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Notizie di politica nelle Marche
“Con la Legge Regionale appena approvata in Commissione, la Regione tutelerà i soggetti in condizione di fragilità dovuta a patologie oncologiche attraverso l’erogazione di un rimborso delle spese sostenute per vitto, alloggio e spostamento fuori dalla propria residenza, sia entro che oltre i confini regionali".

Così il consigliere regionale di Fratelli d'Italia e Presidente della IV Commissione Sanità e Politiche Sociali Elena Leonardi ha commentato il Testo unificato delle proposte di legge a prima firma Cancellieri e Leonardi sul supporto delle cure oncologiche.


Verranno, così, rimborsate le spese di viaggio dal luogo di residenza o domicilio a quello di cura presso strutture sanitarie pubbliche e private accreditate per trattamenti di radioterapia e di chemioterapia, interventi di chirurgia oncologica, anche ricostruttiva e conservativa, esami diagnostici e di laboratorio, interventi di riabilitazione e di fisioterapia, cure e controlli in generale.

"Trovo che questa sia una legge di civiltà, voluta fortemente dalla Giunta Acquaroli e dal centrodestra, reintroducendo delle misure di sostegno che erano state invece precedentemente abrogate", prosegue la Leonardi mentre il consigliere della Lega Giorgio Cancellieri aggiunge: "I soggetti affetti da patologie oncologiche non solo si trovano ad affrontare terapie pesanti e di lunga durata, ma devono sostenere anche costi notevoli di vitto, alloggio e trasporto per potersi curare al meglio in strutture sanitarie specializzate. Questa legge regionale interviene con uno stanziamento certo di 6,7 mln di euro in tre anni per rimborsare gli spostamenti dei pazienti marchigiani sia verso un’altra Area Vasta rispetto a quella di residenza, sia verso altre Regioni italiane. Portiamo all’approvazione del Consiglio una risposta molto significativa per i malati oncologici, che attendevano il riconoscimento di questo doveroso sostegno da tempo".

f.u.
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La questione della nuova caserma dei carabinieri di Camerino, oggetto dell'incontro straordinario del consiglio dell'Unione Montana, finisce sul tavolo del Sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.Una lettera al vice ministro è stata inviata dal presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, chiamato anche a partecipare al suddetto consiglio.

 "Dalla riunione - 
sottolinea Pasqui che rivolge il suo plauso ai sindaci e al presidente dell'Unione Montana per il modo in cui hanno condotto il percorso e per la vicinanza dimostrata all'Arma dei Carabinieri - sono risultate chiare le problematiche che si stanno incontrando per poter procedere finalmente alla costruzione della struttura. Purtroppo è emerso che si sta attraversando un iter burocratico che rallenta la pratica per il definitivo atto di concessione gratuita all’Agenzia del Demanio per la porzione di edificio che dovrebbe ospitare la futura caserma della Compagnia dell’Arma di Camerino. Resta solo da stabilire chi e come si accolli le ultime spese per superare il cavillo definitivo e legato ai lavori necessari per la messa a norma dell’impianto di sicurezza antincendio. La cifra necessaria è stata stimata intorno ai 30mila euro. Al di là delle responsabilità che hanno portato a questa situazione di stallo che sono comunque ben chiare, è inaccettabile che l’iter per la costruzione di una struttura di fondamentale importanza per un intero territorio si possa arenare per la somma di 30mila euro. Della questione ho già parlato nel corso del Consiglio regionale di martedì, dedicato alla Ricostruzione, alla presenza del Commissario straordinario Giovanni Legnini e dell’assessore Guido Castelli ai quali ho anche chiesto un intervento per risolvere tale questione. Per poter addivenire quanto prima a una soluzione che possa sbloccare questa situazione di stallo, ho inoltre interessato il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto al quale ho inviato una lettera per chiedere il suo intervento e consentire al territorio dell’entroterra di poter riavere presto una struttura di fondamentale importanza come la Caserma dell’Arma.



