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Dare aiuto e sostegno concreto alle attività commerciali: questo l’invito dell’associazione politico – culturale Tolentino Popolare. Dopo la manifestazione in centro a Tolentino, in cui i commercianti hanno simbolicamente restituito le chiavi al sindaco Pezzanesi – un gesto di protesta nei confronti delle misure restrittive – Alessandro Massi, rappresentante dell’associazione, ha commentato la vicenda. Un plauso all’appoggio ideologico della giunta alla protesta, ma anche la convinzione che questo non sia sufficiente: secondo loro sono necessari aiuti concreti, come fatto in altri comuni del maceratese.

L’associazione ha spiegato la sua posizione, anche in una intervista radiofonica di Alessandro Massi con Radio C1...inBlu: “La nostra associazione politico - culturale ci tiene a esprimere la sua piena solidarietà ai commercianti - scrivono - , alle attività artigianali di parrucchieria e estetista, alle palestre e a tutte le attività penalizzate dalla zona rossa, auspicando un progressivo ritorno alla normalità. Riteniamo, inoltre, corretta la scelta del sindaco e della Giunta di sostenere l'iniziativa promossa da essi lo scorso giovedì. Apprezziamo anche la scelta di fare una delibera di intenti per chiedere la riapertura delle attività. Allo stesso tempo però riteniamo doveroso sottolineare che la scelta di sostenere le attività debba anche passare da interventi concreti in sostegno delle imprese, con contributi a fondo perduto come previsto da altre amministrazioni come quella di Sarnano, Civitanova Marche, Fermo e molte altre. Un sostegno - denunciano - solo a parole rischia di essere di facciata e poco incisivo. Insistiamo con forza, nel chiedere un intervento diretto da parte della Giunta comunale, che ha l'occasione di poter dare concretamente una mano a queste attività economiche destinando una parte dei fondi a bilancio per sostenere esse, senza dover penalizzare necessariamente altre iniziative previste. Per essere credibili - concludono - bisogna anche saper dare il giusto esempio”.

GS
In una nota diffusa dal suo ufficio stampa, il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha preso le distanze da quanto riportato nelle ultime ore dagli organi di informazione a proposito di una sua richiesta di “zona rossa” per il periodo delle festività natalizie. Una riunione della Conferenza Stato Regioni, quella a cui è intervenuto, indetta per parlare di vaccinazioni, ma che in coda ha registrato anche il tema delle eventuali ulteriori restrizioni per evitare assembramenti. Queste riferite però ai contesti privati e non agli esercenti, con Acquaroli preoccupato soltanto della tutela delle attività, che non ritiene responsabili, e dei piccoli centri, penalizzati rispetto alle città.

Si legge: “Apprendo dalla stampa e dai telegiornali che questa mattina avrei chiesto la “zona rossa” per le festività natalizie nella Conferenza Stato Regioni tenuta in modalità web. Mi vedrò costretto a chiedere la registrazione del mio intervento perché, a meno di sdoppiamento della personalità, le mie affermazioni sono state di altro tipo. La premessa doverosa è che la riunione era stata convocata per parlare di vaccini ma in coda è stato inserito il tema delle ulteriori eventuali altre misure da prendere per le festività natalizie, onde evitare un impatto devastante nel mese di gennaio sulle strutture ospedaliere ancora in sofferenza. Per questo ci è stato chiesto il nostro parere”.

Il Presidente ha proseguito: “Il mio intervento, tra gli ultimi di quelli in scaletta, ha evidenziato la disponibilità a discutere di una stretta per evitare assembramenti e ammucchiate soprattutto nelle case private. Ho affermato che se si dovesse ipotizzare una ulteriore chiusura non si può pensare che a pagarla siano ristoranti, bar, esercizi commerciali, piscine e palestre e che a fronte di essa ci sarebbe bisogno di ristori totali e immediati. Ho detto inoltre che non è comunque giusto paragonare i territori periferici, che già hanno pagato con l’isolamento le precedenti restrizioni, alle grande dimensioni. Ho parlato dell’inopportunità di lasciare sole persone anziane in questo periodo. Ho chiesto di dare certezze, seppure in un quadro complicato. Ho parlato di necessità di concertazione e di messaggi univoci. Ieri si diceva di aprire le scuole e oggi si pensa di chiudere tutto. È incomprensibile a me, figuriamoci ai cittadini! Quanto detto non mi sembra la richiesta di una zona rossa ma a qualcuno evidentemente fa comodo così”.

