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Notizie di politica nelle Marche
"Impegnativa ed emotivamente carica. Era quello che volevamo trasmettere con le testimonianze dirette di tutte le persone che vivono questo problema". Così Antonietta Rossi al termine dell'assemblea "Il nostro mutuo terremotato" organizzata dal Comitato Mutui sulle macerie del quale è presidente. Dal 2017, il Comitato si batte per cercare una soluzione alle difficoltà di un impegno economico nei confronti degli istituti di Credito, per tanti sospeso e, che grava come una spada di Damocle su tanti privati e commercianti delle 4 regioni colpite dal sisma. Mutui al momento prorogati, ma sui quali il Comitato reclama una risoluzione; a seguito infatti delle audizioni alla Commissione Ambiente della Camera e successivamente in aula, il Parlamento ne ha in sostanza bocciato le proposte. All'assemblea camerte alla quale erano stati invitati i sindaci del cratere e gli esponenti politici nazionali e regionali hanno risposto in pochi. Presenti tra i parlamentari l'on. Francesco Acquaroli, il senatore Giuliano Pazzaglini e unica rappresentante regionale  Elena Leonardi del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia. A fare gli onori di casa il sindaco di Camerino Sandro Sborgia presente al tavolo insieme ai rappresentanti dell'associazione di categoria degli Istituti di Credito ABI delle Marche, Sauro Angeloni vicepresidente e Franco Capomagi Segretario della Commissione regionale. Diverse le testimonianze di chi si trova a vivere direttamente il problema: dai giovani che prima del sisma avevano scommesso su un'attività propria accendendo un mutuo per far fronte alle spese e che oggi fanno i conti con locali distrutti e ingenti somme da pagare, o chi ha fatto ricorso all'aiuto delle Banche per mettere su casa e ha solo delle macerie da demolire, mentre le rate del mutuo riprenderanno inesorabilmente a scorrere, senza sapere i proprietari quando potranno riappropriarsi del loro bene. A portare una voce nella discussione sono state persone arrivate anche da Arquata e Pescara del Tronto. Il Comitato raduna aderenti provenienti da tutte e quattro le regioni terremotate. La proposta, ricordata dalla presidente nel corso dell'incontro, è quella di ripartire nell'ordine di un terzo tra i soggetti che lo hanno stipulato, le Banche e lo Stato, la quota parte del mutuo restante da pagare.
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L'auspicio finale espresso dalla presidente Antonietta Rossi, quello della costituzione  di un tavolo condiviso con la presenza di Abi e le istituzioni, per tornare a sostenere richieste finora rimaste lettera morta. Ai politici un appello a lasciare aperta la possiibilità di esternare di problematiche, in molti casi drammatiche e delle quali, d'ora in poi, si cercherà di chiedere a gran voce una definitiva risoluzione.
" Chi ha un mutuo sospeso- ha detto Antonietta Rossi- oggi non ha una vita in programmazione.  La sua vita è paragonabile al mutuo, sospesa anch'essa. Mutui congelati e vite congelate le nostre, senza contare che non c'è un'uniformità di comportamento tra gli stessi Istituti di Credito, ognuno dei quali adotta le sue specifiche normative. Spero di essere riuscita a far capire, insieme alle tante testimonianze, che è  necessario si cominci a ragionare sul serio, che questo tavolo tanto auspicato nel corso di questi lunghi anni  possa partire davvero, che si cominci a lavorare e a rendersi conto che il problema c'è. Fondamentale è che ci sia unione tra tutti. Finchè avrò voce continuerò a parlare di mutui, anzi da domani urlerò di più su questo problema".
Messaggio accolto da ABI, i cui rappresentanti si sono detti nuovamente toccati dall'ascolto delle testimonianze, segno delle gravi difficoltà che vivono i territori colpiti dai sismi del 2016
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"L'attenzione e la sensibilità dell'ABI c'è sempre stata fin dall'inizio, e, continuerà- ha detto Sauro Angeloni-. Ce ne andiamo da qui prendendo atto del messaggio per riportarlo nelle sedi opportune. Un tavolo si può aprire solo se c'è la volontà di tutte le controparti. ABI c'è ma naturalmente da sola non può risolvere il problema. La soluzione potrà venire solo da un contesto più ampio, regolamentare e normativo". La stima dei mutui sospesi nelle Marche viaggia nell'ordine delle 4500 unità per un ammontare di  circa 400 milioni di euro.  
c.c. 


