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“Una visita importante per fare il punto sulla ricostruzione, ma soprattutto per capire come orientare gli sforzi anche per la post ricostruzione così da offrire una progettualità completa e anche certezze sul futuro ai cittadini degli 80 comuni del cratere sismico e fermare così il processo di desertificazione economica e sociale in atto”.

Così il governatore Francesco Acquaroli ha commentato la visita in regione del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Maria Stella Gelmini e del Commissario Straordinario Giovanni Legnini. Temi centrali quelli delle infrastrutture, necessarie per la competitività dei territori e la garanzia della fruibilità dei servizi, e dell’introduzione di agevolazioni fiscali a vantaggio della ripresa economica.

CastelliAcquaroliGelminiLegnini


“La ricostruzione può dirsi non soltanto decollata, ma transitata in una fase matura nella quale cominciano ad essere consistenti il numero dei cantieri avviati e il ritmo dell’approvazione delle pratiche – ha dichiarato il Commissario Legnini – Dobbiamo però tutti superare il dualismo ricostruzione – sviluppo, con le due gambe che devono necessariamente camminare insieme. Abbiamo un’opportunità straordinaria che è nelle mani del Governo per cui mi auguro che le proposte formulate dalla struttura commissariale siano accolte nel più breve tempo possibile”.

“Ho ricevuto spunti di riflessione importanti sul da farsi in vista del Recovery Plan e del supporto che il Governo intende dare alle regioni colpite dal sisma – così il Ministro Gelmini – Se non si approntano misure che non siano solo di assistenzialismo, ma che rappresentino un rilancio economico per il territorio dell’intero centro Italia che prima della pandemia ha subito anche il dramma del sisma non riusciremo mai ad arginare il processo di desertificazione e spopolamento che purtroppo è in atto. Per questo mi farò carico di un confronto con il Ministro Carfagna per approfondire la proposta della regione Marche di una Zona Economica Speciale legata a questo territorio”.

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f.u.
La difesa del territorio è l’obiettivo che vogliamo raggiungere, in questa vertenza e come missione del governo regionale. Il patrimonio di lavoro, conoscenze e di imprenditorialità che abbiamo acquisito negli anni va difeso perché questo è uno dei più grandi problemi che le Marche hanno, insieme alla ricostruzione e al Covid. Metteremo in campo tutte le risorse che abbiamo, in termini di conoscenze, di relazioni istituzionali e finanziarie per cercare di risolvere questa difficile situazione”.

Lo ha affermato il presidente della Regione Francesco Acquaroli alla prima riunione del Tavolo istituzionale per la crisi di Elica.  All’incontro erano presenti, insieme al presidente, il vicepresidente Mirco Carloni, gli assessori al Lavoro Stefano Aguzzi e Giorgia Latini.

La delicatezza e la pesantezza di questa vertenza “non ci faceva ovviamente sperare che da un primo incontro scaturissero soluzioni – ha affermato l’assessore Aguzzi - C’è una distanza significativa tra la parte aziendale e sindacale. L’azienda ha posto in discussione, con fermezza, un ridimensionamento fortissimo per intavolare una trattativa serena e per raggiungere un accordo tra le parti. Ora gli incontri proseguiranno unilateralmente, per capire se c’è effettivamente la possibilità di una sintesi. Non escludo anche di portare la discussione su un tavolo nazionale”.
“Mi auguro che da qui in avanti la Regione mostri attenzione, non solo ricevendo i supposti ‘amici di partito’, ma soprattutto mettendo in campo le risorse per finanziare il progetto di riqualificazione che l’amministrazione comunale sta predisponendo”. Si è espresso così, sulla vicenda dell’ex Fornace Smorlesi, il sindaco di Montecassiano Leonardo Catena.

C’è disappunto da parte dell’amministrazione sulla mancata collaborazione istituzionale, che il sindaco definisce “principio costituzionale”, per risolvere una problematica che rischia di essere politicizzata. Una situazione, quella del dismesso sito industriale, oggetto di periodico monitoraggio a causa della presenza di materiali contenenti amianto. Il sindaco ha riportato gli ultimi provvedimenti in materia, in particolare l’affidamento della valutazione dello stato di conservazione dei materiali, potenziale fattore di rischio per la popolazione della zona della frazione Vallecascia. La Ditta Marzetti, insieme ai rappresentanti degli uffici comunali e dei Carabinieri Forestali di Recanati, ha effettuato i sopralluoghi nello scorso febbraio, rilevando lo stato di conservazione della copertura ed effettuando prove di campionamento ambientale per scongiurare i rischi connessi alla salute degli abitanti delle zone limitrofe.