In chiusura la stoccata alla stampa: “Ora mi aspetto che tutti coloro, soprattutto chi opera nel servizio pubblico che, senza interpellarmi, mi hanno attribuito la richiesta della zona rossa, riportino il senso di quanto ho veramente detto in quel contesto. Perché l'informazione, soprattutto quella pubblica pagata con i soldi dei cittadini, non deve mai diventare disinformazione”.

Red.
Dare visibilità ai commercianti in difficoltà a causa delle restrizioni: è nata con questo obiettivo la vetrina digitale per il commercio, allestita dal comune di Macerata nel sottopasso tra via Garibaldi e corso Cavour. Oltre a dare una spinta alle attività commerciali della città, la vetrina riqualifica il sottopasso e il percorso pedonale che porta al centro storico.

Le vetrine presenti, ventiquattro in tutto, sono state concesse gratuitamente a quarantuno attività del territorio per tre mesi. Chi non ha trovato spazio “fisico” a causa delle moltissime richieste arrivate all’amministrazione, avrà visibilità proprio grazie alla vetrina digitale: loghi e foto del aziende sono infatti in un video che viene riprodotto in uno schermo presente in una delle vetrine.

L’assessore ai lavori pubblici, Andrea Marchiori, ha parlato dell’iniziativa: “Siamo contenti che commercianti ed artigiani abbiano apprezzato questa iniziativa e li ringraziamo sia per aver contribuito a dar luce e colore al sottopasso, ma soprattutto per l’entusiasmo con il quale affrontano questo periodo di grande difficoltà. Stiamo già lavorando ad un nuovo avviso per quando terminerà la concessione gratuita: le vetrine continueranno così a essere occupate. Potremmo applicare un costo ridotto e destinare i proventi alla cura e manutenzione del sottopasso”.

Nella vetrina digitale trovano spazio anche due piccoli manufatti di Alessandro Massei e di Mauro Spaccesi: Il primo rappresenta Porta Convitto. Massei, partendo dal disegno di un bozzetto, realizza a mano ogni mattoncino con cui poi compone la struttura. Lo stemma del Comune di Macerata scolpito su una tegola romana è invece raffigurato nell’opera di Marco Spaccesi, specializzato nella scultura di mattoni antichi.

Red.

420 metri quadrati per la nuova sede di otto attività commerciali del comune di Fiastra localizzate a seguito del sisma in un piccolo parco commerciale realizzato alle porte del paese. Il costo dell’operazione è stato finanziato dalla Regione Marche con 277mila euro per sette esercizi, mentre una donazione ha permesso già da qualche mese il trasferimento ad un’ulteriore attività. Il presidente della Regione Luca Ceriscioli e l’assessore alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, hanno preso part alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede. Erano presenti all’evento il sindaco di Fiastra, Claudio Castelletti, il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, rappresentanti delle forze dell’ordine, cittadini.

La più grande catastrofe che ha colpito i nostri territori dal dopo guerra – le parole del governatore Ceriscioli – Il rischio più grande era la dispersione delle comunità, a Fiastra oggi è un bel giorno perché si dimostra che tra infinite difficoltà è possibile ricostruire una vita sociale. La realizzazione nel centro di Fiastra di questo piccolo parco commerciale naturale racconta la voglia di ripartire e di far sapere che i nostri borghi seppur feriti tornano a vivere e sono pronti ad accogliere, come hanno sempre fatto, turisti e visitatori. La speranza si costruisce e oggi abbiamo messo un mattone importante”.

Abbiamo voluto fortemente questo piccolo centro commerciale diffuso – così il sindaco Castelletti – perché attorno agli esercizi commerciali riprende la quotidianità di gente che si incontra. Non è stato semplice, per trovare l’area adatta abbiamo dovuto sacrificare i giardini pubblici, ma senza una piazza la comunità di Fiastra non sarebbe stata la stessa. Un ringraziamento va a tutti quelli che si sono spesi per questo risultato”.