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Ricostruzione ferma. Riunione del comitato dei sindaci ieri in Regione, al cospetto del Governatore delle Marche Luca Ceriscioli, per parlare delle tante criticità e di una normativa che tuttora non riesce a garantire l’auspicata accelerazione.
Tanti i temi snocciolati nel corso dell’incontro, ma è emersa anche la volontà di dire basta e di far sentire forte la voce.
“Abbiamo innanzitutto ascoltato la relazione introduttiva fatta dalla dottoressa Daniela Del bello per conto del presidente della Regione Marche – dice il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci che era tra i presenti- Sono state appunto evidenziate tutte le criticità relative all’ultimo recente decreto 123 che non soddisfa da alcun punto di vista. La verità è che tutto quello che avevamo condiviso con la regione, con l’Anci, con tutti i sindaci e soprattutto con i tecnici, più di ogni altro in grado di tradurre in normativa le proposte che arrivano dai territori, non ha trovato accoglimento.
Sulla scorta di questo e, in virtù del fatto che abbiamo avuta tutta una serie di criticità che abbiamo evidenziato fin dall’inizio, trascorsi ormai quasi quattro anni, se finora siamo stati bravi- continua Gentilucci- adesso è arrivato il momento di dire basta all'inerzia dei governi. Questa in sostanza è stata la provocazione della quale mi sono fatto portavoce di fronte al Presidente Ceriscioli dicendo, sono venuto qua per fare una battaglia: mi rendo conto che ci troviamo tutti sulla stessa barca, ma a questo punto le chiedo: è disposto a fare una manifestazione insieme a tutti i sindaci a Roma?
Il Governatore ha preso il microfono e ha risposto: credo sia giunto il momento. Sarà una manifestazione bipartisan per cui dovremmo invitare tutte le forze politiche perché il terremoto non ha colore, ma è necessario ridare dignità al nostro territorio e ai nostri cittadini perché siamo diventati la cenerentola d'Italia, messi in infimo ordine rispetto al ponte di Genova rispetto alle catastrofi di Venezia e rispetto agli altri sismi che si sono verificati anche precedentemente e, mi riferisco con particolare riguardo al terremoto dell'Aquila dove con il personale, le problematiche che stiamo avendo oggi noi, loro non le hanno avute”.
Nel sottolineare proprio le criticità irrisolte, nonostante i tanti tavoli d’ascolto, il presidente dell’Anci Nazionale De Caro aveva auspicato una chiamata a raccolta  nella capitale di tutti i sindaci d’Italia.
“ Ieri ad Ancona era presente il presidente dell'Anci Marche e coordinatore delle Anci regionali, Maurizio Mangialardi – riferisce Gentilucci-; a lui abbiamo proprio ricordato che il presidente nazionale Anci De Caro qualche giorno fa aveva preannunciato che ci sarebbe stato vicino insieme a tutti i sindaci d'Italia. Credo che davvero sia giunto il momento di mobilitare l'Italia; oggi siamo noi a trovarci in questa situazione così disagiata e disgraziata, ma domani non è detto che lo stesso possa accadere a tanti altri. Allora, la solidarietà si sostanzia anche nell'essere vicini a popolazioni che in questo momento hanno perso la fiducia, si barcamenano ancora in un mare di difficoltà e non riescono a ricostruire. I nostri territori rischiano la desertificazione e il massacro ed è evidente che se per l’ennesima volta non si avrà un segnale di svolta, il gesto finale potrà essere anche la riconsegna delle nostre fasce tricolori. In ultima istanza e, come momento di estrema protesta- conclude il sindaco di Pieve Torina- auspico che tutti i sindaci del Cratere ma anche tutti i sindaci d'Italia, mettano in estrema difficoltà lo Stato dicendo: queste sono le fasce, non avete 8100 commissari. Ci avete ingessato con la burocrazia ma noi vi cediamo la palla. Spero che non si debba arrivare a questo perché significherebbe la perdita totale della fiducia e sarebbe il segnale che non abbiamo più degli interlocutori e allora per me personalmente l'esperienza politica potrebbe terminare là. Per la manifestazione, manca solo una data da fissare in maniera condivisa. Credo tuttavia che debbaessere organizzato il tutto in tempi molto celeri dopodiché mi auguro che quello
che ci siamo detti venga poi proiettato in una manifestazione di tutti i sindaci a Roma sotto Montecitorio e, credo che lì veramente si accenderanno i riflettori.
c.c.
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Aggregati edilizi nel centro storico di Camerino danneggiati dal sisma da recuperare con interventi unitari: sarà uno dei temi all’ordine del giorno del Consiglio comunale che si svolgerà domani, venerdì 31 gennaio alle 21, nella sala consiliare, presso la sede del Contram in via Le Mosse. 

