minoranza (che ha presentato la proposta) e dalla maggioranza (che si è adeguata).  Durante la discussione relativa alle indennità, il gruppo di minoranza Belforte Insieme ha ritenuto di informare il consiglio in merito ad una decisione presa dalla giunta con delibera n.72 del 27/06/2019, con la quale si è sancita una variazione in aumento delle indennità dei componenti della nuova giunta.

Si è voluta rimarcare la decisione con la quale la giunta ha aumentato l’indennità del Sindaco del 32%, passando cioè dagli 880 euro percepiti da Paoloni, e da Catalini nel suo ultimo periodo di mandato, ai 1.159 euro netti mensili percepiti attualmente dal nuovo Sindaco.
In questo modo la nuova Giunta Vita non ha voluto neppure mantenere quella riduzione volontaria che era stata decisa nell’ultimo periodo di mandato dal Sindaco Catalini e mantenuta dal Sindaco Paoloni nel corso di tutti i cinque anni di mandato, con la quale era stato possibile istituire un tesoretto di circa 2.000 euro annui che tutta la Giunta Paoloni aveva destinato alla realizzazione di eventi culturali e promozionali per il paese.
In sede di consiglio, il Sindaco Vita si è impegnato verbalmente a ridurre la sua indennità come fece il suo predecessore. Ovviamente stiamo aspettando che formalizzi il proposito con un atto concreto: la speranza è che mantenga il buon intento, nonostante abbia già incassato la maggiorazione deliberata attraverso la mensilità relativa a Luglio.
In questo contesto è da precisare anche un altro avvenimento, che grande risonanza sta avendo sui media: la rinuncia all’indennità, e contestuale aumento già deliberato, da parte del Vicesindaco Feliciotti nella sua veste di componente della giunta (circa euro 240,00): spieghi lui, se vuole, il reale motivo del magnanimo gesto, non spettando all’opposizione dissertazioni su questioni personali potenzialmente imbarazzanti.
Bilancio consuntivo: si segnala che il bilancio consuntivo è stato approvato all’unanimità, avendo ricevuto parere positivo del responsabile della ragioneria comunale e del revisore dei conti.
Anche in questo caso è doveroso, conseguentemente alle dichiarazioni del Sindaco Vita, ribadire la realtà dei fatti: per l’ennesima volta, e nella speranza che definitivamente si riesca a far comprendere in maniera limpida e decisiva, l’amministrazione guidata da Paoloni ha lasciato i conti più che in ordine, con una cassa attiva e un avanzo di amministrazione ragguardevole.
In alcune recenti dichiarazioni si vuole imputare alla precedente amministrazione il mancato incasso di alcune entrate, in particolare a seguito dell’assenza del vigile comunale negli ultimi due mesi.
Come previsto da contratto nazionale di lavoro, il vigile ha potuto fare richiesta di mobilità, esprimendo il desiderio di entrare a far parte di un corpo di polizia locale più articolato in modo da poter migliorare la propria posizione lavorativa, e quindi il suo grado.
Esiste naturalmente la possibilità che tale ruolo possa essere nuovamente ricoperto da qualcun altro, non avendo perso la posizione in pianta organica.
Ciò che qui rileva è, tuttavia, non la mancanza della figura del vigile, ma il concetto, erroneo, che il bilancio del Comune si regga sui proventi derivanti dall’autovelox: la gestione dei conti prescinde dalle entrate delle multe che sono da considerarsi straordinarie e vincolate a determinati capitoli di spesa (strade, sicurezza, segnaletica stradale, ecc.), non utilizzabili per la normale spesa corrente dell’ente.
Caro Sindaco Vita, i soldi da gestire sono questi. Si deve essere semplicemente in grado di amministrare il comune con tali entrate e uscite, cercando il più possibile di mantenere e migliorare i servizi.
Passata l’euforia delle promesse elettorali, ci si rimbocca le maniche e fattivamente si affrontano le questioni, dando prova di maturità e giudizio. Cercare scuse ed imputare ad altri le ragioni per cui certe promesse elettorali non potranno essere esaudite è la solita vecchia politica.

Tanto si doveva per obbligo di chiarezza.
Gruppo Consiliare ‘Belforte Insieme’

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Nuovo allarme sui ritardi, sulle problematiche e le forti criticità che stanno  compromettendo  le  attività  di  ricostruzione e di messa in sicurezza di edifici e territori. A  quasi tre  anni dal  sisma, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e Ordini delle Province di Ancona, Fermo, Macerata, Ascoli Piceno, Perugia, Terni, Aquila, Teramo, Rieti, hanno scelto Camerino per il lancio di un nuovo monito alla politica e alle istituzioni 

 “I Presidenti delle Regioni interessate e i politici locali - hanno sottolineato - siano promotori, anche con iniziative radicali, di una significativa svolta nella ricostruzione. Grave la mancanza, ad oggi, di una strategia che, al di là della mera ricostruzione fisica degli edifici, punti innanzitutto alla creazione di un  nuovo sistema socio economico, il solo che può costituire il vero motore della ripresa, rappresentare per le popolazioni una alternativa di vita ed attrarre chi non tornerà più se non si creano le condizioni di stimolo a ritornare”.