f.u.
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Segnali importanti per il turismo e la ripresa economica del comune di San Ginesio che ha ottenuto il finanziamento per la ciclovia.
"Qualcosa di positivo comincia ad intravedersi-  afferma il sindaco Giuliano Ciabocco-. Una bella notizia quella dell'essere rientrati come comune nel finanziamento della ciclovia che prevede un anello che arriva a  coinvolgere sei  comuni della vallata del Fiastrella e del Fiastra. Un segnale doppio, perchè se da un lato ci dà la possibilità di offrire un'attrattiva in più alle persone che verranno a visitare le località dell'entroterra maceratese, dall'altro testimonia la validità del raccordo e dell'unione tra comuni che collaborano e partecipano attivamente alla vita pulsante che deve essere rivolta verso i cittadini.  Siamo dunque felici per l'ottenimento di questo finanziamento e altrettanto felici della collaborazione insieme agli altri comuni.  Inoltre- annuncia Ciabocco- essendo noi nel Parco dei Sibillini, come comune di San Ginesio  siamo rientrati anche in un altro finanziamento di circa 191mila euro,  per il potenziamento dei sentieri che sono all'interno del Parco. Avremo pertanto la possibilità di offrire anche un collegamento che non si ferma al nostro borgo ma che continua e sale verso la catena dei Sibillini. Un settore dunque  importante per l'offerta turistica che noi vogliamo dare e stiamo cercando in tutti i modi di potenziarlo e rendere fruibile tutte quelle bellezze naturali che abbiamo  nel nostro territorio". Si tracciano dunque le basi per settori che sono sempre più di punta e  in grado di dare la spinta  alla ripartenza del turismo messo in ginocchio dalla pandemia. "noi dobbiamo essere sicuramente fiduciosi, nonostante le grandissime difficoltà che stiamo attraversando - sottolinea il sindaco di San Ginesio-. È un forte disagio che riguarda  noi come amministrazioni, i cittadini e ancora di più le aziende e le attività economiche che abbiamo sul territorio; purtroppo una politica, non so fino a che punto giustissima, sta penalizzando determinate categorie. Speriamo che qualcuno si ravveda e tornino ad essere un po' più vicini a quelle che sono le esigenze delle partite Iva, di chi paga le tasse, di coloro che, in totale sicurezza, sono in grado di garantire dei servizi e garantirsi quindi degli stipendi. Speriamo davvero che questi siano segnali capaci di portare ad un ritorno non dico alla normalità, perché credo che di tempo ce ne vorrà ancora,  ma quantomeno d'impulso ad una ripartenza, a quegli spiragli di positività  di cui abbiamo tutti bisogno". 

c.c.

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“In attesa del nuovo piano di coordinamento della Regione Marche sul tema degli impianti crematori, è necessario un vero confronto con tutte le forze politiche cittadine”.
È quanto chiedono in una nota unitaria UdC Popolari Tolentino, l’associazione Tolentino Popolare e Forza Italia Tolentino all’amministrazione comunale.
Un intervento che riguarda la volontà dell’attuale maggioranza di valutare l’ipotesi di realizzazione di un forno crematorio. Tema che è arrivato sul tavolo del consiglio regionale e per il quale la giunta Acquaroli dovrà pronunciarsi in merito ad un regolamento per le Marche.

I rappresentanti esprimono “pieno apprezzamento alla mozione n.58  sul Piano di coordinamento per la realizzazione di impianti crematori, presentata all’Assemblea Legislativa delle Marche, il 23 marzo scorso, dai Consiglieri Latini (UdC Popolari Marche), Marcozzi (Forza Italia), Pasqui (Forza Italia), Rossi (Civitas-Civici) e Santarelli (Rinasci Marche).
Grazie a questa iniziativa – scrivono nella nota - la Regione Marche viene impegnata a regolamentare in maniera chiara anche i prerequisiti per la geolocalizzazione di eventuali futuri nuovi impianti crematori che non potrà prescindere dalla tutela della salute nel pieno rispetto della cultura delle popolazioni residenti e della sicurezza dell’ambiente con scrupolo per l’armonia dei luoghi.

La Regione potrà individuare – precisano - la realistica utilità di eventuali ulteriori impianti crematori convenendo che le comunità più popolose esprimono già statisticamente una quantità congrua di esigenze crematorie. Sarebbe irragionevole quanto sconveniente che piccoli e medi centri dell’entroterra, già martoriati e spopolati a causa del sisma 2016, possano ospitare impianti crematori evidentemente incoerenti in relazione ai bisogni locali, dal momento che la ricostruzione genera nuove disponibilità di spazio in ogni Cimitero”.