Gli uffici comunali, in attuazione della volontà espressa dallo stesso Consiglio comunale, stanno procedendo all’esame della definizione degli aggregati e sono state esaminate le proposte presentate dai cittadini. La positiva conclusione dell''istruttoria riguardante 15 aggregati, comporterà dunque la proposta della loro approvazione nella seduta consiliare, in maniera tale che, successivamente, si possa dare mandato all’Ufficio Ricostruzione privata di procedere agli adempimenti previsti dall’ordinanza.
Nel centro storico sono inoltre già stati costituiti 6 consorzi volontari.

“Un primo passo, concreto e significativo per l’avvio della ricostruzione in centro e – afferma il sindaco Sandro Sborgia - perché i cittadini possano organizzarsi, conferendo l’incarico ai progettisti. Conferma anche la volontà di un rapporto sempre più stretto tra la cittadinanza, che deve essere partecipe alla macchina amministrativa, gli uffici comunali e l’amministrazione: per qualsiasi dubbio o spiegazioni le porte sono sempre aperte e siamo a disposizione di ogni cittadino. Nel frattempo- conclude Sborgia- sono già sotto esame e si sta lavorando per concludere la proposta di un altro blocco di aggregati che abbiamo intenzione di portare nel prossimo Consiglio comunale, che avverrà a brevissimo, per l’approvazione”.
c.c.

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Volontà unanime di collaborare, in sintonia tra le diverse parti. E’ quanto è emerso a Camerino dall’assemblea/ dibattito molto partecipata che sulla scia dell’hashtag Io non urlo lanciato dal comune camerte in collaborazione con Università, associazioni e diversi locali dei quartieri cittadini si è proposta come iniziativa per sensibilizzare contro gli schiamazzi notturni, ridurre al minimo i disagi che possono essere provocati ai cittadini residenti nelle zone più frequentate, in occasione degli eventi del giovedì universitario che muovono tanti giovani e studenti, oltre che fortificare ulteriormente il legame tra comunità studentesca e cittadina.
Nell’aula conferenze del Rettorato sono intervenuti il sindaco Sandro Sborgia il Pro Rettore  Luciano Barboni e il rappresentante degli studenti Unicam Riccardo Cellocco, il legale rappresentante degli esercizi commerciali Jacopo Maria Casaroli  e il Consigliere comunale alle politiche giovanili Riccardo Pennesi.

“L’ esito complessivo è stato indubbiamente positivo – commenta Riccardo Pennesi-. Speriamo che questo possa produrre tranquillità e armonia tra tutti. La cittadinanza e gli studenti hanno risposto bene e, grazie alla collaborazione con tutte le associazioni siamo riusciti a creare un'atmosfera di tranquillità, quiete e soprattutto di collaborazione. Dal momento di dialogo sono venuti fuori diversi nuovi spunti da intraprendere sia nel futuro che durante questo progetto. Contributi sicuramente interessanti e volti a rafforzare uno spirito costruttivo e collaborativo tra cittadinanza, comunità studentesca e le diverse realtà coinvolte. E’ la prima volta che avviene questo tipo di discussione aperta che comunque ha condotto a diverse soluzioni che permettano di continuare a divertirsi rispettando gli altri”. Presentata anche una cartellonistica volta a richiamare l’attenzione verso un atteggiamento responsabile e di rispetto già a partire dalla serata del primo giovedi universitario, mentre i gestori dei locali si sono impegnati ad ottimizzare la collaborazione con il servizio di sicurezza notturna e a provvedere per la pulizia degli spazi antistanti le attività coinvolte. Positiva anche la risposta e la discussione da parte dei cittadini.
“Finalità prioritaria dell’assemblea era proprio quella di ascoltare il loro punto di vista e - conclude il consigliere Riccardo Pennesi-, il dialogo è stato molto democratico tra tutti. Al termine dell’incontro si sono raggiunte delle proposte condivise, pronte per essere attuate. Partiremo con tre serate universitarie che verranno fatte nei vari locali della località LeMosse e in seguito gli eventi potranno essere spalmati su tutti i quartieri e locali di Camerino per dare la possibilità a tutti, di divertirsi rispettando gli altri. Per quanto riguarda le serate da organizzare in futuro, saranno sempre a sorpresa e verranno organizzate dai vari locali, sempre in collaborazione con tutte le associazioni studentesche”.

