Stampa questa pagina

Il settempedano Giache' campione d'Italia

Mercoledì, 12 Settembre 2012 02:00 | Letto 931 volte   Clicca per ascolare il testo Il settempedano Giache' campione d'Italia SAN SEVERINO M. – Manlio Giachè campione italiano over 50 di motocross! Non smette mai di stupire il cinquantaduenne centauro di Serralta che continua ad andare in pista con la stessa passione ed identico impegno della prima volta che è salito su una moto, aspetti che non lo hanno mai abbandonato in più di trenta anni di carriera. Questa volta Giachè, dopo il brillante Mondiale “veterani” di due anni fa, ha deciso di cimentarsi nella prima edizione del campionato italiano MX1 in sella alla sua Honda 450 cc. Al termine delle quattro prove previste, il crossista di Serralta ha saputo chiudere al primo posto assoluto, risultato che gli ha permesso di far suo il titolo. Scorrendo i risultati ottenuti dal pilota settempedano in queste prove, ci si può rendere conto di quale sia stata la sua supremazia, anche se non sono mancate le difficoltà e la dura lotta contro degni avversari, primo fra tutti quel Giuseppe Gaspardone che gli appassionati senzaltro ricorderanno(vincitore della Coppa 1000 Dollari) e che a 57 anni è stato il principale rivale, arresosi solo nellultima manche della gara conclusiva. La cavalcata trionfale di Giachè è partita(il primo round a Città di Castello è saltato per il maltempo) da Casale Monferrato(AL), corsa che lo ha visto secondo assoluto(un terzo e un primo posto); quindi si è corso a Cavallara(PU) dove è giunto un netto successo(due primi posti). Per il gran finale ci si è recati a Bosisio Parini(Lecco) dove Giachè ha primeggiato di nuovo grazie ad unaltra giornata da incorniciare conclusa con due primi posti, risultato che gli ha portato in dono il titolo di campione dItalia over 50. Le prime parole di Manlio Giachè raccontano cosa lo abbia spinto a sostenere questa nuova sfida: “Saputo di questa opportunità nuova(campionato alla prima edizione), che per noi di una certa età è sempre cosa allettante e stimolante, non ho resistito a non andare in pista e così ho deciso di provarci”. Che campionato è stato? “Davvero bello. Mi sono divertito e sono soddisfatto di averne preso parte. Devo dire che ottima è stata lorganizzazione e mi sono trovato bene in tutte le prove in cui ho corso. Fra i partecipanti(50 circa) ho trovato avversari forti e coriacei, primo fra tutti il “grande” Giuseppe Gaspardone. E stato un rivale importante, mai arrendevole. Ho duellato praticamente sempre con lui e mi è servito per trovare più stimoli e, dopo che in casa sua alla prima gara mi ha battuto, mi sono messo sotto allenandomi di più, perché non volevo arrendermi”. Infatti alla fine lhai spuntata: “Sì, ho avuto la meglio io, ma è stata lotta serrata fino agli ultimi metri e avercela fatta contro un avversario così importante e corretto mi ha dato enorme gratificazione”. Differenze con il Mondiale? “Qualcosa cè, è chiaro. Diverse cose sono differenti:, le piste, la durata delle manche, gli avversari. Invece preparazione fisica e allenamenti sono identici, mi preparo sempre allo stesso modo. Alla resa dei conti si può dire che le difficoltà restano le stesse e primeggiare in un campionato nazionale non è certo una passeggiata”. Manlio, che vuol dire vincere a 52 anni un titolo italiano? “E scontato rispondere che la felicità è tanta, così come lorgoglio per essere riuscito a fare ancora bene in moto e in uno sport così duro, difficile e di sacrificio. Poi si tratta sempre di un titolo nazionale a tutti gli effetti, seppur per “vecchiarelli”, riconosciuto dalla federazione e quindi è motivo di vanto aver colto un risultato prestigioso che impreziosisce una carriera che in tanti anni mi ha portato diverse vittorie”. Credo che la tua soddisfazione aumenti con il fatto che hai fatto tutto da solo: “E vero. In questa avventura non ho avuto al mio fianco né sponsor, né assistenza, né altro e tutto è stato ottenuto con sacrifici miei(spese per i trasferimenti, manutenzione moto, ecc.) e aver raggiunto il massimo del risultato mi gratifica ancor di più e testimonia che le scelte fatte sono state giuste”. Cè una dedica? “Sì e va a me stesso. Veder ripagati i sacrifici, gli sforzi, limpegno, mi dà grande carica e mi incentiva ad andare avanti e credo che la passione che mi anima e che cè sempre stata in 32 anni di moto sia determinante per quello che riesco a fare in allenamento, nella preparazione di ogni cosa, nella voglia che ancora ho di correre in qualsiasi ambito”. Già pensi agli impegni futuri? “Per il momento no(in realtà correrà domenica prossima a San Severino). Vivo alla giornata, senza assilli, continuando ad andare in moto tutte le settimane. In realtà ho un sogno. Vedere mio figlio di 13 anni in pista. Sarebbe una grande soddisfazione se riuscisse a confermare la tradizione di famiglia. Ha già fatto qualche gara e spero che la passione rimanga, in modo tale che io possa rilassarmi e smettere di correre, anche se sono sicuro che non sarà semplice vederlo da fuori, perché avrò un po di timore. Se così non fosse allora vorrà dire che il momento di dire basta non è arrivato e continuerò cercando di mantenermi su questi buoni livelli, magari con lobiettivo di difendere questo titolo appena conquistato”.   Roberto Pellegrino