Quindi la posizione in merito alla volontà del Comune: “Ci sono argomenti che impattano fortemente sui residenti, sull’ambiente e sulle colture non solo circostanti, al punto che a tutela non potranno bastare pareri urbanistici, sanitari o tecnici. Siamo convinti che occorra innestare una concreta sensibilità amministrativa di alto valore sociale che riesca a coinvolgere le comunità nei progetti e nei processi, lasciandosi alle spalle epoche in cui d’imperio venivano prese decisioni così importanti per la comunità e per le generazioni future.

Leggere che il Sindaco di Tolentino abbia dichiarato sulla stampa locale “Il tempio crematorio non lo dobbiamo fare per forza“ può essere un buon inizio – ammettono - per una auspicabile inversione di tendenza da parte della Giunta comunale che, a gennaio 2020, diede parere favorevole al progetto dell’impianto”.

Puntano al confronto, però, chiedendo appunto un incontro “In attesa del nuovo piano di coordinamento della Regione Marche sul tema degli impianti crematori.
Intanto sollecitiamo con urgenza l’esecuzione della ricostruzione post-sisma del nostro Cimitero e nel contempo curarne col massimo impegno il decoro proprio perché in rovina a causa del terremoto dal 2016.

La sepoltura tradizionale a Tolentino rimane la scelta ampiamente prevalente. Il Cimitero deve rimanere, anche per chi preferisce la cremazione, il luogo sacro e di quiete dove al defunto è conferita la più alta dignità possibile”.

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Ci sarà più tempo, anche considerata la pandemia, per il completamento delle domande di contributo per la riparazione dei danni lievi dovuti al sisma 2016, che erano state presentate in forma semplificata entro il 30 novembre dello scorso anno.

Lo prevede un’Ordinanza del Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, approvata la scorsa settimana dalla Cabina di Coordinamento, che attende il visto della Corte dei Conti per la pubblicazione e l’entrata in vigore. I termini del 28 febbraio e del 31 marzo per la consegna della documentazione completa, che riguardano le abitazioni con danno lievi i cui proprietari usufruiscono del contributo di autonoma sistemazione o di un alloggio nelle soluzioni abitative di emergenza, sono stati allineati alla data del 31 maggio 2021. La scadenza per il completamento di tutte le altre richieste di contributo per i danni lievi, fissata originariamente al 30 aprile, slitta invece al prossimo 30 giugno. Ci sarà qualche settimana in più anche per presentare le domande di rimborso dei danni, sommatisi a quelli del sisma, dovuti alle forti nevicate di gennaio 2017. La richiesta va fatta pervenire entro il prossimo 20 aprile al proprio Comune, che provvederà entro dieci giorni a trasmettere la documentazione agli Uffici Speciali per la Ricostruzione regionali.

Il rinvio dei termini è stato deciso in considerazione delle permanenti criticità operative connesse alla pandemia, ma anche in ragione della necessità di offrire ai professionisti incaricati tempi congrui per adeguare i progetti alle nuove opportunità offerte dai Superbonus fiscali.

La stessa Ordinanza semplifica, inoltre, le procedure relative alle autorizzazioni e ai nulla osta del Parco Nazionale dei Sibillini e del Parco Nazionale del Gran Sasso e della Laga sui progetti di ricostruzione che ricadono all’interno dei loro territori. Le autorizzazioni sono necessarie solo in caso di nuova costruzione, con aumento delle superfici o delle volumetrie, nonché quelli che comportano una trasformazione urbanistico-edilizia permanente. Non sono dovute, invece, in tutti i casi di ricostruzione di edifici conformi ai preesistenti legittimi. Si ampliano, inoltre, i beneficiari delle misure di agevolazione previste dalle norme sul microcredito, gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico, e dotato di un plafond di 10 milioni di euro per le imprese del cratere. Il prestito agevolato, in genere fino a 30 mila euro, sarà accessibile anche alle attività libero professionali esercitate in forma individuale. L’Ordinanza, infine, istituisce gli elenchi speciali dei professionisti per l’esercizio delle funzioni di Responsabile Unico del procedimento, dei prestatori di servizi di progettazione, dei commissari di gara e dei collaudatori, da utilizzare per supportare le attività previste dalle Ordinanze speciali in deroga, ed amplia la platea dei beneficiari delle agevolazioni previste per le microimprese che operano nelle zone colpite dagli eventi sismici del 2016-2017.
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“Una visita importante per fare il punto sulla ricostruzione, ma soprattutto per capire come orientare gli sforzi anche per la post ricostruzione così da offrire una progettualità completa e anche certezze sul futuro ai cittadini degli 80 comuni del cratere sismico e fermare così il processo di desertificazione economica e sociale in atto”.