Carla Campetella
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A Muccia, presentato  il nuovo progetto di solidarietà che porterà alla costruzione di una struttura polifunzionale nell'area individuata della località Maddalena. Il progetto, redatto dai docenti della Scuola di Architettura e Design “ E. Vittoria” dell’Università di Camerino coordinati  dal direttore Giuseppe Losco, è in grado di rispondere all'eventualità di situazioni di emergenza e ad altri servizi utili alla popolazione.
Un gesto che dunque porta con sè la valenza di un esempio pionieristico a livello internazionale e la straordinaria testimonianza di un abbraccio 
solidale a favore delle comunità colpite dal sisma. Convinto il forte spirito unitario alla base di tutta l'operazione, il cui obiettivo è quello di far ritrovare fiducia e speranza ad uno dei centri più colpiti dal dramma del terremoto e con il numero più alto di sfollati dell'intero cratere sismico.
Un concreto segnale di speranza che ha potuto prender vita grazie ad una grande rete sinergica  tra le parti sociali datoriali e Sindacali del settore dell’edilizia, con il coordinamento delle Casse edili del sistema. L'attivazione di una raccolta fondi, per il tramite della CNCE- Commissione Nazionale paritetica delle Casse Edili e col coinvolgimento delle sigle sindacali di categoria Cgil, Feneal Uil, Filca Cisl, ANCE ( Associazione Nazionale Costruttori edili) Cna Costruzioni e Anaepa Confartigianato edilizia, ha fatto sì che i contributi fossero donati per la realizzazione della struttura 
Costruire il futuro da protagonisti, il motto di tutta l'operazione, illustrata nella sala grande dell'Eremo del Beato Rizzerioalla presenza dei rappresentanti delle varie sigle sindacali di categoria e delle Casse edili del sistema. All'incontro, moderato dal responsabile provinciale Fillea Cgil Massimo De Luca,  sono intervenuti il prefetto di Macerata Iolanda Rolli e il rettore di Unicam Claudio Pettinari. A illustrare i passi della progettazione e i suoi dettagli, sono stati gli  architetti Giuseppe Losco e Andrea Lupacchini della Scuola di Architettura di Unicam

"Giornata significativa- ha esordito Massimo De LucaA distanza di soli due anni e mezzo, tra lavoratori edili e parti sociali e sindacali di CGIL Cisl e Uil, abbiamo dimostrato tutti insieme che mettere in piedi un sogno era possibile. Il lavoro dei professori dell'Università di Camerino ha portato alla creazione di ciò che noi sognavano e che potrà essere toccato con mano. Dietro a tutto questo, che magari può essere un esempio per tanti altri, c'è la solidarietà di più di 100 Casse italiane. Ridare speranza a questi territori, è per noi la strada giusta".
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A fare gli onori di casa, il sindaco Mario Baroni che ha tracciato i passi attraverso i quali si è potuti approdare al progetto che, una volta realizzato, sarà funzionale a tanti impieghi, ivi compresa la possibilità di ospitare mostre ed eventi di promozione delle produzioni locali per un risveglio dell'economia di tutto il territorio

"L'andare avanti e il guardare in prospettiva è quello che condividiamo in tanti- ha detto il rettore Claudio Pettinari- Nell' immediatezza del sisma molti di noi hanno stretto contatti con le associazioni qui presenti. Ci chiedevano come poter essere utili: servivano strutture e io dissi subito che, per ipotizzare questi spazi che ci servivano,  bisognava partire da come avevamo risolte le Emergenze. A Camerino ad esempio, nelle ore successive al dramma, erano stati messi a disposizione della comunità e degli studenti, i palazzetti e i centri sportivi. Non avevamo bisogno di tendoni, ma di strutture stabili e all'occorrenza sfruttabili per eventuali situazioni d'emergenza, oltre che poter assolvere a funzioni di servizio pubblico o per altri scopi associativi. In un secondo tempo- ha aggiunto Pettinari-  all'Università è stato anche chiesto il supporto per la progettazione di numerosi spazi e, ben volentieri, abbiamo messo in campo le nostre conoscenze a servizio dei problemi.  Ill forte senso di appartenenza  a questi luoghi, seppure nella carenza di risorse che lo Stato riserva agli atenei, ci ha spinti fin da subito ad affrontare un cammino fatto insieme, per rispondere alle richieste della società. L'Università di Camerino si sente e si sentirà sempre parte di un territorio".
 