SAN SEVERINO M. – Manlio Giachè campione italiano over 50 di motocross! Non smette mai di stupire il cinquantaduenne centauro di Serralta che continua ad andare in pista con la stessa passione ed identico impegno della prima volta che è salito su una moto, aspetti che non lo hanno mai abbandonato in più di trenta anni di carriera. Questa volta Giachè, dopo il brillante Mondiale “veterani” di due anni fa, ha deciso di cimentarsi nella prima edizione del campionato italiano MX1 in sella alla sua Honda 450 cc. Al termine delle quattro prove previste, il crossista di Serralta ha saputo chiudere al primo posto assoluto, risultato che gli ha permesso di far suo il titolo. Scorrendo i risultati ottenuti dal pilota settempedano in queste prove, ci si può rendere conto di quale sia stata la sua supremazia, anche se non sono mancate le difficoltà e la dura lotta contro degni avversari, primo fra tutti quel Giuseppe Gaspardone che gli appassionati senz'altro ricorderanno(vincitore della Coppa 1000 Dollari) e che a 57 anni è stato il principale rivale, arresosi solo nell'ultima manche della gara conclusiva. La cavalcata trionfale di Giachè è partita(il primo round a Città di Castello è saltato per il maltempo) da Casale Monferrato(AL), corsa che lo ha visto secondo assoluto(un terzo e un primo posto); quindi si è corso a Cavallara(PU) dove è giunto un netto successo(due primi posti). Per il gran finale ci si è recati a Bosisio Parini(Lecco) dove Giachè ha primeggiato di nuovo grazie ad un'altra giornata da incorniciare conclusa con due primi posti, risultato che gli ha portato in dono il titolo di campione d'Italia over 50. Le prime parole di Manlio Giachè raccontano cosa lo abbia spinto a sostenere questa nuova sfida: “Saputo di questa opportunità nuova(campionato alla prima edizione), che per noi di una certa età è sempre cosa allettante e stimolante, non ho resistito a non andare in pista e così ho deciso di provarci”. Che campionato è stato? “Davvero bello. Mi sono divertito e sono soddisfatto di averne preso parte. Devo dire che ottima è stata l'organizzazione e mi sono trovato bene in tutte le prove in cui ho corso. Fra i partecipanti(50 circa) ho trovato avversari forti e coriacei, primo fra tutti il “grande” Giuseppe Gaspardone. E' stato un rivale importante, mai arrendevole. Ho duellato praticamente sempre con lui e mi è servito per trovare più stimoli e, dopo che in casa sua alla prima gara mi ha battuto, mi sono messo sotto allenandomi di più, perché non volevo arrendermi”. Infatti alla fine l'hai spuntata: “Sì, ho avuto la meglio io, ma è stata lotta serrata fino agli ultimi metri e avercela fatta contro un avversario così importante e corretto mi ha dato enorme gratificazione”. Differenze con il Mondiale? “Qualcosa c'è, è chiaro. Diverse cose sono differenti:, le piste, la durata delle manche, gli avversari. Invece preparazione fisica e allenamenti sono identici, mi preparo sempre allo stesso modo. Alla resa dei conti si può dire che le difficoltà restano le stesse e primeggiare in un campionato nazionale non è certo una passeggiata”. Manlio, che vuol dire vincere a 52 anni un titolo italiano? “E' scontato rispondere che la felicità è tanta, così come l'orgoglio per essere riuscito a fare ancora bene in moto e in uno sport così duro, difficile e di sacrificio. Poi si tratta sempre di un titolo nazionale a tutti gli effetti, seppur per “vecchiarelli”, riconosciuto dalla federazione e quindi è motivo di vanto aver colto un risultato prestigioso che impreziosisce una carriera che in tanti anni mi ha portato diverse vittorie”. Credo che la tua soddisfazione aumenti con il fatto che hai fatto tutto da solo: “E' vero. In questa avventura non ho avuto al mio fianco né sponsor, né assistenza, né altro e tutto è stato ottenuto con sacrifici miei(spese per i trasferimenti, manutenzione moto, ecc.) e aver raggiunto il massimo del risultato mi gratifica ancor di più e testimonia che le scelte fatte sono state giuste”. C'è una dedica? “Sì e va a me stesso. Veder ripagati i sacrifici, gli sforzi, l'impegno, mi dà grande carica e mi incentiva ad andare avanti e credo che la passione che mi anima e che c'è sempre stata in 32 anni di moto sia determinante per quello che riesco a fare in allenamento, nella preparazione di ogni cosa, nella voglia che ancora ho di correre in qualsiasi ambito”. Già pensi agli impegni futuri? “Per il momento no(in realtà correrà domenica prossima a San Severino). Vivo alla giornata, senza assilli, continuando ad andare in moto tutte le settimane. In realtà ho un sogno. Vedere mio figlio di 13 anni in pista. Sarebbe una grande soddisfazione se riuscisse a confermare la tradizione di famiglia. Ha già fatto qualche gara e spero che la passione rimanga, in modo tale che io possa rilassarmi e smettere di correre, anche se sono sicuro che non sarà semplice vederlo da fuori, perché avrò un po' di timore. Se così non fosse allora vorrà dire che il momento di dire basta non è arrivato e continuerò cercando di mantenermi su questi buoni livelli, magari con l'obiettivo di difendere questo titolo appena conquistato”.

 

Roberto Pellegrino

Letto 931 volte

Clicca per ascolare il testo