“Purtroppo la ricostruzione sta diventando il terreno di scontro politico che impedisce una lucida visione a medio e lungo termine, del futuro dei territori del cratere, a livello paesaggistico, economico, sociale, culturale e - non da ultimo - demografico, necessaria per esaltarne le tante peculiarità storiche e ambientali e per impostare, quindi, la confluenza di risorse finanziarie nazionali ed europee attraverso le Regioni. Visione che deve tener conto di come il sisma, in alcuni di questi territori, abbia rappresentato un effetto boomerang - ad esempio rispetto allo spopolamento - generando nuove difficoltà in situazione di già grave crisi”.

Molto difficile per gli architetti, in questa situazione, operare a favore delle comunità, in assenza di confronto e di una efficace interlocuzione istituzionale e di conseguenza, barcamenarsi tra cavilli burocratici e varie Ordinanze.

“Non si conosce ancora - hanno denunciato - quale sia l’iter dell’annunciata istituzione del “Tavolo tecnico Sisma” con la partecipazioni dei rappresentanti degli Ordini e dei Collegi locali e quali siano le sorti dell’ “Osservatorio con i rappresentanti dei Consigli Nazionali”, strumenti questi di fondamentale importanza per fissare regole formali e garantire trasparenza. Questa mancanza di informazioni più volte richieste, svilisce il ruolo fondamentale di interlocutore naturale svolto dai progettisti che, invece, dovrebbero essere attori protagonisti del percorso della ricostruzione”.

A titolo di esempio il Consiglio Nazionale e i nove Ordini del cratere hanno citato anche l’esclusione dei progettisti dalla pur non breve elaborazione dell’Ordinanza “Chiese”, un vero e proprio pasticcio burocratico nel quale l’intervento dei professionisti viene addirittura considerato privato anziché pubblico in funzione dell’importo dei lavori, con procedure del tutto improprie tanto per l’affidamento dell’incarico che dell’appalto, quanto per la definizione della parcella.

E’ poi paradossale ed emblematico - viene nuovamente ribadito  - che siano previste agevolazioni per interventi mirati al risparmio energetico, mentre sono esclusi quelli di “miglioramento e adeguamento sismico”: ciò in assoluto contrasto con l’obiettivo di mettere in sicurezza gli edifici e con il principio prioritario di raggiungere una soglia di sicurezza più elevata”.

"Paradossale anche che i professionisti - pur avendolo ripetutamente richiesto - non siano a conoscenza del numero complessivo delle schede AeDES - Agibilità e Danno nell'Emergenza Sismica - né del quadro conoscitivo delle schede Fast, compromettendo così in modo significativo la possibilità di poter disporre di una visione complessiva per accelerare la ricostruzione. Senza contare, poi, che non ha ancora soluzione l’annoso problema delle schede AEDES tutt’ora mancanti in tutte le regioni colpite, col risultato che ad oggi non si ha certezza né della quantità di interventi da effettuare, né della loro qualità. Permane quindi il dubbio se, per negligenza, manchino i dati oppure se non si voglia dare l’esatta dimensione del disastro: e ciò sarebbe gravissimo”.

 Rispetto poi ai mancati pagamenti ai progettisti impegnati complessivamente nella ricostruzione viene chiesto "l’immediato sblocco del pagamento dell’acconto del 50% delle prestazioni di progettazione così come previsto dal Decreto “Genova”, visto che il regolamento attuativo previsto entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto a termini di legge, ancora non è stato emanato".


“Si tratta di cifre significative che risolleverebbero nell’immediato, e in parte, la situazione economica dei professionisti, il 97% dei quali proviene proprio dalle aree colpite dal sisma. In caso contrario, il rischio non è solo quello di non trovare più tecnici disposti a lavorare per la ricostruzione, ma di far morire l’economia degli studi professionali e della filiera ad essi collegata che attualmente è l’unica che sta sostenendo con le proprie forze l’avvio della ricostruzione".

Serve una svolta definitiva - hanno concluso - pena un aumento dei danni per le popolazioni e per i territori, ben superiori a quelli prodotti dal sisma
”.