Il progetto che ha visto in campo la Scuola di Architettura di Unicam, è il quarto realizzato sul territorio, sfruttando le tecnologie e i materiali più innovativi a favore delle comunità. Già realizzati il Sottocorte Village, la scuola d'infanzia di Pieve Torina, la nuova Residenza per anziani "Casa Amica" che sorgerà nel quartiere Vallicelle a Camerino . 
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Dell'intervento, messo in campo in sintonia con le Casse edili  e con la finalità di dare una risposta alle zone colpite dal sisma in termini mutualistici e solidaristici, ha parlato il vicepresidente CNCE Antonio di Franco: "In 
 carenza di interventi pubblici statali, le Casse hanno messo a disposizione questo progetto localizzato in 5 territori.
Il primo che realizziamo è a Muccia ma analoghe strutture verranno realizzate anche ad Acquasanta Terme, Preci, Città Ducale e Teramo. Un progetto virtuoso che ci fa guardare avanti con grande speranza e che racchiude un grande valore di fondo: un
 contributo dato da tutti i lavoratori delle imprese del sistema, in collaborazione con Unicam. Credo che questa sia la parte bella del nostro Paese. Adesso, è nostro desiderio che questa possibilita di ricreare comunità, avvenga nel più breve tempo possibile".
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La parola è passata quindi al prof. Giuseppe Losco,direttore della Scuola di Architettura e Design " E. Vittoria" di Unicam.
Nel raccontare degli inizi del progetto, il prof. Losco ha evidenziato il grande lavoro di studio necessario a conciliare l'insieme delle richieste funzionali, alle quali avrebbe dovuto rispondere la struttura da replicare identica in diversi territori e, per diverse esigenze. In risalto l'impatto visivo dell'intero complesso, capace di rappresentare il momento storico che le popolazioni hanno vissuto e di guardare in avanti. A Maddalena di Muccia il complesso polifunzionale sorgerà su un'area comunale di 3300 metri quadrati, di fronte alla sede della Distilleria Varnelli. La superfice del complesso è di 300 metri quadrati, suscettibili di essere successivamente ampliati grazie alla particolare conformazione dell'edificio che, in modo separato, sarà in grado di rispondere a più esigenze di servizio sia dall'interno che dall'esterno. Due spazi sono fruibili come ambulatori medici dall'interno oltre che fungere da poliambulatorio con ingresso esterno.  
"La nostra responsabilità è stata doppia - ha sottolineato  Andrea Lupacchini di Unicam, artefice della progettazione- Abbiamo reagito con ricerca, sperimentazione e ricerca applicata, costruendo qualcosa che a livello internazionale non esistesse e mettendo a servizio il nostro lavoro da ricercatori". 
 

Tanti i particolari che si sono dovuti curare, tenendo in conto che ,nell'eventualità di un servizio della struttura in caso di calamità, l'attenzione debba focalizzarsi anche sull'aspetto psicologico delle persone ospiti e, le valutazioni hanno riguardato anche la privacy. Si è poi voluto che la struttura fosse un segnale fortemente visibile e, oltre alla plusvalenza di spazio multifunzionale e per le emergenze, restituisse l'immagine di una sorta di scultura  monumento.
"Terzo fattore che non potevamo non valutare- ha detto Lupacchini- quello della 'memoria'. Il suo profilo molto articolato, ricorda infatti i picchi delle scosse più forti dei due terremoti del 2016 e i metri quadrati della struttura richiamano il numero delle vittime. Un progetto scultoreo che dunque, partendo dalla forma di tanti triangoli, realizza uno skiline che ricorda il sismogrago. Ricordare l'evento, come punto per ripartire". 

Di semplice costruzione tutta la struttura, la cui progettazione ha guardato anche all'ottimizzazione di una realizzazione capace di progredire spedita nelle operazioni di cantiere e nella stessa produzione dei pezzi prefabbricati che richiederanno solo di essere assemblati, con abbattimento dei costi, velocità  di esecuzione e assoluta qualità. 
Affidata al Prefetto Iolanda Rolli  la conclusione dell'incontro: "Sono mesi che stiamo lavorando con tutti voi protagonisti per cercare di ricostruire un modello di legalità ma anche un modello rapido per avere una ricostruzione organizzata. E' importante- ha detto il Prefetto - sapere dove vogliamo andare ed è importante mettere insieme le forze. E' quello che stiamo provando a fare e che stiamo riusceno a fare. Se si riesce a fare squadra, se si riesce ad unire le competenze ele capacità, si riesce ad andare avanti più facilmente. Quello di oggi è un bellissimo esempio della capacità di lavorare insieme. Grazie all'ente bilaterale e a tutti gli enti bilaterali nazionali per  la disponibilità che c'è stata per questo territorio e, complimenti all'università di Camerino che è sempre vicina a tutti noi in tanti progetti".