Così il governatore Francesco Acquaroli ha commentato la visita in regione del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Maria Stella Gelmini e del Commissario Straordinario Giovanni Legnini. Temi centrali quelli delle infrastrutture, necessarie per la competitività dei territori e la garanzia della fruibilità dei servizi, e dell’introduzione di agevolazioni fiscali a vantaggio della ripresa economica.

CastelliAcquaroliGelminiLegnini


“La ricostruzione può dirsi non soltanto decollata, ma transitata in una fase matura nella quale cominciano ad essere consistenti il numero dei cantieri avviati e il ritmo dell’approvazione delle pratiche – ha dichiarato il Commissario Legnini – Dobbiamo però tutti superare il dualismo ricostruzione – sviluppo, con le due gambe che devono necessariamente camminare insieme. Abbiamo un’opportunità straordinaria che è nelle mani del Governo per cui mi auguro che le proposte formulate dalla struttura commissariale siano accolte nel più breve tempo possibile”.

“Ho ricevuto spunti di riflessione importanti sul da farsi in vista del Recovery Plan e del supporto che il Governo intende dare alle regioni colpite dal sisma – così il Ministro Gelmini – Se non si approntano misure che non siano solo di assistenzialismo, ma che rappresentino un rilancio economico per il territorio dell’intero centro Italia che prima della pandemia ha subito anche il dramma del sisma non riusciremo mai ad arginare il processo di desertificazione e spopolamento che purtroppo è in atto. Per questo mi farò carico di un confronto con il Ministro Carfagna per approfondire la proposta della regione Marche di una Zona Economica Speciale legata a questo territorio”.

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f.u.
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Sarà all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale di San Severino, in calendario per mercoledì 14 aprile, la mozione che riguarda le richieste di riapertura del punto nascite dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio”. Una mozione, quella firmata dalla maggior parte dei consiglieri di minoranza, che si inserisce perfettamente nel dibattito politico che riguarda la sanità. Nei giorni scorsi l’assessore Filippo Saltamartini, insieme al sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, ha dato una decisa sterzata alla visione del piano sanitario regionale: il nuovo ospedale del capoluogo sarà costruito nella stessa sede concordata con la precedente amministrazione, ma con un numero di posti letto ridotto, da 600 a 400, dimensionandolo sulla città e non sull’idea di ospedale unico.

Unica firma mancante tra i banchi della minoranza settempedana è stata quella di Pietro Cruciani che, nonostante non abbia sottoscritto la mozione, si è detto favorevole alla linea sposata dalla Regione e alla riapertura del punto nascite: “Il buon senso prevale, secondo me: vengono salvaguardate le realtà sanitarie dell’entroterra – i presidi ospedalieri di Camerino e San Severino – oltre all’ospedale di Civitanova. Il ripristino del punto nascite è stata una grande battaglia portata avanti dal comitato cittadino. Io stesso mi sono battuto molto in passato per l’ospedale di San Severino e per quello di Camerino, anche con fatti concreti, come l’acquisto di apparecchiature. Per il punto nascite, allo stesso modo, la mia posizione è stata sempre favorevole, nella convinzione della necessità di un presidio di tale importanza per una zona già vessata dal sisma e da un impianto infrastrutturale e dei servizi non all’altezza. Tutti gli argomenti sono condivisibili, visto che il punto nascite è ritornato di attualità anche a Fabriano: i dati concordati per la chiusura dei punti nascite nel 2010 avrebbero voluto quello di San Severino ancora aperto e chiuso invece quello fabrianese. Successe il contrario, almeno fino alla chiusura, decisa dall’ex governatore Ceriscioli, anche per Fabriano. Alla luce delle decisioni in Regione sul piano sanitario è possibile rivedere le posizioni degli ospedali dell’Area Vasta 3 con ruoli ben precisi e determinati reparti”.