 
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Un cartello con obbligo di bacio, in prossimità della passerella di legno sul fiume. E' la singolare e ammiccante proposta che il primo cittadino di Pioraco Matteo Cicconi, ha deciso di lanciare con tanto di concorso  hashtag su Instagram. Originale e romantica l’idea denominata "Pioraco in love" che ha portato all’apposizione dell'insegna nei pressi di uno dei punti più panoramici del paese e al contestuale lancio dell’iniziativa;  l’invito, anzi il dovere, è a fotografarsi col cartello “kiss me please” e a pubblicare le foto sul proprio account Instagram. Una cena romantica per due persone presso il Bistrot la Fenice di Pioraco, è il premio che toccherà alla centesima foto “al bacio”, scattata con il borgo sullo sfondo.

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Entusiasta il sindaco che, nel presentare la finalità promozionale e turistica del contest, ha inteso sottolinearne anche il significato di esaltazione del valore universale dell’amore. La raccomandazione è quella di pubblicare le foto  esclusivamente su Instagram, prestando particolare attenzione alla correttezza degli hashtag che obbligatoriamente debbono essere #passerelladelbacio  #pioracoI vincitori verranno comunicati sulla pagina Facebook "pioracoilpaesedellacquaedellac
arta".
Semplice ma efficace il messaggio, al punto che, smartphone alla mano, tante romantiche coppie di ogni età,  non si sono lasciate sfuggire l'occasione di un'effusione obbligata da immortalare. 

C.C.IMG 20190803 WA0019

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"Far pesare di più il governo locale sulle scelte regionali e nazionali". Questo l’imperativo del presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino Alessandro Gentilucci, rieletto sindaco del comune di Pieve Torina a maggio di quest’anno, è stato riconfermato come membro del Consiglio delle Autonomie Locali della regione Marche in rappresentanza dell’Unione Montana Marca di Camerino di cui è presidente.
“Nello scorso mandato ho fatto parte dell’ufficio di presidenza del CAL in qualità di vicepresidente - ricorda Gentilucci - e ho potuto toccare con mano l’importante funzione che compete a questo consiglio delle autonomie locali nel favorire il raccordo e la consultazione permanente tra regione ed enti locali intervenendo anche nei processi decisionali della stessa regione. Insieme al coordinamento ANCI Marche piccoli comuni, di cui faccio parte, si va quindi a completare un quadro di interazioni tra governo locale e regionale sempre più necessario se si vuol avere voce in capitolo su decisioni che riguardano i nostri territori”.
Nel panorama post sisma far sentire la voce delle piccole realtà amministrative è un imperativo per Gentilucci: “l’impegno che dobbiamo portare avanti come piccoli comuni e come Unione Montana è quello di provare a far pesare di più il governo locale sulle scelte regionali e nazionali, cosa che, per quanto mi riguarda, ho sempre cercato di fare. Ed è con questo identico spirito che mi accingo di nuovo a partecipare al CAL cercando di portare la mia esperienza di sindaco e, in questo specifico caso, di presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino”.

GS
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Riaperta la strada provinciale 96 che collega il centro abitato di Pieve Torina con la frazione di Fiume e  conduce a Colfiorito. Cerimonia inaugurale salutata da un brindisi, presenti il Governatore delle Marche Luca Ceriscioli, l'ing. Fulvio Soccodato, responsabile manutenzione straordinaria Anas, il presidente della provincia Antonio Pettinari, il sindaco Alessandro Gentilucci e il parroco don Candido Pelosi.
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"Riaprire queste strade è riaprire il cuore a chi abita nel territorio - ha detto Ceriscioli- Un quadro di opere significative che Anas ha portato avanti con grande impegno; va ringraziato in modo particolare l'ing. Soccodato per la qualità e la capacità che ha messo nella progettazione. Una strada che è simbolo dei collegamenti storici, se pensiamo che gli antichi romani passavano per questi percorsi che oggi rappresentano degli itinerari alternativi alla superstrada per chi vuole godere della bellezza del paesaggio e del territorio e, naturalmente, per chi abita nelle frazioni è un collegamento essenziale nella vita quotidiana". Un taglio del nastro simbolico per la riapertura di un'arteria il cui versante totalmente in frana si è riusciti in tempi dignitosi a riportare alla stabilità. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Pieve Torina Gentilucci, grato al presidente della provincia e all'ing, Soccodato: " Sono gesti che fanno bene - ha commentato- ed è importante essere celeri anche nell'opera di ricostruzione, non foss'altro che questa strada collega il nostro paese ed è per le Marche una porta d'accesso all'Umbria".