Carla Campetella

*******servizio di approfondimento nel prossimo numero di Appennino Camerte

  concept struttura Muccia 





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Docenti e genitori degli alunni del Convitto chiedono risposte e un impegno dell’amministrazione per la sede provvisoria della scuola. Ma il sindaco di Macerata, Romano Carancini, passa la palla al presidente della Provincia, Antonio Pettinari, ente competente nella gestione dell'istituto.

“Il Convitto è stato reso inagibile dal terremoto - spiega ai microfoni di Radio C1- e alunni e docenti sono stati trasferiti, dall’amministrazione, al Pannaggi, di fianco al Tribunale. Poi hanno chiesto ulteriori spazi e la polemica nei miei confronti si è innestata perché secondo loro dovrei essere io a firmare queste autorizzazioni. Ma il primo cittadino non è competente su questo tema perché lo è la provincia da cui però riceviamo solo silenzio”. 

Carancini sostiene di aver specificato, già il 9 gennaio, la sua volontà politica affinché l’istituto rimanga all'ex Pannaggi fino al recupero della storica sede e afferma di essersi battuto fin dal 2016 per questo. 

Ricordo bene invece - scrive poi in una nota rivolta a docenti e genitori - a chi in questa vicenda sta pascolando per il proprio tornaconto personale e politico, ed anche alla Dirigente Marcantonelli, che dopo il terremoto il recupero del Convitto non era affatto prevista dal commissario alla ricostruzione. Solo su sollecitazione dell’Amministrazione il Commissario Vasco Errani venne quasi costretto a venire in città per rendersi conto del valore, non solo storico, di quel bene ma soprattutto dell'importanza istituzionale, sociale e scolastica della sede storica del Convitto. Fu così che l’allora commissario stanziò 7 milioni di euro per la ricostruzione dell’edificio. Questa è la prova della nostra volontà di ridare il Convitto a studenti, docenti e personale Ata. Potevamo scegliere di disinteressarci come ha fatto la Provincia”. Un disinteresse, secondo Carancini, che permane tutt’oggi tant’è che si attende dal presidente Pettinari la garanzia, nero su bianco, della medesima volontà di far rimanere ragazzi e insegnanti al Pannaggi.

Io non posso concedere l’ampliamento degli spazi - torna a precisare il sindaco alla radio - ma lo potrebbe fare la provincia che è competente sia per il Convitto che per l’immobile del Pannaggi di cui ha il diritto d’uso. Tutta questa polemica si sarebbe potuta evitare con il buon senso di tutti. Solo se il Comune ritornasse ad avere la responsabilità della gestione dell’edificio potremmo assumere un impegno scritto e formale.  In realtà non occorre costruire nulla, non occorrono tempi, come tenta di far credere Antonio Pettinari. Non occorrono i riti della vecchia politica e perdere altro tempo: basta scrivere quattro righe a sua firma alla Dirigente Marcantonelli - conclude - in cui rende disponibile al Convitto il piano terra del Pannaggi”.
g.g.


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"Le colpe sui ritardi non possono essere additate ai Sindaci, bensì ad uno Stato che non ha ancora considerato il terremoto come priorità".  Così commenta l'ex sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, a Capo del gruppo di minoranza "Radici al Futuro", la vicenda della ricostruzione della nuova scuola "Betti" per la quale è stato comunicato l'ennesimo rinvio dei lavori. Per mandare avanti il progetto, occorrerà infatti un'indagine archeologica.

"Dopo più di tre anni dal terremoto e dopo aver seguito una delle opere più importanti per la rinascita del nostro territorio- afferma Gianluca Pasqui- apprendere che ancora ad oggi, il Commissario per la Ricostruzione reputa che devono esser fatte altre indagini è un qualcosa di veramente vergognoso".
La scuola "Betti", infatti, avrebbe dovuto essere pronta già da settembre del 2017. Come Sindaco - continua Pasqui - avevo espletato tutto quanto era necessario per dare il via ai lavori entro i termini previsti dalla struttura commissariale e già si parlava di un grande ritardo da parte del Commissario. Apprendere poi, attraverso l'assessore Fanelli, che ancora si richiedono altre indagini, ci manda in allarme. Mi chiedo: nel caso in cui, in quell'area si trovassero dei reperti archeologici importanti che cosa succederebbe? C'è il rischio che la costruzione della scuola possa slittare ancora? O addirittura, non venga più costruita? La struttura Commissariale chiede oggi quello che avrebbe dovuto fare il giorno dopo il terremoto".