Sopralluoghi che hanno dato esiti negativi per quanto riguarda i potenziali effetti e che non necessitano dunque di un intervento immediato. Quello che ha infastidito l’amministrazione guidata da Catena è, piuttosto, il fatto che la Regione non abbia prestato ascolto ai suoi appelli in qualità di voce dei cittadini, ma abbia invece ricevuto un Comitato cittadino, in ragione, secondo il sindaco, di vicinanza politica: “Abbiamo trovato irrispettoso e irrituale da parte della Regione il fatto che il Presidente Acquaroli, forse per vicinanza politica, abbia trovato il tempo di incontrare i rappresentanti di un Comitato e non quelli delle istituzioni – ha commentato Catena –. Questo a maggior ragione dopo che più di un mese e mezzo fa io stesso lo contattai, insieme ad altri soggetti istituzionali, per affrontare il problema e delineare delle strategie. Ci tengo a ricordare che nonostante la struttura sia privata e commissariata, noi dell’amministrazione ci siamo sempre mossi, anche attraverso la spesa di fondi pubblici, per trovare delle soluzioni a tutela della cittadinanza. Sarebbe il caso di non rendere politica la vicenda e di pensare a come risolvere la questione e intervenire concretamente. La struttura è al momento sicura, ma in futuro saranno necessari interventi di messa in sicurezza. Confidiamo che nessuno si sottrarrà alle proprie responsabilità”.

l.c.
"Dobbiamo scongiurare una nuova ondata".
Nel primo giorno di zona arancione il presidente della Regione, Francesco Acquaroli invita tutti all'attenzione, annunciando una riunione con tutti i sindaci per rafforzare la strategia comune di contrasto al virus.
A preoccupare il governatore è la situazione delle terapie intensive: "Quando a novembre è partita la seconda ondata - scrive - , le terapia intensive erano vuote. Quando poi a febbraio è arrivata la terza ondata, con la variante inglese, in terapia intensiva avevamo ricoverate in media 70 persone. Ma con i numeri di oggi, con circa 140 persone in terapia intensiva, dobbiamo assolutamente scongiurare una nuova ondata. Per questo faccio appello al senso di responsabilità e al lavoro di squadra. Oggi chiederemo un incontro a tutti i sindaci, tramite le conferenze di Area Vasta, e alle Prefetture, per rafforzare la strategia comune di contrasto al virus. L’obiettivo è fare il possibile per evitare di dover assumere ulteriori misure diffuse a livello provinciale o regionale".
Proprio per questo motivo Acquaroli annuncia di essere pronto anche ad intervenire "comune per comune cercando di bloccare sul nascere eventuali focolai, per salvaguardare il più possibile sia la salute e la sicurezza dei cittadini che le attività economiche".

Intanto oggi riapriranno diverse attività commerciali e da domani gli studenti potranno tornare a scuola. 

GS



 


Un piccolo respiro di sollievo per l'intera regione Marche che dopo un lungo periodo di chiusura torna in zona arancione dal prossimo martedì 6 aprile. A comunicarlo al Governatore Francesco Acquaroli il Ministro della Salute Roberto Speranza all'esito della cabina di regia sull'andamento dei contagi.

Ancora tre giorni, dunque, in zona rossa, quelli previsti per l'intero territorio nazionale in concomitanza con le festività pasquali, prima delle riaperture, sia pur parziali, attese soprattutto dai titolari delle attività commerciali fortemente penalizzate dalla prolungata situazione di lockdown.