Oggi mettiamo un tassello per la speranza – fa eco il presidente della provincia Pettinari – nell’ottica della solidarietà e della coesione. Anche le comunità più piccole meritano la massima attenzione. C’è ancora molto da fare, ma insieme al territorio le istituzioni sostengono le comunità locali, a partire da quelle più colpite e più periferiche”.

In particolare le attività accolte nelle nuove sedi sono due ristoranti, un alimentari-macelleria, un bar, due studi tecnici, un’attività artigianale di confezioni, una lavanderia, per un totale di 420 metri quadrati. La delocalizzazione ha comportato oneri di urbanizzazione per complessivi 89mila euro, mentre il costo dei moduli è stato di 188mila euro. Nell’area attrezzata ci sono anche altri servizi, come le poste, una farmacia e una banca.

 

Fiastra 6

 

Fiastra 1

 Iniziata dalle scuole la trasmissione " Filo diretto con il sindaco Pasqui" sulle frequenze di Radio C1inBlu. Il sindaco ha riferito che dopo la riunione interlocutoria tenutasi due giorni orsono nella capitale, in queste ore si sta discutendo di come ultimare il orogetto in via definitiva. Occorre definire in particolare l'aspetto della viabilità di accesso agli edifici scolastici che- ha precisato il sindaco- "sorgeranno nell'area di Madonna delle Carceri- San Paolo dove insistono i moduli della provincia di Macerata. " In quella zona se cercheremo di salvare l'attuale centro sociale, non sarà possibile evitare lo smantellamento dei moduli scolastici anche perchè la scuola Betti che andremo a costruire è una struttura che ha importanti dimensioni e ci servirà spazio".

Altra questione affrontata quella delle attività commerciali. Ribadendo il suo plauso e la sua vicinanza ai negozianti, parte fondamentale dell'economia della città. " Sono riusciti a portare avanti il loro percorso lavorativo anche se in una tensostruttura, ora si sta lavorando per dare a tutti i commercianti che vorranno continuare nella sistemazione successiva, la possibilità di poter decidere tra varie ipotesi. In un primo momento i commercianti hanno manifestato lìintenzione di ritrovarsi a lavorare in un unico contesto ma dopo mercoledì prossimo vogliamo sottoporre e discutere con loro il progetto che stiamo preparando per decidere insieme quale riterranno più giusto. Se tutti insieme confermeranno di voler proseguire insieme la loro attività in un unico contesto di certo- ha sottolineato il sindaco-  non andremo ad opporci alla loro volontà".Il primo cittadino ha anche posto l'accento sull'area dove andranno realizzate le strutture temporanee delle attività commerciali. Fugando ogni possibile timore di inutilizzabilità dell'area all'uopo individuata, ha inteso ribadire che si tratta di lotti autorizzati dalla Regione e messi a disposizione del comune, suscettibili dunque di essere espropriati e utilizzati.

Pasqui ha poi evidenziato che ad oggi dei 1800 cittadini iniziali ospitati nelle strutture alberghiere della costa, ne restano ancora 447 segno di una consistente riduzione degli sfollati che ancora vi alloggiano " E fa parte dell'impegno quotidiano- ha ribadito - cercare di ridurrne sempre più il numero". Preannunciata la visita del Ministro della sanità Lorenzin che sarà a Camerino sabato prossimo"Il nostro presidio ospedaliero è un fiore all'occhiello della sanità regionale con professionalità importantissime che vanno salvaguardate e ce la metteremo tutta".

Quanto all'ufficio postale sembra vicino lo sblocco della situazione e in breve si potrà arrivare a vedere attuato il posizionamento della sede mobile attrezzata presso il parcheggio della pizzeria Etoile in via Le Mosse. Diversi altri temi sono stati trattati su sollecitazione dei radioascoltatori. A conclusione della trasmissione il sindaco ha ricordato la convenzione firmata lo scorso venerdì a Roma con la Croce Rossa Italiana che prevede la realizzazione di una nuova struttura socio sanitaria, capace di ospitare fino a 35 anziani non autosufficienti.La stessa struttura, una volta superata la fase della post-emergenza,potrà trasformarsi in un centro polivalente rivolto a persone di tutte le età con spazi di formazione e per attività culturali, educative e ludiche.

 

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