Ulteriore aspetto evidenziato dall'ex primo cittadino, il fatto che  "dopo nove mesi di mandato, la nuova amministrazione di Camerino, finalmente dichiara che la colpa è dello Stato e non dell'amministrazione precedente. Questo dimostra che tutte le colpe sui ritardi non si possono additare ai Sindaci ma semplicemente ad uno Stato che non ha ancora considerato il terremoto come priorità attraverso norme idonee per risolvere le problematiche. Finalmente chi governa la città di Camerino oggi si rende conto che le colpe non sono dove immaginavano. D'altra parte- prosegue Pasqui- il fare è cosa ben diversa dal parlare.  Ci sentiamo vicini a chi oggi governa la città di Camerino  e- conclude Gianluca Pasqui-  diamo la massima disponibilità a collaborare al fine di poter ottenere il prima possibile quanto è indispensabile per il futuro dei nostri figli e di tutto il territorio".

C.C.
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Declassamento dei reparti dell'ospedale di San Severino. Il sindaco Rosa Piermattei chiama a raccolta i colleghi primi cittadini in un consiglio comunale urgente, ma non solo. L'assise si riunirà giovedì 30 alle 21 al Cinema Teatro Italia e discuterà di un unico punto all'ordine del giorno, ovvero la "nefasta determina 742" emanata dall'Asur Marche poco prima dello scoccare della mezzanotte del 31 dicembre. 
Si ricorda che chiunque può assistere ai consigli comunali, tanto più se il tema riguarda un diritto sancito dalla Costituzione, quello alla salute. 
Dopo aver avviato la campagna di comunicazione serrata per denunciare l'atto dell'Asur, con il quale tre reparti del Bartolomeo Eustachio sono stati declassati da unità semplici dipartimentali a unità semplici, questa è solo un'altra delle iniziative di "protesta" della Piermattei che trova inaccettabile il silenzio dell'autrice della determina, il direttore generale Asur, Nadia Storti, e il presidente nonché assessore regionale alla sanità, Luca Ceriscioli. Da parte loro nessun commento, soltanto un piccolissimo ma insufficiente gesto, secondo il primo cittadino, vale a dire la sospensione della determina.

Al consiglio comunale sono stati invitati i sindaci delle aree interne, i parlamentari maceratesi ma anche lo stesso Ceriscioli, i direttori Storti e Maccioni che sono chiamati a fornire risposte e spiegazioni. 
Mi domando - commenta il sindaco - come sia possibile restare in silenzio quando una comunità che sta ancora vivendo il dramma del terremoto le chiede spiegazioni per un atto compiuto sotto la sua presidenza e del quale lei, di fatto, si trova a condividere a pieno titolo tutte le responsabilità”.

g.g.






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" Irricevibile e figlia di una logica autoreferenziale" Così il presidente della Comunità del Parco Michele Franchi, definisce la  richiesta di Mauro Falcucci  di di entrare nel consiglio direttivo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, minacciando altrimenti l'uscita
Come noto, il sindaco di Castelsantangelo sul Nera aveva avanzato l'intenzione di non far più parte del Parco, in assenza di rappresentanza nell'organo direttivo del Parco di un esponente del suo Comune e dei comuni di Ussita e Visso.
"Il fatto è - ha sottolineato Franchi - che i membri del nuovo consiglio direttivo eletti dalla Comunità del Parco lo scorso ottobre sono stati democraticamente scelti: i più votati sono risultati i sindaci Alessandro Gentilucci (Pieve Torina), Domenico Ciaffaroni (Montefortino), Nicola Alemanno (Norcia) e Giammario Ottavi, vicesindaco di Cessapalombo.
Tra l'altro - ha aggiunto - con quest'ultimo vi è un accordo in base al quale dopo due anni gli subentrerà il sindaco di Visso. Pertanto, uscite come quella di Falcucci alimentano uno spirito divisivo di cui non abbiamo assolutamente bisogno. Quando ho accettato la nomina a presidente della Comunità del Parco - prosegue Franchi - l’ho fatto nella piena consapevolezza di assumere un ruolo di rappresentanza di tutto il territorio del Parco, e non di una singola realtà comunale. E questa è la logica che ha sotteso anche alla nomina dei membri del consiglio direttivo del Parco per cui chi siederà nella nuova assise dovrà tutelare gli interessi di tutti, e non di una parte. Questo dovrebbe essere chiaro anche al sindaco Falcucci che ha già seduto, in passato, nel consiglio direttivo dell’ente e che era presente all’ultima votazione in cui non mi pare abbia espresso soluzioni alternative. Pertanto, minacciare l’uscita dal Parco oggi, con motivazioni dettate da logiche meramente autoreferenziali, è sbagliato perché tradisce l’ispirazione stessa del concetto di Comunità e indebolisce un fronte che deve invece lavorare compatto nell’ottica della ricostruzione post sisma”.