f.u.
Non erano 807 ma 650 i positivi riscontrati ieri nella regione Marche.
A chiarire è il presidente Francesco Acquaroli che ieri mattina aveva mostrato apprensione per i dati che riportavano la curva ai livelli di due settimane fa, durante il picco pandemico, oggi invece ha voluto chiarire l'errore, ribadendo comunque di fare attenzione.
"Oggi il numero dei casi di contagio nella nostra regione torna ad essere nella tendenza dei giorni precedenti - dice - , con 487 positivi di cui 62 sintomatici. Vi segnalo inoltre che nel calcolo del dato di ieri si era verificata una anomalia, riscontrata nel pomeriggio. Ma questo non deve farci assolutamente rilassare, perché nonostante ciò resta comunque un dato molto alto, con 650 positivi di cui 81 sintomatici, che speriamo resti un caso isolato. Il dato dei positivi riscontrati oggi, tornato in linea con quelli degli ultimi giorni, ci dice che sta continuando la decrescita del contagio e che le misure messe in atto stanno producendo i loro effetti".
L'attenzione richiesta riguarda anche la situazione delle strutture ospedaliere che vedono il Covid Hospital al completo e la conseguente sospensione della Chirurgia all'ospedale di Macerata.
"Le nostre strutture ospedaliere sono ancora sotto pressione" ha infatti concluso il presidente.

GS
“Le attività del settore benessere devono poter riaprire, deve essere un’istanza presente nel prossimo DPCM”. Questo l’appello lanciato oggi in una conferenza stampa congiunta tra Confartigianato Benessere Marche e CNA, a cui hanno partecipato diversi imprenditori del settore con ruoli nelle associazioni di categoria e il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. Un’istanza partita a livello locale e poi cresciuta fino ad assumere rilevanza nazionale, che ha dato vita a una petizione online capace di raccogliere mille firme nella prima ora dalla sua diffusione.

Il punto focale su cui fanno leva le associazioni è quello della chiusura, a loro modo di vedere ingiustificata, delle attività legate alla cura della persona in regime di zona rossa. A supporto di questa tesi viene citata l’adesione ai rigidi protocolli imposti fin dal maggio scorso nell’immediato post lockdown. I dati citati da Confartigianato Benessere e da CNA parlano di oltre quindicimila lavoratori del settore fermati dalle restrizioni. Professionisti che già in precedenza operavano in un regime lavorativo ridotto al 50% e in rapporto di uno a uno tra operatore e cliente durante la prestazione: condizioni che, sempre secondo le associazioni coinvolte, non rappresentano casistiche a rischio di contagio.

La richiesta portata avanti è quella di poter riaprire le attività. Questo visto che fino ai precedenti regimi restrittivi l’apertura era concessa, visto che i ristori tardano ad arrivare e le loro condizioni di fruizione si sono dimostrate poco accessibili e, infine, che le chiusure stanno alimentando il mercato nero e l’esercizio abusivo delle professioni con danni economici ingenti.

Nel corso dei loro interventi, Perlita Vallasciani, Presidente del Consiglio Nazionale di CNA Estetica, Daniele Zucchini, Presidente regionale Confartigianato Benessere, Stefania Pellegrini, CNA Benessere Ancona e Ilenia Pigliapoco, Presidente regionale Confartigianato Estetica, hanno rimarcato le loro posizioni e quelle dei lavoratori del settore, ponendo l’accento sui temi dell’abusivismo, dei danni economici, della sicurezza data dai protocolli – prontamente rispettati sin dal maggio scorso – e del mancato accesso ai ristori: le attività di servizio alla persona, stando ai dati comunicati da Confartigianato e CNA, hanno registrato nel 2020 perdite medie intorno al 25% del fatturato, dati che le escluderebbero dagli attuali meccanismi di ristoro.

Al termine di questi interventi, il Presidente della Regione Acquaroli ha sottolineato la posizione della sua Giunta: “Siamo sempre stati favorevoli, nei limiti del possibile, alle aperture, sempre considerando che le misure restrittive sono fondamentali per la tutela della salute dei cittadini. Continueremo a chiedere al Governo di essere comprensivo nei confronti di queste problematiche. Per quello che riguarda i ristori, come Regione stiamo pensando a un risarcimento per le attività che non hanno avuto aiuti in precedenza, cercheremo di intervenire per poter supportare le nostre imprese”.

Oggi il dato è molto grave – ha concluso il Presidente parlando dei contagi –: oltre ottocento positivi in più. Le prossime giornate saranno decisive per il ‘colore’ della nostra Regione nel periodo successivo alla Pasqua. Rischiamo un’altra settimana in zona rossa, per questo vi chiedo di aiutarci rispettando le regole. Speriamo in un aprile positivo sul tema vaccinazioni, in modo che, fra un mese, si possa avere la curva dei contagi sotto controllo”.