Nonostante l’assenza della sua firma, Cruciani ha sottolineato come in sede di voto la mozione troverà anche il suo appoggio: “Sono favorevole alla mozione, anche se non porta la mia firma – conclude Cruciani –. Penso che una mozione su questo argomento avrebbe dovuto avere l’unanimità nella presentazione, con anche la firma della maggioranza: probabilmente sarà approvata da tutto il consiglio, ma sarebbe stato meglio condividerla, senza farne rivendicazioni di parte. Credo che la mozione vada integrata alla luce delle vicende che riguardano il nuovo ospedale di Macerata: nelle sedi istituzionali andrà sostenuta l’importanza di un avamposto sanitario nell’entroterra, quale è l’ospedale di San Severino, e il ripristino del suo punto nascite. Lo si potrebbe fare in accordo con Fabriano: un unico punto nascite che servirebbe due Aree Vaste, la due e la tre, ma dislocato in due presidi”.

GS

l.c.
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"Il gruppo consiliare Radici al Futuro esprime la propria preoccupazione per la situazione di incertezza in cui versa l’iter per la realizzazione della nuova caserma dei carabinieri di Camerino". Così recita la nota stampa che illustra l'interrogazione presentata dal gruppo Radici al Futuro a firma dei consiglieri di minoranza Gianluca Pasqui, Antonella Nalli, Roberto Lucarelli e Stefano Falcioni
"Al di là dei tanti proclami che si sono succeduti nel tempo, infatti, ad oggi non ci sono certezze né sui tempi, né sulle modalità né sul luogo ove sorgerà la struttura che andrà a prendere il posto della struttura di via Bongiovanni resa inagibile dal sisma del 2016- continua il comunicato- 
Lo scorso 22 giugno, l’amministrazione comunale affermava ufficialmente di “aver chiuso la questione”, ma ad oggi non ci sono elementi che possano in alcun modo far pensare a una tempistica chiara per la ricostruzione della caserma. Anzi, nei giorni scorsi diversi organi di stampa hanno riportato la notizia del possibile allontanamento da parte dell’associazione Asd Family Sport dalla zona ex seminario per realizzare, in quel luogo, la nuova struttura a servizio dell’Arma.
Vista l’importanza che la caserma di Camerino ricopre per un vasto territorio che estende la sua competenza da Castelsantangelo sul Nera a Matelica- dicono i consiglieri di Radici al Futuro-  riteniamo doveroso che sia fatta la necessaria chiarezza e a tale scopo abbiamo presentato una interrogazione al Sindaco e alla Giunta per sapere “se corrisponde al vero ciò che gli organi di stampa hanno riportato e cioè la decisione da parte dell'amministrazione comunale di Camerino di posizionare la nuova Caserma dei Carabinieri nella zona ex seminario; di ripercorrere in maniera dettagliata quanto fatto sino ad oggi, dalla giunta comunale di Camerino, per la realizzazione della Caserma dei Carabinieri specificando le motivazioni che non hanno consentito, ancora oggi, di avere certezze in merito a tale importantissima situazione".
Si chiede inoltre - conclue il Gruppo consiliare Radici al Futuro- di allegare tutta la documentazione presente agli atti del Comune, sia in ingresso che in uscita, relativamente alla realizzazione nuova Caserma”.
C.C 