I quattro rappresentati indicati dalla Comunità del Parco entreranno in funzione nel consiglio direttivo dell’ente nel prossimo mese di febbraio dopo la fine del mandato dei predecessori e a seguito del nuovo decreto di nomina del Ministro dell’Ambiente. Gli altri membri previsti dallo statuto saranno indicati dalle associazioni ambientaliste, dall’ISPRA e dai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole.
cc
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Le problematche relative alla strada comunale Ponti - Capolapiaggia, temporaneamente chiusa a causa del pericolo crollo di un edificio, sono state argomento di un incontro con i cittadini, programmato e voluto dal sindaco Sandro Sborgia, insieme alla vice sindaco Lucia Jajani e all'assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli. 
La decisione di chiudere la strada al transito, era stata adottata lo scorso 18 dicembre, sulla base dell’esito del sopralluogo che il personale dell'Ufficio tecnico del Comune ha effettuato sull’immobile in questione, sopralluogo  che ha evidenziato uno stato di danno particolarmente diffuso con pericolo di crolli in grado d’interessare anche la viabilità sottostante. Primo cittadino e assessori hanno deciso di incontrare la cittadinanza per spiegare lo stato attuale della criticità che obbliga gli abitanti di più frazioni  a percorrere una viabilità alternativa per i loro spostamenti. La situazione di pericolosità dell'immobile era già stata segnalata a giugno 2018.

"Gli uffici comunali- spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli - avevano predisposto per l'inizio dei lavori di messa in sicurezza già prima della fine del 2019. Per la realizzazione delle opere che sarebbero consistite nella demolizione del fabbricato pericolante, erano già state individuate ditte pronte a lavorare in quel periodo . Essendo tuttavia l'area sottoposta a vincolo paesaggistico - continua Fanelli-, prima di procedere, è stato necessario chiedere il nullaosta della Sovrintendenza che, a sua volta, ha manifestato l'intenzione di eseguire un successivo sopralluogo. A seguito di questo- precisa Fanelli-, soltanto lo scorso 21 gennaio ci è stato trasmesso un parere che non autorizza la demolizione totale dell'edificio, bensì parziale con conseguente messa in sicurezza della parte inferiore dell'edificio. Siamo dunque stati costretti alla revisione del progetto iniziale e, sarà necessario ottenere un nuovo ok dalla Protezione civile regionale per la copertura del finanziamento".

Nel corso dell’incontro con i cittadini, sono state mostrate anche le immagini che attestano il grave stato di danno e il rischio di crollo  che riguarda soprattutto la parte superiore dell’edificio.
Foto edificio pericolante per cui è stata chiusa la strada 1

"Sappiamo che la chiusura della strada comporta un notevole disagio - ha detto il sindaco Sandro Sborgia -. Fino ad oggi e sempre in sicurezza, abbiamo lavorato per procedere nella maniera più veloce e ci adopereremo affinchè i lavori vengano conclusi il prima possibile. Nel frattempo verrà risistemato anche il manto stradale della viabilità alternativa Torrone- San Gregorio. La situazione di pericolo era già stata segnalata a giugno 2018  ma a mia amministrazione ne è venuta a conoscenza solo lo scorso dicembre e, in occasione di altra segnalazione. In quel frangente - conclude il sindaco Sandro Sborgia-  abbiamo provveduto ad effettuare un immediato sopralluogo. Non appena  riscontrato l'elevato rischio di crollo del fabbricato, gli uffici hanno disposto la chiusura immediata della strada, a salvaguardia  dell'incolumità di chi la percorre. Non avevamo purtroppo altre alternative. Confidiamo nel fatto che i lavori possano partire all'inizio di febbraio".

Carla Campetella
Pubblicato in Politica
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