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Un ripristino della viabilità essenziale, per un sistema viario duramente compromesso e in sofferenza a causa del sisma, definito un risultato di grande sinergia dal presidente della provincia Pettinari: " Una strada non dà solo il senso della vivibilità e dell''appartenenza ma dà tante altre possibilità. Senza strade non si va da nessuna parte e per un territorio che ha tanto sofferto ma che ha da offrire tanti motivi di visita, ospitalità, turismo, costituisce senz'altro un'ottima opportunità di rilancio".

C.C.

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Approvata all'unanimità in Consiglio regionale la legge sulla riduzione dei rifiuti derivanti dalle plastiche. Diventerà operativa da novembre 2019 e, fino al 31 marzo 2020, ci sarà tempo per consumare le scorte. 
“ Penso che sia uno dei passi significativi che in questa legislatura noi abbiamo fatto nella direzione della difesa dell'ambiente – dichiara l’assessore all'ambiente Angelo Sciapichetti- . E’ una legge che recepisce la Direttiva Europea e siamo la prima tra le regioni in Italia a farlo; è stata concertata con tutte le associazioni anche ambientaliste e con un mondo molto vasto e, credo che sia un segnale concreto nella direzione della difesa del nostro ambiente e, soprattutto in un'epoca in cui assistiamo ai cambiamenti climatici che ci impongono una assoluta e diversa politica ambientale.
Io credo che la regione Marche- aggiunge l'assessore -  senza tanti strepitii e senza tante enunciazioni di principio, in questi anni abbia fatto passi molto importanti e concreti nei confronti di questo tema; basti pensare alla legge della plastica in mare che abbiamo fatto qualche tempo fa, oppure  alla battaglia che abbiamo fatto contro l'inceneritore e gli inceneritori in generale senza dimenticare  la legge sulla tariffa puntuale che, in via sperimentale, andremo ad applicare in alcuni comuni della regione a partire dal prossimo anno. Sono tutti i passi concreti che vanno nella direzione giusta: una politica ambientale che guarda meno ai programmi e più  alle le cose da fare;  questa era una cosa da fare prima del ferragosto lo avevamo detto e credo che sia un bel regalo che noi facciamo ai marchigiani, ma che facciamo soprattutto a noi stessi
”.

Elencati nella legge sono i soggetti che non potranno più utilizzare prodotti in materiale plastico monouso, internamente e nell'erogazione dei rispettivi servizi: Regione, Province e Comuni e le società da essi partecipate,  le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, istituti e mense scolastiche, chiunque svolga attività economica in area demaniale marittima o organizzi eventi e manifestazioni avvalendosi di patrocinio o contributo regionale. Per essi, sarà vietato  utilizzare prodotti, quali piatti, posate, cannucce, contenitori, coperchi, bicchieri e tazze per alimenti e bevande realizzati in plastica. Continuerà ad essere consentito, invece, l'utilizzo di prodotti finalizzati alle attività sanitarie.

C.C.
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Con l'insediamento delle nuove amministrazioni, dopo le elezioni di maggio scorso, iniziano a scontrarsi maggioranza e minoranza.
Accade anche a Matelica dove il consigliere di minoranza, nonchè ex sindaco, Alessandro Delpriori parla di qualche appunto alla maggioranza e aggiunge la sua contrarietà a due scelte della nuova amministrazione: "Intanto il pressappochismo - dice - : le cartelle non erano pronte, non erano state consegnate tutte le delibere alla conferenza dei capigruppo. E' chiaro che non sanno che pesci prendere, ma sono cose che col tempo si possono migliorare.
Quello che davvero ci preoccupa - aggiunge - sono due decisioni che ci lasciano senza parole: la prima è quella di cambiare finanziamento del palazzo Finaguerra, inizialmente dichiarato di inagibilità di tipo B e oggi, dopo che loro hanno incaricato un tecnico di loro fiducia, hanno deciso che è un palazzo con danni molto gravi e deve essere finanziato con un milione e 400mila euro. Non ci sono né il progetto, né la stima e nemmeno il livello di danno, eppure l'assessore ai lavori pubblici aveva dichiarato più di un mese fa che sarebbe servita quella cifra. Addirittura era stata messa in bilancio con un finanziamento in entrata della Regione senza che nemmeno venisse proposto dalle ordinanze del sisma. Tutto costruito per aumentare la cifra di soldi che il comune dovrebbe prendere e quindi anche i tecnici che ci lavorano.

Il secondo punto - aggiunge - che ci lascia senza parole, è che vengano trasferite le classi della scuola dell’infanzia nell’edificio di via Bellini che ha una vulnerabilità sismica di 0,16, sotto ogni termine di legge. Bisogna pensare ai cittadini - conclude - non solo ai loro tornaconti elettorali".


GS
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