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Passi in avanti a Camerino nel recupero dai danni del sisma del tempio Ducale medievale dell'Annunziata, considerato dagli esperti tra i più belli dell'epoca realizzati in Regione. “Dopo varie interlocuzioni con l’ufficio speciale ricostruzione che, data l’importanza rivestita dall’immobile, per stabilire l'importo preciso del lavoro ha chiesto particolari cautele e di effettuare delle indagini con carotaggi sulle pareti interne dell’edificio - spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli- alla fine siamo arrivati alla definizione di una cifra considerevole che consentirà di fare un ottimo lavoro. La somma che è stata stanziata per la sistemazione del tempo dell'Annunziata è infatti di 2milioni e 100 mila euro e, proprio lo scorso martedì abbiamo approvato in Giunta il documento preliminare alla progettazione che è una specie di presa d’atto della cifra disponibile dopodiché da qui partono tutti i livelli progettuali. L’iter delle opere pubbliche è come sempre abbastanza tortuoso, tuttavia possiamo dire che stiamo mettendo in cascina parecchie opere anche rilevanti e che l’ottenimento di questa cifra ci permette non solo di sistemare il tempio dell’Annunziata da un punto di vista strutturale, ma anche di renderlo adeguato nei servizi e collegamenti sotto il profilo della sicurezza e della videosorveglianza- aggiunge Fanelli- L'idea è quella di renderlo un locale di rappresentanza per realizzarvi eventi culturali e convegni che possano far conoscere un po' la bellezza di questo edificio”. Novità anche sul fronte della ricostruzione e rivitalizzazione della Rocca Borgesca e innanzitutto nella realizzazione della terza via di fuga grazie alla nuova scala resasi necessaria per un adeguamento del piano di sicurezza dei giardini principali della città ducale. Prevista anche la sistemazione del Maschio e dell’edificio dell’ex convento francescano di San Pietro in Muralto. “Per la terza via di fuga il progetto è stato presentato - continua l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli-; lo ha redatto il pool di architetti incaricato ed è stato inviato alla Soprintendenza che ha già espresso parere favorevole. Ciò vuol dire che si può andare avanti e contiamo quanto prima di affidare la realizzazione di quest'opera”. Terminato l’iter anche per quel che riguarda la sistemazione del Maschio nella parte agibile.
“Con la volontà di incentivare la riapertura del bar all’interno dell’edificio- aggiunge l’assessore- il comune di Camerino si è fatto carico dei lavori di sistemazione per più di 50 mila ; anche in questo caso il progetto è già terminato e a breve contiamo di iniziare i lavori , augurandoci che strada facendo tra vaccinazioni e allentamenti nella situazione dei contagi, la cittadinanza possa tornare a fruire di quel posto nel migliore dei modi. Vorrei ricordare che i due immobili storici del Maschio e dell’ex Convento di San Pietro in Muralto la cui completa ristrutturazione non godrebbe attualmente di fonte di finanziamento, sono stati inseriti nel Piano strategico di ricostruzione in quanto riteniamo siano opere strategiche e un input in questo senso è venuto dalla stessa popolazione in occasione del confronto pubblico avvenuto mediante assemblea on-line. L’inserimento nel PSR permetterà quindi che per i giardini della Rocca, uno dei pochi e bellissimi luoghi attualmente fruibili a Camerino, possano essere completate quanto prima tutte le opere necessarie”.
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La direzione Aziendale di Cosmari ha incontrato le segreterie provinciale di CGIL, CISL e UGL per definire l'accordo sul protocollo vaccinazioni Covid 19 in azienda.
A seguito della sottoscrizione del “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/ Covid-19 nei luoghi di lavoro”, Cosmari ha definito con le rappresentanze sindacali locali, una rapida realizzazione del Piano vaccinale.
Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del protocollo, con l’obiettivo di favorire l’applicazione e l’efficacia delle misure di contrasto e di contenimento del Covid-19 negli ambienti di lavoro - e di accrescerne, conseguentemente, la sicurezza e la salubrità.

Cosmari, in questa prospettiva ha avvertito la responsabilità sociale di collaborare attivamente all’iniziativa, sia attraverso l’offerta di spazi aziendali per l’utilizzo diretto da parte del sistema pubblico dell’emergenza come punti di vaccinazione aggiuntivi, sia attraverso l’impegno alla vaccinazione diretta del proprio personale, nella convinzione che solamente un’azione generale e coordinata può abbattere i tempi della vaccinazione, ampliare la tutela e consentire di proteggere la salute collettiva.
Certamente tutti i dipendenti di Cosmari che si occupano di raccolta, trattamento e avvio al riciclo dei rifiuti, della selezione delle macerie del sisma e in particolare della raccolta differenziata dei rifiuti conferiti dalle persone positive al covid o in stato di isolamento domiciliare sono sottoposti ad un particolar rischio di contagio e quindi il Direttore Giampaoli, anche a nome del CdA e i rappresentanti dei sindacati hanno concordato l’esecuzione di una specifica campagna vaccinale da attuare nel prossimo mese di maggio.


Quindi anche Cosmari e le Parti sociali sono intervenuti per disciplinare le misure di contrasto e di contenimento del rischio di contagio in relazione a particolari settori produttivi e alle specificità dei rispettivi rischi e attività, con l’obiettivo prioritario di coniugare la prosecuzione delle attività dei servizi erogati con la garanzia di adeguate condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti e delle modalità di lavoro.

Cosmari si è impegnato a mettere a disposizione il medico aziendale, i locali infermeria e ad assumersi eventuali oneri di assistenza sanitaria previsti.

M.S.
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