Lorenzo Cervigni
"Oltre 800 positivi, rischiamo di compromettere il passaggio nella fascia meno restrittiva".
È di questa mattina l'appello del presidente della Regione Francesco Acquaroli che ha pubblicato il dato dei contagi odierni: "Dopo alcuni giorni della settimana in cui la curva pandemica sembrava rallentare - ha scritto - , il dato di oggi con oltre 800 positivi ci riporta addirittura indietro di due settimane, nel bel mezzo del picco della pandemia. Speriamo che sia un dato sporadico perché altrimenti si rischia di compromettere il passaggio della nostra Regione nella fascia meno restrittiva. Mi appello a tutti a continuare ad avere la massima attenzione, imposta dalla pressione sanitaria nei nostri ospedali ma anche dalla necessità di uscire quanto prima da queste restrizioni così pesanti.

La Regione non ha alcuno strumento di intervento davanti a dati che ci condannano nella cabina di regia - precisa - . È dura e difficile per tutti ma cerchiamo di essere scrupolosamente attenti nella nostra quotidianità".
Dati positivi e una decisa accelerazione per quanto riguarda i progetti di ricostruzione post sisma: è quanto emerso dall’incontro online dello scorso fine settimana tra i vertici della Regione Marche – il Presidente Acquaroli e l’assessore alla ricostruzione Castelli – il commissario Legnini, il subcommissario Goffredo e il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Babini.

Il Presidente Acquaroli ha dato lettura dei dati: “Dal confronto è emerso un dato molto positivo che denota un’accelerazione estremamente rilevante rispetto all’andamento e all’approvazione dei progetti di ricostruzione degli edifici danneggiati. Da fine dicembre 2020, cioè dal momento dell’insediamento del direttore Babini, ad oggi, i decreti emessi dall’Usr Marche sono passati da 4427 a 5689, con un aumento di 1262 decreti in circa tre mesi, e un aumento significativo anche nei Sal finali, che corrispondono alla chiusura degli interventi di ricostruzione, passati da 2219 a 3039, con un incremento di 820 nello stesso arco di tempo, anche per effetto dell’ordinanza 100”.

Nel corso dell’incontro sono state anche esaminate le istanze pervenute dai Comuni destinatari di ordinanza speciale in deroga. Il prossimo 31 marzo potrebbero già essere licenziate le prime ordinanze specifiche per le esigenze puntuali di semplificazione rilevate.

L’assessore alla ricostruzione Guido Castelli ha commentato: “Ci concentreremo ora sul Recovery Plan terremoto attraverso una campagna d’ascolto dei sindaci, che convocheremo entro la prima decade di aprile”.

Ampio spazio sarà dedicato alla definizione della proposta di utilizzo della cifra pari a 1,78 miliardi che Draghi ha confermato essere destinata alla rigenerazione socioeconomica delle aree del sisma.

“Proposte che saranno poi convogliate nel pacchetto che le Marche intendono presentare al Governo – ha concluso Castelli – e proprio per questo il Presidente Acquaroli ha invitato ad Ancona il Ministro agli affari regionali Maria Stella Gelmini per un confronto sulle istante marchigiane inerenti al PNRR”.

La Giunta regionale ha inoltre chiesto alla Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Regionale di calendarizzare una seduta straordinaria aperta dell’assemblea legislativa: l’obiettivo è di fare il punto della situazione in merito alla ricostruzione post-sisma, a circa sei mesi dall’insediamento della nuova amministrazione regionale.

l.c.
In occasione della prima Giornata nazionale per la memoria delle vittime della pandemia da Covid-19, il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha diffuso un messaggio di cordoglio.

Nella nota del Presidente si legge: "Oggi, 18 marzo, è la prima Giornata nazionale in memoria delle vittime della pandemia, istituita dal Parlamento. In questo anno abbiamo conosciuto un dolore inedito, abbiamo perso decine di migliaia di persone, che le famiglie e i propri cari non hanno potuto salutare nel modo più dignitoso. Il nostro pensiero, oggi e ogni giorno, va a tutti loro, alle persone che non ci sono più: alle 2.464 nelle Marche e alle oltre 100.000 in Italia. Questa ferita deve farci riflettere su quanto sia fondamentale oggi essere uniti nella lotta al Coronavirus, su quanto anche ciascuno dei nostri comportamenti sia importante per uscire il prima possibile da questa drammatica pandemia".

l.c.
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